Ancora la maturità

Per la maturità, uno dei testi proposti è un brano di Pasolini del 1973:

“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane. “

Perché il brano si interrompe qui? Non lo sappiamo. Sappiamo però che l’originale così prosegue:

“L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che “omologava” gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale “omologatore” che è l’edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c’è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s’intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina). Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo? “

E’ difficile convincerci che il brano sia stato tagliato solo per ragioni di spazio. Infatti, senza il pezzo tagliato è impossibile completare il quadro storico-sociologico. Saremmo lontani dal vero se ipotizzassimo che quella frase di apertura del secondo paragrafo “L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che “omologava” gli italiani” desse qualche problema allo zelante copincollatore del MIUR?

Erasmo


  1. Comunque lo si veda, Pasolini era analista fine delle realtà sociali, avanti di 100 anni se confrontato alla media degli intellettuali ma irraggiungibile nel tempo da parte di topi e quadrumani.

  2. Giambastasemprequa

    Cazz…[omissis] Pasolini…

  3. red.cac.

    No, non si sarebbe affatto lontani dal vero.

    Onestamente non ci piace quel “scienze umane”: ma allora era di gran moda, quasi fosse un viatico salvifico, a differenza di studia humanitatis, che di salvifico non ha nulla.
    Ciò detto, Pasolini ha scritto cose, poi rimasticate per moda con molti anni di anticipo su qualsiasi suo contemporaneo (a parte Montale: non a caso i due erano ai ferri corti). Va però aggiunto che non ha solo enunciato queste idee: ha vissute, a differenza di quanto è accaduto in seguito con tutti gli altri, che spesso le rimasticavano.
    Il brano mancante, che non dipende dall’esigenza di risparmio cartaceo, avrebbe posto il problema in termini ben diversi. Ci sarebbe stato chi avrebbe fatto peggio, concedendosi attacchi alla religione degni del sig. Train o del sig. Topo (ho in mente alcune persone), ma altri avrebbero avuto occasione di riflettere in un tema di maturità (per la prima volta) sull’omologazione nel suo senso più ampio: se si tratta di fenomeno inevitabile, o addirittura necessario, o se invece si può dare una società di composta da uomini liberi*, comunque la pensino.
    Ma non è la prima volta che alla maturità tagliano scientemente i testi per aggirare spiacevoli verità; e non sono molti i docenti di italiano che di Pasolini sanno qualcosa di più di come è morto.
    Le sue poesie non ci piacciono, ma Pasolini è uno tra i grandi, e rari, intellettuali e polemisti di un secolo in fondo conformista. E non è un caso che si sia tentato invano di marchiarlo.

    *Dunque non da sigg. Train e Topi Gonzi, che credono di stare, anzi, di essere opposizione mentre sono soltanto la rumenta più indecente del conformismo paraculo.

    • Erasmo

      Naturalmente ci saranno stati migliaia di temi e temini su Mediaset strumento del fascismo. Notisi che nel 1973 c’era solo la RAI.
      I documenti su Pasolini che si sono persi (almeno per la fruizione delle persone comuni) sono i dibattiti televisivi del 1974-75, alcuni dei quali, memorabili, con Maurizio Ferrara, allora direttore dell’Unità e padre dell’odiato Giuliano.
      Basterebbe visionarne un paio per capire come Pasolini sia, per i comunisti, come gli ebrei: simpatico solo da morto.
      [spero non le dispiaccia, ex collega, se, per dare un senso al dialogo, ho messo il suo nick sul precedente commento]

      • red. cac.

        Non mi spiace affatto, avevo dimenticato. Farò poi un’indagine su quanti e come hanno svolto questa traccia, anche se ormai, dato che l’imperativo è “rispettare le consegne” (e non mi inoltro nell’argomento perché non vorrei essere assimilato alla signorina che difende quell’imbecille di Enrico) si tratta di solito di banalità.
        Ho scoperto tardi* Pasolini, al tempo degli scritti corsari. Ero condizionato dalle parole che gli aveva rivolto Montale nel ’71, non avevo letto niente praticamente niente, avevo solo visto suoi film che mi avevano affascinato, come l’Edipo Re.

        *Sig. Train, sig. Topo: il tardi vale solo per l’ex collega Erasmo. Voi due (sì, anche tu, Topo) non ne sapete una mazza ancora oggi.

        • Erasmo

          I suoi due ultimi anni di vita sono stati di gran lunga i più fecondi. E anche l’ultimo film è il migliore.

  4. teddy

    Pasolini non mi è mai piaciuto. E non mi sono mai piaciute le sue teorie sulla manipolazione delle masse coi modelli imposti. Nel momento stesso in cui arroga solo a se stesso (e ad una sparuta classe di intellettuali) una presunta capacità di conoscere la verità, manifesta il fascismo più bieco che un uomo possa manifestare: che è poi la concezione leninista degli intellettuali, guida delle masse pecorone. Mi è sempre venuto da chiedergli come mai la televisione, per non parlare della propaganda e dell’indottrinamento sociale di massa, non fosse riuscita ad imporre, alle masse comuniste le code ai magazzini GUM, suscitando il medesimo entusiasmo con cui “il potere” (definizione secondo me generica e inconcludente) di cui parlava lui, era riuscito ad imporre il consumismo alle masse “capitalistiche”.
    Non lo ha mai sfiorato il pensiero che consumare è anche rendere la vita migliore, sempre e comunque in un contesto di libertà, dove nessuno ti obbliga, se non puoi o se non vuoi.
    Neanche mai sfiorato dall’idea che la società dei consumi è frutto del progresso, del miglioramento delle condizioni generali di vita delle società, che l’edonismo è qualcosa che dà piacere e che tra i diritti di un uomo esiste anche quello alla felicità.
    E anche la storia dell’omologazione religiosa fa girare un po’ i coglioni. Possibile che non esista un aspetta della vita sociale che non sia il frutto di un condizionamento del potere? Eccheccazzo. Se uno ha avuto problemi di sviluppo psicologico con l’autorità genitoriale, non può pretendere di trasferirli pari pari, sotto forma di verità, a livello sociale.

  5. Myollnir

    Mi rendo conto di non essere in sintonia con la ex-redazione, ma a me, di Pasolini, piaceva solo il motociclista. Del PPP (pippo, pertica e palla) non mi è mai piaciuto nulla: non l’uomo, e non perché andasse a spolparsi i ragazzini di borgata, venendone alla fine spolpato: ma per essere passato con quelli che gli avevano ucciso il fratello; non il regista, di cui non salvo nulla ma ovviamente non mi sono imposto di vedere tutto: basti pensare che è riuscito perfino a fare un brutto film con Totò; non il poeta, ma lì devo dire che la poesia mi piace pochissimo, e fra ciò nulla che sia stato scritto negli ultimi 200 anni; non, poi, il corsivista del Corriere – maestro – a – pensare, pieno di antimodernismo straccione, ivi compreso il pezzo qui sopra, prima e dopo la cesura ministeriale. Non, infine, l’uomo di potere (letterario, naturalmente): Continuo ad essere convinto che, se non avessimo avuto Calvino, Pasolini e Moravia, la letteratura italiana starebbe molto meglio.
    Vabbé, l’ho detto.

  6. parsifal

    Noi non abbiamo particolari entusiasmi per Pasoliini; come per tutti gli intellettuali, ci piacciono certe cose e non altre. Molto l’avete già scritto voi e, francamente, la cosa che ci è piaciuta di più è di teddy.

    Però ci incuriosisce la domanda finale di Erasmo: lo zelo sarebbe dovuto a qualcuno con l’intenzione di “proteggere” il cattolicesimo dall’ “insulto” che lo vedrebbe mero strumento del potere? Secondo noi può essere benissimo l’opposto. Uno dei modi con cui possiamo leggere il brano di Pasolini è: in ogni epoca il potere usa un’ideologia di massa per dominare il popolo. In passato è stata la religione, oggi è un’ideologia che si contrappone. I laicisti vogliono far passare questa cosa come una liberazione dalla religione, mentre invece Pasolini dice che semplicemente è una nuova ideologia – magari possiamo pure scrivere nuova religione. Procedendo su questa strada si arriva ad una delle nostre tesi, che la laicità non esiste. Secondo noi lo zelante censore è un laicista, non un baciapile.

  7. Erasmo

    Parto da Parsifal: non credo che si tratti di protezione del cattolicesimo, ma di semplificazione faziosa. Il ministero voleva evitare che emergesse l’applicabilità del modello di sfruttamento sia a laici che cattolici, e ha preferito buttarla sulla contrapposizione buon selvaggio – cattivo modernista.
    Quanto alle critiche a Pasolini, faccio presente che il suo pensiero in materia di dinamiche sociali si è sviluppato fra gli ultimi mesi del 1973 e la morte, avvenuta nel novembre 1975. La cosa ha cominciato a far rumore solo dopo il referendum sul divorzio (maggio 1974) a ragione delle critiche di PPP al PCI per avere perso la comprensione dell’evoluzione della società italiana. Far rumore, in quelle circostanze, innescava una intensa speculazione (nel senso di pensiero) per cui la elaborazione della critica alla società consumistica accelerò, generando, oltre a molti articoli, anche un film. Ma si trattò pur sempre di pochi mesi di elaborazione: se PPP avesse avuto altri vent’anni da vivere, certamente avrebbe affinato qualcosa, in particolare liberandosi dell’impalcatura marxista che lo costringeva a leggere i fenomeni in modo un po’ ingessato, ossia in termini di contrapposizione fra classi e in chiave di fascismo-non fascismo. A questo affinamento sarebbe senza dubbio arrivato, visti i toni di accesa contrapposizione che contraddistinsero i suoi rapporti con il PCI in quegli ultimi mesi. Le Brigate Rosse avrebbero fatto il resto, nel senso che lui avrebbe dato del terrorismo la lettura giusta, andando in rotta di collisione con PCI, sindacati e intellettuali organici.
    Penso che non abbiate un’idea precisa di cosa abbiamo perso nel novembre 1975. Provate a dirmi, entro 10 secondi, il nome di un grande della letteratura, del cinema o di altre arti emerso in Italia dopo il 1975. Su, veloci.
    Tempo scaduto.

    • teddy

      La Sua, caro ex collega, sa tanto di assoluzione per insufficienza di prove. Non possiamo ipotizzare un Pasolini con venti o trent’anni di vita in più. Le idee di un intellettuale vanno valutate nel contesto in cui sono state elaborate. Quanto alla lettura giusta del terrorismo, dipende da quale consideriamo tale: “dodici dicembre” e la collaborazione con la “controinformazione” di Lotta continua è forse quella giusta? Io ipotizzo, con la medesima certezza che, probabilmente, se fosse sopravvissuto, ci saremmo ritrovati un Pasolini che scivolava sempre più verso Nappisti e Brigatisti, man mano che aumentava la sua contrapposizione ideologica al PCI. Del resto, il terrorismo si è nutrito dei valori del riscatto degli umili e degli oppressi. Non era forse ciò che rivendicava Pasolini? Avrebbe forse auspicato una Polizia che, nel “prendere coscienza” del suo essere proletaria, passasse dalla parte dei Brigatisti. Perché quelli (i terroristi) non erano i figli di papà di Valle Giulia ma l’autentico proletariato in rivolta contro l’oppressione borghese.
      Tutte ipotesi, caro ex collega, ma tutte plausibili. No, di grandi della letteratura non mi sembra di vederne, dopo il 75. Ma, mi pare, neanche prima. Pasolini, a mio parere, è stata solo una delle molteplici versioni con cui il marxismo leninismo ha monopolizzato la cultura italiana dopo la caduta del fascismo: lotta di classe a go-go, orgoglio proletario, sempre in difesa di presunti umili e oppressi, sempre contro presunti oppressori. Solo un teatrino delle parti, anzi, di una sola parte, scivolato spesso in faide familiari, ma senza che mai nessuno rinunciasse ai diritti d’autore. Nessuna analisi concreta della società italiana che, in quegli anni, non dimentichiamolo, cresceva ai ritmi cinesi di oggi e sconfiggeva miseria e analfabetismo. Mentre ogni mattina si faceva la conta dei morti ammazzati.

    • Myollnir

      Mi faccia pensare… cosa abbiamo perso nel Novembre 1975… L’Istria?
      Io ero molto giovane, ma non ricordo tutto questo scontro con il PCI. Poi, ritengo che i semi piantati da Pasolini abbiano germogliato anche troppo bene: dice nulla il fatto che “IO SO” sia diventato uno slogan di Ingroia – uno che di mestiere, se non ha le prove, dovrebbe solo tacere?

      Comunque, non c’entra nulla, ma un tributo al grande Pasolini ci sta bene:

      • Erasmo

        Bravo il PCI a annetterseli dopo che sono morti: Pasolini, Falcone, Borsellino. Un po’ meno bravi quelli che se la bevono.

  8. sig.Train

    Avevamo notato già da parecchio tempo che non esiste più il feeling storico che univa i topgonzi. Crediamo che questo sia nella natura delle cose: non può nascere mai una vera amicizia se esiste un gruppo la cui unica ragion d’essere sarebbe quella di unirsi per fare la guerra contro dei blogger che sono considerati mortali nemici da abbattere in tutti i modi.

    Quando viene meno la ragion d’essere del gruppo, ecco che emergono le prime crepe, i distinguo, i malumori e anche i primi dissapori personali. E’ evidente che le contraddizioni all’interno del branco stanno cominciando ad emergere e diventa sempre più difficile far finta che nulla sia accaduto.
    Se in passato i topgonzi riuscivano abilmente a nascondere i dissidi personali tramite una unanimità di facciata, ora diventa sempre più difficile garantire un’armonia che nei fatti non esiste più. Infatti, qualunque cosa stia accadendo al loro interno, notiamo che le polemiche tra di loro aumentano sempre di più, cosa del tutto impensabile sino a qualche anno fa; e noi, come avevamo detto qualche mese fa, crediamo che questo fenomeno prima o poi esploderà in maniera drammatica.

    Oggetto della disputa nella quale i topgonzi hanno cominciato ad azzannarsi da soli, è il compianto poeta, scrittore, regista cinematografico, polemista, opinionista, romanziere Pier Paolo Pasolini, una delle figure più importanti della storia d’Italia della seconda metà del XX secolo che ancora oggi, a distanza di quasi 40 anni della morte, suscita parecchie discussioni.

    E’ divertente vedere i topgonzi discutere animatamente sulla figura di Pasolini, dove ciascuno dei componenti del branco esprime le tesi più bizzarre che mai mente umana partorì, ed è divertente vederli litigare animatamente tra loro.

    Ancor più divertente leggere, e questa la dice lunga che a raccattar dalla spazzatura certi personaggi chiacchierati non paga mai, un tizio che preferisce citare provocatoriamente il motociclista Pasolini. Forse costui non si rende conto che i suoi discutibili interventi mettono in imbarazzo persino una faccia tosta come quella di Merdasmo. Noi siamo solidali perché deve essere difficile per lo stesso Merdasmo difendere un personaggio indifendibile come quello.

    • Senza contare poi che la ex-Redazione è in ritardo con i bonifici per i compensi dei vili fiancheggiatori. Si voglia provvedere, grazie.

      • Studente di itagliano

        Io per avere il rimborso spese dell’ultimo reportage dall’Asinara son dovuto andare di persona me personalmente medesimo sul molo di Genova…

        • Studente, sono tempi di crisi, nella ex-Redazione, è evidente. E non solo per gli stracci che volano.

          Ah, se solo il sig. Train si facesse avanti con una offerta che non potrei rifiutare (beh, non è una bella espressione, ma si capisce cosa intendo), c’ho nel cassetto un dossier sul sig. Erasmo, il quale non aspetta altro che di essere… valorizzato (il dossier, dico, non il sig. Erasmo).
          Purtroppo temo che il destino dell’incartamento sia rimanerci, nel cassetto.

        • Erasmo

          Per ragioni di buona e rigorosa gestione, abbiamo affidato ogni rapporto economico alle parsimoniose mani degli ex colleghi genovesi

    • Erasmo

      Non possiamo che compiacerci per il nuovo corso del sig.Train, che ha abbandonato le caccoline per le caccolone. Ignoriamo il peso dell’editing del canuto reggicoda, che supponiamo alacre.
      Naturalmente non possiamo escludere che questi caccoloni, così estranei alla tradizione mordi e fuggi del sig.Train, siano contraffazioni del Reggicoda medesimo: qualche parola ricorrente nel lessico del sig.Train (p.es. “mortali nemici”, “costui”) qualche virgola fuori posto, magari un condizionale al posto del congiuntivo, ed ecco la similcaccola dello pseudotrain, utile a far conseguire al Reggicoda l’ambito e sempre sfuggito onore della pubblicazione presso di noi.
      Accettiamo il rischio, considerata l’assoluta eccellenza di brani come quello qui sopra: in fondo, questo blog è dedicato ai fessi.

    • myollnir

      Corra in edicola a comprare il Foglio, sig. Tra in! Scoprirà finalmente l’identità di Erasmo (si, siamo alla delazione)

  9. Topo Gonzo

    In merito al serpeggiare di un qualche dissidio fra i tropstronzi, tanto per cominciare è vero perlomeno che Teddy Smerda (‘o napuletan’e Bellune), se potesse, di Pardipalle (e forse non solo di lui) farebbe farina, e in ciò, mi sia consentito il dire, rivela (sed absit laudatio verbis) un certo qual barlume di umanità.
    Ho poi come l’impressione che anche Pierspicuo cominci ad averne un po’ le palle piene di dover sempre fare l’avvocato Ghedini di tutti gli iper-cazzari che animano la fogna (in particolare Pardipalle, M.me Barbarà, Marcello Porello, ecc.). Più in generale, si intuisce che i tropstronzi tendono a prendere le loro brave distanze, magari tacitamente, senza darlo troppo a vedere, dagli scempi che si consumano ormai ordinariamente nel loro cesso, in particolare da quelli prodotti da alcuni mostriciattoli che di tanto in tanto, commentando presso coloro che non a torto ritengono camerati, sono soliti laggiù scacazzare abbondantemente fuori dalla tazza.
    Chissà che un po’ tutta l’architettura propagandistica e ideologica tropstronzica non si vada irrimediabilmente incrinando sotto i colpi dell’ennesimo mostro (iper-fesso, nella fattispecie) prodotto dall’uomo medesimo (si fa per dire, trattandosi di tropstronzi), ma di cui egli ha perso il controllo. Del Frankenstein di turno, insomma, che nel caso in esame veste i panni di soggettoni spocchiosi come M.me Barbarà e il sefirmante Myollnir, oppure di minus habens che mettono meno aggressività nei loro pur madornali spropositi, come Marcello Porello o quell’idiota ordinario di Max.

    Quanto a Pasolini, il fatto che i tropstronzi si dividano sul personaggio e su ciò che ha rappresentato non può certo sorprendere chi li conosca. Loro, tutti indistintamente di animus fascista (nella versione odierna di animus berluscon-leghista), un “frocio” perdipiù sublimemente intellettuale come Pasolini, così lontano dalla loro squallida e sclerotica schematicità, così refrattario alla loro vitale omologazione al peggio, possono solo detestarlo. Poi però in ogni fascista opera una punta significativa di omosessualità repressa, o quanto meno di naturale tendenza al servilismo e al rispetto gerarchico, tutte cose che gli implicano un innata pulsione all’ammirazione di certe manifestazioni di virilità e carisma (alcuni suoi tratti somatici, il suo eloquio limpido, semplice e schietto, il suo mantener sempre alta la testa di fronte a chiunque, la sua capacità di sporcarsi la mani in contesti opposti a quelli intellettuali, la sua spontanea familiarità coi poveri e cogli ignoranti, il rifiuto di omologarsi, il bastare a se stesso, ecc., ecc.) che un omosessuale come Pasolini esprimeva da ogni poro e come pochissimi suoi simili. E’ chiaro allora che in un berluscon-leghista le due predisposizioni spirituali confliggano e che in certi soggetti e in certi momenti possa prevalere ora l’uno, ora l’altro dei due atteggiamenti.

    • sig.Train

      Attenzione, il Pierspicuo, come lo chiami tu, ha sempre ammirato Pasolini e questo bisogna riconoscerlo; il problema è che la questione Pasolini ha evidenziato un problema all’interno della corte dei miracoli; ci riferiamo al fatto che non c’è più quell’armonia che li caratterizzava in passato. Noi crediamo che l’anello debole del branco sia teddy, il quale si è letteralmente immolato per Merdy e company. Si è occupato della piattaforma, ha risolto problemi tecnici, ha fatto il lavoro sporco, ma non ha ricevuto altrettanta attenzione da parte dei suoi compari, anzi, più volte nei momenti decisivi lo hanno lasciato solo. Ne abbiamo avuto prova di recente, basti guardare la debolissima difesa d’ufficio fatta dai suoi compari di merende che non si sono sprecati nel difenderlo dalle accuse che un idiota gli ha recentemente mosso. Questo teddy non lo ha affatto digerito e, Top Ganz, se ci fai caso, il più polemico tra tutti i commentatori sul caso Pasolini è proprio lui, il socialista teddy, non il cattolico Pardipal o il leghista Red.Caz. le cui feroci contestazioni a Pasolini possono essere comprensibili. Mai abbiamo visto teddy contestare duramente Merdasmo in pubblico, anzi, si è caratterizzato per essere sempre stato deferente nei confronti di Merdy e di Caz..

      • la redazione

        Avanti così, che ci piacete moltissimo.

        • parsifal

          Da notare due perle:

          1. In tutto il thread nessuno aveva fatto riferimento all’omosessualità di Pasolini (che non c’entra niente, infatti), ma l’ha tirata fuori il Topo, con l’attributo “frocio”. Ora, come ben sapete, del politicamente corretto non ci frega niente e ci riserviamo il diritto di usare termini come “frocio” e “checca” quando ci pare e piace, per cui riconosciamo lo stesso diritto agli altri. Ma tant’è che di là è venuto fuori l’epiteto, così come una certa conoscenza della presunta omosessualità latente dei fascisti che il sig. Topo evidentemente conosce bene.

          2. L’intervento del sig. Train qui sopra deve essere genuino, almeno nei contenuti, perché solo lui può pensare che si debba dare un giudizio su un autore in funzione dell’essere socialista o cattolico o leghista o altro. D’altronde è quello che gli hanno insegnato al circolo ARCI da ragazzino e lui ha mandato a memoria benissimo.

        • Erasmo

          Sì, penso anch’io che sia del sig.Train e non del reggicoda. Ma occorre vigilare.

        • red. caz.

          Io sono compiaciuto delle mie feroci contestazioni a Pasolini.

        • sig.Train

          Pardipal, le ha mai detto qualcuno che lei ha una concezione parrocchiale del mondo? Guardi che i circoli ARCI non sono diretti da sagrestani che indottrinano i giovani con i testi sacri.

        • Topo Gonzo

          No, non gliel’ha mai detto nessuno. A lui i preti raccomndavano solo di starne alla larga. Perché l’ARCI era, non meglio circostanziatamente, cacca ( e che cacca!). Del resto poche cose sfuggivano a questa bollante definizione: i fumetti (con l’eccezione di Vera Vita), i film (a parte quelli che mandavano nella sala parrocchiale), i giornali (a parte L’Avvenire e famiglia Cristiana), i libri che non recavano scritto “Imprimatur”, le parrocchie limitrofe e concorrenti, le coppie fuori dalla graziadiddìo, i bikini, le minigonne, i flipper dei bar (non quelli dell’oratorio), ecc.. I “froci” invece no, dei “froci” non gli parlavano mai, per metterlo in guardia.

      • Topo Gonzo

        Ehehehè. E’ proprio così, chissà in quale recondito seno del suo corpo roda il foruncolo di Teddy Smerda. Però non credo che a spiegare il rodimento basti la semplice mancata difesa di cui parli tu, che magari è solo un ulteriore sintomo, per quanto significativo. C’è dell’altro. C’è del marcio in Fognimarca, magari. Qualcosa che noi, almeno per il momento, possiamo solo supporre.
        Riguardo a Pierspicuo-Pasolini, lo so anch’io che lui ammira ed ha sempre ammirato Pasolini. Lui, Pierspicuo, appartiene alla categoria dei tropstronzi – vedasi mio commento precedente – che di Pasolini subisce quel certo fascino. E lo capisco benissimo, visto che anch’io ammiro molto Pasolini, sebbene presuma che la mia ammirazione abbia percorso vie abbastanza diverse da quelle pestate dal Gattapelata. Ad esempio, non dimentichiamo che lui all’epoca, contrariamente al sottoscritto, era un giovane contestatore borghese di sinistra, furbastramente ottuso quanto e per quanto bastava, uno che ovviamente non poteva gradire più di tanto cose tipo: “io sto coi celerini”.
        Quanto agli altri, vediamo un po’.
        Il Miserabile, ai tempi, era un trinariciuto cigiellino della più bell’acqua, uno di quelli che, sempre all’epoca, partecipò fideisticamente in prima linea – checché ne dica oggi – alla macinatura sessantottina e postsessantottina della scuola italiana (che pertanto a lui deve essere “grata”, come recitava il tormentone di Marco Messeri), ed era comunista troppo osservante e ortodosso (trinariciuto, appunto) anche solo per provare ad approfondire la conoscenza di un espulso dal PCI, che oltre tutto aveva osato toccargi quel trombone di Montale, a bucarglielo quel suo pallone gonfiato.
        La ringrazio, sig. Topo, per questa breve ma lucida biografia politica e intellettuale del sottoscritto. Con osservanza, Suo Miserabile
        Teddy era un giovane socialista (probabilmente lombardiano o almeno demartiniano, poi craxiano ancor che fosse tardi) che sosteneva i sedicenti “riformisti” che promettevano di “modernizzare il paese” e che poi lo fecero a colpi di mazzette e di milano-da-bere: figurarsi che poteva provare Teddy allora e quale giudizio possa riservare anche oggi a un distillato di poeta come Pasolini, che oltretutto si permise di preconizzare e descrivere nei dettagli il baratro – altro che “modernizzazione” riformarola – cui il Paese andava incontro.
        Pardy, poi, la faceva ancora nel pannolino. Poi, appena acquisì, nel suo piccolissimo, il dono della ragione, glielo fecero a pezzi i preti e le scolte dell’AGESCI: figurarsi cosa possano avergli raccontato quelli e che idea possa essersi conseguentemente fatto lui di Pasolini.
        M.me Barbarà, poi, era troppo estasiata ed impegnata, oltre che dai suoi esperimenti chimici, dai fondi di Renato Angiolillo sul Tempo (è convnta di leggerli ancora oggi, nonostante portino sotto la chiara firma di Sarina Biraghi) per trovare tempo e slancio per altri intellettuali.
        Infine, vorrei dire che, quando ho scritto il commento precedente, avevo letto solo il post di Pierspicuo sul brano di Pasolini e i commenti fatti qui al riguardo. Dopo, ho dato una scorsa all’intero thread tropstronzico e mi sono reso conto di quanto avevo centrato – magari anche involontariamente, certo – la questione, cioè di come il mio commento precedente risulti aderente agli umori che attualmente scorrono fra i tropstronzi

        • la redazione

          Topo, ti abbiamo sollecitato spesso a scrivere dei pipponi per il nostro sollazzo, ma guarda che ti puoi fermare a 2000 caratteri.

        • Ma non ha nessuna importanza quanti siano i caratteri: c’è forse qualcuno che riesce a proseguire dopo il recondito seno? (Vedi che non si finisce mai di imparare: io conoscevo solo il criptorchidismo, e invece c’è anche il criprotettismo).

        • red. cac.

          Però gli umori che scorrono dimostrano che, sia pure senza vederle, alle foci dell’Orinoco si è bagnato alla grande.

        • parsifal

          I pipponi del sig. Topo sono eccellenti per esercitarsi nello skimming.

        • Erasmo

          Anche lo skinning. Alive.

        • Non nello swimming, sig. Train, mi raccomando.

          p.s.
          Lo vede che Le siamo amici?

    • Erasmo

      Solo una notazione, Topo. Pasolini, ai tempi tuoi, era il tipico perseguitato dai fascisti. Tu eri a Roma…mi sa che i tuoi ricordi sono di prima mano.
      Un po’ di pudore non guasterebbe, Topo.

  10. Myollnir

    Mi dispiace per Marcello, ma mi sa che sto risalendo posizioni.

    Scusi, Sig. Topo, possiamo avere una classifica aggiornata? Noi qui si vorrebbe programmare le ferie, dobbiamo sapere se abbiamo delle materie da riparare.

    • Beh, se vuoi fare seriamente concorrenza a Marcello, devi prima allenarti a far morire di inedia i piccioni.

      • red. cac.

        E deve farlo misantropicamente.

        • Ma non sarebbe più adeguato mispiccionicamente?

        • Ma cosa dice, sig.ra Barbara? Sarebbe forse più adeguato per una persona del volgo come noi e, mi permetta, Lei: ma se per uno che conosce l’astratta e astrusa metafisica chi fa morire d’inedia i piccioni è misantropo, allora è misantropo pure per me.
          Quindi misantropicamente: e che non se ne parli più!

        • Digna non sum, sed accipio.

        • Marcello

          Tanto per rinfrescare i ricordi ai lettori senior e per rendere edotti gli iunior (di frequentazione, non di età…) questa è la storica frase incriminata:

          “Mi riferivo a quel tizio di 67 anni che fa morire di inedia i piccioni. Sarà un misantropo.” – Jazztrain

          E’ ben stagionata, adesso ho 71 anni e persevero nel non adare ai giardinetti a lanciare cibo ai piccioni.

          PS – Le citazioni sono una marea e non riuscivo a trovarla. Poi mi è venuta in mente la funzione di search.

        • Dice il sig. Train che Lei fa di peggio: dice che va ai giardinetti a fregare il cibo ai piccioni: per questo Lei – dice sempre il sig. Train – è misantropo!

        • Marcello

          Non è proprio esatto. Confesso che ultimamente, visto i tempi che corrono, capita che sia io a nutrirmi dei piccioni. Ma non spesso, giuro!

        • Io sono misantropo e capace di ammazzare i piccioni a colpi di scopa. Il nesso tra le due cose è evidente.

    • Marcello

      Ebbene sì, quella è la mia specializzazione!
      Grazie Barbara, non ci avevo pensato visto che è una cosa che mi viene così naturale, ma probabilmente è questa la ragione che ha fatto gonfiare i miei punteggi.
      I piccioni sono animali inutili e fastidiosi come i topi e probabilmente un sentimento di comunanza ha fatto inasprire i giudizi.

      • No no, diamo ai topi quel ch’è dei topi: sono più fastidiosi i topi, di gran lunga, soprattutto per le donne. Però se sono topi gonzi fanno ridere, quindi non li facciamo morire d’inedia, un boccone glielo buttiamo. E vengono, sa, vengono sempre, ed è uno spettacolo vederli sbattere freneticamente le zanne.

        • Marcello

          Lo vedo, e ormai non me ne stupisco più.
          In fin dei conti questo è l’unico posto dove riescono ad avere un po’ di notorietà ed un pubblico, anche se forse non proprio attentissimo.
          Io per esempio non riesco ad arrivare oltre la terza riga, ma sono certo che altri possano fare di meglio.

          Sono stupito che non sia ancora arrivato per quello che lui chiama “la randellata”. Forse è troppo occupato a stilare la nuova classifica.

  11. Myollnir

    Dato che il thread sembra piuttosto bollente, sono andato a rileggermi il brano in esame. Già alla seconda riga trovo l’espressione “centralismo capitalista”, che, detto così, mi sembra una sesquipedale cazzata. Allude forse per contrasto al centralismo democratico? Qualcuno ha capito di che parla? Se c’è una caratteristica che il capitalismo non ha, nel bene e nel male, è il centralismo, che è la negazione stessa della concorrenza e dell’individualismo; per dire, gli americani, che vivono nel paese che del capitalismo rappresenta il paradigma, nella maggior parte delle loro città non hanno neppure un centro fisico – infatti, i ricchi vivono nei sobborghi. Quanto ai guasti provocati dall’estensione della rete stradale / autostradale, mi pare di leggere il Manifesto di Unabomber (scritto molto bene, ma totalmente folle: http://tinyurl.com/brz7z8m).

  12. Topo Gonzo

    M.me Barbarà, che dai tropstronzi ha sentito parlare di Pasolini di cui – lo si legge chiaro fra le sue stesse ricghe – sapeva poco più di una beneamata minchia, si è andata saggiamente a informare (come dovrebbe far sempre, prima di avventurarsi lungo certe tesi). Così ha trovato un pezzo
    http://ilblogdibarbara.wordpress.com/2013/06/20/visto-che-e-stato-rievocato-pasolini/#comments
    in cui il grandissimo (sì, M.me, se ne convinca e lo tenga sempre ben presente: Pasolini era un grandissimo) poeta critica l’Unità e tutta la solita sinistra borghese italiana per l’atteggiamento scioccamente radicale a favore degli arabi nella questione dello Stato di Israele.
    Ora, è ovvio che questa cosa qui delle critiche ai critici di Israele sia molto piaciuta all’attempata sparacazzate. Ma appare anche chiaro che M.me non ha ancora deciso se mettere Pasolini all’inferno assieme a De André o in paradiso assieme a Gianni Letta e Gasparri.
    Sì, perché Pasolini, nello stesso brano citato da M.me, parla sì di indiscutibile diritto di Israele ad esistere e del “fanatico nazionalismo” degli arabi (la cui volontà di eliminarlo, anche nel loro interesse, non andrebbe mai sottaciuta), ma, proprio perché aborriva i fondamentalismi e gli schieramenti ottusamente intransigenti, si è anche permesso di blaterare che “bisogna distinguere la nazione israeliana dalla stupidità del sionismo”.
    Voi capirete che questa cosetta qui non può aver suscitato esattamente l’entusiasmo di M.me, così come intuirete quanto assai difficilmente possa uscire dalle ambascie ambasce in cui ora si ritrova: Pasolini, dannato o beato? Ma niente paura, questo è un lavoro per Perspicuoman!

    • la redazione.

      Abbiamo deciso di ospitare benevolmente il suo pipponcino, sig.Topo. Ma perché non lo ha messo sotto al post relativo, nel blog della signora Barbara?

      • In effetti dopo la pubblicazione del trattato “Sui reconditi seni del corpo ove rode il foruncolo” dobbiamo invocare una più assidua presenza del sig. Topo. Per lui, la percentuale del 12% sulle vendite.

      • Ex collega, capisco che non si può leggerlo che a brandelli, ma certi errori dovrebbero saltare subito agli occhi. Che figura ci facciamo, se non glieli correggiamo subito?

      • Erasmo

        Sì, questo lo capisce anche il Topo. Pardon: capiscie.

      • Topo Gonzo

        Stando a quel che leggo, prendo atto che:
        1) per M.me Barbarà, e per qualche altro povero miserabile, “seno” ha un unico significato (“tette”), come del resto qua attorno esplicitamente sostenuto dall’anziana sparaminchiate;
        2) voi tropstronzi in blocco, o almeno i redattori di turno, siete ormai alla frutta se vi riducete a introdurre artatamente errori (“ambascie”) nei commenti critici, pur di provare a screditarli; già che c’eravate potevete aggiungere: “se ne convinchi”, “lo tenghi”, “intransigienti”, ecc. (vi consiglerei però di lasciar stare, fessi, ché l’originale del commento canta chiaro là dove è stato postato e se ne sbatte delle vostre miserie).

        Pezzenti.

        • Il sig.Topo riposta dal reggicoda, e poi gli chiede di correggere. Con il sig.Train abbiamo salvato come immagine i commenti prima della correzione, e l’abbiamo sbugiardato. Con lei, sig.Topo, non faremo neanche la fatica.

        • Il Topo è più faccia di culo del sig. Train, ma quel Reggicoda lì si presta proprio a tutto.
          Però non capisco, dato che seno non sono le tette, che diavolo intenda con “recondito seno del corpo”.
          Secondo me la devastante esperienza della perlustrazione del delta dell’Orinoco, alla disperata ricerca delle foci, ha nuociuto ai lobi murini di destra e di sinistra, e lo ha reso dislessico e disgrafico. Poi, come al solito, si incaponisce a difendere l’indifendibile, e pretende che un foruncolo possa rodere in un recondito seno del corpo.
          Nella migliore delle ipotesi ha prima esitato e poi rinunciato a scrivere “buco del culo”, e siccome non gli piace usare termini banali come parte o zona, ha scritto seno dimenticando di togliere l’interrogativa, come se uno potesse avere più di un buco del culo.
          Al massimo si può averlo molto grande, come il sig. Train a causa del sax tenore di Odean Pope, o il Topo stesso a causa del Gallo Alfredo. Ma questa è un’altra storia.

        • Erasmo

          Acuta esegesi, ex collega.

        • Topo Gonzo

          Quell’errore è talmente pacchiano che, anche quando l’avessi effettivamente commesso, non me ne vergognerei minimamente. In effetti, penserei che solo un cretino semianalfabeta potrebbe attribuirlo, senza esitazione alcuna, alla mia ignoranza.

        • la redazione.

          Ragionamento assai lineare, come sempre, sig.Topo.

        • Erasmo

          Rimane dubbio quale sia l’insulto peggiore: pezzente, straccione o paralitico in carrozzella?

    • Erasmo

      Certo che il pippone del Topo è in sé divertente, ma, conoscendo il suo passato, più che ipocrità è impudico.

      • myollnir

        Né si può dimenticare che il Pelosi gli passò sopra colla macchina, perciò, qualora sopravvissuto, oggi sarebbe un Vecchio Frocio Paralitico In Carrozzella (e forse pure Sionista?).

    • Secondo me quello che gli rode quella recondita tetta che tiene nascosta in qualche parte del corpo, è che non è riuscito a inquadrarmi nei confronti di Pasolini, cioè non è riuscito a capire se in virtù della sua difesa di Israele sia disponibile a perdonargli i suoi film mediocri o se nonostante la sua difesa di Israele lo ritenga degno di condanna a causa dell’irredimibile difetto di non avere capito un cazzo di cosa sia il sionismo. E il non sapere da che parte della barricata si trovino i suoi avversari è una cosa che gli fa tremendamente prudere la tetta (recondita come un’armonia).

      • Erasmo

        Vero. Lui ha bisogno di sapere da che parte uno sta, rispetto a una linea che lui ha tracciato sulla sabbia (oddio, non accreditiamolo di un’autonomia di giudizio che non possiede: diciamo che gliel’ha tracciata qualcun altro).
        E’ lo zelo di chi ha fatto il salto della quaglia. Deve dimostrare a se stesso e agli altri che lui è antifascista, antiberlusconiano, antisionista, antiliberista, e che fustiga i cattivi.
        Ecco, anche il “fustiga” non va bene: manganella.(*) Una cosa è cambiare casacca, un’altra cambiare.

        (*) Lui dice, pudicamente, che randella.

  13. Topo Gonzo

    I tropstronzi si attaccano, come si dice, al fumo della pipa e, pur di pararsi la testa dalle randellate, insistono nel taroccare i commenti sgraditi e ad inserirvi, come nell’ultima fattispeie, errori posticci, la cui pretesa genuinità si guardano poi bene dal dimostrare. Rivolgo quindi loro questo reclamo.

    Allora, dov’è il copia fotografica di ” ambascie” che avete salvato? Passi per aver taroccato anche la mai replica (è la natura, come disse lo scorpione alla rana), ma almeno ai vostri rodomontici annunci un minimo di seguito potreste anche darlo.
    Colgo l’occasione, ove la concedeste senza troppo mutilare e manipolare il senso di questo reclamo, per dire a M.me Barbarà che ha ragione il Gattapelata, il quale ha cercato di dirglielo con i giusti modi di cicisbeo che gli sono usuali nei suoi riguardi: a me delle sue convinzioni/opinioni/posizioni personali non potrebbe fregar meno, a me interessa solo dare a ciascun tropstronzo la sua brava randellata. Lei, in effetti, ne ha meritate molte fin qui, e molte altre ne meriterà, devo presumere, ma non si monti la testa solo per questo e continui tranquillamente a macinare quel che vuole nella sua testolina, su Pasolini o su chiunque altro, ché su questi fronti, come stato finora, continuerà a ricevere la mia più completa indifferenza.

    P.S. @ Pierspicuo
    Antisionista? Mai espresso un parere a riguardo sul web. Io, su certi argomenti, vivo e lascio vivere. Facciamo una scommessa, fesso: ti do una settimana per trovare anche una sola frase che dimostri niente meno che il mio antisionismo e poi ti regalo casa mia. Ma, se non trovassi nulla, tu da oggi in poi ti firmerai Miserabile Quacquaracquà. L’offerta mi pare ben più che onesta. O no? Ma chi te le dà certe gatte da pelare?

    P.S.2 @ Pierspicuo
    Te lo dico subito, a scanso equivoci: non venirmi a dire che basta dissentire dalle minchiate che spara una come M.me Barbarà per essere tacciati, anche solo minimamente, di antisionismo. Sarebbe semplicemente patetico, da parte tua. Sarebbe come tacciare qualcuno di essere di destra solo perché non sopporta la Melandri o la Concia.

    • Erasmo

      Sig.Topo, le rivolgiamo un nuovo invito a non eccedere nella lunghezza dei pipponi, anche perché subito dopo lei li disconosce, definendoli “taroccati” solo perché, anziché con i suoi nick di fantasia, li pubblichiamo sempre con il suo nome d’arte, noto ai nostri lettori e assai vicino a quello che lei si è inventato tanti anni fa.
      Un pochino di coraggio delle sue affermazioni dovrebbe averlo.
      Le abbiamo già specificato che non ci siamo presi la briga di salvare come immagine il suo precedente pippone, contenente un errore di ortografia. Lei, furbetto, sentendosi al sicuro, ci sfida a mostrare quello che abbiamo dichiarato di non avere.

      Quanto alla sua dichiarata “indifferenza” per ciò che scrive la signora Barbara, fa testo il suo commento di ieri delle 13,23, per il quale lei si è speso molto nel negare l’errore di ortografia, ma non nel disconoscere il resto: o ci siamo inventati tutto?
      Guardi che, in questo caso, saremmo veramente abilissimi a imitare il suo inimitabile stile, lungo un pippone di migliaia di caratteri. Ma, se non ce lo fossimo inventato, come non ce lo siamo inventato, rimane la domanda: perché non commenta direttamente sul blog della signora Barbara?

      Prendiamo anche atto che lei continua a brandire il manganello, pudicamente definito randello. Sarebbe interessante sapere quale sinonimo lei usi per l’olio di ricino.

      Infine, a titolo personale, la informo che non sono interessato alla proprietà di casa sua, neppure a titolo gratuito.

      • Però: si dice attaccarsi al fumo della pipa! Dev’essere una cosa molto difficile, visto che lui preferisce arrampicarsi sui vetri.
        Comunque sia:

        … fumo della pipa… pararsi randellate… ultima fattispecie… errori posticci… pretesa genuinità… copia fotografica… ambascie mai replica… lo scorpione alla rana… rodomontici annunci… mutilare il senso… modi di cicisbeo… brava randellata… monti la testa… macinare testolina… completa indifferenza… vivo e lascio vivere… regalo casa mia… ben più che onesta…. scanso equivoci… Melandri o la Concia.

        Il presente lacertaggio verrà entro la giornata odierna cancellato e prenderà il posto del menosissimo pippone murino. Se si vede di meglio nel far cozzare i rodomontici annunci con le gatte da pelare, ogni suggerimento sarà accettato, anche quelli del Topo lui medesimo.

      • Il topo come olio di ricino usa la scrittura: è imbevibile e fa cagare!

      • Topo Gonzo

        Sì, e allora chi è che sopra ha scritto questo a proposito del mio commento con il preteso “ambascie”?
        “…. abbiamo salvato come immagine i commenti prima della correzione, …”.
        Per cui, ripeto, dov’è ora quell'”immagine”?

        Data la durezza della sua zucca, le ripeto anche che non ho il minimo interesse per le opinioni e per quello che “scrive” M.me Barbarà, come non ne ho per quel che scrive lei, Merdoso Quacquaracquà. Figurarsi allora se possa piacermi discuterne. Quando però, come spesso vi accade e come qui sopra, scrivete stronzate, obiettive stronzate, mi corre l’obbligo di randellarvi a dovere. Anche per il vostro bene (no?). Ficcatevelo in zucca una volta per tutte.

        Lei non prova interesse per la mia casa solo perché se lo sognava di aggiudicarsela. La scommessa, in realtà, lei non aveva speranza alcuna di vincerla e infatti ora l’ha ufficialmente persa. A tal riguardo la informo che invece io avrei interesse e piacere che lei prendesse quanto prima a firmarsi “Merdoso Quacquaracquà”, prego.

        • Erasmo

          A noi dispiace, sig.Topo, quando lei fa queste brutte figure. Prima di tutto, abbiamo scritto “Con lei, sig.Topo, non faremo neanche la fatica”. Di copiare come immagine.
          Secondariamente, non abbiamo mai scommesso con lei, per cui non vediamo perché lei passi all’incasso.
          In terzo luogo, non siamo interessati alla sua casa per una ragione assai semplice: è infestata dai topi.

        • Anche dai galli. E dai gatti, quando quelli se ne vanno. Perciò è sempre qui a chiedere asilo.

      • No, non è vero ce è come l’olio di ricino: quello è imbevibile, fa cagare e ripulisce le budella, questo è imbevibile, fa cagare e lascia smerdato tutto intorno.

  14. Topo Gonzo

    Ed il cacar m’e’ dolce in questo bar

    • Il sig.Topo si riferisce a quella volta che, al bar sport di Ascoli, è andato in cesso a meditare su Dio e la Torah.

      • Topo Gonzo

        No, “in questo bar”.

        PS. Con voi occorre sempre ripetere, non capite mai a primo acchito.

        • Si dice “di primo acchito”, ma va bene anche così, sig.Topo.

        • Se il topo e’ topo adesso ci fa un pippone lunghissimissimo sulla correttezza di “a primo acchito”; altrimenti era solo un impostore…

        • No. Preferirà sostenere che abbiamo taroccato il suo commento, e che lui aveva scritto “di primo acchito”.

        • Topo Gonzo

          Ad usum delphinorum googlantium merdosorum quacquaracquòrum: Google, “a primo acchito” batte “di primo acchito” 263.000 a 212.000. Sei in minoranza, Merdoso. Non te la prendere, è il destino dei poeti.

          PS. @ principe Duca Alfondo ecc.ecc. (trànghete!)
          Per scrivere la cacatina che hai scritto dovevi avere una coda di paglia lunga così. Furbacchione, ma non facevi prima a dirglielo subito a quel poveraccio di Merdoso che forse, magari avevo ragione io, o almeno anche io, a scrivere “a primo acchito”? Avresti risparmiato a te e a lui l’ennesima figurina di cacca.

        • Topo Gonzo

          PS. @ Tutti i tropstronzi.
          Smettetela di fare le pulci agli scritti altri: vi ritrovate solo scorticati a sangue la groppa.

        • Eravamo convinti, sig.Topo, che lei riconoscesse solo l’autorità di Wikipedia (vedere qui). Ma pare che, invece, lei adori anche San Google.

        • Accantonando le considerazioni sull’attendibilità della Rete, segnalo che comunque che “a primo acchito” (inserita con le virgolette) conta 1.240.000 risultati e che “di primo acchito” (sempre tra virgolette) ne conta 1.990.000.

        • (Chissa quanti risultati vengono fuori, se si fa un search con “che”.)

        • Quest’ultima è slealmente sottile, sig.Marcoz.

        • Il commento tra parentesi? Era solo autocritica.

        • Topo Gonzo

          Questioni di lana asinina, direi.
          E’ tpico che divengano tutte questioni di lana asinina le vostre defecate extratazzali, per il vizio gattapelatico di non darci un taglio e di rimescolare il fondo del buiolo.
          Ma, contenti voi, ….
          Sì, potete fare tutte le richerche che volete. Con le virgolette, solo in francese, solo in russo, seduti, in piedi, palleggiando 5 bocce, facendo girare un piatto su un’asticella, con la destra, con la sinistra, senza mani, saltando la corda, capovolti, ripetendo “tigre contro tigre”, cantando la Marianna, suonando Berio, ecc., ecc.. Non è mica roba vietata.
          Del resto era appunto ad usum delphinorum googlantium, wikipedantium merdosorum (ac merdotiorum) quacquaracquòrum che avevo citato quel risultato.

        • Mentre la invitiamo nuovamente a non rivolgersi in modo irriguardoso ai nostri ospiti, siamo comprensivi riguardo ai suoi sentimenti di rivincita nei confronti di Wikipedia, che la umiliò a suo tempo.
          La informiamo, visto che la vediamo apprendista nell’uso di Google, che le virgolette non sono uno stravagante orpello di lana asinina, ma servono a restituire i dati di ricerca per la frase esatta. Se lei non mette le virgolette, riceve risposte per tutte le parole della frase richiesta. Per esempio, se lei cerca paralitico in carrozzella senza metterlo fra virgolette, ottiene risposte che riguardano non solo i paralitici da lei disprezzati, ma anche la preposizione “in”, nonché le romantiche carrozzelle a trazione equina, ben note sia ai nativi di Roma sia ai marsicani inurbati.
          Capito, Topo?

          P.S. Abbiamo scritto nativi e non indigeni, per evitare spiacevoli equivoci e accuse di razzismo da parte del sig.Train.

        • Come canta l’immortale Georges Brassens, co uno zé mona, zé mona.

        • Topo Gonzo

          “… le virgolette (…) servono a restituire i dati di ricerca per la frase esatta”.
          Bravi, a forza di applicarvici, ci siete arrivati anche voi. Non è mai troppo tardi anche per i fessi del vostro calibro, evidentemente.
          Ma davvero pretendete di informare anche solo il più ignaro dei neofiti su simili banalità, note anche (o forse soprattutto, effettivamente) ai somari di seconda elementare?
          Quale sarà la prossima preziosissima informazione che ci fornirete? E’ forse arrivato il momento di rivelare finalmente al mondo anche a cosa “serva” quel misteriorso bottone metallico che sta sulla parete dietro al w.c.?

        • Topo Gonzo

          @ Principe Duca Alfondo Giovanni Francesco … (trànghete!)

          Embè?

        • Erasmo

          Vede, sig.Topo. Sono cose semplici, e lei dice di saperne la funzione: ma poi non ne fa uso. Non osiamo pensare allo stato del suo bagno.

        • Erasmo

          Forse adesso è chiaro perché non siamo interessati alla proprietà della casa del sig.Topo.

        • “Bravi, a forza di applicarvici, ci siete arrivati anche voi.”

          Mi sono perso qualche pezzo per strada, evidentemente, perché ero rimasto che suggerire l’uso delle virgolette facesse parte delle “questioni di lana asinina”.

        • Topo Gonzo

          Pulitissimo e profumatissimo, non si preoccupi. Comunque fa bene ad esaltarsi e sentirsi orgoglioso al pensiero di siffatte conquiste da parte della sua personale perspicacia, Pierspicuo caro. Il suo è tutto amore per la civiltà.

        • Topo Gonzo

          No, Merdoz, le questioni di lana asinina non c’entrano nulla con le virgolette. O meglio, anche con la ricerca con le virgolette non cambia la sostanza della questione di lana asinina (quella cui mi riferivo). Ossai: “a primo acchito” rimane espressione più che plausibile anche dopo la sua notazioncina del cappero.

        • Mica ho iniziato io, a fare ricerche del cappero.
          Se faccio una ricerca con “c’è ne”, vengono fuori più di 13.000.000 di risultati. E mica perché in tutti si discute se si scrive “c’è ne” o “ce n’è”.

        • Erasmo

          Sig.Topo, dia retta a chi le vuole bene. Si ritiri nel pollaio, per stasera.

        • Topo Gonzo

          @ Erasmo, alias Merdoso Quacquaracquà

          Vedo che quella di rivoltare la frittata resta pur sempre la sua specialità. Quello che ha bisogno di sapere cose come:
          1) a che servano le virgolette con Google;
          2) a che serva il catis,
          evidentemente non sono io, ma lei, visto che ha sentito il bisogno e ha pensato bene fosse il caso di precisare.

        • Erasmo

          Niente: non vuole seguire il nostro amichevole consiglio.
          Sulle virgolette, le devo ribadire che lei dice di saperne la funzione, ma non le usa quando dovrebbe. Sul catis (parola che, fino a oggi, ignoravo): si tratta di argomento da lei introdotto nella discussione, sig.Topo. Poiché, però, lo ha avvicinato per analogia alle virgolette, è legittimo il sospetto che lei ne conosca la funzione, ma, parimenti, non ne faccia uso quando dovrebbe.
          Lei sostiene che il suo bagno emana “profumo”. La propria merda non puzza mai, vero?

        • Topo Gonzo

          Vede Merdoz, io ho scritto “notazioncina del cappero”, non “ricerca del cappero”. Voglio dire che lei ha pure legittimamente fatto la sua brava ricerca con le virgolette, ma che, visto che le cifre risultanti erano comunque dello stesso ordine di grandezza, poteva tranquillamente risparmiarsi la notazione di appoggio ai suoi amati tropstronzi. Anche perché il risultato di 1.200.000 contro 1.900.000 li appoggia ben poco e anzi conferma abbastanza nettamente la plausibilità del mio “a primo acchito”.
          Ma c’è di più e di più grave: tutto questo, lei e i suoi amici tropstronzi, lo sapete bene. E per questo, almeno lei, la compiango.

        • Erasmo

          Il topo compiange con le lacrime agli occhi.

          Psst, Topo! potresti negare l’autenticità di tutti i commenti che hai messo oggi. Forse è la via di uscita più dignitosa.
          L’unica, a occhio.

        • Topo Gonzo

          @ Merdoso Quacquaracquà

          Lo vede che non sono io il poco informato e che avevo ragione: lei ignorava che il bottone in questione viene comunemente detto (dal nome dell’azienda che tanti anni fa lo introdusse sul mercato) CATIS, ed è quindi plausibile, ignorante com’è, che lei ritenga anche di essere fra i pochi eletti a conoscere la funzione delle virgolette in Goggle.
          Quanto all’interrogativo finale, il rispetto che le devo mi consente di intrattenerla circa la pulizia e il profumo del mio bagno, non certo sulle mie escrezioni.

        • La mia notazioncina era, di fatto, la ricerca con le virgolette. Ricerca del cappero, quindi, come quella realizzata senza le virgolette.
          Tra l’altro, che la stessi buttando a mia volta in vacca è testimoniato dalla frase con cui esordisco, prima di riportare i dati: “Accantonando le considerazioni sull’attendibilità della Rete”, scrivevo.

        • Essù, Erasmo, come puoi essere così smemorato! Non ti ricordi più di quando hai imparato a fare pipì da solo e ogni volta che andavi in bagno la mamma ti diceva “ricordati di tirare il catis”? E lo stesso ti diceva la suora all’asilo, e la nonna quando andavi da lei, e la zia, e la mamma dell’amichetto, tutti un continuo ricordati di tirare il catis dalla mattina alla sera! (Ohibò, come mai me lo sottolinea in rosso come essù e come acchitto?)

        • Erasmo

          Il vocabolario del sig.Topo è una miniera d’oro. Vabbe’, diciamo una torbiera.

        • Topo Gonzo

          No, M.me. Quella era la catena. Che si “tirava” ….
          E lo sappiamo, lo sappiamo: quando era bimbetta lei era un lusso anche trovare quella.

        • Cazzo, negli anni cinquanta il sorcio aveva lo sciacquone con la fotocellula!

        • Erasmo

          Così non capisce. Voleva dire sciaccuone, sig.Topo.

        • Sembra di capire, comunque, che se a uno capita di essere talmente povero da non disporre non solo di un bagno, ma neanche di un cesso fornito di sciacquone, ciò dovrebbe essere motivo di profonda vergogna. Tipo essere un paralitico in carrozzella.

        • Erasmo

          A volte, ci tocca vergognarci per il sig.Topo.

        • Topo Gonzo

          [Raschiato un commento del Topo che conteneva la battuta dell’imbecille: “consulti uno bravo”. Ci manca solo che arrivi a parlare del dito e della luna, della perfida albione, dei treni che arrivavano in orario quando c’era Lui, e delle stagioni che non sono più quelle di una volta].

        • Ben fatto, ex collega, il Topo si sta facendo spudorato.

  15. Può essere motivo di orgoglio per il sig.Topo la notizia che questo post, con i relativi commenti, sta entrando nella élite dei primi dieci di tutti i tempi, superando anche il celebre Il Culo della Gallina, nel quale il sig.Topo ci indottrinava, in forma di trattatello economico, sui benefici procuratici dall’euro.

    • Topo Gonzo

      Teddy caro, perché i tuoi commentini non li vieni a postare anche in altri blog. Perché sai, io ti stimo e ti augurerei tanto (nonostante un certo scettiscismo di base) di sostenere l’attacco di cento stronzi con la stessa padronanza con cui il sottoscritto l’ha sostenuto più volte, salvo poi spolverarmi la spalla. Ad esempio in quel thread che ti è piaciuto linkare.

      PS. Detto in confidenza, abbrancato a tipi come Myollnir (che non sa scrivere neanche il suo nick), non ci fai una grande figura. Persino il Miserabile non ce la fa. Ma, sia chiaro che tu resti libero, questo è affar tuo, di sostenere anche i peggiori cazzari e le peggiori cazzate.

    • Scusate lo sfogo ma questo archetipo ha veramente sforato. Non potete trovarne un altro? Non mi appassiona più. Certo che trovarne un altro così fesso è dura, ma la ricerca a cosa serve ?

      • Erasmo

        Tutta invidia.

      • Topo Gonzo

        Giusto, cominciate a rompere i coglioni al Principe Duca Alfondo Giovanni Francesco Sagredo …. (trànghete!). Che ricerca e ricerca.

        Nun je piace ar Principe Duca Alfondo Giovanni Francesco Sagredo …. (trànghete!), porello. E sti cazzi ‘n ci mette?
        Ma nun c’ha propio gnent’artro de mejio da fa’ er Principino Duca Alfondo Giovanni Francesco Sagredo …. (trànghete!)? Chessò, ‘n giochetto sur cellulare, ‘n cicchetto giù ar bare coll’ovo sodo, ‘na pippa, …
        Io si, eccome, e ve lascio tutti qua a voi poveracci. Ce sentimio.

  16. C’è un problema, ragazzi:

  17. teddy

    Mamma mia! Cosa mi sono perso. Compresi gli stracci che volavano a mia insaputa. Uno non si può allontanare un attimo che il Topo comincia a impazzare. Però bisogna dirlo: è un grande! Quando lui interviene, i contatti volano! Gran divertimento e guanciate sulle nocche per tutti.




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    [Questo blog potrebbe fare uso di cookies. Se siete così fessi e perdigiorno, potete consultare la privacy policy di WordPress e non romperci il cazzo ulteriormente]

    
    

    QUESTO BLOG TRATTA DI FESSI. “FESSO” E’:

    1. UNO CHE PARLA E SCRIVE UN PO’ PIU’ SU DEL SUO CULO;
      B. UNO CHE SPUTA SENTENZE VERSO L’ALTO, IGNORANDO GLI EFFETTI DELLA FORZA DI GRAVITA’;
      C. UNO CHE SE GLI DAI UNA CORDA ABBASTANZA LUNGA CI S’IMPICCA DA SOLO.
      IL NOSTRO FESSO PREFERITO E’
      TOPOGONZO, CHE DA’ (SUO MALGRADO) IL NOME AL BLOG.
      UN ALTRO FESSO, INCAPACE PERSINO DI DARE IL NOME, E’ IL SIG. TRAIN. MA IL BLOG E’ DEDICATO ANCHE A TUTTI GLI ALTRI.
      IL BLOG NASCE DA UN ATTO DI RIBELLIONE. I REDATTORI INTERVENIVANO IN ALCUNI ‘BLOG, CON COMMENTI SALACI MA NON VOLGARI. GLI SVENTURATI FESSI, INCAPACI DI RISPONDERE, MA FORTI DELLA POSIZIONE DI TENUTARIO DEL BLOG, RASCHIAVANO VIA I COMMENTI SGRADITI. ALLORA IL PIU’ INTRAPRENDENTE DI NOI LO HA APERTO LUI, UN BLOG. FESSI, PROVATE A RASCHIARE VIA, ADESSO.
      IL BLOG VUOLE EDUCARE E DIVERTIRE:
      EDUCARE I FESSI, DIVERTIRE GLI ALTRI. SPERIAMO DI DIVERTIRE, DUBITIAMO DI EDUCARE.
      LA NOSTRA MATERIA PRIMA E’ DI PRIMISSIMA SCELTA: DISPONIAMO DI UN ARCHIVIO STERMINATO DI CITAZIONI AUTENTICHE, CHE TESTUALMENTE UTILIZZEREMO.
      IN GENERE LE CITAZIONI SI COMMENTANO DA SOLE, MA ESORTIAMO I LETTORI, FESSI E NO, ALLA CHIOSA ANCHE CRITICA. NOI NON RASCHIAMO.

    LA PENNA D’OCA

    Signorina, spezzeremo una lancia in suo favore. Oggi, sciopero degli insegnanti. I malevoli hanno detto che non se n’è accorto nessuno, visto che da tre mesi eravate pagati per non fare un c***o. Errore.  Oggi Lei non ha fatto un c***o senza essere pagata.

    All morons hate it when you call them a moron. – J.D. Salinger

     

    E’ impossibile sottovalutare il sig. Train, perché mentre voi lo giudicate in base alla penultima cazzata, lui ne ha già detta un’altra più grossa.  –  Zenone Eleatico.

     

    Non si può pretendere che il maiale si diverta alla sagra della porchetta. – Un redattore di Topgonzo


    “…tra le decine di migliaia di blog in circolazione molti sono quelli interessanti, molti sono quelli intelligenti, molti sono quelli che stimolano la mente… e dunque… che fare? Faccio che ne cito uno solo, particolare, speciale, diverso, certa che nessuno degli amicititolari di blog con tutte le caratteristiche dette sopra avrà ad offendersene” (Barbara)


    Questo niblog applica il Metodo Montessori, nella variante con frustino.

     CITAZIONI
    (Ci siamo accorti che ormai le citazioni dei nostri fessi sono autentico oggetto di culto nella blogosfera. Sempre più spesso si trovano utilizzate in post e commenti. Dovremmo virtuosamente invitare a citare la fonte –  non noi, ovviamente, ma gli autori – ma noi non siamo virtuosi. Usatele in libertà, e procurerete un po’ di divertimento.Ricordate che sono tutte rigorosamente autentiche e testuali, salvo espressa indicazione contraria)

    “ma io credo,però, che persino gli adulti, in alcuni casi, se sono immersi in un ambiente che non spinge loro a riflettere su determinate cose o ne dà per scontate altre alle volte nemmeno loro pensino di poterle pensare.”- La Signorina Logorrea

    “probabilmente non sai neanche cosa avrai detto mai per essere contraddetto. Se tu avessi davvero voluto intendere qualcosa di diverso da quel che hai scritto nel post, avresti scritto qualcosa di diverso da quel che intende chiunque legga.” – Topo Gonzo chiosatore

    “Fiumi di inchiostro sono stati gettati riguardo questa unica resgistrazione” – Jazztrain

     “Ciao Fratello, dovevi sentire il profumo che emanavano questi dolci. Pensa alla delicata ricotta, ai raffinati candidi fatti in casa, alla glassa sopraffina etc. etc. ai cappucci fatti in casa! Approfitto dello spazio per augurarti un fraterno augurio”. – Jazztrain

    “Il folle assassino senza volerlo mise fine una volta per tutte a una stagione irripetibile aprendo un vuoto che non è mai stato più colmato.” – Jazztrain


    “Guardi, non mi interessa affatto replicare, non la considero una persona particolarmente interessante e particolarmente intelligente da considerarlo come interlocutore, per me lei è solo un noioso rompiscatole pieno di boria e saccenza.” Jazztrain, 31.3.2009

    “Ho letto en passant alcuni commenti da parte di qualcuno che ha spudoratamente torto marcio, e ovviamente non meritano alcuna risposta per la loro estrema pochezza”. – Jazztrain

    “Scomparso esattamente 10 anni fa, vorrei omaggiarlo pubblicando alcuni video che lo vedono come indiscusso e controverso protagonista.” – Jazztrain

    “Per Don Peppino: personalmente sono lusingato che voi dedichiate il vostro prezioso tempo a disposizione nei miei confronti. Vorrei farvi notare che qui spreca malamente il suo talento dando retta a dei oziosi perditempo.
    – Jazztrain

    “Mi spiace, non so scrivere qualcosa di più chiaro di quel che ho già scritto e che quindi posso solo ripetere qui di seguito”. – Topo Gonzo

    “noi occidentali abbiamo a presunzione di reputarci migliori rispetto alle altre società, per questo motivo ci illudiamo illuministicamente di imporre dall’alto le nostre usanze. Gli effetti in realtà vandeane sono deleteri e controproducenti.” – Jazztrain

    “Passavo di qua per caso: scopro che avete la faccia tosta di parlare” – Jazztrain

    La nostra disciplina non è affatto ben conosciuta perché i giornalisti s’ interessino realmente affinché la dama internazionale possa avere la copertura mediatica che merita.” – Jazztrain  (che ci fa così comprendere come mai i giornalisti girino alla larga)

    “Solo gli sciocchi ridono di queste cose” – Jazztrain (commentando un brano in cui si rideva di lui

    “Di storici ne conosco parecchi, proprio oggi sono stato in compagnia di uno dei maggiori del Nord Sardegna, una persona squisita ed umilissima nonché coltissima”. – Jazztrain

    “Nemmeno Alfred Hitchcock avrebbe potuto immaginare una cosa simile: un titolo deciso all’ultimo turno quando sembrava che i giochi erano ormai fatti.” – Jazztrain

    “sarebbe un sito pedagogico di scacchi organizzato da istruttori della FSI il cui scopo sarebbe quello di trovare metodologie per incuriosire e coinvolgere i ragazzini che vorrebbero imparare a giocare a scacchi.” – Jazztrain (palpabilmente dubitoso)

    “Bisogna Cacciar fuori il rospo che ci rode” (Topogonzo)

    “Ogni tanto non farebbe male ricordare una tantum a costoro di essere dei poveracci, sembra che se la prendano moltissimo”.  – Jazztrain con Malvone (e perché dovremmo prendercela? saranno pure fatti vostri se siete dei poveracci)

    “In futuro consiglierei a chi copia i link senza capirli di informarsi meglio e di evitare di scrivere fesserie, altrimenti si commettono brutte figure.” – Jazztrain 

    “L’istituto dell’immunità, infatti, è un derivato della prerogativa di sacralità ed inviolabilità del Re” – Il Dottor Malvone

    “Trattasi di parvenu cui non è stato concesso di accedere a certi anelati contesti e che di ciò hanno conservato, nel freezer della loro anima nera, un profondo rancore e il miserabile, bilioso giuramento di farne cruda vendetta. Sono imbecilli facili alla frustrazione e intessuti di male, la quintessenza della banalità del male.”  – Topo Gonzo (si riferisce alla piccola borghesia berlusconiana)

    “Devo dire, controparafrasando Boileau, che “ogni volta che leggo questa arringa mi compiaccio delle mie scritture” ma soprattutto dell’essere nato uomo e non verme, grazie a Dio”. – Topogonzo

    “Garantisco che il dubbio è da sempre la mia più fedele compagnia, almeno da quando ho l’uso della ragione. Motivo per cui quello di avere torto o di non aver capito le ragioni degli altri mi accompagna ogni volta che discuto con qualcuno. Immancabilmente, puntualmente.” – Topogonzo

    “Simpatica la battuta” – Jazztrain

    “Mia figlia – annuncia Antonio Socci – si trova in coma all’ospedale di Firenze per un inspiegabile arresto cardiaco”. Dispiace tanto, ma non dovrebbe essere un problema. Due suore, un sondino nasogastrico e sia fatta la volontà di Dio. – Il Dottor Malvone

    “non può pretendere di imporre agli altri una conoscenza che non mi compete .” – Jazztrain

    “Voi siete intolleranti, ottusi, presuntuosi, antipatici, odiosi, bugiardi, malevoli, disonesti, ricattatori.
    Siete la melma putrida della blogosfera. ” – Jazztrain
    (chissà di chi parla)

    “Mi riferivo a quel tizio di 67 anni che fa morire di inedia i piccioni. Sarà un misantropo.” – Jazztrain

    “Se la mia squadra del cuore avesse comprato i campionati di calcio o avesse barato chiederei giustizia, non la difenderei per gli illeciti che avrebbe commesso.” – Jazztrain (ormai Mourinho sa l’italiano molto meglio di lui)

    “Risposta alquanto debole oserei dire, che rafforza in me una concezione secondo la quale i liberisti all’italiana hanno una concezione fideistica e religiosa del Mercato. Come se questo, dotato di poteri divini, stabilirebbe quali siano le materie utili e quali siano le materie inutili.” Jazztrain 

    “Vaal adotta senza volerlo il principio di ragion sufficiente. Attraverso questo principio cui è necessaria e sufficiente quella materia che rispetta i criteri di Mercato, mentre non è necessaria e sufficiente ciò che non è.”- Jazztrain (no, nessun taglio, aggiunta o alterazione maliziosa. Così ha scritto, fra due a capo)

    “Che ruolo avrebbe all’interno di una società di mercato lo studio del greco e latino?La storia o la geografia, o meglio ancora l’astratta e astrusa metafisica?Questo è il nocciolo del problema ed è per questo che non è possibile adottare un metodo che ricorda quella dei medici napoleonici che, durante le famose battaglie del Generale corso, erano solito amputare le carni martoriate dei feriti.” – Jazztrain 

    “…la redazione del blog topgonzo, una sorta di dagospia scadente dedicata alla blogosfera” – Poverobucharin

     “Mi ha fatto assai piacere scoprirmi in perfetto accordo con Severino, Cacciari, Vattimo e Sofri” – Il Dottor Malvone (e pensi il piacere dei quattro fortunati, Dottore)

    “Si vede che non sapete come perdere tempo inutilmente” – Jazztrain

    “Sentì uno spazientirsi salirgli dentro. Buttò tutto all’aria e andò a cadersene sul divano, dove il sonno lo raggiunse, tramortendolo. Si svegliò alle prime luci dell’alba, con una idea.” – Malvone romanziere (1987)

    “Non si può pretendere che gli esseri umani siano coerenti con ciò che hanno affermato venti, dieci o cinque anni fa, l’anno scorso o ieri” – Il Dottor Malvone

    “Lo sono, ossessionato da SB, esattamente come i Rosselli lo erano di un altro famoso puttaniere cialtrone che la nostra follia mandò al potere” – Topogonzo immodesto

    “We witnessed something only marginally mammalian in there, sir” – J.F.Wallace a Odean Pope, dopo avere visionato il sig. Train

    “Non dovreste far fatica a riconoscerlo: è quello esperto in niente-di-particolare e a cui viene più facile la posa di uomo-di-mondo.”  – Il Dottor Malvone (sempre narcisista)

    “Sempre meglio subire una – rimediabile – lacertazione dei coglioni che sorbirsi indenni tanta diarroica deiezione causa innata indisponibilità dei medesimi”.  Topo Gonzo 

    “Poveretto, come se la prende e come mi sto divertendo!” – Jazztarin (con le lagrime agli occhi)

    “L’anonimo interlocutore, IP 79.xx.131.xxx non è gradito. Qui la netiquette si rispetta.”  – Jazztrain

    “La nausea mi costringe alla scrittura privata, mi scuso col lettore affezionato.” – Il Dottor Malvone (segue, al solito, una valanga di post)

    “Contro di me odio e invidia”  – Berlusconi e Jazztrain

    “Meriterebbe che qualcuno, per insegnarle l’educazione come si deve, le dia una bella suonata di santa ragione” (Jazztrain)

    “Grazie a cari amici che ho nelle forze dell’ordine, mi informerò chi siete, cosa fate, dove vivete e così via.” – Jazztrain

    “sono appena tornato da uno spuntino, in queste sere sono parecchio desiderato e mangio e bevo alla faccia vostra” – Jazztrain

    “Non se la prenda per qualche mala parola detta fuor dal sen fuggita” (Jazztrain, rivolto al sig. Fuffolo)

    “Adinolfi, che sa tutto di loro, compreso tutti i loro veri nomi e cognomi dalla Supervisora in poi, li considera dei poveracci senza arte né parte.” – Jazztrain (come spia, un po’ meno bello di Mata Hari, ma in compenso molto più fesso)

    “chi fa del moralismo sull’eventuale trasformismo di Malvino dovrebbe giustificare a sua volta la giravolta a 360 gradi da anti a pro Adinolfi ” – Jazztrain. Poi, piccato per i conseguenti lazzi di un lettore:   “Se non le piace il 360 gradi si metta pure a 90 gradi, posizione pericolosa, ma farebbe la gioia di certi suoi amici omofili.”

    “Costui non ha alcun rispetto per le donne, le vede solo come oggetto sessuale.” –Jazztrain

    “E’ un seguace degli scacchi all’italiana… vorrebbe che si promuova…”  (promoter Train)

    “Un altro al posto mio non so cosa avrebbe fatto, forse si sarebbe suicidato oppure li avrebbe sterminati come un serial killer”.Jazztrain (versione Full Metal Jacket)

    “chi non gioca a poker, scacchi, bridge, dama internazionale e gratta e vinci non capisce lo spirito e si rosica il fegato come un roditore.” – Jazztrain (ignoravamo che i roditori si rosicassero il fegato, ma c’è sempre qualcosa da imparare)

    “fatemelo dire da grande idealista, che schifo”  – Il Dottor Malvone

    “Gli italiani – irrimediabilmente cialtroni e fascisti per una metà buona (gli altri hanno altri generi di difetti forse non meno gravi)” –  Topogonzo severo.

    “Purtroppo nel nostro paese sono poche le voci che cantano fuori dal coro, chi per opportunismo o chi per viltà si preferisce salire sempre dalla parte del potente di turno. Se ce ne fossero di più sarebbe un bene per la nostra democrazia.”Jazztrain

    “To fall in love vuol dire innamorare o cadere in amore. Deriva da to fall che significa cadere, mentre love vuol dire amore.”
    Jazztrain

    “C’ho na famiglia e quindi c’ho da fare.”
    Giamba

    “La mia vita e la mia famiglia sono la mia ragione di vita.”
    Giamba

    “MI NONNO, FASCISTA DELA PRIMA ORA, DI QUELLI REPUBBLICANI ED ANTILERICALI A LI PRETIO JE MENAVA COR MANGANELLO”  – Giamba (che vuol fare bella figura col Dottor Malvone)

    “Sai come se chiama chi rispetta le regole quando le regole non sono uguali per tutti figliuolo?Se chiama COGLIONE”.
    Giamba

    “L’unica vera opposizione è quella di Di Pietro, bisogna prendere atto. Finisce ingloriosamente il PD.”
    Jazztrain (dal film: “Funerale all’Asinara”)

    inizio a comprendere perchè in rete ti chiamano “il sommo”.
    Un estimatore del Dottor Malvone

    “C’est moi, naturalment, MIRAGE !”

    “Ascolti quanta pregnanza ed esaustività in questo detto abruzzese: L’OMM A DA PUZZA E LA FEMMENA HA DA PUZZA DELL’OMM SUE !!  L‘uomo deve puzzare e la femmina deve puzzare del suo uomo. La maestosità del maschio, che impregna il territorio col suo odore. E la femmina che lo segue,totalmente posseduta, al punto di essere totalmente impregnata del suo odore” (Giamba)

    e sti cazzi lo dico pure a Ichino.”
    Jazztrain (per legittima difesa)

    Jazztrain (a Malvone, riferendosi a uno di noi): “Secondo me questo tizio ha dei seri problemi.”
    Il Dottor Malvone: “Anche lei non scherza, gentile Jazztrain.

    rivolto al sig. Nardi, “Indovini a quale categoria delle tre lei appartiene, credo che saprà darsi una risposta da solo, se ne è capace”
    Jazztrain (sul blog del topo, indispettito perché capita dal sig. Nardi proprio mentre fa le pulizie).

    “non mi piace umiliare gli altri, nemmeno i poveri falliti come teddy”
    Jazztrain

    “Senza il branco vai in affanno e regolarmente ne vieni travolto”
    Jazztrain (rivolto a un redattore che, a detta del sig. Train, è regolarmente travolto dal branco… o dall’affanno?)  

    “Erasmo, una signora m’ha parlato di te ed è stato assai divertente. Ad un certo punto, mi sono sentito imbarazzato io per te e l’ho pregata di smettere, saprai come sono crudeli, le donne.”
     Quel gentiluomo del Dottor Malvone

    “Cara…. redazione, somigliante al Dio bifronte, deve ancora dimostrarmi d’esser indefessa, lei chiedo quindi: lei è fessa o indefessa?”  Amerigo Rutigliano

    “Ci sono poi i cosidetti onesti e galantuomini che scopri podofili, etc, etc, etc.
    Amerigo Rutigliano

    “Quanto a Giacomo Leopardi.Non è di mio gusto, lo trovo noioso come tutto quello che afferma, compreso il pensiero birbantesco.”
    Amerigo Rutigliano

    “Non so se ho un anima, sò però quello che occorre al paese a prescindere.”
    Amerigo Rutigliano

    “Il Presidente Prodi è un mio carissimo amico che sono andato a trovare  anche al Parlamento Europeo. oggi è stato messo da parte ma non dal sottoscritto, molte sono le lettere che ci siamo spediti, uno scambio
    epistolare profiquo.”
    Amerigo Rutigliano

    “Se il pianeta internet si unirebbe per ragioni condivise, sarebbe il terzo partito italiano.”
    Amerigo Rutigliano

    “Io sono una persona di cultura, che conosce le cose del mondo e ne trae le conseguenze. Parlare di Leopardi, Petrarca, Alighieri, Tasso, etc è cosa normale almeno per me, come parlare in Italiano o inglese”.
    Amerigo Rutigliano

    “Lei si permette di dare giudizi morali sugli altri, di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Malvino è Malvino e tutti voi messi insieme non siete un cazzo”
    Il Dottor Malvone (lui medesimo)

    “io so’ io e voi nun zete un cazzo”
    Jazztrain (previa googlata)

    “Malvino, secondo lei, Papa Ratzinger potrebbe ripristinare l’uso di baciare il piede in pubblico? I leccapiedi saranno contenti, faranno a gara per baciare il piede del Santo Pontefice e si rammaricheranno di non poter baciare il sacro buco”.
    Jazztrain (
    mentre lecca una parte imprecisata del corpo del Dottore)

    Domani per fare un dispetto alla Moratti parlerò di Charles Darwin
    Jazztrain

    L’Orinoco ha un delta, un delta vastissimo e per questo particolarmente famoso, e nessuna foce. (Topogonzo)

    cosa vuoi che potrebbe interessare agli altri della mia facoltà ironica (Topogonzo)

    D’accordo, diamolo per appurato, io sono un fesso (Topogonzo)

    Il giusto colleziona cicatrici, il codardo scudi (Topogonzo)

    avrete sete e sarete dissetati, avrete fame e sarete diffamati
    (no, non è di Topogonzo, ma lo sembra)

    Non mi sottraggo mai alle risposte soprattutto da uno che non ha mai fatto domande. (Jazztrain)

    “…Mi ha cassato due commenti… solo perché ho scritto un periodo ipotetico del tipo “Se Magdi Allam fosse vissuto nell’ottocento sarebbe stato un capo ascaro”
    Jazztrain (si tratta di un periodo ipotetico del 69° tipo)

    “Se fossero interessati… mi avrebbero chiesto delucidazini come farebbe… qualsiasi persona che vorrebbe saperne di più”
    Jazztrain (si tratta di un periodo ipotetico del milleduesimo tipo)

    “la verità si costruisce insieme agli altri, nel rispetto degli altri”
    Il Dottor Malvone

    “Si, sei un’idiota. Talmente idiot da dire “troll” a me, convinto che io ci creda e/o che qualcuno ci creda..” Giamba (in feroce polemica con la grammatica)

    “Te dico solo questo..Nun poi fa na cosa a me e rimane sulla Terra.Nun ce sta più spazio pe te sul pianeta..
    Aspettate qualunque cosa in qualunque monento della giornata..Per il resto della vita. Guardate intorno quanno esci d casa..Anzi fa na cosa..Nun usci’ proprio..I tempi sono cattivi.. ”
    Giamba

    “Cosa hanno in comune i due musicisti? Entrambi suonavano il flauto, entrambi si conoscevano”.
    Jazztrain
    “Prima o poi il veleno che producete vi intossicherà. Morirete poveri e pazzi.” (Jazztrain)

    “Sia chiaro, però, perché non vorrei sembrarle un insensibile: io soffro all’appassire di una begonia, il suo appassire mi sembra davvero morte.”
    Il Dottor Malvone

    “Ho il dovere di presentarmi in pubblico quando ho conseguito un successo nei tornei in cui ho partecipato; ho il dovere di presentarmi quando ho fatto un servizio fotografico particolarmente apprezzato dagli addetti ai lavori. Lemie foto sono state pubblicate persino sui siti esteri specializzati” (Jazztrain)

    “Ti spacci per uomo e invece sei omo.”
    Jazztrain (risoltosi all’estremo oltraggio)

    “Io le mie idee so formarmele da solo”
    Topogonzo (a Naomi Klein, per l’accusa di plagio al suo pamphlet del 2004 sulle magliette tarmate della Diesel)

    “Le scuole private e cattoliche si sfregheranno le mani… L?attuale governo sarà sommerso da una rivolta di piazza che il sessantotto al confronto è stata una bazzecola”
    Amerigo Rutigliano o il sig. Train?

    “Approfitto dello spazio per citare un passo di Piero Calamandrei, tratto dal blog di Grillo “ (Jazztrain)

    “Se per voi Marziale è spagnolo allora Virgilio è italiano, mentre Giulio Cesare è romano de Roma, Cicerone invece è burino perché è nato ad Arpino!” Jazztrain

    “L’unica cosa che sa dire il Signor Erasmo è come si coniugano i verbi, come si concordano gli aggettivi, come si costruisce una bella frase ad effetto”.
    Jazztrain
    (non si sa se severo o invidioso)

    “Questa mattina alle undici e mezzo sono stato convinto ad andare a fare colazione”
    L’Adipolfo (insolitamente remissivo)

    “Le rispondo una volta per tutte, mi pare strano che il titolare (N.d.R: del blog, id est Topo Gonzo) capisca benissimo il senso ed il significato di quello che ho scritto e lei no, questo mi fa pensare male”. (Jazztrain alla sig.ra ADA) “S.ra Ada, lei mi fraintende totalmente se pensa che la mia intenzione fosse quella di difendere JT.” (Topogonzo ormai sagace)

    ”Siete degli inetti che ve la prendete con personaggi modesti come Top Ganz e Jazztrain che non fanno nulla di male. Vi sentite forti con i deboli, ma con i forti della blogsfera non siete capaci.”
    Jazztrain

    O contraire, mon petit chou Pirly!
    (TopoGonzo parigino)

    “Come nella dama all’italiana, gli scacchi all’italiana aveva delle regole particolari ”
    Jazztrain

    “non tengo in alcun conto dei vostri malevoli giudizi, o meglio dei vostri ottusi pregiudizi.”
    Jazztrain

    “Il modo migliore per “relazionarsi” con loro è quello di prenderli in giro. Non è difficile perché sono del tutto privi di autoironia e di senso dell’umorismo”
    Jazztrain

    ” sono contento di avere sbagliato perché in virtù di quello che è accaduto oggi ricorderò sempre che mice è il plurale di mouse e che quest’ultimo è un sostantivo irregolare. Non si smette mai di imparare”.
    Jazztrain (convinto di aver cominciato)

    “Sorry, you had made a wrong.”
    Jazztrain (sta correggendo l’inglese a qualcun altro)

    “Personalmente, è da quando ho l’uso della ragione che m’accorgo dell’esistenza dei fascisti. ”
    Topogonzo

    “Si comportano come quelli che, per vincere la noia quotidiana, andavano su, nei cavalcavia delle autostrade, per gettare macigni ai malcapitati automobilisti che passavano per caso.”
    Jazztrain (sta parlando di noi)

    “Come si spiegano gli errori? Bignamescamente potrei rispondere così: essendo l’uomo un ente finito e limitato, ergo non è perfetto pur essendo perfettibile ed emendabie”
    (Jazztrain)

    “Putin è un dittatore? Non mi pare che abbia commesso un colpo di stato.”
    Jazztrain

    “Francesco Nardi è diventato sucube dei peggior figuri della blogsfera”
    Poi rilegge, e ci ripensa: “Erata corrige: succube”
    Jazztrain

    “Ohilà, merdacce, m’hanno detto che è morto uno della vostra brigata. Ovviamente mi dispiace tanto: a troll che muore, cordoglio d’oro.”
    Il Dottor Malvone

    “Purtroppo in nessun altra regione del nostro paese non esiste un festival internazionale paragonabile a quello della città trentina”
    Jazztrain, in cauta discesa per i dirupi della doppia negazione

    “Mai avuto niente da ridire su Andrea Marcenaro, personalmente lo trovo delizioso.”

    Il Dottor Malvone, insolitamente benevolo

    “Non abbiamo proprio capito, noi democratici, che il problema non è frequentare idraulici o candidare singoli operai, ma esserlo davvero?”
    L’Adipolfo

    “Sì, certe volte lo penso: Gramsci e Pasolini, prima o poi, dovranno essere destrutturati, se non si vorrà che la vocazione provincialistica della cultura italiana la isoli dalla globalizzazione, la possa far dannare fino all’incistamento vaticano”
    Il Dottor Malvone (anche noi, Dottore, certe volte lo pensiamo: che lei non sappia cosa scrive)

    “il linguaggio filosofico trascende le regole morfologiche grammaticali”
    Jazztrain

    “Sono domande inproponibili e come se dicessi se lei è cretino è non è cretino.”
    Jazztrain

    “per riuscire a parlare coi topi, occorrerebbe squittire. ”
    Topogonzo (dai “Pensieri”)

    “nella storia, la filosofia, la storia dell’arte, la geografia, l’educazione fisica non esistono gli scritti perché sono materie orali”.
    Jazztrain

    “ho imparato una cosa: nel gioco si vince, si perde, si pareggia.”
    Jazztrain

    “non c’è concetto al mondo che strida più e faccia meno scintille di un napoletanto su una pista da sci.”
    Topogonzo

    “Beh ma come puoi pretendere ke un cretino si dediki ad uno sport della mente?? Se la sua mente non funziona del tutto.Credo sia inconciliabile.”
    Un amico del sig. Train, che si firma “8”

    (gli scacchi sono) sempre meglio che guardare programmi cretini o, peggio, guardare i combattimenti di “vale tudo” (o street fighting, dove se le suonano sul ring senza esclusione di colpi) in TV.
    Il fido Totonno

    “Visto che ci tenete, risponderò più che esaurientemente con un’altra domanda”
    (Topogonzo dei miracoli)

    “Oggi si disputa il test-match tra Sud Africa e Italia, per chi non ha Sky può seguire in diretta questo sito (segue link NDR) e “vedere”, si fa per dire, la partita. Buon divertimento.”
    Jazztrain (grazie, sig. Train. Si fa per dire)

    Non bisogna mai sottovalutare Leo Strauss”
    Il Dottor Malvone
    (non ci permetteremmo mai, Dottore)

    “Provi solo a sfiorarmi, non so cosa potrebbe accadergli.”
    Jazztrain (temendo le nerbate del precettor Teddy) 

    “le donne sono crudeli” (Jazztrain)

    “Spero che gli studenti interessati non vengano a sapere che un loro insegnante scriva…”
    sig. Train
    (asino tutelare dei congiuntivi)

    “Sono tanti i ragazzi pednolari che la mattina viaggiano per arrivare in tempo alle lezioni”
    Jazztrain
    (che non si pensi che molti viaggiano per arrivare quando capita)

    “in assoluto le bombe alla crema di tornatora la domenica mattina presto sono state il pasto migliore”
    poi, pensoso: “anche i fazzoletti con il gheriglio di noce”
    L’Adipolfo 
    (per la serie: io ho solo dubbi, le certezze le lascio ai magri)

     

    “Occorre quindi  una più maggiore protezione della dignità e dei diritti umani”
    Amerigo Rutigliano

    “Spesso i lettori onnivori non selezionano qualitativamente”
    Jazztrain, lettore anoressico

     

    Mi sono beccato l’epiteto di “buonista”, io, io che sezionavo lucertole vive a undici anni.
    Il Dottor Malvone
    (in giallo le parti superflue della citazione)

    “E’ tipico dello stile del signor Train. Si diverte un casino a installare il dubbio nei confronti dell’interlocutore”.
    Un sicofante del sig. Train
    (parlando del sig. Train medesimo)

    “si è fatto ospitare gratis ed amor dei in quel di Fiumefreddo di Sicilia” – Jazztrain

    “Come mai elimina i post scomodi che riguardano la Nirestein. lei dimostra d’essere un depresso stupido ebreo?” (Amerigo Rutigliano)

    “Ma perchè fai sempre confusione piccolo ebreo?  Perchè dilapridi tutte queste parole per costruire scenari visionari e mistificatori della realtà? Sei datato, anacronistico, obsoleto e psicotico piccolo ebreo..Smettila di
    alzare polvere..Te la diraderemo ogni volta..Senza pietà per te ed il tuo bisogno di allopntanare la realtà..”
    Giamba, sul blog di Marcoz

    “Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica”
    Topogonzo

    “Femmine che non hanno alcuna gratificazione nel rapporto sessuale e si danno ala politica per avere potere:
    Esempi: Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Livia Turco.”
    Giamba

    “Quello che scrivi, caro Zio Giamba, è sacrosanto”
    Jazztrain


    “queste polemiche da cortile lasciano il tempo che trovano, sono due personaggi che non hanno alcun spessore e che sono dotati di spirito di patata”  – Jazztrain

    “Il Kossovo era una regione come può esserLA l’Umbria per l’Italia”
    [Romeo Casti].

    “All’ultimo turno come da un pò di tempo mi accade da un pò di tempo a questa parte vado in black-out” –
    Jazztrain

    “La ringrazio per la domanda, che per vari motivi, non potrà mai essere esauriente”. –
    Jazztrain

     

    “il pensare Dio è un atto di Fede perché se fossimo veramente liberi di pensare liberamente correremo il rischio, come direbbe a sua volta Agostino, di finire all’inferno. A meno che tu non possieda una concezione di stampo Deista massonico, ma questo è un altro modo di interpretare Dio”.

    Jazztrain


    “E quello che dobbiamo chiederci è questo: si vive meglio in un paese dove i pidocchi ottusi che devono pagarli lesinano su salari e stipendi o in un paese dove l’entità di salari e stipendi sono sentiti come gli ultimi dei problemi?”
    Topogonzo

    “Il mio scopo è trasmettere good vibrations”
    Jazztrain


    “Io sono di Riposto, ergo non sono di Giarre anche se mi trovo alla Maddalena (SS)
    Jazztrain

    “Ieri mattina, mentre stavo facendo due chiacchiere al telefono con una persona amica, mi viene posta una domanda apparentemente banale, ma non facile da rispondere subito e soprattutto non facile da rispondere per telefono”
    (Un docente di lettere e filosofia nei licei)

    “Noto che ci sono alcuni individui particolarmente attenti a far l’analisi logica, grammaticale e semiologica di ciò che scrivo. A costoro dico solo una cosa: i filosofi non sanno scrivere”
    (Sempre lo stesso docente di lettere e filosofia nei licei)

    “il calcio è malato, è ora di lasciarlo al suo capezzale”
    (Jazztrain)

    “Blog mobbing lo fanno essenzialmente dei commentatori che si inventano fantsiosi nickname con il preciso scopo di seminare zizzania. Sono simili ai troll”
    Jazztrain

    (rivolto a un interlocutore che lo aveva stuzzicato sull’Ariosto) “Canto le donne, le armi ed i cavalier…Lascia stare, nel 1993 mi cimentai nella titanica lettura dell’Ariosto, devo dire che mi ricordi quei cittadini ingrati ad Orlando perché li liberò dal mostro che voleva divorare nuda la bellissima Angelica.”
    Jazztrain  
    (nuda la voleva divorare, quel porco)

    “quel pozzo nero chiamato Topgonzo, dove le caviglie affondano nell’acquitrino delle più saccenti insulsaggini e nello sterco del branco che rifugge vile e intimorito dalle individualità, insomma nelle merdose scorie mobili del moralismo più abietto”
    Topogonzo

    “noi della Cdl siamo stanchi di ammazzare un vitello grasso ad ogni va e vieni di figliuol prodigo”
    Il dott. Malvone
    (agosto 2003)

    “Fu  la prima volta che vidi un concerto jazz per piano solo e fu la prima volta che lo apprezzai per intero” –
    Jazztrain

    “el topon saria pegio ch’el buso”
    Topogonzo (sì, è autentica)

    “Il sud era più economicamente messo meglio del resto d’italia”
    dott. mirage

    “non credo che non esista soggetto al mondo (…) tanto imbecille o sprovveduto da definire “politologo”, chessoìo, Aristotele o Mantesqueieu o Croce”.
    Topogonzo

    “Stellwagen, trascorre spesso il  pomeriggio giocando a dama internazionale massacrando giocatori di medio livello. Io ho avuto l’onore di conoscerlo”
    Jazztrain (ci immaginiamo che l’abbia conosciuto di pomeriggio)

    “Porgere l’altra guancia è esercizio spirituale naturalmente, per definizione direi, del tutto ignoto agli imbecilli, privi nella maniera più assoluta del minimo attributo virile (virile, si badi, non sessuale), etico ed intellettuale non dico per praticarlo, ma anche soltanto per concepirne il senso, troppo alto per la loro abietta condizione. Dunque, parcemus subiectis e continuiamo a porgere l’altra guancia, non perchè – come sostiene qualcuno – il perdono sia facoltà escusivamente divina,  no. Piuttosto perché il perdono è esclusiva di chi è oggettivamente in grado di concederlo e oggettivamente lo concede.”
    Topogonzo
    (e poi sostiene di non scrivere più in su del suo culo…)

    “Cadrò nel qualunquismo più biego ma io ho l’impressione che siano tutti commensali intorno ad una grande torta!”
    BlakAngel
    (sic)

    “Pare accertato che tutti i treni italiani, esclusi i soli Eurostar, marciassero più puntualmente e persino più velocemente di oggi in era fascista”
     (Topogonzo)

    “i grandi musicisti jazz provengono dalla tradizione blues, tradizione nella quale essi con il loro magnifico sound sono impregnati sino al midollo!”
    Jazztrain

    ….ad esempio, sarò curioso di verificare quali riflessi e conseguenze potrà avere l’approvazione della finanziaria sull’opposizione
    Topogonzo

    “I giornalisti italiani se fossero meno corporativi farebbero tante inchieste sul precariato.Purtroppo il giornalismo italiano è in stato comatoso, non fa inchieste, non fa servizi, fa solo opinionismo.Si leggono i commenti di Tizio, Caio Sempronio come se fosse la Bibbia”.
    Jazztrain (testo integrale della cacc… pardon, dell’intervento del sig. Train in un dibattito sul giornalismo sul blog di Adinolfi)

    “La mia intenzione non era quella di scrivere “condicio” bensì “conditio”… per via della pronuncia m’è scappata la in luogo della ”
    Topogonzo 

    “Ombrellari. Per abitudine familiare. Mio padre chiamava così i soggetti che risultano lontani anni luce dal possedere anche solo un ombra della competenza (“know how” diremmo oggi) che il loro mestiere imporrebbe e che invece si danno il tono di possederne a iosa”.
    Topogonzo (Va bene Topo, adesso sappiamo come ti chiamano in famiglia)

    “L’ignoranza di berlusconi è infinitamente grande da raggiungere il sublime”.
    Jazztrain

    “Scelta legittima, ma altrettanto legittimo sarebbe stato meglio tacere”
    Jazztrain

    “Riguardo l’emoticon, è un modo per scherzare” (Jazztrain)

    “il preside… gli ha promesso che gli venga un colpo”
    Topogonzo
    (neanche in casa nostra si trattiene)

    “I pacs sono il piede di porco che scardina ciò che fonda l’autoreferenzialità della tradizione, che è la sua violenza in forma di emarginazione.  Ti basta, omo?”
    Il dottor Malvone

    “Vorrei pubblicamente ringraziare il lettore Castruccio perché ha costretto, nel senso buono del termine, a scommettermi pubblicamente sul sito http: //www.vogclub.c om, ho preso sul serio la sfida cercando di dare il meglio.”
    Jazztrain

    “Miles Davis non accetta, come scrive nella sua autobiografie, certe stronzate anche se queste le trovava divertenti”.
    Jazztrain

    “Gli uomini, più curvano schiena e attributi più diventano suscettibili”
    Gabrielita
    (Gabrielita ha notato che in sua presenza gli attributi maschili si curvano verso il basso, e i proprietari si fanno irritabili)

    “…cui io sono solito rivolgermi direttamente chiamandola M.me, ma che di me parla solo in terza persona indicandomi col termine “topo”
    topogonzo
    (col magone)

    “chi meglio dei sindaci sa se nel loro comune necessitano più autopubbliche? Mi pare che Veltroni e la Moratti ne abbiano già approfittato” (Gianni Guelfi)

    “Sarebbe meglio che ci vendichi San Marino!”
    Jazztrain (ironizzando su una sconfitta della Nazionale)

    “Che differenza c’è tra quelli che hanno ammazzato l’ispettore Raciti e loro? Nessuna differenza, sono dei delinquenti della blogsfera.”
    Jazztrain
    (a proposito di noi)

    “Peccato, non mi riconosco nel cosiddetto pensiero liberale all’italiana”
    Jazztrain

    “Sono venuto a dirvi che siete degli straccioni” (Jazztrain)

    “Lo sanno tutti che Gobetti e Gramsci era gentiliano”
    Jazztrain

    “Erasmo è un furbastro, ed è molto pericoloso” Jazztrain

    “stare a cavallo di un crinale non è comodo perché l’inguine si irrita, e prude o duole. Ma che vogliamo farne, un dramma?”
    Il dottor Malvone

    “Io so chi siete, so come vi chiamate, so deve abitate e so tante altre cose”
    Mario Puzo — no, pardon: Jazztrain

    “Purtroppo nella blogsfera esistono persone stupide che non hanno nulla da fare se non quello di disturbare o di infastidire il prossimo”
    Jazztrain

    “Gradirei che si discutesse del contenuto di quello che ho scritto, non di amenità o di stupidaggini”.
    Jazztrain (si rende conto, sig. Train, della contraddizione in cui cade?)

    “Ha senso dialogare con un provocatore di professione? Io credo di no, poiché questo personaggio, che scrive squallide volgarità sul mio conto nel suo blog fogna, non deve mettere piede qui e che debba essere mandato a fare in culo.”
    Jazztrain

    “Il marxismo non è intollerante perché è una filosofia della liberazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il dogmatismo comunista; il fideismo lo è, non il marxismo, non a caso si parla anche di umanesimo marxista! Il liberismo non vuole regole, perché le considera lacci, legami, etc.”
    Jazztrain (ci piace questo brano perchè: 1) è una bellissima caccola apodittica del sig. Train e 2) contiene quello che molti studiosi indicano come l’unico punto e virgola (;) mai utilizzato dal sig. Train. Che poi sia utilizzato a sproposito, è solo nell’ordine naturale delle cose).

    “a me basta che la bastonata sulla groppa sia giunta al corretto mittente” (Topogonzo)

    “Il corpo è uno dei doni più preziosi che possediamo”.
    Bbmount (amica del sig. Train: ma se dice così non lo deve conoscere di persona)

    “Io fui omofobo, ora non lo sono più, ma temo che l’esserlo stato per tanto tempo abbia compromesso irrimediabilmente quella capacità di rabbrividire, ecc., ecc.
    (Il Dott. Malvone)

    “la posizione di Bush è quella di dire chi è con me, non è contro di me.”
    Jazztrain

    “Ho disperatamente bisogno di un tappo.”
    Gabrielita

    “In italia ci sono troppi opinionisti e pochi giornalisti (chi fa giornalismo serio o muore o viene rapito) un opinionista in meno non è un grave danno per il paese”
    Jazztrain

    “..dopo almeno trentanni, vedo giocare il Brusegana… riconosco solo i colori (biancorosso), nessuno dei giocatori, né del pubblico…”
    Fiorenzo Mazzuccone

    “Che tu sia un avvoltoio, lo avevo capito; tu stesso hai detto che leggi i miei post”.
    Jazztrain, riferendosi a red.cac. (Questa e altre citazioni troveranno spazio nella sezione “autolesionismi”, di prossima istituzione).

    “Giustamente Totonno dice una cosa che condivido al 100%”
    Jazztrain

    “la soluzione, non è di difficile soluzione”
    Jazztrain

    “grazie per essere caduto alle nostre provocazioni”
    Jazztrain

    “tra le tante pratiche da iperfrustrati che esercitate, vi dilettate nell’andare in giro a sottolineare malignamente agli interessati le situazioni che, solo allo spirito meschino vostro e dei meschini vostri pari procurerebbero frustrazione, dello stesso genere lancinante che nella realtà solo voi riuscite a provare”.
    Topogonzo

    “per carità, l’ironia non mi manca”
    Jazztrain

    “vi giuro che se l’avessi trovato davanti”
    Jazztrain (è un sacrosanto periodo ipotetico dell’irrealtà. Fino ad ora il sig. Train se l’è… ops, ha trovato di dietro).

    “Lei mi fa sentire più potente di quanto oggettivamente non sia”
    Jazztrain (
    chiariamo: non si sta riferendo a una sventurata signora, ma sta dando del “lei” a un interlocutore)

    “Direi che la tua sintesi non sia niente male”
    Topogonzo (
    et in Arcadia mus)

    “tra le mie orecchie c’è il mio cranio, tra i miei coglioni il mio pisello”.
    Topogonzo (previa verifica con lo specchietto)

    “Mi piaci sempre di più. Come blogger, perché cosa hai capito?;-)”
    Jazztrain (corteggiando, a modo suo, una ignara blogger

    “Più volte abbiamo detto che gli USA sono una democrazia.Non facciamone un feticcio astratto, perché non vorremmo che in nome della democrazia sono lastricate le strade che portano all’inferno.”
    Jazztrain

    “Accusare Chamberlain di essere fesso non ha senso. Ha applicato in toto lo spirito della politica dell’equilibrio. Il problema era che questa ricetta funzionava nel 1915 non nel 1938”.
    Jazztrain

    “sinceramente, pensavo che una persona che ama frequentare e incrementare la palude di topgonzo abbia addosso decimetri di dura scorza e che perciò le rimanga ben poco di cui scandalizzarsi al mondo, specie in tema buona e cattiva educazione. Cosa che, ad onta dell’ipocrisia topgonzica che sembra dominare anche qua attorno, continuo a pensare”.
    Topogonzo (
    in vena di sintesi)

    “L’eristica è una tecnica retorica che adottavano i sofisti per imporre la loro tesi vera o falsa che sia”.
    Jazztrain

    “abbiate pazienza, perché essa è la virtù dei forti” (Jazztrain)

    Le automobili, che ebbero modo di prolificare rapidamente, divennero sempre più potenti e veloci”
    Un amico del sig. Train

    “A me non fanno nemmeno il solletico di quanto sono cretine”.
    (Jazztrain, parlando delle nostre battute)


    “Eppure, nonostante i lutti che lo hanno segnato nell’animo e la schiavitù dell’eroina che lo stava distruggendo fisicamente, Evans suonava in modo meraviglioso”.
    Jazztrain (
    questa eroina schiavizzata doveva darci dentro mica male, la porca)

    “A te il letterale sganasciamento farà male, non dubito, ma è altrettanto certo che per il tuo prossimo sarebbe molto peggio se tu usassi prendere alla lettera lo scompisciarti dalle risa.”
    Topogonzo (questa è una frase compiuta, riportata integralmente. Non è stata artatamente estratta dal contesto o tagliata)

    “Quando suona il sassofonista Charlie Rouse sta all’impiedi muovendo il piede per vedere se il ritmo è giusto”
    Jazztrain

    “E’ evidente che l’attività scacchistica nel nostro paese è in piena attività”
    Jazztrain

    “Topgonzo ed i suoi miserabili accolit, che sono incapaci di autoironia, devono morire tra atroci sofferenze”.
    Jazztrain – TIE’ (aggiunto dopo, da un redattore partenopeo)

    “Perché alla fine non ci son cavoli: l’abtudine assidua alla lettura finisce sempre per sbarazzarsi dei vincoli e delle censure che possonio averla condizionata all’avvio.”
    Topogonzo

    “Moni Ovada? Veramente Moni Ovada, a pelle, sarebbe pure simpatico, ma dai  noti “maître a ne penser pas” vengono apodittiche preclusioni. No, per carità, Moni Ovada dice troppe stronzate”
    Topogonzo

    “Pirlacchione assume tale intensità che fesso finisce per essere il sottoscritto”
    Topogonzo (sulla via di Damasco)

    “sono stati i maggiori introiti derivanti dalla lotta all’ evasione a far lievitare l’ indicatore della pressione fiscale”
    Gianni Guelfi (Maestro di Topogonzo)

    “Gabriellita si diverte a prenderli in giro, e fa bene.”
    Jazztrain (con invidia)

    “Per quanto possa sembrare strano rispetto a Teddy o alla Supervisora, il fondatore e lo Stronzerdam sono nettamente migliori perché non sono personaggi ambigui.”
    Jazztrain (esempio di come l’ignoranza delle regole di punteggiatura possa stravolgere il significato -ammesso ci fosse- di una frase)

    “do dello stronzo solo a chi voglio bene”
    Il Dottor Malvone

    “Adinolfi, vedo cha hai grande coraggio, questo dal punto di vista politico paga molto, vedo che sei determinato e coerente, è un bene, perché senza determinazione non si va avanti in politica.”
    Jazztrain (sponsor ufficiale della virgola multipurpose)

    “Domani presenterò una stupefacente partita del neo campione di Francia Maxime Vachier-Lagrave; l’unico aggettivo che mi viene in mente è questo: capolavoro!”
    Jazztrain

    I liberisti temono lo statalismo, lo combattono, lo avversano. Se dal punto di vista politico il liberismo è anti statalista, come sarà dal punto di vista etico? Matrimonio statalista, libero scambio dei corpi e del sesso alla faccia dello statalismo di trono ed altare! La mia è sarira politica :-) Paradosso! Libero scambio commerciale, liberto scambio sessuale, WoW
    Jazztrain (garantiamo che quanto precede è completo e in sequenza corretta)

    “Il dettaglio, purtroppo, è che la storia viene scritta dai vincitori.”
    Un amico del sig. Train, a proposito della II guerra mondiale

    “ci vuole un coraggio da Leone (con la elle maiuscola!) a sfidare personaggi infidi, pericolosissimi e infantilmente vendicativi”
    Jazztrain (sta parlando di sé e di noi: magnifica le sue imprese nel tentativo conquistare una malcapitata signora)

    “Dimenticavo: anche Voltaire parla del Santo Prepuzio (Traite sur la tollerance, 1763). Dimenticavo pure: tracce di Santi Prepuzi si rintracciano nelle lipsanoteche di Chartres, nella cattedrale di Le Puy-en-Velay, in una chiesa di Santiago de Compostela, nella città di Anversa, e in altre tre chiese, di Metz, Hildesheim e Besançon. Vabbe’, cazzatelle.”
    Il Dott. Malvone (se non avesse precisato che sono cazzatelle si sarebbe pensato a sfoggio di cultura

    “Il senso del tutto, a detta dei poveretti, sarebbe il dovere di emendare i fessi. Nel dirlo, essi evidentemente trascurano la semplice verità (forse a loro del tutto ignota) che i fessi di maggior calibro si riconoscono proprio dalla patetica e risibile velleità di misurare la loro superiore qualità intellettuale a paragone di pretesi fessi.”
    Topogonzo

    “Chi non è d’accordo con loro, come avviene al 99%, subito insultano ed insolentiscono.”
    Jazztrain

    “sputano nel piatto dove hanno gozzovigliato”
    Jazztrain

    “prenditi le responsabilità delle tue impressioni”
    Topogonzo

    “Ne sparano di stupidaggini a nastro continuo”.
    Jazztrain

    “Nell’ultimo post (13:05) ero stato sbrigativo perché era ormai ora di pranzo, Madonna Ginevra”
    Topogonzo (più che l’amor potè il digiuno)

    “il campione del mondo con i Neri adotterà un impianto solido, a meno che, come è avvenuto contro Morozevich, potrebbero esserci sorprese da parte del campione del mondo”.
    Jazztrain


    “Non c’è niente da fare, in rete diventiamo tutti dei fighetti”
    Il Dottor Malvone 

    “gli elettori non sono poi tanto meglio degli eletti. Quindi prima di guardare la pagliuzza nell’ occhio altrui ecc. ecc.”
    Gianni Guelfi

    “Se io scoprissi un metodo sicuro e pienamente efficiente di ricavare mille gigawatt d’energia dalla fusione a freddo di una briciola di letame di vacca, avrei il DOVERE – civico, cristiano, in una parola umano – di metterne a parte il mondo intero”
    Topogonzo (in nome di Dio, sig. Topo: non interrompa la ricerca)

    E’ anche vero che mi hai inondato più volte di spam il mio blog e che ti sei spacciato persino per musicisti in carne ed ossa.
    Jazztrain

    “Non è colpa sua se suo nipote (lei) è stupido”.
    Jazztrain

    Se vuoi il mio aiuto devi spiegare. Lo so l’ho formulato nell’ottica dell’imperativo ipotetico del se vuoi devi, tant’è…”
    Jazztrain


    “…e devo dire che di Otto Kernberg io ho enorme stima.”
    Il Dott. Malvone (
    e Otto ne sarà certamente orgoglione, Dottore)

    “Medita Nardi, medita e soprattutto informati altrimenti farei sempre figure sbarbine”
    Jazztrain

    “La tua mi sembra una reazione viscerale e un po’ forte che non ha una spiegazione logica perché non la comprendo”.
    Jazztrain

    “Marcoz, non immaginavo che avevi istinti suicidi. (Jazztrain)


    Nato a Ravenna in tenerissima età, trasferito in Lombardia per motivi di lavoro circa 30 anni fa. Altezza 1,96 , peso circa 100 Kg.
    Paolo Bagnoli, campione di scacchi e amico di del signor Train

    “Sono personaggi che non hanno nulla da fare, beati loro che non lavorano”.
    Jazztrain

    Se uno non ha nulla da nascondere, perché non deve pubblicizzare il proprio blog? A meno che… è responsabile di azioni scorrette… e teme di subire vendette e ritorsioni.
    (un docente di storia e filosofia nei licei)

    “Io provo a immaginare in fila per uno i 5.906 democratici italiani che volevano me segretario nazionale del Pd e le liste di Generazione U nell’assemblea costituente e mi emoziono, sarebbe una fila bella lunga.”
    L’Adipolfo

    “io quando dico buco del culo voglio dire semplicemente buco del culo”
    Topogonzo

    “Comincio a pensare che tu non legga con sufficiente attenzione i miei commenti (…) Ora – bada ben a quel che dico stavolta – io non voglio certo dire che sia il consumismo l’unica o la prima causa dell’incultura civica dominante, ma tu davvero vorresti che te ne elenchi anche solo qualche centinaio, di questi nessi?”
    Topogonzo (minacciosissimo)

    “Questo discorso è avvenuto nella mia mente.” (BBMount)


    “Per quel che mi riguarda i miei commenti sono ironici e paradossali, non a caso chi li giudica incomprensibili non ne capisce lo spirito.”
    Jazztrain 

    “non credo proprio che la mia sia una cultura particolarmente vasta o approfondita, ma se per ipotesi lo fosse, lo si intuirebbe innanzitutto dal fatto che mai mi sognerei di sbandierarla (è questo l’unico vero merito che mi riconosco).”
    Topogonzo

    A Erasmo: sei cretino, non mi interessi, mettiti l’anima in pace. Ciò nonostante, continua a leggermi, mi titilli il counter.
    Il Dott. Malvone

    “c’è stato anche il genio Bobby Fischer che per quanto riguarda lo stile scacchistico, non possiamo considerarlo come un giocatore alla Alekhine, né alla Tal.”
    Jazztrain

    “l’autoironia di cui deficitano i topgonzi sprizza invece abbondante già dal mio nick (i topgonzi questo non l’hanno mai capito) e, se non bastasse, tal tono intenzionalmente verboso, spesso ampolloso, con cui replico loro”
    Topogonzo

    “Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica.”
    Topogonzo

    Vi saluto parafrasando un famoso verso del Belli: “Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo”
    Jazztrain

    “Il trucco è stato l’invenzione del femminismo, una visione della vita assolutamente coerente e funzionale alla società della produzione e del consumo, che afferma che la vera gratificazione della femmina avviene attraverso il lavoro ed il guadagno, e non attraverso il compimento della sua funzione naturale, quella di far crescere la vita nel suo corpo e far nascere la vita dal suo corpo. La deriva finale, inevitabile e necessaria, di questo tragitto che mette il denaro davanti alla vita, è l’ esaltazione della degenerazione della femmina al ruolo di prostituta.”
    Giamba

    “Vero è ben, Giamba egregio. La tua analisi è sottesa di profonda melanconia e gronda dell’umanesimo proprio delle anime nobili”
    Topogonzo

    “Quando faccio una ricerca, mi perdo nei dettagli marginali, l’idea sarebbe quella del (as)saggio da meditazione, ma poi m’indugio presso un vitigno atipico, mi pare che la sua atipia possa far ragione dell’intera vigna, e mi faccio felice di una piccolissima vendemmia, un solo barilotto, per me preziosissimo.”
    Il Dottor Malvone (traduzione: anche lui googla)

    “Oggi a manifestare a favore del papa c’erano i nazisti. Mica cazzi. Che si aggiungono agli atei ciellin-ferraristi, difensori degli embrioni di recente ingaggio”
    Topogonzo, tifoso della McLaren

    “E così spesso rischiamo di fare come questa sirena, di restare soli su uno scoglio, con la nostra coda argentata che ci separa dal resto del mondo. Eppure vogliamo solo  essere amati per quello che siamo….”
    Bbmount (sirena: guarda cosa si inventa per non dargliela al sig. Train)

    “Una natura fondamentalmente umile mi impedisce di cedere alla tentazione di pensare che tutte queste molestie nei miei confronti e dei miei lettori da parte della vostra crocchia da “compagni di merenda” siano prova evidente di una qualche forma degradata di invidia, rabbiosa per altro. Rimando il cedimento a pensarlo, ma d’intanto è certo che siete tutti molto divertenti quando sguazzate così nella vostra stessa bile, nella vostra stessa merda”
    Il Dottor Malvone (ha scritto proprio così, “crocchia”, e ha concordato al femminile l’aggettivo, per non lasciare dubbi. Forse voleva dire crocchio, forse cricca. O forse, “un crocchio di ricchioni”: quindi, al femminile)

    “…quando si tratta di confutare qualcosa al suo interlocutore, come tutti gli ometti cui la cervice shareware di cui si dotano non funziona fino al punto di garantir loro l’autonomia di pensiero, non trova di meglio che citare e consigliare i libri che ha letto (ignorando l’ipotesi che ne possano essistere anche altri, di libri, come l’ipotesi che l’interlocutore non spaittelli titoli in faccia a nessuno, non perché non ne abbia da menzionare, ma semplicemente perché non ami farlo”
    Topogonzo (sempre nervoso quando si parla di letture)

    “dopo è spuntato il tesoretto, quando si cominciava a far ordine nelle casse dello stato”
    Jazztrain (dalla lectio magistralis di politica economica)

    “Andò così: dapprima, a mensa, lo fece rimpilzare di fagioli (il suo cibo preferito) al bromuro e quindi, nottetempo e d’accordo col colonnello, lo fece caricare su una lettiga a rotelle e trasferire direttamente alla vicina locale caserma del CAR, dove arrivò che dormiva profondamente, seppur scorreggiando fragorosamente come un cammello”
    Topogonzo narratore

    “Se queste forze condividano o meno il programma e se si impegnano ad attuarlo forse avresti ragione, ma devi dare un contentino alle forze minori altrimenti non correrebbero mai insieme a te”
    Jazztrain (OK, sig. Train: ha vinto lei. Ci ha messo in cotale confusione che non siamo neppure in grado di dire quanti errori abbia fatto)

    “il dialogo va costruito in un tentativo di costruzione della concordia collettiva”
    L’Adipolfo (ovvero: il nuovo linguaggio dei politici della nuova generazione)

    “Non pretendo che il papa condivida e persegua null’altro che i miei punti di vista e che rigetti espressamente quelli che non condivido”
    Sua Bontà Topogonzo

    “Anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio”.
    Topogonzo (citando Adorno pro domo sua)

    “E’ così evidente che lei non capisca che nessuno mette in discussione le sue parole.”
    Jazztrain

    “Vorrei ricordare al titolare che non si permetta mai più di fare infime insinuazioni che offendono la dignità degli altri”
    Jazztrain

    “Pirly… così pirla da farti prudere il culo da quel «come»”
    Topogonzo ombrellaro

    “io sono il noioso topogonzo che detesta i branchi di cani supponenti, soprattutto in quanto abbrancati,  l’ipocrisia dei supponenti, la loro prepotenza idiota ed infantile, la loro vigliaccheria, la loro perniciosa vanità…”
    Topogonzo degli Uberti col dispitto fieramente irato con noi e in particolare con Noi red. cac.; qualora surgesse alla vista scoperchiata un’ombra lungo il topo infino al mento, quello è il sig. Train)

    “Se…mi chiarisce meglio… l’inacchetabile stridore che assegnerebbe Tocqueville e Don Milani a sponde opposte del pensiero sociale, non mancherò certo di provarmi a risponderle”.
    (Topogonzo dubitans cum Ada)

    “Lei si permette… di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Non c’è bisogno nemmeno di attaccarlo al frigo perché quel cartello è già appeso in ognuno di noi e si chiama coscienza”
    In interiore topo…

    “Good Evining” “Good Live”
    Amerigo Rutigliano

    “Non me ne frega un cazzo di dove la mia idea conduca la sinistra”
    Topogonzo duce

    “fra un paio di secoli, quando la gente in Italia avrà riscoperto il gusto e l’utilità di imparare a leggere e scrivere”
    Topogonzo (in vena di buoni propositi)

    “il fatto che (io, cioè lui, il topo stesso) abbia votato qualcuno non ha mai minimamente compromesso questa abitudine di usare sempre e soltanto nientemeno che la mia di testa”
    Topogonzo (ora ti capiamo meglio, topo)

    “La mia tesi è rimasta la stessa dal ’94 a oggi”
    Topogonzo (va bene, Topo: ma forse se la riscrivi ti fanno laureare)

     

    Questo niblog difende la lingua italiana (e, nei limiti del possibile, qualsiasi altra lingua e dialetto) dagli attacchi dei fessi.
    Viene dichiarata una moratoria unilaterale e a tempo indefinito sull’uso dell’accento acuto (é) in quanto scomodo da diteggiare. Potrà, a nostra discrezione, essere sostituito da quello grave (è).

    Cotesto níblog non se lo sogna nemmeno lontanamente di rappresentare una testata giornalistica, e se qualcuno venisse sostenendolo
    ci offenderemmmo a morte: tra noi c’è chi dichiara di non sapere nemmeno che cosa sia la periodicità, e chi lo sa bada bene a evitarla,
    e questo spiega perché abbiamo una Sig.ra Supervisore, diversi redattori e alcuni columnist impegnati ad aggiornarlo con assoluta imperiodicità o antiperiodicità o irregolarità temporale. Figuriamoci dunque se si tratta di un prodotto editoriale. Andate a leggervi la
    legge n°62 del 7.03.2001: noi ci abbiamo capito poco, ma se tutti i blogger più fighi ne parlano anche noi la  schiaffiamo qui non perché legalmente minacciati da un blogger autorevole che forse capeggia ora e certo un tempo capeggiò {qui l’assoluta mancanza di periodicità genra anche in noi un qualche smarrimento} il nostro albo de’ fessi (aggiornato senza nessuna periodicità), ma perché, come detto, non ci avevamo badato… ed or che ci badammo ce la tiriamo un po’ anche noi. Vi pare, colleghi,  collaboratori e lettori assidui ma imperiodici come noi?

     

    Continuiamo a non raschiare, ad eccezione degli escrementi del sig. giamba, indecenti anche per le nostre malelingue. In questa maniera, e rispondendo incidentalmente alle accuse di taluni fessi, esercitiamo il nostro senso del pudore, impegnandoci a tutelare i nostri lettori, assidui ma imperiodici come noi, da brutture inutilmente tese a dimostrare l’esistenza del loro autore.
    SE TUTTAVIA QUESTA RAGIONEVOLE SPIEGAZIONE NON BASTASSE, SPECIFICHIAMO CHE NOI SIAMO GARANTISTI FINO A QUANDO NON INTERVENGANO SUPERIORI RAGIONI DI IGIENE, DA NOI
    INSINDACABILMENTE VALUTATE (no, topogonzo: i sindacati confederali non c’entrano, e neppure i cobas).


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