Integriamoli tutti

Parsifal

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  1. Parsifal

    Semi off-topic: Abu Mazen vuole un risarcimento dei danni dalla Gran Bretagna per la “dichiarazione Balfour”:

    http://www.corriere.it/cultura/16_luglio_27/balfour-focolare-ebraico-mossa-palestinesi-dd4f52ae-5355-11e6-ae43-c1c76a863041.shtml

    Ma forse fa più notizia che il Corriere abbia chiuso con questa battuta:

    Un analista ieri ricordava che un paio di anni fa anche gli egiziani avevano pensato agli indennizzi per la Storia, dagli ottomani al protettorato britannico. Agli israeliani avrebbero domandato i danni per le Dieci Piaghe.

  2. Purtroppo non ho il link sottomano, quindi devo incollare il testo integrale.

    Un processo contro il popolo ebraico 25-08-03
    Non sappiamo come dare ai nostri lettori questa notizia. È talmente assurda da sembrare falsa, ma una volta accertata la sua autenticità rimane da chiedersi come reagire, se scuotendo con disappunto la testa, se prendendosela con la eterna e sempre sorprendente stupidità umana, o se semplicemente sorridendo amaramente.
    Nel numero del 9 agosto scorso il settimanale egiziano Al-Ahram Al-Arabi ha dato spazio ad una intervista con il dott. Nabil Hilmi, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Al-Zaqaziq.
    L’illustre ed illuminato docente, coadiuvato da altri suoi colleghi, sta preparando una causa civile contro il popolo ebraico nella sua totalità. Ecco quanto egli afferma:
    “Poiché gli ebrei fanno svariate richieste agli arabi ed al mondo, e pretendono il riconoscimento di diritti basati su fonti storiche e religiose, un gruppo di egiziani che vivono in Svizzera ha aperto il caso del cosiddetto “grande esodo degli ebrei dall’Egitto dei Faraoni”. A quel tempo, essi rubarono all’Egitto dei Faraoni oro, gioielli, utensili di cucina, ornamenti d’argento, abiti ed altro, lasciando il paese a notte fonda con questo oggi inestimabile patrimonio”.
    Il capo degli egiziani emigrati in Svizzera, Gamil Yaken, ha fatto ricerche storiche ed ha nominato una squadra di giuristi per ottenere dal tribunale la restituzione di quanto gli ebrei rubarono allora. Questo furto non può essere vanificato appellandosi al tempo trascorso, ed è comprovato dai testi sacri degli ebrei.
    Il Faraone era rimasto esterrefatto, continua Hilmi, al vedere le donne egiziane che piangevano per quanto era stato loro rubato nel corso della più colossale rapina che la storia ricordi.
    Questo furto, secondo Hilmi, è in perfetta armonia con “la moralità ed il carattere degli ebrei”, ed egli cita alla lettera dialoghi fra il Faraone e le donne del tempo, che descrivevano nei dettagli al loro sovrano gli oggetti rubati.
    Una indagine di polizia ordinata dal Faraone svelò che Mosè ed Aronne, a causa “della natura perversa degli ebrei”, avevano ordito questo crimine con la complicità dei rabbini, e malgrado il desiderio del popolo egiziano di essere loro amico.
    Secondo il calcolo molto minuzioso di Hilmi e dei suoi esperti, considerando anche gli interessi maturati e la svalutazione, sulla base del peso dei preziosi rubati, egli valuta che si debbano moltiplicare 300 tonnellate d’oro per 5.758 anni, con il risultato di 1.125 trilioni di tonnellate d’oro al valore attuale. Per non parlare del valore degli altri beni.
    Ma, bontà sua, egli proporrà al tribunale un compromesso onorevole: che agli ebrei, cioè, sia concesso di restituire questi beni frazionandoli in mille anni.
    Federico Steinhaus

    Interessante tra l’altro il fatto che per documentare il furto citino la Bibbia quando in realtà nella Bibbia è scritto E i figli d’Israele conformandosi al comando di Mosè richiesero agli Egiziani vasi d’argento e d’oro e indumenti. E il Signore aveva ispirato benevolenza per questo popolo da parte degli Egiziani cosicché fu svuotato l’Egitto. D’altra parte poi qualcuno ha osservato che “la questione è reciproca e loro ci dovranno dare lo stipendio e i contributi per i 400 anni di lavoro gratuito, che rivalutati secondo le tabelle sindacali di oggi, più gli interessi, i risarcimenti per danni alla salute, ecc. superano di gran lunga i mille e passa trilioni che pretenderebbero da noi”.

  3. Attila

    E intanto monsignor Galantino, ci dimostra che sono piú importanti i soldini che ricevono dall´unione europea per le “preziose risorse” di un prete e un fedele sgozzati…

    Cordialitá

    Attila

    • red. cac.

      Non son potuto neppure arrivare alla fine dell’intervista.
      Ho avuto la sensazione di disgusto dopo pochi minuti, e ho cambiato canale. Vomitevole, davvero.

    • Erasmo

      Mi riferisco all’intervista rilasciata al Corriere. Oltre alle viscide manifestazioni di ipocrisia, che però sono sempre le stesse, colpisce una citazione: “Il compito a cui dobbiamo lavorare oggi – ci ha ammonito Erich Fromm – non è di arrivare alla sicurezza, ma di arrivare a tollerare l’insicurezza”». Poiché il sig.Fromm ci risulta fuori combattimento da alcuni decenni, ci domandiamo a quale circostanza si riferisca quell’oggi.

      • myollnir

        E’ quell’Erich Fromm famoso per la domanda: avere o essere?
        Risposta: dipende.
        Meglio avere coglioni, o essere coglioni?

        • Erasmo

          Con la tecnica di cogliere fior da fiore, ossia prendere fuori contesto una frase qualsiasi di chiunque, si può avallare ogni stronzata, chiamandola “ammonimento”.
          Questi preti del secolo XXI fanno i modernisti, ma argomentano come ai tempi del Sillabo. Non si accorgono che il culo è scoperto.

        • red. cac.

          Scoperto e, come diceva un nostro amico, a 90°. Magari poi lui diceva 180, ma intendeva 90.

        • Erasmo

          Comunque siamo ufficialmente passati alla fase 2.
          Fase1: Non bisogna avere paura perché non c’è ragione di avere paura
          Fase2: non bisogna avere paura nonostante ci siano ragioni per averne.
          Nota: sia in fase 1 che in fase 2 i soldi per migrante rimangono a 35 euro al dì.

        • Parsifal

          Qui ci tentate, perché Galantino non ricade minimamente nel rispetto speciale che un cattolico deve al Papa.

        • Erasmo

          Francamente, non ci eravamo posti il problema delle sue tentazioni, ex collega.

        • Parsifal

          Comunque, siamo a buon punto perché mancano solo due fasi:

          Fase3: Avete paura? Tenetevela.
          Fase4: Ce ne siamo liberati.

        • red. cac.

          Ci scusi, ex collega Parsifal, ma un cattolico deve un rispetto speciale al sig. Papa anche quando si tratta di un tre quarti di papa (un quarto è rimasto in possesso del sig. Ratzinger), ma idiota al 100% di quel 75% di papauté?

          Ora, noi non vogliamo provocarLa, si figuri, Lei sa bene che siamo i meno propensi, dopo di Lei, a sottovalutare e irridere il fenomeno religioso, per il quale nutriamo al tempo stesso timore e rispetto. Parliamo però di fenomeno religioso, senza che questo ci impedisca di distinguere tra religioni. Però, se pensiamo al papa in carica e al papa emerito, non possiamo non ripensare a quel sonetto del Belli che ormai conosciamo a memoria, e che si intitola Er passamano

          Er Papa, er Visceddio , Nostro Signore,
          è un Padre eterno com’er Padr’Eterno.
          Ciovè nun more, o pe dì mejo more,
          ma more solamente in ne l’isterno.

          Ché quanno er corpo suo lassa er governo,
          l’anima, ferma in ne l’antico onore,
          nun va né in paradiso né a l’inferno,
          zarta subbito in corpo ar zuccessore.

          Accusì ppò variasse un po’ er cervello,
          lo stommico, l’orecchie, er naso, er pelo;
          ma er Papa, in quant’a Ppapa, è ssempre quello.

          E ppe questo oggni corpo distinato
          a quella indiggnità, casca dar celo
          senz’anima, e nun porta antro ch’er fiato
          .

          Ci piacerebbe fosse apprezzato non solo il “dantesco” l’anima ferma in ne l’antico onore ma alcune finezze messe sagacemente in bocca alla plebe romana: er corpo suo lassa er governo*; quel zarta che probabilmente non è del Belli ma a cui ci siamo affezionati, fino al punto che scriveremmo zompa; e quel capolavoro di sottigliezza e sarcamo che è er Papa, in quant’a Pappa che sarebbe poi la papauté che secondo molti francesi il sig. Ciccio Primo ha distrutto; e infine, oltre a quel non casuale romanesco indegnità per dire dignitas, il fatto che la conseguenza razionale per quanto plebea del dogma implica che tutti coloro che son venuti al mondo destinati a diventare papi alla nascita non portavano dentro antro ch’er fiato, in attesa che quel vuoto fosse riempito dall’anima papale, una eterna e immutabile: ferma in ne l’antico onore.

          Talvolta sono preso da un dubbio: davvero, dopo Leopardi, il massimo scrittore dell’ottocento italiano è Manzoni? Perché i sigg. Porta – che conosco poco soprattutto per ragioni di lingua – e Belli (soprattutto) mi sembrano insidiarlo.

          Comunque, benedetti siano Benedetto e Ciccio Primo, in quanto mi hanno fatto apprezzare fino in fondo questi versi che mi sono sempre piaciuti.

          Chiedo scusa per la divagazione.

          *Finissimo doppio gioco basato sul significato latino di gubernator. Tra l’altro, Belli è anche autore di magistrali inni sacri in latino.

        • Paoletta

          bellissima divagazione!

        • red. cac.

          Grazie, sig.ra Paoletta. Semel in anno, e magari anche un po’ più spesso, mi concedo queste licenze.

  4. Erasmo

    Proviamo a giocare al gioco del sig.Galantino:

    Come cristiano, non ho il dovere di lasciarmi ingannare, ma ho invece il dovere di combattere per la verità e la giustizia”
    Bello, no? Mettiamola ora alla maniera di Galantino:
    Come cristiano, non ho il dovere di lasciarmi ingannare -ci ha ammonito Adolf Hitler- ma ho invece il dovere di combattere per la verità e la giustizia”

  5. Parsifal

    “ma un cattolico deve un rispetto speciale al sig. Papa ”

    red.cac., domanda un po’ impegnativa (lei forse voleva fare solo una battuta, ma sa che a volte prendiamo tutto dannatamente sul serio) e quindi faremo del nostro meglio per non essere troppo imprecisi senza essere troppo verbosi. Tuttavia è impossibile evitare una serie di premesse. Purtroppo verrà un discreto pipponcino.

    Fatta la premessa fondamentale che qui parleremo di una parte importante della vita del cattolico, il rispetto della Legge, dobbiamo precisare che è consequenziale ad un altra. Per il cattolico, a differenza dei seguaci di altre religioni, il centro di tutto è la salvezza che si ottiene non in virtù della Legge e dei meriti che si acquisirebbero dal suo rispetto, ma del Sacrificio di Cristo. Non ci sono meriti dei fedeli: solo di Cristo. L’unico merito del fedele è scegliere liberamente di amare Cristo (caritas; non la onlus) e accettare così la giustificazione che viene dal suo Sacrificio. Le norme non sono strettamente necessarie: un mistico (nel senso vero del termine, non quello guastato negli ultimi decenni) è in grado di amare Cristo per intuizione, “saltando” le norme; non contraddicendole, beninteso, ma rispettandole _consequenzialmente_ all’amore per Cristo e alla comunione raggiunta con Lui. Anche il mistico non ci arriva per merito proprio, ma perché lo Spirito Santo gli offre questa via e lui la accetta. Questo sarebbe il modo più perfetto di essere cattolici, ma non è alla portata di tutti. For the rest of us, si prende l’approccio opposto, prendendo come punto di partenza le norme. Non è soddisfacente e neanche sufficiente: per paradosso, uno potrebbe anche rispettare tutte le norme dalla prima all’ultima, ma non salvarsi lo stesso se non ama Dio (è quello che San Paolo descrive come “primato della carità”). Ma è l’inizio di una strada che, si spera, porterà il più vicino possibile allo scenario precedente. Se il rispetto della Legge non è sufficiente, è comunque necessario, perché altrimenti la strada giusta diventa irraggiungibile. È quello che viene definito in sintesi come “il primato dell’essere sul fare”; la mancata comprensione di questo concetto porta all’errore del “moralismo”.

    Ci scuserà questa prima premessa non strettamente necessaria alla risposta; ma la sanno ormai in talmente pochi anche tra i cattolici che non potevamo non scriverla.

    Ora, chi ha poca pazienza salti ai quattro asterischi più in basso ****. Ma se non conosce bene certe cose, probabilmente dovrà tornare su e leggere le premesse sottostanti.

    Detto che ora parliamo solo di Legge, ci sono due gruppi di “codifiche” delle norme. Il primo è dato dalle Scritture interpretate dal Magistero (Concili e deliberazioni dei Papi). Il tutto riassunto nel Catechismo, che è un compendio sintetico. Questo è di derivazione divina e definisce – detto rozzamente – il bene ed il male. Nella sostanza non se ne può cambiare neanche uno iota; avvengono evoluzioni delle interpretazioni, se vogliamo anche sottili, ma mai in contraddizione con quanto è stato affermato precedentemente. Nessuna autorità umana, neanche un Papa, può contraddirlo; il Papa non ne è padrone, ma servo.

    Il secondo gruppo è quello che va capito per rispondere alla sua domanda ed è il Codice di Diritto Canonico. Questo è un insieme di leggi aggiuntive, _transitorie_, non di stretta derivazione divina. Non possono ovviamente contraddire il Magistero, ma non ne sono necessariamente di stretta derivazione. Fa parte di quel potere di “legare e sciogliere” che è citato nei Vangeli. Cambiano naturalmente in funzione dei tempi e delle esigenze.

    La Legge prevede una struttura gerarchica di autorità: Cristo -> Papa -> Vescovi -> preti delle diocesi -> fedeli (in realtà, non solo i fedeli, ma tutti gli uomini: punto delicato che approfondiremo solo su richiesta, per non allungare il pippone). Questa è una gerarchia di derivazione strettamente divina. Il codice canonico ne individua altre, come il collegio cardinalizio e la Curia, che sono contingenti e modificabili.

    Esistono altre forme gerarchiche tra i laici: certe sono forti, per esempio tra genitori e figli. E certamente c’è l’autorità civile, che non è morale, ma può esserlo. Non è rilevante per la nostra risposta.

    In queste gerarchie nessun livello umano ha autorità in sé: deriva da quella superiore e quindi, in ultima analisi, da Dio. Nel momento in cui una persona agisce violando la Legge di Dio, perde la sua autorità (limitatamente all’ambito della violazione). Poi il senso primario della gerarchia non è obbligare la gente a fare o non fare certe cose, ma a renderla edotta della Legge e metterla nelle condizioni di rispettarla. Le autorità religiose e civili hanno il diritto e il dovere di erogare sanzioni ai sottoposti (religiose: p.es. penitenze e scomuniche, civili: p.es. multe o detenzione). Anche in questo caso il senso non è obbligare al rispetto della Legge, ma correggere l’errata comprensione delle Legge da parte del sottoposto oltre che, ovviamente, difendere altre persone che possono essere danneggiate. Comprensione della Legge che, ripetiamo, ha come senso l’individuazione di quel primo percorso, della caritas, di cui parlavamo. Questo, di nuovo, è totalmente diverso dalla sharia, dove la gerarchia (Allah -> Profeta -> Califfi/ecc) serve per sottomettere l’umanità al volere di Dio e la salvezza si ottiene da questa sottomissione.

    In tutto questo contesto c’è il primato della coscienza. Non si applica cieca obbedienza (*) a nessun livello (altrimenti si cade nel “clericalismo”). Se la coscienza di un sottoposto suggerisce una cosa contraria all’autorità superiore, è lecito e doveroso disubbidire. La coscienza, tuttavia, non è quello che uno vuole secondo il proprio arbitrio, o quello che uno sente al momento, o l’obbedire ad un sistema di “imperativi morali”. È un processo di discernimento per tentare di capire, nel miglior modo possibile, cosa è giusto e cosa è sbagliato, secondo la Legge di Dio, in quel particolare contesto (ovvero come dev’essere orientata la volontà nel senso della caritas) visto che, di nuovo a differenza dell’Islam, nonostante si riconosca che la legge divina è perfetta ed universale, nella vita reale non c’è un manuale che spiega per filo e per segno come si applica in tutte le circostanze.

    Dopo questa lunga premessa possiamo finalmente rispondere al punto da lei sollevato.

    ****

    Il papa è in cima a tutte le gerarchie umane; la più alta autorità umana esistente sulla Terra. Questo non vuol dire che è perfetto né infallibile in ogni cosa che dice o fa (sarebbe “papolatria”) – anzi, il campo della famosa infallibilità è ristretto e ben definito. Tuttavia, non è sottoposto a nessuna autorità umana. Nessuno può dare un giudizio su di lui finché è in vita; nessuno può accusarlo di crimini. Nessuno può comminargli sanzioni. Ma se si è convinti che il suo insegnamento è sbagliato, si ha il diritto-dovere di resistere (“resistere”, non “disubbidire”) al suo insegnamento e al suo governo; e il diritto-dovere, in funzione delle proprie capacità di contraddirlo, anche in pubblico. Sin dall’inizio si ebbe un episodio di Paolo che contestò una decisione di Pietro e ne ottenne una correzione. Questo è di derivazione magisteriale, quindi incontestabile. Ciò non è dovuto ad una particolare considerazione per l’uomo-papa, che non è affatto detto sia santo, ma del “munus”. Lo stesso titolo di “Santo Padre” non è riferito alla persona, ma al munus. Da un certo punto di vista, il Belli nelle strofe iniziali – a parte l’intento canzonatorio – ha evidentemente ripetuto delle verità cattoliche, nel senso che l’uomo può variare, ma il munus è sempre quello. Quello che non capiscono i moderni è che questo concetto è legato ad una serie di tradizioni simboliche. L’essere rivestito di complessi accessori di abbigliamento, oltre ad includere segni di regalità (che sta per quella di Cristo, non dell’uomo) vuol anche significare, per lo stesso papa, che deve ridurre sé stesso il più possibile e lasciare spazio al “munus”, che dovrebbe essere orientato dallo Spirito Santo. Certo, ogni papa ha i suoi talenti, le sue capacità, i propri modi di esprimersi: tutti i papi non devono essere fatti con lo stampino. Ogni papa nel privato ha certamente libertà di mantenere la sua personalità. Ma in pubblico dovrebbe “soccombere” al munus. Viceversa, uno che rifiuta l’abbigliamento tradizionale, va in una residenza diversa, ostenta certi caratteri culturali – come il mate – esibisce il suo “personaggio” come se fosse una star dà segnali contraddittori, perché si può temere che metta sé stesso dinnanzi al munus. Purtroppo gli ignoranti scambiano questi atteggiamenti per “spontaneità” e semplicità, mentre sono probabili espressioni di superbia ed orgoglio.

    Appurato che è diritto e dovere muovere critiche all’insegnamento e all’operato di un papa qualora si abbiano fondati motivi che evidenziano una contraddizione del Magistero, ma che comunque si deve rispetto al “munus”, il codice di diritto canonico stabilisce qualche dettaglio di come va espresso questo rispetto; per esempio nella forma, e ci impedisce di usare espressioni come quelle che useremmo per un governante laico. Questa cosa non è totalmente di derivazione divina, ma in parte contingente. Evidentemente se Dante poteva “mettere all’inferno” molti papi (incluso il contemporaneo Clemente V), esprimendo non certo un giudizio teologico (nessuno può darne), ma una valutazione tagliente sulla loro persona, è perché all’epoca le cose erano diverse. Noterà che nessuna Inquisizione nel corso dei secoli – ed eravamo in pieno Medio Evo – ha mai scomunicato il Poeta o messo all’indice la Commedia. Tuttavia, se Dante scrivesse la Commedia oggi violerebbe il Diritto Canonico.

    Noti che non è detto che compiere un atto proibito dal Diritto Canonico sia necessariamente peccato per l’atto, ma lo sarebbe per la violazione in sé del Codice. Cioè: un battezzato può anche essere pienamente e giustamente convinto, in coscienza, che un papa è “presuntuoso e ignorante” e mettiamo che la realtà sia proprio quella. Affermarlo assertivamente in pubblico sarebbe peccato non per l’atto in sé, in quanto non si sosterrebbe una falsità; ma in quanto violazione del Codice. Il senso di tutto ciò è che il Codice, a torto o a ragione, è stato formulato con l’idea che fare affermazioni pubbliche sul carattere del papa non è strettamente necessario per contestare un suo insegnamento, ma potrebbe generare confusione tra i fedeli.

    Tuttavia in passato grandi sante (Santa Brigida, Santa Ildegarda di Bingen, eccetera) scrissero critiche taglienti a papi viventi; e per molto meno di quello che sta facendo Francesco (anche solo per aver ceduto a qualche re nella nomina di un vescovo). Santa Brigida scrisse “lettere infuocate” rivolte ad un papa avignonese per persuaderlo a tornare a Roma. Non erano lettere pubbliche, per cui probabilmente neanche oggi ci sarebbe una violazione formale (ma le interpretazioni variano); inoltre la Chiesa ritiene fossero ispirate direttamente da Dio, e quindi non esprimevano tanto un giudizio personale, quanto il giudizio divino. Tuttavia, in certi casi alcuni grandi santi violarono palesemente le norme. Atanasio difese l’ortodossia di fronte ad un papa che invece favoriva una maggioranza di eretici ariani; disobbedì, fu esiliato e addirittura scomunicato più volte per disubbidienza, ma oggi si sa che era dalla parte del giusto. Ma queste cose possono permettersele solo i grandi santi. Ogni epoca ha i santi che si merita: la nostra non ne ha, per quanto è possibile vedere.

    Autorità formalmente costituite hanno diritto di contestare formalmente l’insegnamento di un papa; ma non il papa in sé. Giovanni XXII fu sottoposto al giudizio dell’Inquisizione per un suo insegnamento che voleva proporre come dottrina (curiosamente, denunciato da un re, il re di Francia). Quell’insegnamento fu giudicato eretico. Gli fu fatto ritirare in punto di morte.

    Sulla possibilità di sostenere che un papa è eretico in vita ci sono varie scuole di pensiero ed è roba complicata. Si sappia perché è una nota di cronaca che i media tenteranno di occultare: un gruppo di quarantacinque esperti (parte laici, parte religiosi) ha scritto un documento contestando alcune cose dell’insegnamento di Francesco (a vari gradi, usando termini tecnici) e ha inviato il documento al Sacro Collegio. Tutto è stato fatto usando il linguaggio opportuno, ma senza ambiguità. Il testo non è ancora stato diffuso. Questo è il primo passo di un possibile procedimento formale. Erano secoli che non succedeva e nessuno può sapere come andrà avanti la cosa. Viviamo tempi interessanti.

    Ci scuserà la lunghezza, ma speriamo abbia colto la complessità della situazione. Non ci sono leggi ottuse e cieche obbedienze, come il mondo laico sostiene. In definitiva, coglierà che alla fine è il singolo individuo che viene messo a conoscenza di una serie di cose e di conseguenze e alla fine investito della sua responsabilità personale.

    (*) Sant’Ignazio da Loyola fa eccezione, perché la sua regola parla decisamente di obbedienza cieca. Ma si può applicare solo al suo ordine e a chi decide liberamente di farne parte; non è vincolante per tutti i fedeli.

    • red. cac.

      Troppo complesso per leggerlo adesso; del resto, in tutta franchezza, non intendevo andare al di là del piacere della citazione.
      Ignoriamo la sorte toccata post mortem al Belli, se esiste un post mortem, per aver irriso la dignitas in sé; da non cattolici, ci riteniamo fortunati per la sua irriverenza.
      Non nascondiamo che ci pare uno sforzo sovrumano anche per un cattolico rispettare questo personaggio; ma per noi, che non gli riconosciamo alcuna dignitas né potestas, e tanto meno gli riconosceremmo l’imperium che i papi si sono arrogati a lungo, il problema non si pone.
      Ciò non ci ha impedito tuttavia di parteggiare talvolta per il sig. Ratzinger (nei confronti del dottor Malvone, per dire un’inezia) e talora pure per Wojtyla, quando i non credenti s’incazzavano se parlava dell’aborto; persino per Paolo VI, quando fu irriso dall’Espresso perché parlò del diavolo.
      Ma a nostro avviso il sonetto del Belli è geniale.

    • red. cac.

      L’ho letto tutto. Sinceramente è un po’ troppo complesso per me, che oltretutto non mi sento coinvolto.
      Credo di aver capito, grosso modo, ma spero non pretenda che tutti i cattolici siano all’altezza di queste problematiche, che finirebbero al contrario per istillare dei dubbi in molte teste.
      Per fortuna non credo sia necessario tutto questo: la religiosità di mia mamma era non solo a prova di bomba e rigorosa nei comportamenti, ma anche benevola e disposta allo scherzo. Se così non fosse stato, non vedo come avrebbe potuto andar d’accordo con l’indifferenza o il riserbo (non l’ho mai saputo) di mio papà, che comunque manifestava apertamente la sua ostilità verso gran parte del clero.
      Non c’entra, ma visto che sono in vena di divagazioni, le racconto questo aneddoto. Allora quasi ebbi timore o vergogna, adesso ne vado orgoglioso.
      Per compiacere mia mamma, e con gran dispitto del dottor Malvone, ogni tanto mio papà ci accompagnava a messa. Mi pare di aver avuto sui 9-10 anni; mia sorella era ancor più piccola, ma per mio papà aveva un affetto che sconfinava nell’ammirazione, e per questo lei non ricorda l’episodio.
      Eravamo dunque a messa, e il parroco si scatena in una indecorosa omelia, il senso della quale era “voi fedeli siete troppo avari, non date abbastanza soldi alla chiesa”: e badi che in quella parrocchia si facevano tre raccolte, perché si pagava anche la sedia.
      Dopo aver tuonato così dal pulpito (salì sul pulpito, me lo ricordo bene) sostituì il sagrestano-organista e campanaro nella consueta raccolta, e non venne con il bastone da allungare con il saccoccino, ma con un bel canestro di vimini con fondo in velluto. Durante la raccolta, mio papà mormorò, in genovese rivolto a mia mamma, “senti che non tintinna neppure una monetina?”. I fedeli cuor di leone avevano messo mano ai biglietti da 500 (o più, questo non lo so)
      Quando l’arciprete e monsignore si stava avvicinando a noi, che occupavamo quattro sedie in fila, mio papà sibilò a mia mamma un perentorio “Ti nu ghe dê ninte”. Lei avrebbe voluto sprofondare, soprattutto quando l’arciprete ci mise il cesto sotto il muso.
      Mio papà aveva già incrociato le braccia dietro la schiena, intimando a noi tutti con lo sguardo assoluta immobilità. Il monsignore stette davanti a noi quasi un minuto, che mi sembrò eterno, ma durante tutto quel tempo, mentre tutta la chiesa, allora piena, osservava la scena, mio padre non lo degnò di uno sguardo, continuando a guardare l’altare, o comunque davanti a sé, con le braccia dietro la schiena.
      Ecco, mi scuso se ho risposto in questa maniera, ma credo che una dimensione eccessivamente intellettualistica non giovi a nessuna religione. La religione fa o almeno faceva parte della tradizione, ed io nutro rispetto per le tradizioni, e non perché io sia tradizionalista, ma perché so cosa vuol dire tradere. Se mi consegnano qualcosa posso anche non usarla, ma ci penso bene prima di buttarla via; e non la butto mai via completamente, perché trovo la spiegazione per cos¡ dire marxiana della religione altrettanto intellettualistica e in ultima analisi superficiale.
      Devo dire che per antica tradizione locale i miei amici si dividono in cattolici (ormai piuttosto tiepidi) e ex comunisti. I primi continuano a parlare con un po’ di cautela di questo papa, i secondi col tempo hanno imparato a non irridere la religione ma, per quanto anticlericali per tradizione comunista nell’infanzia, non amano questo papa.
      Certo, si tratta di persone che hanno come minimo avvicinato la sessantina. Ma credo proprio che il successo di cui Ciccio Primo va fiero abbia lo spessore e la consistenza della carta igienica.

    • Erasmo

      Questo testo è pregevole, e gliene siamo grati, ex collega Parsifal. Seriamente. Dal basso della mia scarsa cultura, avrei qua e là qualche domanda di approfondimento. Ma le riassumo in una sola: non le pare che l’edificio, indubbiamente bello, sia costruito sulla sabbia? Perché le Scritture, a parte il supercitato S.Paolo (supercitato da cattolici e protestanti là dove fa comodo a ciascuno) sono, insomma, un po’ malferme quanto a attendibilità.
      E, d’altra parte, non si può dar torto al sig.Lutero, che mezzo millennio fa disse (pressapoco): ciò che non è nelle Scritture è invenzione. Il problema dei protestanti è dunque che le Scritture non sono molto attendibili. Ma allora il problema dei cattolici è un problema al quadrato.

      • red. cac.

        Intanto vada anche Lei a salutare il nostro amico JT che oggi si è rifatto vivo, purtroppo senza notizie del Topo.
        Io però faccio una domanda a Lei: ho dimenticato di dire, anche se mi sembrava si capisse, che il post dell’ex collega è effettivamente pregevole; ma non le pare che la religione, come fenomeno sociale (e anche politico) prescinda totalmente da queste cose, che del resto tanti chierici non conoscono come il nostro ex collega?

        JT ha salutato tutti. Sia cortese anche Lei.

    • La Legge prevede una struttura gerarchica di autorità: Cristo -> Papa -> Vescovi -> preti delle diocesi -> fedeli […]Questa è una gerarchia di derivazione strettamente divina.
      Cioè vescovi e preti sono stati istituiti da Dio? E dove si trova notizia di questa istituzione? L’unica cosa reperibile nei vangeli è l’investitura di Pietro, che fu vescovo di Antiochia e non esiste alcuna prova storica che abbia mai messo piede a Roma; quindi, anche nel caso che la sua investitura sia da intendere non come personale bensì come carica da trasmettere all’infinito – cosa peraltro non scritta da nessuna parte – il capo della cristianità dovrebbe essere il vescovo di Antiochia e non quello di Roma che è pertanto abusivo.
      se si è convinti che il suo insegnamento è sbagliato, si ha il diritto-dovere di resistere (“resistere”, non “disubbidire”)
      Se il papa ordina di bruciare i libri ebraici, cosa che io ritengo ingiusta e immorale, direi che i casi sono due: o obbedisco al papa e li brucio, o non li brucio e disobbedisco al papa. Quale sarebbe la terza via, ossia seguire la mia coscienza, resistere all’ordine ingiusto ma non disobbedire?

  6. myollnir

    I cattolici credono nei miracoli? E nei segni?
    http://tinyurl.com/hey6swh

    Dal funerale di GP II ce ne sono stati un bel po’, di segni.

    • La mia amica Silvana De Mari continua a dire che se il papa è il rappresentante di Gesù, siccome Gesù non ha un gemello, non possono esserci due papi, e se ce ne sono due, allora vuol dire che il secondo è l’Anticristo. Ovviamente la prima reazione è quella di ridere, certo però che se uno crede alla possibilità concreta dell’esistenza di un Anticristo, guardando le azioni di questo papa…

  7. Parsifal

    Iniziamo a rispondere da barbara perché è una signora, poi ci dedicheremo a red.cac. ed Erasmo.

    L’investitura di Pietro e degli Apostoli sta nei Vangeli e sulla presenza e martirio di Pietro a Roma ci sono documenti storici e archeologici. Ma è inutile procedere ora su questo argomento: evidentemente il fatto che noi e lei abbiamo credenze religiose diverse deriva dal fatto che abbiamo diverse interpretazioni sulla congruità di certe scritture e tradizioni. E siccome nessuno di noi due è un pirlotto che basa le proprie convinzioni sulla sabbia, nessuno dei due potrà mai convincere l’altro del contrario in pochi minuti. Sperando nella possibilità di sopravvivere ai tagliagole dell’ISIS, visto che a questo punto entrambi frequentiamo luoghi a rischio primario, avremo molti anni per discutere con calma della questione, se lo vorrà.

    Sul “disobbedire” vs “resistere”, è questione di terminologia tecnica tipica proprio di questo scenario, non del significato che in italiano comune hanno questi termini.
    In concreto non si compie l’atto che è stato ordinato (ed eventualmente si compiono atti di contrasto). “Resistere” vuol dire che la contrapposizione rimane perimetrata. “Disubbidire” implica anche una contestazione dell’autorità del superiore che va oltre la specificità dell’atto contestato. Se va a leggere la letteratura cattolica relativa alla questione, peraltro, troverà una netta prevalenza del termine “resistere”, ma ogni tanto “disubbidire” viene usato come sinomino. L’accento posto sulla terminologia serve a rafforzare il concetto espresso ieri: non contestare l’autorità in sé o pensare di “destituirla”.

    La questione dei “due papi” è un totale casino, e francamente qui meno scriviamo meglio è, perché se litigano esperti di lunga data da parte nostra sarebbe presuntuoso cercare di capirci qualcosa. Ma, per buon senso, l’osservazione della sua amica centra il problema (è quello che sostengono i teologi e i canonisti che ci ispirano più fiducia). Da manuale, i casi sono due:

    1. O è papa Francesco e Ratzinger è “retrocesso” al rango di semplice vescovo (questo accadde all’epoca di Celestino V);
    2. O è papa Ratzinger e l’elezione di Francesco non è regolare. Pertanto è un anti-papa (non necessariamente l’Anticristo! Un anti-papa è semplicemente un papa non regolarmente eletto, e ce ne sono stati non pochi).

    La specificità del modo con cui siamo arrivati ai due prelati vestiti di bianco non ha precedenti (in passato papa e anti-papa erano in aperta ostilità e si scambiavano le scomuniche). Tuttavia, in tutti quei casi, sono stati necessari molti anni per distinguere l’uno dall’altro. Per dirne una, all’epoca dello scisma d’Occidente c’erano grandi santi che parteggiavano per il papa e altri per l’anti-papa (cioè: ritenevano che il papa legittimo fosse quello che poi è stato riconosciuto come anti-papa).

    Commenti insistenti da parte di mons. Gaenswein su una sorta di “papato collegiale” sono da intepretarsi con gran probabilità come una sorta di “linguaggio in codice”, per attirare l’attenzione dei più. Ora però non chiedeteci cosa vuole dire nel dettaglio, perché non lo sappiamo. Abbiamo qualche idea a riguardo, ma sarebbe imprudente esporla in pubblico. Quello che possiamo riferire, perché è stato ripreso da vari giornalisti esperti, da Magister a Valli a Socci, è che Gaenswein ha posto l’accento su un termine tecnico tedesco: Ausnahmezustand, ovvero “stato di eccezione”.

    Non avendo competenze, se ci chiedete cosa pensiamo noi, non possiamo che dare per buona la soluzione più semplice, cioè la #1. Ma prevediamo qualche possibile sviluppo interessante. Neanche tanto in là.

    @myollnir
    I cattolici “moderni” non sanno più neanche cosa voglia dire “segno”. Noi, che siamo cattolici medievali, invece sappiamo bene quale sia l’importanza dei segni.

  8. Quanta intelligenza sprecata!

  9. Parsifal

    @red.cac. “Per fortuna non credo sia necessario tutto questo: la religiosità di mia mamma era non solo a prova di bomba e rigorosa nei comportamenti, ma anche benevola e disposta allo scherzo.”

    E ha ragione: è quello che scrivevamo nel preambolo. Certi hanno la capacità di arrivare alla sostanza delle cose senza quasi nessun sistema di conoscenze intorno. È anche la fede migliore: quella dei semplici. Francamente, noi faremmo volentieri cambio.

    Ma…

    1. Non siamo tutti uguali. C’è chi per carattere vuole approfondire le cose. Se lei e Erasmo foste cattolici, sicuramente sareste tra quelli che approfondiscono. A lei red.cac piace la letteratura classica: non si è accontentato di leggere i classici, ma li ha studiati, fino al punto di diventare insegnante. A Erasmo piace la musica e l’arte figurativa e non si accontenta di ascoltare o guardare, ma è un conoscitore delle cose in profondità. Avete la consapevolezza di amare certe cose e che più le conoscete più il vostro amore è completo.

    2. Oltre alle diverse sensibilità individuali, c’è lo zeitgeist. I grandi pittori rinascimentali avevano tecniche sopraffine e grandi studi. Basavano la loro arte su un sofisticato sistema di conoscenze. Leonardo da Vinci, da questo punto di vista, è l’esempio più eclatante. I medievali del Dugento, invece, non conoscevano neanche la prospettiva; era tutto più intuitivo. Tuttavia, abbiamo in entrambi i casi grandi capolavori. Onestamente, noi preferiamo i medievali. Tuttavia, se uno nasce nel Rinascimento non può diventare un grande pittore comportandosi come un maestro del Dugento.

    Anche la religiosità patisce lo zeitgeist. Lo zeitgeist è un nemico naturale della Chiesa; e ha la caratteristica di saper scegliere il campo di battaglia. L’attuale spirito del tempo dice all’uomo (in realtà lo illude) che _può_ sapere tutto e che quindi _deve_ sapere tutto. La cosa non è negativa in sé, se non che questa conoscenza diventa qualcosa di molto dettagliato, ma priva di visione generale. Scolasticamente è un po’ la differenza che sta tra nozionismo e cultura. Dal punto di vista cattolico, ci spieghiamo con il seguente esempio. Se abbiamo capito bene, lei ha frequentato le ultime messe prima della riforma liturgica. Quindi ha presente le differenze fondamentali con la celebrazione moderna. Il latino è un aspetto eclatante, non trascurabile, ma secondario; la cosa principale è l’orientamento del sacerdote. Il popolo ignorante che apprezza il nuovo rito dice che è meglio, perché “ora si capisce” (sia per la lingua volgare che per le altre caratteristiche del rito). In realtà, capisce i dettagli, ma ha perso il senso complessivo. Magari all’epoca del rito antico la gente non comprendeva molti dettagli, ma capiva il senso complessivo.
    Questa cosa durerà ancora poco. Uno dei più alti prelati – non a caso, un africano – sta lottando per reintrodurre certe caratteristiche del vecchio rito. Francesco lo ha appena umiliato e bloccato, ma noi scommettiamo che in non troppo tempo il prelato ce lo ritroveremo papa. Inizierà una nuova fase della storia della Chiesa, che metterà in soffitta questi decenni di confusione; tutta questa conoscenza tornerà non necessaria e si tornerà ad una religiosità più intuitiva e meno sofisticata. Noi non vediamo l’ora, perché sarà un ritorno alla normalità.

    3. Poi ci sono diverse responsabilità in quella gerarchia. Una mamma che deve educare i figli non ha bisogno di conoscere tante cose; un’insegnante di religione, un catechista, o uno scrittore, un apologeta, eccetera, che si prendono la responsabilità di educare molte persone, invece devono approfondire.

    4. Infine, ci sono gli stati di eccezione come quello presente. È anormale che un semplice fedele debba andare a capire certe dinamiche su dove arriva l’autorità papale, e se e quando e come va contestata, eccetera. Normalmente la gerarchia ecclesiastica e i papi sono affidabili e pienamente inseriti nel Magistero. Si spera che la cosa non duri a lungo. Si possono fare esempi in altri campi. Pensi per esempio al riscaldamento globale: purtroppo viviamo in un’epoca in cui la scienza è inaffidabile per le contaminazioni politiche. E uno, se ha interesse a capire certe cose, deve andare a studiarsele per conto suo, perché non può fidarsi di quello che raccontano.

    È un po’ come dire: lei, per guidare l’auto, mica deve sapere come funziona. Si fida che l’abbiamo costruita bene. Se per caso, però, si rendesse conto che improvvisamente non sanno più costruire auto, e si rompono sempre, sarebbe obbligato ad aprire il cofano e capire certe cose per metterle a posto. O per sapere che l’auto non è affidabile e corre certi rischi.

    “ma non le pare che la religione, come fenomeno sociale (e anche politico) prescinda totalmente da queste cose”

    Sì, nel bene e nel male. Ci sono molti che non stanno capendo un gran che di quello che succede, ma vivono comunque una fede intensa lo stesso. Danno il loro contributo, per esempio, pregando. Dio non chiede a tutti le stesse cose; ad ognuno dà capacità diverse e chiede cose diverse. Siamo pronti a scommettere che sua madre avrebbe sgamato questo pontificato da subito e, senza necessità di studiare questo e quest’altro, starebbe a sgranar rosari tutto il santo giorno.

    Purtroppo, però, ci sono molti che non stanno capendo niente e si lasciano menare in giro come pecoroni. Malvone una volta aveva una foto provocatoria in home page con la didascalia “Se li chiamano pecore ci sarà un motivo”. L’intento era denigratorio. Il cristianesimo non è questo. Purtroppo, però, molti cristiani sono così. Si potrebbe sintetizzare che scambiano l’esser pecora con l’esser pecoroni.

    • red. cac.

      La ringrazio della risposta articolata, che non è intelligenza sprecata.
      Quanto dice sulla differenza tra la liturgia che ho conosciuto io e quella che mi ha dato una buona mano ad allontanarmi dalla messa (continuando a fingere, per non rattristare mia mamma, almeno dai 16 fino ai 18) sono assolutamente d’accordo. Se poi trovi rivolto a te un prete che inanella una serie di banalità sconfortanti… Non è che non avessi già i miei dubbi allora, ma c’era un senso di rispetto, di devozione, di serietà, non so come dire, senza i quali tutto perde senso; quando mi son visto sull’altare i più fessi dell’azione cattolica (cui sono sempre stato estraneo per fastidio, credo ereditato da mio padre, delle appartenenze di qualsiasi tipo) ho avuto la sensazione di una pagliacciata. Sarò sincero: erano i tempi in cui si aprivano gli oratori per la prima volta alle ragazze, e i chitarristi avevano trovato un buon modo per tentar di scopare e i preti, a parole così severi, fingevano di non vedere che gli oratori si riempivano solo per cuccare. Non ci voleva molta sagacia a capire che si sarebbero presto svuotati, perché per rendere diciamo così effettuale l’acchiappo bisognava uscire di là; una volta usciti, che ragione c’era di tornare, biliardo calciobalilla ping pong e calcio a parte? Anche in questo caso, a costo di qualche astinenza in più, ho preferito (con tutti gli amici del quartiere, devo essere sincero) arrangiarmi in campo neutro.

      Devo dire che mia mamma non era una sgranarosari, né la vedevo pregare, se non a messa. Sgranarosari lo era sua mamma, mia nonna, e non Le risparmio altro aneddoto. Ero un bambino, anzi, un infante, quando andavo in campagna (meno di 2 chilometri dal passo della Bocchetta) in una specie di rifugio dove i miei nonni erano sfollati in tempo di guerra, in quanto abitavano vicino a una fabbrica che di fatto fu rasa al suolo. L’eccidio della Benedicta fu la rappresaglia per un episodio accaduto a pochi passi da quella casetta. Un episodio stupido, per cui mia mamma, antifascista in quanto cattolica, espresse sempre condanna nei confronti dei due partigiani che diedero inizio al tutto per una sciocca bravata. Ma sto divagando, devo tornare ai rosari. Bene, tutte le sere era di prammatica il rosario: mia nonna era inflessibile. Mio nonno biascicava i pateravegloria e guardava con attento interesse il soffitto. Mia nonna gli lanciava ogni tanto un “Luíggi” di rimprovero. Lui abbassava lo sguardo un po’, poi tornava a guardare il soffitto.
      Il giorno dopo, immancabilmente, era lì con cemento e cazzuola che riparava qualche crepa, aggiustava un angolo, insomma apportava migliorie a una catapecchia che nemmeno era sua; ma gli sembrava naturale agire così, e la lasciarono che era un gioiellino, compreso il cesso all’aperto, che il contadino della casa di cui la catapecchia era una specie di corpetto aggiungo guardava con aria ostile. Loro andavano nella stalla, d’inverno, e buttavano fuori dalla finestra, in estate.

      Secondo me, se c’è il paradiso, a mio nonno mica lo hanno tolto per quei rosari recitati così distrattamente.

      Chiedo scusa, di questi tempi sono in vena di aneddoti e rimembranze. Brutto segno…




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    LA PENNA D’OCA

     

    Di Roma mi piacciono i monumenti, ma soprattutto mi piacciono i Romani“. E’ gentile da parte sua avvertire prima, Signorina. Abbiamo allertato tutti i nostri amici e conoscenti, là nella Città Eterna.

    All morons hate it when you call them a moron. – J.D. Salinger

     

    E’ impossibile sottovalutare il sig. Train, perché mentre voi lo giudicate in base alla penultima cazzata, lui ne ha già detta un’altra più grossa.  –  Zenone Eleatico.

     

    Non si può pretendere che il maiale si diverta alla sagra della porchetta. – Un redattore di Topgonzo


    Premio D eci e lode
    “…tra le decine di migliaia di blog in circolazione molti sono quelli interessanti, molti sono quelli intelligenti, molti sono quelli che stimolano la mente… e dunque… che fare? Faccio che ne cito uno solo, particolare, speciale, diverso, certa che nessuno degli amicititolari di blog con tutte le caratteristiche dette sopra avrà ad offendersene” (Barbara)


    Questo niblog applica il Metodo Montessori, nella variante con frustino.


     

     
          Award granted by Mr. Raccoon.
    (But our fools should get the credit)


     CITAZIONI
    (Ci siamo accorti che ormai le citazioni dei nostri fessi sono autentico oggetto di culto nella blogosfera. Sempre più spesso si trovano utilizzate in post e commenti. Dovremmo virtuosamente invitare a citare la fonte –  non noi, ovviamente, ma gli autori – ma noi non siamo virtuosi. Usatele in libertà, e procurerete un po’ di divertimento.
    Ricordate che sono tutte rigorosamente autentiche e testuali, salvo espressa indicazione contraria)


    “probabilmente non sai neanche cosa avrai detto mai per essere contraddetto. Se tu avessi davvero voluto intendere qualcosa di diverso da quel che hai scritto nel post, avresti scritto qualcosa di diverso da quel che intende chiunque legga.” – Topo Gonzo chiosatore

    “Fiumi di inchiostro sono stati gettati riguardo questa unica resgistrazione” – Jazztrain

     “Ciao Fratello, dovevi sentire il profumo che emanavano questi dolci. Pensa alla delicata ricotta, ai raffinati candidi fatti in casa, alla glassa sopraffina etc. etc. ai cappucci fatti in casa! Approfitto dello spazio per augurarti un fraterno augurio”. – Jazztrain


    “Il folle assassino senza volerlo mise fine una volta per tutte a una stagione irripetibile aprendo un vuoto che non è mai stato più colmato.” – Jazztrain


    “Guardi, non mi interessa affatto replicare, non la considero una persona particolarmente interessante e particolarmente intelligente da considerar
    lo come interlocutore, per me lei è solo un noioso rompiscatole pieno di boria e saccenza.” Jazztrain, 31.3.2009

    “Ho letto en passant alcuni commenti da parte di qualcuno che ha spudoratamente torto marcio, e ovviamente non meritano alcuna risposta per la loro estrema pochezza”. – Jazztrain

    “Scomparso esattamente 10 anni fa, vorrei omaggiarlo pubblicando alcuni video che lo vedono come indiscusso e controverso protagonista.” – Jazztrain

    “Per Don Peppino: personalmente sono lusingato che voi dedichiate il vostro prezioso tempo a disposizione nei miei confronti. Vorrei farvi notare che qui spreca malamente il suo talento dando retta a dei oziosi perditempo.
    – Jazztrain

    “Mi spiace, non so scrivere qualcosa di più chiaro di quel che ho già scritto e che quindi posso solo ripetere qui di seguito”. – Topo Gonzo

    “noi occidentali abbiamo a presunzione di reputarci migliori rispetto alle altre società, per questo motivo ci illudiamo illuministicamente di imporre dall’alto le nostre usanze. Gli effetti in realtà vandeane sono deleteri e controproducenti.” – Jazztrain

    “Passavo di qua per caso: scopro che avete la faccia tosta di parlare” – Jazztrain

    La nostra disciplina non è affatto ben conosciuta perché i giornalisti s’ interessino realmente affinché la dama internazionale possa avere la copertura mediatica che merita.” – Jazztrain  (che ci fa così comprendere come mai i giornalisti girino alla larga)

    “Solo gli sciocchi ridono di queste cose” – Jazztrain (commentando un brano in cui si rideva di lui

    “Di storici ne conosco parecchi, proprio oggi sono stato in compagnia di uno dei maggiori del Nord Sardegna, una persona squisita ed umilissima nonché coltissima”. – Jazztrain

    “Nemmeno Alfred Hitchcock avrebbe potuto immaginare una cosa simile: un titolo deciso all’ultimo turno quando sembrava che i giochi erano ormai fatti.” – Jazztrain

    “sarebbe un sito pedagogico di scacchi organizzato da istruttori della FSI il cui scopo sarebbe quello di trovare metodologie per incuriosire e coinvolgere i ragazzini che vorrebbero imparare a giocare a scacchi.” – Jazztrain (palpabilmente dubitoso)

    “Bisogna Cacciar fuori il rospo che ci rode” (Topogonzo)

    “Ogni tanto non farebbe male ricordare una tantum a costoro di essere dei poveracci, sembra che se la prendano moltissimo”.  – Jazztrain con Malvone (e perché dovremmo prendercela? saranno pure fatti vostri se siete dei poveracci)

    “In futuro consiglierei a chi copia i link senza capirli di informarsi meglio e di evitare di scrivere fesserie, altrimenti si commettono brutte figure.” – Jazztrain 

    “L’istituto dell’immunità, infatti, è un derivato della prerogativa di sacralità ed inviolabilità del Re” – Il Dottor Malvone

    “Trattasi di parvenu cui non è stato concesso di accedere a certi anelati contesti e che di ciò hanno conservato, nel freezer della loro anima nera, un profondo rancore e il miserabile, bilioso giuramento di farne cruda vendetta. Sono imbecilli facili alla frustrazione e intessuti di male, la quintessenza della banalità del male.”  – Topo Gonzo (si riferisce alla piccola borghesia berlusconiana)

    “Devo dire, controparafrasando Boileau, che “ogni volta che leggo questa arringa mi compiaccio delle mie scritture” ma soprattutto dell’essere nato uomo e non verme, grazie a Dio”. – Topogonzo

    “Garantisco che il dubbio è da sempre la mia più fedele compagnia, almeno da quando ho l’uso della ragione. Motivo per cui quello di avere torto o di non aver capito le ragioni degli altri mi accompagna ogni volta che discuto con qualcuno. Immancabilmente, puntualmente.” – Topogonzo

    “Simpatica la battuta :-D” – Jazztrain

    “Mia figlia – annuncia Antonio Socci – si trova in coma all’ospedale di Firenze per un inspiegabile arresto cardiaco”. Dispiace tanto, ma non dovrebbe essere un problema. Due suore, un sondino nasogastrico e sia fatta la volontà di Dio. – Il Dottor Malvone

    “non può pretendere di imporre agli altri una conoscenza che non mi compete .” – Jazztrain

    “Voi siete intolleranti, ottusi, presuntuosi, antipatici, odiosi, bugiardi, malevoli, disonesti, ricattatori.
    Siete la melma putrida della blogosfera. ” – Jazztrain
    (chissà di chi parla)

    “Mi riferivo a quel tizio di 67 anni che fa morire di inedia i piccioni. Sarà un misantropo.” – Jazztrain

    “Se la mia squadra del cuore avesse comprato i campionati di calcio o avesse barato chiederei giustizia, non la difenderei per gli illeciti che avrebbe commesso.” – Jazztrain (ormai Mourinho sa l’italiano molto meglio di lui)

    “Risposta alquanto debole oserei dire, che rafforza in me una concezione secondo la quale i liberisti all’italiana hanno una concezione fideistica e religiosa del Mercato. Come se questo, dotato di poteri divini, stabilirebbe quali siano le materie utili e quali siano le materie inutili.” Jazztrain 

    “Vaal adotta senza volerlo il principio di ragion sufficiente. Attraverso questo principio cui è necessaria e sufficiente quella materia che rispetta i criteri di Mercato, mentre non è necessaria e sufficiente ciò che non è.”- Jazztrain (no, nessun taglio, aggiunta o alterazione maliziosa. Così ha scritto, fra due a capo)

    “Che ruolo avrebbe all’interno di una società di mercato lo studio del greco e latino?La storia o la geografia, o meglio ancora l’astratta e astrusa metafisica?Questo è il nocciolo del problema ed è per questo che non è possibile adottare un metodo che ricorda quella dei medici napoleonici che, durante le famose battaglie del Generale corso, erano solito amputare le carni martoriate dei feriti.” – Jazztrain 

    “…la redazione del blog topgonzo, una sorta di dagospia scadente dedicata alla blogosfera” – Poverobucharin

     “Mi ha fatto assai piacere scoprirmi in perfetto accordo con Severino, Cacciari, Vattimo e Sofri” – Il Dottor Malvone (e pensi il piacere dei quattro fortunati, Dottore)

     “Si vede che non sapete come perdere tempo inutilmente” – Jazztrain

    “Sentì uno spazientirsi salirgli dentro. Buttò tutto all’aria e andò a cadersene sul divano, dove il sonno lo raggiunse, tramortendolo. Si svegliò alle prime luci dell’alba, con una idea.” – Malvone romanziere (1987)

    “Non si può pretendere che gli esseri umani siano coerenti con ciò che hanno affermato venti, dieci o cinque anni fa, l’anno scorso o ieri” – Il Dottor Malvone

    “Lo sono, ossessionato da SB, esattamente come i Rosselli lo erano di un altro famoso puttaniere cialtrone che la nostra follia mandò al potere” – Topogonzo immodesto

    “We witnessed something only marginally mammalian in there, sir” – J.F.Wallace a Odean Pope, dopo avere visionato il sig. Train

    “Non dovreste far fatica a riconoscerlo: è quello esperto in niente-di-particolare e a cui viene più facile la posa di uomo-di-mondo.”  – Il Dottor Malvone (sempre narcisista) 

    Sempre meglio subire una – rimediabile – lacertazione dei coglioni che sorbirsi indenni tanta diarroica deiezione causa innata indisponibilità dei medesimi”.  – Topo Gonzo 

    Poveretto, come se la prende e come mi sto divertendo!” – Jazztarin (con le lagrime agli occhi) 

    L’anonimo interlocutore, IP 79.xx.131.xxx non è gradito. Qui la netiquette si rispetta.”  – Jazztrain

    “La nausea mi costringe alla scrittura privata, mi scuso col lettore affezionato.” – Il Dottor Malvone (segue, al solito, una valanga di post)

    “Contro di me odio e invidia”  – Berlusconi e Jazztrain

    “Meriterebbe che qualcuno, per insegnarle l’educazione come si deve, le dia una bella suonata di santa ragione” (Jazztrain)

    “Grazie a cari amici che ho nelle forze dell’ordine, mi informerò chi siete, cosa fate, dove vivete e così via.”Jazztrain

    “sono appena tornato da uno spuntino, in queste sere sono parecchio desiderato e mangio e bevo alla faccia vostra” – Jazztrain

    “Non se la prenda per qualche mala parola detta fuor dal sen fuggita” (Jazztrain, rivolto al sig. Fuffolo)

    “Adinolfi, che sa tutto di loro, compreso tutti i loro veri nomi e cognomi dalla Supervisora in poi, li considera dei poveracci senza arte né parte.” – Jazztrain (come spia, un po’ meno bello di Mata Hari, ma in compenso molto più fesso)

    “chi fa del moralismo sull’eventuale trasformismo di Malvino dovrebbe giustificare a sua volta la giravolta a 360 gradi da anti a pro Adinolfi ” – Jazztrain. Poi, piccato per i conseguenti lazzi di un lettore:   “Se non le piace il 360 gradi si metta pure a 90 gradi, posizione pericolosa, ma farebbe la gioia di certi suoi amici omofili.”

    “Costui non ha alcun rispetto per le donne, le vede solo come oggetto sessuale.” – Jazztrain 

    “E’ un seguace degli scacchi all’italiana… vorrebbe che si promuova…”  (promoter Train)

    “Un altro al posto mio non so cosa avrebbe fatto, forse si sarebbe suicidato oppure li avrebbe sterminati come un serial killer”. Jazztrain (versione Full Metal Jacket)

    “chi non gioca a poker, scacchi, bridge, dama internazionale e gratta e vinci non capisce lo spirito e si rosica il fegato come un roditore.” – Jazztrain (ignoravamo che i roditori si rosicassero il fegato, ma c’è sempre qualcosa da imparare)

    “fatemelo dire da grande idealista, che schifo”  – Il Dottor Malvone

    “Gli italiani – irrimediabilmente cialtroni e fascisti per una metà buona (gli altri hanno altri generi di difetti forse non meno gravi)” –  Topogonzo severo.

    “Purtroppo nel nostro paese sono poche le voci che cantano fuori dal coro, chi per opportunismo o chi per viltà si preferisce salire sempre dalla parte del potente di turno. Se ce ne fossero di più sarebbe un bene per la nostra democrazia.” – Jazztrain

    “To fall in love vuol dire innamorare o cadere in amore. Deriva da to fall che significa cadere, mentre love vuol dire amore.”
    Jazztrain

    “C’ho na famiglia e quindi c’ho da fare.”
    Giamba

    “La mia vita e la mia famiglia sono la mia ragione di vita.”
    Giamba

    “MI NONNO, FASCISTA DELA PRIMA ORA, DI QUELLI REPUBBLICANI ED ANTILERICALI A LI PRETIO JE MENAVA COR MANGANELLO”  – Giamba (che vuol fare bella figura col Dottor Malvone)

    “Sai come se chiama chi rispetta le regole quando le regole non sono uguali per tutti figliuolo?Se chiama COGLIONE”.
    Giamba

    “L’unica vera opposizione è quella di Di Pietro, bisogna prendere atto. Finisce ingloriosamente il PD.”
    Jazztrain (dal film: “Funerale all’Asinara”)

    inizio a comprendere perchè in rete ti chiamano “il sommo”.
    Un estimatore del Dottor Malvone

    “C’est moi, naturalment, MIRAGE !”

    “Ascolti quanta pregnanza ed esaustività in questo detto abruzzese: L’OMM A DA PUZZA E LA FEMMENA HA DA PUZZA DELL’OMM SUE !!  L‘uomo deve puzzare e la femmina deve puzzare del suo uomo. La maestosità del maschio, che impregna il territorio col suo odore. E la femmina che lo segue,totalmente posseduta, al punto di essere totalmente impregnata del suo odore” (Giamba)

    e sti cazzi lo dico pure a Ichino.”
    Jazztrain (per legittima difesa)

    Jazztrain (a Malvone, riferendosi a uno di noi): “Secondo me questo tizio ha dei seri problemi.”
    Il Dottor Malvone: “Anche lei non scherza, gentile Jazztrain.  

    rivolto al sig. Nardi, “Indovini a quale categoria delle tre lei appartiene, credo che saprà darsi una risposta da solo, se ne è capace”
    Jazztrain (sul blog del topo, indispettito perché capita dal sig. Nardi proprio mentre fa le pulizie).

    “non mi piace umiliare gli altri, nemmeno i poveri falliti come teddy”
    Jazztrain

    “Senza il branco vai in affanno e regolarmente ne vieni travolto”
    Jazztrain 
    (rivolto a un redattore che, a detta del sig. Train, è regolarmente travolto dal branco… o dall’affanno?)  

    Erasmo, una signora m’ha parlato di te ed è stato assai divertente. Ad un certo punto, mi sono sentito imbarazzato io per te e l’ho pregata di smettere, saprai come sono crudeli, le donne.”
     Quel gentiluomo del Dottor Malvone

    Cara…. redazione, somigliante al Dio bifronte, deve ancora dimostrarmi d’esser indefessa, lei chiedo quindi: lei è fessa o indefessa?”  Amerigo Rutigliano

    “Ci sono poi i cosidetti onesti e galantuomini che scopri podofili, etc, etc, etc.
    Amerigo Rutigliano

    “Quanto a Giacomo Leopardi.Non è di mio gusto, lo trovo noioso come tutto quello che afferma, compreso il pensiero birbantesco.”
    Amerigo Rutigliano

    “Non so se ho un anima, sò però quello che occorre al paese a prescindere.”
    Amerigo Rutigliano

    “Il Presidente Prodi è un mio carissimo amico che sono andato a trovare  anche al Parlamento Europeo. oggi è stato messo da parte ma non dal sottoscritto, molte sono le lettere che ci siamo spediti, uno scambio
    epistolare profiquo.”
    Amerigo Rutigliano

    “Se il pianeta internet si unirebbe per ragioni condivise, sarebbe il terzo partito italiano.”
    Amerigo Rutigliano

    Io sono una persona di cultura, che conosce le cose del mondo e ne trae le conseguenze. Parlare di Leopardi, Petrarca, Alighieri, Tasso, etc è cosa normale almeno per me, come parlare in Italiano o inglese”.
    Amerigo Rutigliano

    “Lei si permette di dare giudizi morali sugli altri, di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Malvino è Malvino e tutti voi messi insieme non siete un cazzo”
    Il Dottor Malvone (lui medesimo)

    “io so’ io e voi nun zete un cazzo”
    Jazztrain (previa googlata)

    “Malvino, secondo lei, Papa Ratzinger potrebbe ripristinare l’uso di baciare il piede in pubblico? I leccapiedi saranno contenti, faranno a gara per baciare il piede del Santo Pontefice e si rammaricheranno di non poter baciare il sacro buco”.
    Jazztrain (
    mentre lecca una parte imprecisata del corpo del Dottore)
    Domani per fare un dispetto alla Moratti parlerò di Charles Darwin
    Jazztrain

    L’Orinoco ha un delta, un delta vastissimo e per questo particolarmente famoso, e nessuna foce. (Topogonzo)

    cosa vuoi che potrebbe interessare agli altri della mia facoltà ironica (Topogonzo)

    D’accordo, diamolo per appurato, io sono un fesso (Topogonzo)

    Il giusto colleziona cicatrici, il codardo scudi (Topogonzo)

    avrete sete e sarete dissetati, avrete fame e sarete diffamati
    (no, non è di Topogonzo, ma lo sembra)

    Non mi sottraggo mai alle risposte soprattutto da uno che non ha mai fatto domande. (Jazztrain)

    “…Mi ha cassato due commenti… solo perché ho scritto un periodo ipotetico del tipo “Se Magdi Allam fosse vissuto nell’ottocento sarebbe stato un capo ascaro”
    Jazztrain (
    si tratta di un periodo ipotetico del 69° tipo)

    “Se fossero interessati… mi avrebbero chiesto delucidazini come farebbe… qualsiasi persona che vorrebbe saperne di più”
    Jazztrain (si tratta di un periodo ipotetico del milleduesimo tipo)

    “la verità si costruisce insieme agli altri, nel rispetto degli altri” 

    Il Dottor Malvone

    “Si, sei un’idiota. Talmente idiot da dire “troll” a me, convinto che io ci creda e/o che qualcuno ci creda..” Giamba (in feroce polemica con la grammatica)

    “Te dico solo questo..Nun poi fa na cosa a me e rimane sulla Terra.Nun ce sta più spazio pe te sul pianeta..
    Aspettate qualunque cosa in qualunque monento della giornata..Per il resto della vita. Guardate intorno quanno esci d casa..Anzi fa na cosa..Nun usci’ proprio..I tempi sono cattivi..
    Giamba

    “Cosa hanno in comune i due musicisti? Entrambi suonavano il flauto, entrambi si conoscevano”.
    Jazztrain
    “Prima o poi il veleno che producete vi intossicherà. Morirete poveri e pazzi.” 
    (Jazztrain)

    “Sia chiaro, però, perché non vorrei sembrarle un insensibile: io soffro all’appassire di una begonia, il suo appassire mi sembra davvero morte.”
    Il Dottor Malvone

    “Ho il dovere di presentarmi in pubblico quando ho conseguito un successo nei tornei in cui ho partecipato; ho il dovere di presentarmi quando ho fatto un servizio fotografico particolarmente apprezzato dagli addetti ai lavori. Lemie foto sono state pubblicate persino sui siti esteri specializzati” (Jazztrain)

    “Ti spacci per uomo e invece sei omo.”
    Jazztrain (risoltosi all’estremo oltraggio)

    “Io le mie idee so formarmele da solo”
    Topogonzo (a Naomi Klein, per l’accusa di plagio al suo pamphlet del 2004 sulle magliette tarmate della Diesel)

    “Le scuole private e cattoliche si sfregheranno le mani… L?attuale governo sarà sommerso da una rivolta di piazza che il sessantotto al confronto è stata una bazzecola”
    Amerigo Rutigliano o il sig. Train?

    “Approfitto dello spazio per citare un passo di Piero Calamandrei, tratto dal blog di Grillo “ (Jazztrain)

    Se per voi Marziale è spagnolo allora Virgilio è italiano, mentre Giulio Cesare è romano de Roma, Cicerone invece è burino perché è nato ad Arpino!” Jazztrain

    “L’unica cosa che sa dire il Signor Erasmo è come si coniugano i verbi, come si concordano gli aggettivi, come si costruisce una bella frase ad effetto”.
    Jazztrain
    (non si sa se severo o invidioso)

    “Questa mattina alle undici e mezzo sono stato convinto ad andare a fare colazione”
    L’Adipolfo (insolitamente remissivo)

    “Le rispondo una volta per tutte, mi pare strano che il titolare (N.d.R: del blog, id est Topo Gonzo) capisca benissimo il senso ed il significato di quello che ho scritto e lei no, questo mi fa pensare male”. (Jazztrain alla sig.ra ADA) “S.ra Ada, lei mi fraintende totalmente se pensa che la mia intenzione fosse quella di difendere JT.” (Topogonzo ormai sagace)

    ”Siete degli inetti che ve la prendete con personaggi modesti come Top Ganz e Jazztrain che non fanno nulla di male. Vi sentite forti con i deboli, ma con i forti della blogsfera non siete capaci.”
    Jazztrain

    O contraire, mon petit chou Pirly!
    (TopoGonzo parigino)

    “Come nella dama all’italiana, gli scacchi all’italiana aveva delle regole particolari ”
    Jazztrain

    “non tengo in alcun conto dei vostri malevoli giudizi, o meglio dei vostri ottusi pregiudizi.”
    Jazztrain

    “Il modo migliore per “relazionarsi” con loro è quello di prenderli in giro. Non è difficile perché sono del tutto privi di autoironia e di senso dell’umorismo”
    Jazztrain

    ” sono contento di avere sbagliato perché in virtù di quello che è accaduto oggi ricorderò sempre che mice è il plurale di mouse e che quest’ultimo è un sostantivo irregolare. Non si smette mai di imparare”.
    Jazztrain (convinto di aver cominciato)

    Sorry, you had made a wrong.
    Jazztrain (sta correggendo l’inglese a qualcun altro)

    “Personalmente, è da quando ho l’uso della ragione che m’accorgo dell’esistenza dei fascisti. ”
    Topogonzo

    “Si comportano come quelli che, per vincere la noia quotidiana, andavano su, nei cavalcavia delle autostrade, per gettare macigni ai malcapitati automobilisti che passavano per caso.”
    Jazztrain (sta parlando di noi)

    “Come si spiegano gli errori? Bignamescamente potrei rispondere così: essendo l’uomo un ente finito e limitato, ergo non è perfetto pur essendo perfettibile ed emendabie”
    (Jazztrain)

    “Putin è un dittatore? Non mi pare che abbia commesso un colpo di stato.”
    Jazztrain

    “Francesco Nardi è diventato sucube dei peggior figuri della blogsfera”
    Poi rilegge, e ci ripensa: “Erata corrige: succube”
    Jazztrain

    Ohilà, merdacce, m’hanno detto che è morto uno della vostra brigata. Ovviamente mi dispiace tanto: a troll che muore, cordoglio d’oro.”
    Il Dottor Malvone

    “Purtroppo in nessun altra regione del nostro paese non esiste un festival internazionale paragonabile a quello della città trentina”
    Jazztrain, in cauta discesa per i dirupi della doppia negazione

    “Mai avuto niente da ridire su Andrea Marcenaro, personalmente lo trovo delizioso.”

    Il Dottor Malvone, insolitamente benevolo

    “Non abbiamo proprio capito, noi democratici, che il problema non è frequentare idraulici o candidare singoli operai, ma esserlo davvero?”
    L’Adipolfo

    “Sì, certe volte lo penso: Gramsci e Pasolini, prima o poi, dovranno essere destrutturati, se non si vorrà che la vocazione provincialistica della cultura italiana la isoli dalla globalizzazione, la possa far dannare fino all’incistamento vaticano”
    Il Dottor Malvone (anche noi, Dottore, certe volte lo pensiamo: che lei non sappia cosa scrive)

    “il linguaggio filosofico trascende le regole morfologiche grammaticali”
    Jazztrain

    Sono domande inproponibili e come se dicessi se lei è cretino è non è cretino.”
    Jazztrain

    “per riuscire a parlare coi topi, occorrerebbe squittire. ”
    Topogonzo (dai “Pensieri”)

    “nella storia, la filosofia, la storia dell’arte, la geografia, l’educazione fisica non esistono gli scritti perché sono materie orali”.
    Jazztrain

    “ho imparato una cosa: nel gioco si vince, si perde, si pareggia.”
    Jazztrain

    “non c’è concetto al mondo che strida più e faccia meno scintille di un napoletanto su una pista da sci.”
    Topogonzo

    “Beh ma come puoi pretendere ke un cretino si dediki ad uno sport della mente?? Se la sua mente non funziona del tutto.Credo sia inconciliabile.”
    Un amico del sig. Train, che si firma “8”

    (gli scacchi sono) sempre meglio che guardare programmi cretini o, peggio, guardare i combattimenti di “vale tudo” (o street fighting, dove se le suonano sul ring senza esclusione di colpi) in TV.
    Il fido Totonno

    “Visto che ci tenete, risponderò più che esaurientemente con un’altra domanda”
    (Topogonzo dei miracoli)

    “Oggi si disputa il test-match tra Sud Africa e Italia, per chi non ha Sky può seguire in diretta questo sito (segue link NDR) e “vedere”, si fa per dire, la partita. Buon divertimento.”
    Jazztrain (grazie, sig. Train. Si fa per dire)

    Non bisogna mai sottovalutare Leo Strauss”
    Il Dottor Malvone
    (non ci permetteremmo mai, Dottore)

    Provi solo a sfiorarmi, non so cosa potrebbe accadergli.”
    Jazztrain (temendo le nerbate del precettor Teddy) 

    “le donne sono crudeli” (Jazztrain)

    “Spero che gli studenti interessati non vengano a sapere che un loro insegnante scriva…”
    sig. Train
    (asino tutelare dei congiuntivi)

    “Sono tanti i ragazzi pednolari che la mattina viaggiano per arrivare in tempo alle lezioni”
    Jazztrain
    (che non si pensi che molti viaggiano per arrivare quando capita)

    “in assoluto le bombe alla crema di tornatora la domenica mattina presto sono state il pasto migliore”
    poi, pensoso: “anche i fazzoletti con il gheriglio di noce”
    L’Adipolfo 
    (per la serie: io ho solo dubbi, le certezze le lascio ai magri)

     

    “Occorre quindi  una più maggiore protezione della dignità e dei diritti umani”
    Amerigo Rutigliano

    “Spesso i lettori onnivori non selezionano qualitativamente”
    Jazztrain, lettore anoressico

     

    Mi sono beccato l’epiteto di “buonista”, io, io che sezionavo lucertole vive a undici anni.
    Il Dottor Malvone
    (in giallo le parti superflue della citazione)

    E’ tipico dello stile del signor Train. Si diverte un casino a installare il dubbio nei confronti dell’interlocutore”.
    Un sicofante del sig. Train
    (parlando del sig. Train medesimo)

    “si è fatto ospitare gratis ed amor dei in quel di Fiumefreddo di Sicilia” – Jazztrain

    “Come mai elimina i post scomodi che riguardano la Nirestein. lei dimostra d’essere un depresso stupido ebreo?” (Amerigo Rutigliano)

    “Ma perchè fai sempre confusione piccolo ebreo?  Perchè dilapridi tutte queste parole per costruire scenari visionari e mistificatori della realtà? Sei datato, anacronistico, obsoleto e psicotico piccolo ebreo..Smettila di
    alzare polvere..Te la diraderemo ogni volta..Senza pietà per te ed il tuo bisogno di allopntanare la realtà..”

    Giamba, sul blog di Marcoz

    “Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica”
    Topogonzo

    “Femmine che non hanno alcuna gratificazione nel rapporto sessuale e si danno ala politica per avere potere:
    Esempi: Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Livia Turco.”
    Giamba

    “Quello che scrivi, caro Zio Giamba, è sacrosanto”
    Jazztrain


    “queste polemiche da cortile lasciano il tempo che trovano, sono due personaggi che non hanno alcun spessore e che sono dotati di spirito di patata”  – Jazztrain

    “Il Kossovo era una regione come può esserLA l’Umbria per l’Italia”
    [Romeo Casti].

    “All’ultimo turno come da un pò di tempo mi accade da un pò di tempo a questa parte vado in black-out” –
    Jazztrain

    “La ringrazio per la domanda, che per vari motivi, non potrà mai essere esauriente”. –
    Jazztrain

     

    “il pensare Dio è un atto di Fede perché se fossimo veramente liberi di pensare liberamente correremo il rischio, come direbbe a sua volta Agostino, di finire all’inferno. A meno che tu non possieda una concezione di stampo Deista massonico, ma questo è un altro modo di interpretare Dio”.

    Jazztrain


    “E quello che dobbiamo chiederci è questo: si vive meglio in un paese dove i pidocchi ottusi che devono pagarli lesinano su salari e stipendi o in un paese dove l’entità di salari e stipendi sono sentiti come gli ultimi dei problemi?”
    Topogonzo

    “Il mio scopo è trasmettere good vibrations”
    Jazztrain


    “Io sono di Riposto, ergo non sono di Giarre anche se mi trovo alla Maddalena (SS)
    Jazztrain

    “Ieri mattina, mentre stavo facendo due chiacchiere al telefono con una persona amica, mi viene posta una domanda apparentemente banale, ma non facile da rispondere subito e soprattutto non facile da rispondere per telefono”
    (Un docente di lettere e filosofia nei licei)

    “Noto che ci sono alcuni individui particolarmente attenti a far l’analisi logica, grammaticale e semiologica di ciò che scrivo. A costoro dico solo una cosa: i filosofi non sanno scrivere”
    (Sempre lo stesso docente di lettere e filosofia nei licei)

    “il calcio è malato, è ora di lasciarlo al suo capezzale”
    (Jazztrain)

    “Blog mobbing lo fanno essenzialmente dei commentatori che si inventano fantsiosi nickname con il preciso scopo di seminare zizzania. Sono simili ai troll”
    Jazztrain

    (rivolto a un interlocutore che lo aveva stuzzicato sull’Ariosto) “Canto le donne, le armi ed i cavalier…Lascia stare, nel 1993 mi cimentai nella titanica lettura dell’Ariosto, devo dire che mi ricordi quei cittadini ingrati ad Orlando perché li liberò dal mostro che voleva divorare nuda la bellissima Angelica.”
    Jazztrain  
    (nuda la voleva divorare, quel porco)

    “quel pozzo nero chiamato Topgonzo, dove le caviglie affondano nell’acquitrino delle più saccenti insulsaggini e nello sterco del branco che rifugge vile e intimorito dalle individualità, insomma nelle merdose scorie mobili del moralismo più abietto”
    Topogonzo

    “noi della Cdl siamo stanchi di ammazzare un vitello grasso ad ogni va e vieni di figliuol prodigo”
    Il dott. Malvone
    (agosto 2003)

    “Fu  la prima volta che vidi un concerto jazz per piano solo e fu la prima volta che lo apprezzai per intero” –
    Jazztrain

    “el topon saria pegio ch’el buso”
    Topogonzo (sì, è autentica)

    “Il sud era più economicamente messo meglio del resto d’italia”
    dott. mirage

    “non credo che non esista soggetto al mondo (…) tanto imbecille o sprovveduto da definire “politologo”, chessoìo, Aristotele o Mantesqueieu o Croce”.
    Topogonzo

    “Stellwagen, trascorre spesso il  pomeriggio giocando a dama internazionale massacrando giocatori di medio livello. Io ho avuto l’onore di conoscerlo”
    Jazztrain (ci immaginiamo che l’abbia conosciuto di pomeriggio)

    “Porgere l’altra guancia è esercizio spirituale naturalmente, per definizione direi, del tutto ignoto agli imbecilli, privi nella maniera più assoluta del minimo attributo virile (virile, si badi, non sessuale), etico ed intellettuale non dico per praticarlo, ma anche soltanto per concepirne il senso, troppo alto per la loro abietta condizione. Dunque, parcemus subiectis e continuiamo a porgere l’altra guancia, non perchè – come sostiene qualcuno – il perdono sia facoltà escusivamente divina,  no. Piuttosto perché il perdono è esclusiva di chi è oggettivamente in grado di concederlo e oggettivamente lo concede.”
    Topogonzo
    (e poi sostiene di non scrivere più in su del suo culo…)

    “Cadrò nel qualunquismo più biego ma io ho l’impressione che siano tutti commensali intorno ad una grande torta!”
    BlakAngel
    (sic)

    “Pare accertato che tutti i treni italiani, esclusi i soli Eurostar, marciassero più puntualmente e persino più velocemente di oggi in era fascista”
     (Topogonzo)

    “i grandi musicisti jazz provengono dalla tradizione blues, tradizione nella quale essi con il loro magnifico sound sono impregnati sino al midollo!”
    Jazztrain

    ….ad esempio, sarò curioso di verificare quali riflessi e conseguenze potrà avere l’approvazione della finanziaria sull’opposizione
    Topogonzo

    “I giornalisti italiani se fossero meno corporativi farebbero tante inchieste sul precariato.Purtroppo il giornalismo italiano è in stato comatoso, non fa inchieste, non fa servizi, fa solo opinionismo.Si leggono i commenti di Tizio, Caio Sempronio come se fosse la Bibbia”.
    Jazztrain (testo integrale della cacc… pardon, dell’intervento del sig. Train in un dibattito sul giornalismo sul blog di Adinolfi)

    “La mia intenzione non era quella di scrivere “condicio” bensì “conditio”… per via della pronuncia m’è scappata la in luogo della ”
    Topogonzo 

    “Ombrellari. Per abitudine familiare. Mio padre chiamava così i soggetti che risultano lontani anni luce dal possedere anche solo un ombra della competenza (“know how” diremmo oggi) che il loro mestiere imporrebbe e che invece si danno il tono di possederne a iosa”.
    Topogonzo (Va bene Topo, adesso sappiamo come ti chiamano in famiglia)

    “L’ignoranza di berlusconi è infinitamente grande da raggiungere il sublime”.
    Jazztrain

    “Scelta legittima, ma altrettanto legittimo sarebbe stato meglio tacere”
    Jazztrain

    “Riguardo l’emoticon, è un modo per scherzare” (Jazztrain)

    “il preside… gli ha promesso che gli venga un colpo”
    Topogonzo
    (neanche in casa nostra si trattiene)

    “I pacs sono il piede di porco che scardina ciò che fonda l’autoreferenzialità della tradizione, che è la sua violenza in forma di emarginazione.  Ti basta, omo?”
    Il dottor Malvone

    “Vorrei pubblicamente ringraziare il lettore Castruccio perché ha costretto, nel senso buono del termine, a scommettermi pubblicamente sul sito http: //www.vogclub.c om, ho preso sul serio la sfida cercando di dare il meglio.”
    Jazztrain

    “Miles Davis non accetta, come scrive nella sua autobiografie, certe stronzate anche se queste le trovava divertenti”.
    Jazztrain

    “Gli uomini, più curvano schiena e attributi più diventano suscettibili”
    Gabrielita
    (Gabrielita ha notato che in sua presenza gli attributi maschili si curvano verso il basso, e i proprietari si fanno irritabili)

    “…cui io sono solito rivolgermi direttamente chiamandola M.me, ma che di me parla solo in terza persona indicandomi col termine “topo”
    topogonzo
    (col magone)

    “chi meglio dei sindaci sa se nel loro comune necessitano più autopubbliche? Mi pare che Veltroni e la Moratti ne abbiano già approfittato” (Gianni Guelfi)

    “Sarebbe meglio che ci vendichi San Marino!”
    Jazztrain (ironizzando su una sconfitta della Nazionale)

    “Che differenza c’è tra quelli che hanno ammazzato l’ispettore Raciti e loro? Nessuna differenza, sono dei delinquenti della blogsfera.”
    Jazztrain
    (a proposito di noi)

    “Peccato, non mi riconosco nel cosiddetto pensiero liberale all’italiana”
    Jazztrain

    “Sono venuto a dirvi che siete degli straccioni” (Jazztrain)

    “Lo sanno tutti che Gobetti e Gramsci era gentiliano”
    Jazztrain

    “Erasmo è un furbastro, ed è molto pericoloso” Jazztrain

    “stare a cavallo di un crinale non è comodo perché l’inguine si irrita, e prude o duole. Ma che vogliamo farne, un dramma?”
    Il dottor Malvone

    “Io so chi siete, so come vi chiamate, so deve abitate e so tante altre cose”
    Mario Puzo — no, pardon: Jazztrain

    “Purtroppo nella blogsfera esistono persone stupide che non hanno nulla da fare se non quello di disturbare o di infastidire il prossimo”
    Jazztrain

    “Gradirei che si discutesse del contenuto di quello che ho scritto, non di amenità o di stupidaggini”.
    Jazztrain (si rende conto, sig. Train, della contraddizione in cui cade?)

    “Ha senso dialogare con un provocatore di professione? Io credo di no, poiché questo personaggio, che scrive squallide volgarità sul mio conto nel suo blog fogna, non deve mettere piede qui e che debba essere mandato a fare in culo.”
    Jazztrain

    “Il marxismo non è intollerante perché è una filosofia della liberazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il dogmatismo comunista; il fideismo lo è, non il marxismo, non a caso si parla anche di umanesimo marxista! Il liberismo non vuole regole, perché le considera lacci, legami, etc.”
    Jazztrain (ci piace questo brano perchè: 1) è una bellissima caccola apodittica del sig. Train e 2) contiene quello che molti studiosi indicano come l’unico punto e virgola (;) mai utilizzato dal sig. Train. Che poi sia utilizzato a sproposito, è solo nell’ordine naturale delle cose).

    “a me basta che la bastonata sulla groppa sia giunta al corretto mittente” (Topogonzo)

    “Il corpo è uno dei doni più preziosi che possediamo”.
    Bbmount (amica del sig. Train: ma se dice così non lo deve conoscere di persona)

    “Io fui omofobo, ora non lo sono più, ma temo che l’esserlo stato per tanto tempo abbia compromesso irrimediabilmente quella capacità di rabbrividire, ecc., ecc.
    (Il Dott. Malvone)

    “la posizione di Bush è quella di dire chi è con me, non è contro di me.”
    Jazztrain

    “Ho disperatamente bisogno di un tappo.”
    Gabrielita

    “In italia ci sono troppi opinionisti e pochi giornalisti (chi fa giornalismo serio o muore o viene rapito) un opinionista in meno non è un grave danno per il paese”
    Jazztrain

    “..dopo almeno trentanni, vedo giocare il Brusegana… riconosco solo i colori (biancorosso), nessuno dei giocatori, né del pubblico…”
    Fiorenzo Mazzuccone

    “Che tu sia un avvoltoio, lo avevo capito; tu stesso hai detto che leggi i miei post”.
    Jazztrain, riferendosi a red.cac. (Questa e altre citazioni troveranno spazio nella sezione “autolesionismi”, di prossima istituzione).

    “Giustamente Totonno dice una cosa che condivido al 100%”
    Jazztrain

    “la soluzione, non è di difficile soluzione”
    Jazztrain

    “grazie per essere caduto alle nostre provocazioni”
    Jazztrain

    “tra le tante pratiche da iperfrustrati che esercitate, vi dilettate nell’andare in giro a sottolineare malignamente agli interessati le situazioni che, solo allo spirito meschino vostro e dei meschini vostri pari procurerebbero frustrazione, dello stesso genere lancinante che nella realtà solo voi riuscite a provare”.
    Topogonzo

    “per carità, l’ironia non mi manca”
    Jazztrain

    “vi giuro che se l’avessi trovato davanti”
    Jazztrain (è un sacrosanto periodo ipotetico dell’irrealtà. Fino ad ora il sig. Train se l’è… ops, ha trovato di dietro).

    “Lei mi fa sentire più potente di quanto oggettivamente non sia”
    Jazztrain (
    chiariamo: non si sta riferendo a una sventurata signora, ma sta dando del “lei” a un interlocutore)

    “Direi che la tua sintesi non sia niente male”
    Topogonzo (
    et in Arcadia mus)

    “tra le mie orecchie c’è il mio cranio, tra i miei coglioni il mio pisello”.
    Topogonzo (previa verifica con lo specchietto)

    “Mi piaci sempre di più. Come blogger, perché cosa hai capito?;-)”
    Jazztrain (corteggiando, a modo suo, una ignara blogger

    “Più volte abbiamo detto che gli USA sono una democrazia.Non facciamone un feticcio astratto, perché non vorremmo che in nome della democrazia sono lastricate le strade che portano all’inferno.”
    Jazztrain

    “Accusare Chamberlain di essere fesso non ha senso. Ha applicato in toto lo spirito della politica dell’equilibrio. Il problema era che questa ricetta funzionava nel 1915 non nel 1938”.
    Jazztrain

    “sinceramente, pensavo che una persona che ama frequentare e incrementare la palude di topgonzo abbia addosso decimetri di dura scorza e che perciò le rimanga ben poco di cui scandalizzarsi al mondo, specie in tema buona e cattiva educazione. Cosa che, ad onta dell’ipocrisia topgonzica che sembra dominare anche qua attorno, continuo a pensare”.
    Topogonzo (
    in vena di sintesi)

    “L’eristica è una tecnica retorica che adottavano i sofisti per imporre la loro tesi vera o falsa che sia”.
    Jazztrain

    “abbiate pazienza, perché essa è la virtù dei forti” (Jazztrain)

    Le automobili, che ebbero modo di prolificare rapidamente, divennero sempre più potenti e veloci”
    Un amico del sig. Train

    A me non fanno nemmeno il solletico di quanto sono cretine”.
    (Jazztrain,
    parlando delle nostre battute)


    “Eppure, nonostante i lutti che lo hanno segnato nell’animo e la schiavitù dell’eroina che lo stava distruggendo fisicamente, Evans suonava in modo meraviglioso”.
    Jazztrain (
    questa eroina schiavizzata doveva darci dentro mica male, la porca)

    “A te il letterale sganasciamento farà male, non dubito, ma è altrettanto certo che per il tuo prossimo sarebbe molto peggio se tu usassi prendere alla lettera lo scompisciarti dalle risa.”

    Topogonzo (
    questa è una frase compiuta, riportata integralmente. Non è stata artatamente estratta dal contesto o tagliata)

    “Quando suona il sassofonista Charlie Rouse sta all’impiedi muovendo il piede per vedere se il ritmo è giusto”
    Jazztrain

    “E’ evidente che l’attività scacchistica nel nostro paese è in piena attività”
    Jazztrain

    “Topgonzo ed i suoi miserabili accolit, che sono incapaci di autoironia, devono morire tra atroci sofferenze”.
    Jazztrain – TIE’ (aggiunto dopo, da un redattore partenopeo)

    “Perché alla fine non ci son cavoli: l’abtudine assidua alla lettura finisce sempre per sbarazzarsi dei vincoli e delle censure che possonio averla condizionata all’avvio.”
    Topogonzo

    “Moni Ovada? Veramente Moni Ovada, a pelle, sarebbe pure simpatico, ma dai  noti “maître a ne penser pas” vengono apodittiche preclusioni. No, per carità, Moni Ovada dice troppe stronzate”
    Topogonzo

    “Pirlacchione assume tale intensità che fesso finisce per essere il sottoscritto”
    Topogonzo (sulla via di Damasco)

    “sono stati i maggiori introiti derivanti dalla lotta all’ evasione a far lievitare l’ indicatore della pressione fiscale”
    Gianni Guelfi (Maestro di Topogonzo)

    Gabriellita si diverte a prenderli in giro, e fa bene.” 
    Jazztrain (con invidia)

    Per quanto possa sembrare strano rispetto a Teddy o alla Supervisora, il fondatore e lo Stronzerdam sono nettamente migliori perché non sono personaggi ambigui.”
    Jazztrain (esempio di come l’ignoranza delle regole di punteggiatura possa stravolgere il significato -ammesso ci fosse- di una frase)

    “do dello stronzo solo a chi voglio bene”
    Il Dottor Malvone

    Adinolfi, vedo cha hai grande coraggio, questo dal punto di vista politico paga molto, vedo che sei determinato e coerente, è un bene, perché senza determinazione non si va avanti in politica.”
    Jazztrain (
    sponsor ufficiale della virgola multipurpose)

    “Domani presenterò una stupefacente partita del neo campione di Francia Maxime Vachier-Lagrave; l’unico aggettivo che mi viene in mente è questo: capolavoro!”
    Jazztrain

    I liberisti temono lo statalismo, lo combattono, lo avversano. Se dal punto di vista politico il liberismo è anti statalista, come sarà dal punto di vista etico? Matrimonio statalista, libero scambio dei corpi e del sesso alla faccia dello statalismo di trono ed altare! La mia è sarira politica :-) Paradosso! Libero scambio commerciale, liberto scambio sessuale, WoW
    Jazztrain (garantiamo che quanto precede è completo e in sequenza corretta)

    “Il dettaglio, purtroppo, è che la storia viene scritta dai vincitori.”
    Un amico del sig. Train, a proposito della II guerra mondiale

    “ci vuole un coraggio da Leone (con la elle maiuscola!) a sfidare personaggi infidi, pericolosissimi e infantilmente vendicativi”
    Jazztrain (sta parlando di sé e di noi: magnifica le sue imprese nel tentativo conquistare una malcapitata signora)

    “Dimenticavo: anche Voltaire parla del Santo Prepuzio (Traite sur la tollerance, 1763). Dimenticavo pure: tracce di Santi Prepuzi si rintracciano nelle lipsanoteche di Chartres, nella cattedrale di Le Puy-en-Velay, in una chiesa di Santiago de Compostela, nella città di Anversa, e in altre tre chiese, di Metz, Hildesheim e Besançon. Vabbe’, cazzatelle.”
    Il Dott. Malvone
     (
    se non avesse precisato che sono cazzatelle si sarebbe pensato a sfoggio di cultura

    “Il senso del tutto, a detta dei poveretti, sarebbe il dovere di emendare i fessi. Nel dirlo, essi evidentemente trascurano la semplice verità (forse a loro del tutto ignota) che i fessi di maggior calibro si riconoscono proprio dalla patetica e risibile velleità di misurare la loro superiore qualità intellettuale a paragone di pretesi fessi.”
    Topogonzo

    “Chi non è d’accordo con loro, come avviene al 99%, subito insultano ed insolentiscono.”
    Jazztrain

    “sputano nel piatto dove hanno gozzovigliato”
    Jazztrain

    “prenditi le responsabilità delle tue impressioni”
    Topogonzo

    “Ne sparano di stupidaggini a nastro continuo”.
    Jazztrain

    Nell’ultimo post (13:05) ero stato sbrigativo perché era ormai ora di pranzo, Madonna Ginevra”
    Topogonzo (più che l’amor potè il digiuno)

    “il campione del mondo con i Neri adotterà un impianto solido, a meno che, come è avvenuto contro Morozevich, potrebbero esserci sorprese da parte del campione del mondo”.
    Jazztrain


    “Non c’è niente da fare, in rete diventiamo tutti dei fighetti”
    Il Dottor Malvone 

    “gli elettori non sono poi tanto meglio degli eletti. Quindi prima di guardare la pagliuzza nell’ occhio altrui ecc. ecc.”
    Gianni Guelfi

    “Se io scoprissi un metodo sicuro e pienamente efficiente di ricavare mille gigawatt d’energia dalla fusione a freddo di una briciola di letame di vacca, avrei il DOVERE – civico, cristiano, in una parola umano – di metterne a parte il mondo intero”
    Topogonzo (in nome di Dio, sig. Topo: non interrompa la ricerca)

    E’ anche vero che mi hai inondato più volte di spam il mio blog e che ti sei spacciato persino per musicisti in carne ed ossa.
    Jazztrain

    “Non è colpa sua se suo nipote (lei) è stupido”.
    Jazztrain

    Se vuoi il mio aiuto
    devi spiegare. Lo so l’ho formulato nell’ottica dell’imperativo ipotetico del se vuoi devi, tant’è…”
    Jazztrain


    “…e devo dire che di Otto Kernberg io ho enorme stima.”
    Il Dott. Malvone (
    e Otto ne sarà certamente orgoglione, Dottore)

    “Medita Nardi, medita e soprattutto informati altrimenti farei sempre figure sbarbine”
    Jazztrain

    “La tua mi sembra una reazione viscerale e un po’ forte che non ha una spiegazione logica perché non la comprendo”.
    Jazztrain

    Marcoz, non immaginavo che avevi istinti suicidi. (Jazztrain)


    Nato a Ravenna in tenerissima età, trasferito in Lombardia per motivi di lavoro circa 30 anni fa. Altezza 1,96 , peso circa 100 Kg.
    Paolo Bagnoli, campione di scacchi e amico di del signor Train

    Sono personaggi che non hanno nulla da fare, beati loro che non lavorano”.
    Jazztrain

    Se uno non ha nulla da nascondere, perché non deve pubblicizzare il proprio blog? A meno che… è responsabile di azioni scorrette… e teme di subire vendette e ritorsioni.
    (un docente di storia e filosofia nei licei)

    “Io provo a immaginare in fila per uno i 5.906 democratici italiani che volevano me segretario nazionale del Pd e le liste di Generazione U nell’assemblea costituente e mi emoziono, sarebbe una fila bella lunga.” 
    L’Adipolfo

    “io quando dico buco del culo voglio dire semplicemente buco del culo”
    Topogonzo

    “Comincio a pensare che tu non legga con sufficiente attenzione i miei commenti (…) Ora – bada ben a quel che dico stavolta – io non voglio certo dire che sia il consumismo l’unica o la prima causa dell’incultura civica dominante, ma tu davvero vorresti che te ne elenchi anche solo qualche centinaio, di questi nessi?”
    Topogonzo (minacciosissimo)

    “Questo discorso è avvenuto nella mia mente.” (BBMount)


    “Per quel che mi riguarda i miei commenti sono ironici e paradossali, non a caso chi li giudica incomprensibili non ne capisce lo spirito.”
    Jazztrain 

    “non credo proprio che la mia sia una cultura particolarmente vasta o approfondita, ma se per ipotesi lo fosse, lo si intuirebbe innanzitutto dal fatto che mai mi sognerei di sbandierarla (è questo l’unico vero merito che mi riconosco).”
    Topogonzo

    A Erasmo: sei cretino, non mi interessi, mettiti l’anima in pace. Ciò nonostante, continua a leggermi, mi titilli il counter.
    Il Dott. Malvone

    “c’è stato anche il genio Bobby Fischer che per quanto riguarda lo stile scacchistico, non possiamo considerarlo come un giocatore alla Alekhine, né alla Tal.”
    Jazztrain

    “l’autoironia di cui deficitano i topgonzi sprizza invece abbondante già dal mio nick (i topgonzi questo non l’hanno mai capito) e, se non bastasse, tal tono intenzionalmente verboso, spesso ampolloso, con cui replico loro”
    Topogonzo

    Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica.”
    Topogonzo

    Vi saluto parafrasando un famoso verso del Belli: “Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo”
    Jazztrain

    “Il trucco è stato l’invenzione del femminismo, una visione della vita assolutamente coerente e funzionale alla società della produzione e del consumo, che afferma che la vera gratificazione della femmina avviene attraverso il lavoro ed il guadagno, e non attraverso il compimento della sua funzione naturale, quella di far crescere la vita nel suo corpo e far nascere la vita dal suo corpo. La deriva finale, inevitabile e necessaria, di questo tragitto che mette il denaro davanti alla vita, è l’ esaltazione della degenerazione della femmina al ruolo di prostituta.”
    Giamba

    “Vero è ben, Giamba egregio. La tua analisi è sottesa di profonda melanconia e gronda dell’umanesimo proprio delle anime nobili”
    Topogonzo

    “Quando faccio una ricerca, mi perdo nei dettagli marginali, l’idea sarebbe quella del (as)saggio da meditazione, ma poi m’indugio presso un vitigno atipico, mi pare che la sua atipia possa far ragione dell’intera vigna, e mi faccio felice di una piccolissima vendemmia, un solo barilotto, per me preziosissimo.”
    Il Dottor Malvone (traduzione: anche lui googla)

    “Oggi a manifestare a favore del papa c’erano i nazisti. Mica cazzi. Che si aggiungono agli atei ciellin-ferraristi, difensori degli embrioni di recente ingaggio”
    Topogonzo, tifoso della McLaren

    “E così spesso rischiamo di fare come questa sirena, di restare soli su uno scoglio, con la nostra coda argentata che ci separa dal resto del mondo. Eppure vogliamo solo  essere amati per quello che siamo….”
    Bbmount (sirena: guarda cosa si inventa per non dargliela al sig. Train)

    “Una natura fondamentalmente umile mi impedisce di cedere alla tentazione di pensare che tutte queste molestie nei miei confronti e dei miei lettori da parte della vostra crocchia da “compagni di merenda” siano prova evidente di una qualche forma degradata di invidia, rabbiosa per altro. Rimando il cedimento a pensarlo, ma d’intanto è certo che siete tutti molto divertenti quando sguazzate così nella vostra stessa bile, nella vostra stessa merda”
    Il Dottor Malvone (ha scritto proprio così, “crocchia”, e ha concordato al femminile l’aggettivo, per non lasciare dubbi. Forse voleva dire crocchio, forse cricca. O forse, “un crocchio di ricchioni”: quindi, al femminile)

    “…quando si tratta di confutare qualcosa al suo interlocutore, come tutti gli ometti cui la cervice shareware di cui si dotano non funziona fino al punto di garantir loro l’autonomia di pensiero, non trova di meglio che citare e consigliare i libri che ha letto (ignorando l’ipotesi che ne possano essistere anche altri, di libri, come l’ipotesi che l’interlocutore non spaittelli titoli in faccia a nessuno, non perché non ne abbia da menzionare, ma semplicemente perché non ami farlo”
    Topogonzo (sempre nervoso quando si parla di letture)

    “dopo è spuntato il tesoretto, quando si cominciava a far ordine nelle casse dello stato”
    Jazztrain (dalla lectio magistralis di politica economica)

    “Andò così: dapprima, a mensa, lo fece rimpilzare di fagioli (il suo cibo preferito) al bromuro e quindi, nottetempo e d’accordo col colonnello, lo fece caricare su una lettiga a rotelle e trasferire direttamente alla vicina locale caserma del CAR, dove arrivò che dormiva profondamente, seppur scorreggiando fragorosamente come un cammello”
    Topogonzo narratore

    “Se queste forze condividano o meno il programma e se si impegnano ad attuarlo forse avresti ragione, ma devi dare un contentino alle forze minori altrimenti non correrebbero mai insieme a te”
    Jazztrain (OK, sig. Train: ha vinto lei. Ci ha messo in cotale confusione che non siamo neppure in grado di dire quanti errori abbia fatto)

    “il dialogo va costruito in un tentativo di costruzione della concordia collettiva”
    L’Adipolfo (ovvero: il nuovo linguaggio dei politici della nuova generazione)

    “Non pretendo che il papa condivida e persegua null’altro che i miei punti di vista e che rigetti espressamente quelli che non condivido”
    Sua Bontà Topogonzo

    “Anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio”.
    Topogonzo (citando Adorno pro domo sua)

    “E’ così evidente che lei non capisca che nessuno mette in discussione le sue parole.”
    Jazztrain

    “Vorrei ricordare al titolare che non si permetta mai più di fare infime insinuazioni che offendono la dignità degli altri”
    Jazztrain

    “Pirly… così pirla da farti prudere il culo da quel «come»”
    Topogonzo ombrellaro

    “io sono il noioso topogonzo che detesta i branchi di cani supponenti, soprattutto in quanto abbrancati,  l’ipocrisia dei supponenti, la loro prepotenza idiota ed infantile, la loro vigliaccheria, la loro perniciosa vanità…”
    Topogonzo degli Uberti col dispitto fieramente irato con noi e in particolare con Noi red. cac.; qualora surgesse alla vista scoperchiata un’ombra lungo il topo infino al mento, quello è il sig. Train)

    “Se…mi chiarisce meglio… l’inacchetabile stridore che assegnerebbe Tocqueville e Don Milani a sponde opposte del pensiero sociale, non mancherò certo di provarmi a risponderle”.
    (Topogonzo dubitans cum Ada)

    “Lei si permette… di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Non c’è bisogno nemmeno di attaccarlo al frigo perché quel cartello è già appeso in ognuno di noi e si chiama coscienza”
    In interiore topo…

    “Good Evining” “Good Live”
    Amerigo Rutigliano

    “Non me ne frega un cazzo di dove la mia idea conduca la sinistra”
    Topogonzo duce

    “fra un paio di secoli, quando la gente in Italia avrà riscoperto il gusto e l’utilità di imparare a leggere e scrivere”
    Topogonzo (in vena di buoni propositi)

    “il fatto che (io, cioè lui, il topo stesso) abbia votato qualcuno non ha mai minimamente compromesso questa abitudine di usare sempre e soltanto nientemeno che la mia di testa”
    Topogonzo (ora ti capiamo meglio, topo)

    “La mia tesi è rimasta la stessa dal ’94 a oggi”
    Topogonzo (va bene, Topo: ma forse se la riscrivi ti fanno laureare)



    Accademia

    Questo niblog difende la lingua italiana (e, nei limiti del possibile, qualsiasi altra lingua e dialetto) dagli attacchi dei fessi.
    Viene dichiarata una moratoria unilaterale e a tempo indefinito sull’uso dell’accento acuto (é) in quanto scomodo da diteggiare. Potrà, a nostra discrezione, essere sostituito da quello grave (è).

    Cotesto níblog non se lo sogna nemmeno lontanamente di rappresentare una testata giornalistica, e se qualcuno venisse sostenendolo
    ci offenderemmmo a morte: tra noi c’è chi dichiara di non sapere nemmeno che cosa sia la periodicità, e chi lo sa bada bene a evitarla,
    e questo spiega perché abbiamo una Sig.ra Supervisore, diversi redattori e alcuni columnist impegnati ad aggiornarlo con assoluta imperiodicità o antiperiodicità o irregolarità temporale. Figuriamoci dunque se si tratta di un prodotto editoriale. Andate a leggervi la
    legge n°62 del 7.03.2001: noi ci abbiamo capito poco, ma se tutti i blogger più fighi ne parlano anche noi la  schiaffiamo qui non perché legalmente minacciati da un blogger autorevole che forse capeggia ora e certo un tempo capeggiò {qui l’assoluta mancanza di periodicità genra anche in noi un qualche smarrimento} il nostro albo de’ fessi (aggiornato senza nessuna periodicità), ma perché, come detto, non ci avevamo badato… ed or che ci badammo ce la tiriamo un po’ anche noi. Vi pare, colleghi,  collaboratori e lettori assidui ma imperiodici come noi? 

     

    Continuiamo a non raschiare, ad eccezione degli escrementi del sig. giamba, indecenti anche per le nostre malelingue. In questa maniera, e rispondendo incidentalmente alle accuse di taluni fessi, esercitiamo il nostro senso del pudore, impegnandoci a tutelare i nostri lettori, assidui ma imperiodici come noi, da brutture inutilmente tese a dimostrare l’esistenza del loro autore.   
    SE TUTTAVIA QUESTA RAGIONEVOLE SPIEGAZIONE NON BASTASSE, SPECIFICHIAMO CHE NOI SIAMO GARANTISTI FINO A QUANDO NON INTERVENGANO SUPERIORI RAGIONI DI IGIENE, DA NOI
    INSINDACABILMENTE VALUTATE (no, topogonzo: i sindacati confederali non c’entrano, e neppure i cobas). 
     
    DA OGGI, 23.11.2006, 19:46, VENGONO RASCHIATI I MALTRATTAMENTI CHE IL TOPO INGLIGGE AL FRANCESE E AL LATINO. NON CI RISULTA, PER ORA, CHE ABBIA TENTATO ALTRI IDIOMI. 
    p.s. Ha tentato anche lo spagnolo e il portoghese, con identici esiti. Si raschia (17.06.2009)
    DA OGGI, 28.11.2006, 23:02 VIENE RASCHIATA PER PURO SFIZIO, SOLO OGNI TANTO, E SEMPRE

    A CASO, ANCHE GABRIELITA.
    DA OGGI 06.06.2007, 23:22, VIENE AD LIBITUM RASCHIATO TOPOGONZO SE NON SI PRESENTA APPUNTO COME TOPOGONZO, SENZA STORPIARE IL SUO NOME.      

     

     


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