Ex collega Erasmo, il tempo l’ho trovato

L’ironia sulle “risorse” immigrate, nasce dall’ignoranza, o meglio, dalla mancata conoscenza  da parte dei non addetti ai lavori di alcune problematiche legate al mercato della mano d’opera nel nostro Paese.

Poiché non mi risulta ci siano altri, tra noi ex redattori e i nostri lettori, che si occupino del tema dal punto di vista imprenditoriale, come promesso in un commento a un post qui sotto, cercherò di fornire qualche dato utile a comprendere le ragioni per cui, nel definire uno degli aspetti dell’immigrazione, si ricorre al termine “risorsa”.

Esistono, nel mercato del lavoro, attività divenute ultra marginali per i lavoratori italiani ma non per i settori produttivi interessati. I principali sono: agricoltura, alberghiero, servizi collettivi e alla persona, edilizia e cave, alcune mansioni a più bassa qualificazione nella sanità, nell’industria, nei trasporti e il magazzinaggio delle merci.

E’ superfluo avvitarsi in considerazioni socio-economiche sulle ragioni del fenomeno: fermiamoci alle conclusioni. Se gli italiani non vogliono più fare certi lavori, è indispensabile che qualcun altro li faccia, pena il fallimento di interi settori produttivi, con conseguenze di natura sociale, oltre che economica, di dimensioni drammatiche.

E allora sono circa 20 anni che, per garantire il funzionamento di questi settori, si ricorre ai flussi migratori regolati dal così detto T.U. sull’immigrazione (D. Lgs. 286/98) che prevede, più o meno, le seguenti procedure. Ogni anno, al momento della elaborazione del Def, su indicazione delle organizzazioni datoriali, si stabilisce il fabbisogno di lavoratori stranieri da destinare ai diversi settori di cui sopra, normalmente suddivisi in stagionali, autonomi e subordinati, a tempo determinato o indeterminato.

Normalmente, all’inizio dell’anno successivo viene emesso il così detto Decreto Flussi (che è un DPCM), che definisce il numero massimo dei lavoratori stranieri (extracomunitari) ammessi per l’anno, suddivisi per nazionalità, province e settori di impiego, e detta le procedure per la formalizzazione delle richieste da parte delle aziende o dei privati.

Attraverso queste procedure e le varie sanatorie intervenute prima e durante il periodo in discussione (una parte del Decreto Flussi è, di solito, destinata a regolarizzazioni o al rinnovo di permessi per lavoratori già residenti e operanti nel Paese),  in Italia lavorano oggi, in quelle attività che gli italiani non vogliono più fare, circa 3 milioni di immigrati, che rappresentano il 12% della forza lavoro complessiva e producono il 9% del PIL (circa 150 miliardi – dati CsC). Questi dati di fatto li rendono “risorse” a tutti gli effetti e, sulla definizione e sui risultati, mi sembra ci sia poco da ironizzare.

C’è poi un secondo aspetto da considerare. Al problema delle attività marginali si somma quello della decrescita demografica. Ormai tutti hanno sentito parlare della “piramide demografica” e lascio un link  per chi si volesse divertire a verificare l’andamento della popolazione per età (e sesso) dal 1950 al 2015 (dati reali) e le relative proiezioni dal 2016 al 2100.

Ma, anche in questo caso, è superfluo imbarcarsi in analisi complesse, essendo sufficiente una considerazione conclusiva: un paese come il nostro, con un tasso di natalità (dati 2014) dell’8,84 per mille e uno di mortalità del 10,1, decresce dell’1,26 per mille all’anno (sempre per chi vuole divertirsi, il link è questo ) . Solo qualche curiosità: contrariamente a ciò che vorrebbe la vulgata, i paesi del nord continuano a crescere, salvo la Germania che ha un saldo passivo simile al nostro, quelli del sud e dell’est decrescono, salvo la Francia che ha invece uno dei saldi attivi più alti.

Ciò premesso, dal punto di vista della decrescita si prospettano due problemi: il primo è quello della mano d’opera in età attiva (15-64 anni) necessaria per la produzione, il secondo è quello di reperire, attraverso la produzione, le risorse necessarie al sostegno del welfare per la popolazione inattiva (oltre 64 anni). E qui il discorso si fa difficile, poiché si parla di proiezioni al 2050 con una popolazione inattiva (oltre 64 anni) del 55% a livello europeo e del 67%  a livello nazionale.

Se questi numeri si rivelassero esatti – oddio, possiamo metterci da domani a scopare tutti come ricci e ribaltare la situazione nell’arco di una ventina d’anni, ma la vedo dura – credo che gli 8 milioni di “risorse” di cui parla la Signora Bonino, per risolvere i due problemi di cui sopra, sia una cifra non molto distante dalla realtà.

Concludo dicendo che questa è un’analisi strettamente economica e non entra nel merito di aspetti sociologici e/o antropologici legati al fenomeno. Ma poiché non voglio sottrarmi ad una valutazione “di pancia” del problema, dichiaro che, per quanto riguarda gli aspetti etici connessi al salvataggio di vite umane, nonostante le preoccupazioni per le possibili conseguenze di ordine pubblico, per quanto in totale disaccordo con la gestione privatistica che se ne sta facendo (anche se pur sempre di quote di PIL si parla), sottoscrivo, senza se e senza ma, la politica del Governo: le vite prima si salvano e poi si vede il da farsi.

Con tutto il rispetto per chi ha opinioni diverse, a meno che non riesca a convincermi con dati di fatto e soluzioni alternative oggettivamente praticabili, ogni altra ipotesi, allo stato dei fatti, o è sciacallaggio politico o è barbarie.

ex redattor teddy, a titolo personale

Annunci

  1. red. cac.

    Forse se Lei, ex collega, cercasse di guardare al tutti gli aspetti del problema, tenesse in considerazione le cifre che qualche irresponsabile fa circolare ogni giorno, e non si limitasse a tenere l’occhio incollato al microscopio del quadro che dipinge e che nessuno mette in discussione, in quanto parla di immigrazione regolata e controllata, potrebbe delimitare più felicemente l’uso del termine risorse.
    Non ho nessuna intenzione di negare le responsabilità che ha la mia ex categoria nel rifiuto del lavoro manuale da parte degli italiani.
    In quanto al decremento demografico, sarebbe allora bene farli tutti e fino in fondo i conti con certe nostre conquiste. E anche qui non mi sottraggo alla responsabilità del mio contributo al decremento demografico. Anche se forse varrebbe la pena di ricordare che i “progressivi duri e puri”, non molti anni fa, teorizzavano l’urgenza di tale decremento in quanto “avrebbero fatto tutto le macchine”.
    A titolo strettamente personale, in quanto non a me è indirizzato il suo post.

    • Ho specificato, dati alla mano, le ragioni per cui l’immigrazione rappresenta una risorsa. La situazione attuale ha sicuramente una specificità diversa, di cui parlerò rispondendo agli altri commenti, ma io sento parlare di invasione, in particolare dalla Lega, a partire dagli anni 90. Ovvero, quei 3 milioni di immigrati di cui sopra, nel momento in cui arrivavano in Italia erano degli invasori. Poi, sono diventati risorse, richieste a gran voce anche dagli imprenditori leghisti che, anzi, nel momento in cui il nord est tirava, si lamentavano della insufficienza dei flussi.
      Quanto alle macchine che farebbero tutto, chiunque abbia un minimo di conoscenza dei processi produttivi, sa bene che è una bufala. E la sinistra dura e pura ha sempre avversato questa ipotesi di progresso, per ovvie ragioni. Il discorso è più complesso e andrebbe ripreso con una discussione ad hoc. Ma la sostanza è questa: l’automazione, in determinati processi, e in determinate dimensioni produttive, o non è economicamente sostenibile o non è tecnicamente attuabile.
      Quanto al decremento demografico che si registra in gran parte dell’occidente, non è detto che sia negativo. Secondo il vecchio, caro, prof. Sartori (La terra scoppia) è un fatto positivo ed è il frutto di una maggiore consapevolezza culturale delle società evolute e dunque, al fabbisogno di risorse (braccia) necessarie alla crescita economica si deve sopperire con la distribuzione (immigrazione).

      • red. cac.

        Francamente non mi importa granché di quel che diceva la lega negli anni ’90. Lei sa bene che io non voto mai per, ma sempre contro, e ho trovato più opportuno votare lega che non forza italia per ragioni che ho spiegato più volte, e che ripeto: le gabbie salariali, esistenti in molti paesi e in passato anche in Italia – ovviamente parlo del pubblico – erano e restano una cosa giusta, anche senza intervenire in toto. Se il costo della vita a Milano è superiore del 48% rispetto a quello di Matera credo che si potrebbe fare qualcosa di simile a quello che fanno i cantoni svizzeri. Inoltre, secondo me, gli italiani non sono un popolo (lo dice persino Mameli) e ne hanno dato ampia prova in tutte le guerre che hanno combattuto: aveva ragione Cattaneo, e se Bossi ha strumentalizzato un concetto per raccogliere consensi anche razzisti la colpa (almeno del mio voto) è stata di tutti gli idioti di sinistra che invece di portargli via il cavallo di battaglia si affannavano a demonizzarlo, salvo poi dire talvolta che la lega era una costola della sinistra. Idioti: è questa la parola, e si vede infatti come sono ridotti. Comunque vada a vedersi su fb il sito del Regno delle Due Sicilie, e mi venga poi a dire se c’è più razzismo al nord o al sud… e guardi che non sono quattro gatti.
        Comunque Lei non risponde al dato fondamentale: questi ritmi non sono sostenibili (lo ha detto anche il sig. Juncker) e non è tollerabile che esistano tanti clandestini: irresponsabili impunibili eccetera. Mi stupisco di doverglielo ripetere.
        Mi fermo qui, perché Lei ha detto che il discorso sociologico e antropologico (veramente non capisco perché usi questo aggettivo, ma cito Lei) non le interessa. Siccome so che Lei crede nei diritti universali degli individui, ed io ci credo un po’ meno in quanto sono una convenzione storica, provvisoria come tutte le convenzioni storiche, Le auguro buona fortuna. E la auguro soprattutto alle donne.

        p.s.
        Dimenticavo: negli anni ’60 e ’70, soprattutto in Liguria ed Emilia, erano i comunisti a dire “non ci fossero i terroni saremmo a posto”. Tanto per la cronaca. Poi, a giudicare dai risultati elettorali, il PCI ha soppiantato la DC al sud. Chissà come sarà successo.

  2. La soluzione alternativa è non farli partire e lo si fa smettendo di dare denaro a chi ci guadagna: preti e cooperative. Chiuda i rubinetti e come per miracolo i paladini dell’accoglienza si trasformeranno in dei piccoli Pinochet. Devono solo ricordare come si fa, devono ripensare a come accoglievano i profughi italiani che fuggivano dal paradiso jugoslavo.

    • Francamente, non vedo il nesso di causa ed effetto: non sono i preti e le coooperative che li portano qui. Loro, insieme a tanti altri privati, appaltano un servizio di ospitalità e mantenimento, quando sono arrivati qui.
      Non dando soldi a preti, cooperative e privati, cosa succede? Che i disperati non partono più?

  3. Parsifal

    Fa piacere rendersi conto che qualche progressista almeno ha iniziato a capire il legame tra il problema demografico e la crescita dell’economia. Lo diciamo perché è un cavallo di battaglia del pensiero cattolico conservatore da decenni. Peccato che sono stati proprio gli alfieri del pensiero progressista a ridurci in questo modo, sostenendo per anni che il calo della natalità non era un problema (*). Ora, siccome due errori non si annullano, proprio per questo motivo non abbiamo intenzione di continuare ad ascoltare le idee progressiste, che crollano come e peggio dei muri dei paesi distrutti dal terremoto (con la differenza che le prime rimarranno sepolte dalla storia, i secondi verranno ricostruiti). Che ci sia una quota di lavoratori extracomunitari impiegati in settori che erano vuoti è un fatto innegabile, ma non prova che i nuovi immigrati faranno altrettanto. Infatti, li vediamo bighellonare senza far niente e, anzi, protestare perché non vengono “pagati” abbastanza (per fare quel niente). E siamo a qualche centinaio di migliaia

    Quanto al salvataggio delle vite umane, non capiamo perché ripeta questo punto che è totalmente strumentale nelle giustificazioni di Renzi: nessuno sostiene che si debba lasciar annegare la gente. Gli oppositori dicono che i flussi vanno bloccati in partenza, che non è detto che chi viene soccorso da una nave italiana debba essere ospitato in Italia, ed infine che gli ospitati in Italia devono restare in un campo profughi e non girare liberamente. Ovviamente fare alcune di queste cose non è facile, ma avere una mezza sega al governo non aiuta.

    (*) L’altro giorno abbiamo citato Camus. Lui sostiene che questi due errori non sono slegati: che cioè il progressismo ha prima causato la denatalità sapendo già che avrebbe poi proposto la “soluzione” dell’immigrazione, per implementare la sostituzione. Fino a poco tempo fa pensavamo fossero teorie da complottista, ma ora non più.

    • Guardi che non è solo una questione di natalità. Tre milioni di disoccupati, in grado di fare il lavoro che oggi fanno tre milioni di immigrati, ci sarebbero anche. E futuri disoccupati, in grado di fare quei lavori che faranno altrettanti immigrati, ci saranno, stia tranquillo e tragga Lei le conclusioni.
      “Nessuno sostiene che si debba far annegare la gente”: appunto. La gente si salva, si distribuisce sul territorio per ragioni di ordine pubblico (bisognerebbe fare una statua a Maroni che, da ministro dell’interno, si inventò questa soluzione) e si attende l’esito delle richieste di asilo per attuare o i rimpatri o la distribuzione nei paesi UE, dove gran parte di questa gente vuole andare. In teoria, staremmo facendo un favore agli altri stati europei, tenendo in parcheggio e sostenendo quelle risorse che poi andranno a produrre da loro. Ma Dublino 2 c’è e non si può eludere, fino a quando l’UE non decide qualcosa di diverso.
      Sa perché bighellonano? Perché metterli a fare qualcosa (e dio solo sa quanto ce ne sarebbe bisogno) costa di più che tenerli a bighellonare.
      Dice il Sig. Dmitri che non bisogna farli partire. Certo, è ciò che si sta tentando di fare e il primo leader europeo che ha fatto un giretto in Africa, già un annetto fa, per tentare l’instaurazione di accordi bilaterali, è stato proprio quella mezza sega del Sig. Renzi (bei tempi quelli dell’accordo di netiqette nel Forum del Riformista, per cui non si dovevano usare epiteti offensivi nei confronti degli avversari politici), seguito, qualche mese fa, dalla Signora Merkel.

      • red. cac.

        No. Si fa in modo che la gente smetta di buttarsi in mare per correre qui senza arte né parte. Soprattutto si evita che se ne vadano i giovani maschi adulti lasciando le donne a far la fame: non risulta che ci sia un enorme flusso di rimesse dall’Europa verso i paesi arabi e l’Africa subsahariana, come invece accade per molti venuti dall’America Latina e dall’est europeo. Al contrario, c’è un enorme flusso di denaro dall’Arabia Saudita dal Qatar e dalla Turchia per la costruzione di nuove moschee (e talvolta con l’invito a far saltare le sinagoghe). A Lei risulta o no che gli ebrei a Marsiglia sono stati invitati a non indossare la kippah? E secondo Lei per quale motivo, per le insidie dei cristiani? Ma qui sconfino nella sociologia, quindi chiedo scusa.

        Ricordo quando il ministro Pisanu fu deriso perché disse che in Libia c’erano circa un milione di persone pronte a riversarsi in Europa, cifra che ormai va moltiplicata. Non so per quanto, perché la conta dei clandestini è problematica, e il rifiuto di prendere le impronte digitali molto italico.

        p.s.
        Guardi che quando era ministro Maroni ne arrivava un quinto di quelli che arrivano oggi.

        • Quando era ministro Maroni vigeva un accordo con Gheddafi, per cui il lavoro sporco lo faceva lui. E i flussi aumentavano ogni volta che Gheddafi chiedeva qualcosa, per diminuire un momento che gli era stata concessa.

      • Parsifal

        “Perché metterli a fare qualcosa” è difficile.

        Andare a studiare, per esempio l’italiano, non richiede nessuna burocrazia.

        • E Lei crede che mettere a studiare l’italiano gente che, tra l’altro, non ha nessun interesse a rimanere in Italia, non costi nulla?

        • Parsifal

          Non sposti i termini del problema. Prima era burocrazia; ora invece questione di costi. Lei l’altro giorno ha categoricamente ricordato che gli investimenti, per definizione, richiedono dei costi iniziali e poi c’è un ritorno. Dunque, ora salta fuori che non abbiamo i soldi? Ma se non abbiamo i soldi, come facciamo ad avere poi il ritorno?

  4. Erasmo

    Caro Teddy, quanto alla sua solitaria competenza di fabbisogno di risorse umane, temo lei si sbagli. Ma non siamo qui per fare a chi ce l’ha più lungo.
    Tralasceremo anche la faccenda delle azioni umanitarie, dello sciacallaggio, della barbarie, delle vite umane da salvare. Sorvoleremo anche, sia pure con maggiore dispiacere, su quella certa idea che pare sottesa al suo accenno al PIL, e cioè che dando soldi a CL o alla gang Carminati-Buzzi si faccia crescere il Paese.
    Daremo poi per scontato il comune accordo sul fatto che fecondando ovuli si fanno figli, e che una quota decrescente di italiani si adatta ai lavori manuali.

    Tutto ciò posto, rimane il problema, che non va spostato: un’immigrazione incontrollata, ossia un’immigrazione nella quale chi sceglie di venire è l’immigrato, e non chi lo accoglie, costituisce una positiva immissione di risorse? Là dove per “positiva” si intende corrispondente ai fabbisogni di mano d’opera, secondo il termine da lei correttamente usato.
    Lei, viste le premesse da lei stesso poste, per rispondere positivamente avrebbe potuto citare autorevoli esperienze sue e di altri, citando casi di gruppi arrivati qui illegalmente e che al 100% si sono positivamente inseriti nel mercato del lavoro, così diventando “risorse”. Ancora non sarebbe una risposta, perché staremmo parlando di cose già avvenute, e non pro futuro. Ma sarebbe coerente con le premesse. Invece, sorprendentemente, lei si attacca al T.U. sull’immigrazione del 1998, e in particolare alle parti che si occupano di regolazione dei flussi. In buona sostanza, quella legge dice che prima si determina analiticamente il fabbisogno, poi si scelgono i lavoratori che servono, paese per paese, e poi si fanno entrare. Dice anche che tutti quelli che non hanno ragione di stare qui vanno respinti e/o cacciati.

    Ora, supponiamo per un attimo che quella legge sia ben fatta, come lei sembra fortemente credere. Le pare che sia applicata? Le pare che le persone che i barconi che rovesciano sulle nostre coste e nella nostra società siano state così selezionate?
    Sarebbe importante una sua precisazione al riguardo, perché non vorremmo che lei stesse parlando di un fenomeno diverso da quello che vediamo noi.

    Nell’attesa della sua risposta, continueremo, e lei vorrà scusarcene, a trattare ironicamente il termine “risorsa”. Oggi, per esempio, siamo andati a comprare il pane, e in un percorso di 300 metri abbiamo incontrato due “risorse” sui 25 anni che chiedevano l’elemosina. e un’altra “risorsa” di pari età appoggiata al solito muro, vestita in abiti smart-casual, che aveva tutta l’aria di controllare le operazioni.

    • Caro Erasmo, è Lei che mi attribuisce “solitaria competenza” sul tema. Io ho scritto testualmente ” Poiché non mi risulta ci siano altri, tra noi ex redattori e i nostri lettori, che si occupino del tema dal punto di vista imprenditoriale….”.
      Se c’è qualcun altro, benvenuto nel club, ma io qui non vanto competenze (queste, in genere, me le riconoscono) bensì soltanto esperienza diretta.
      Ho citato il T.U. in quanto legge che definisce il numero di risorse immigrate da ammettere, ma ho anche specificato che, normalmente, i decreti Flussi riservano una parte delle quote alle regolarizzazioni. Né più né meno di ciò che Lei mi suggeriva di fare. Infatti, a suo tempo ho assunto, e lavorano ancora con me, una decina di albanesi arrivati nel 91 con la Vlora, quella dei ventimila aggrappati fin sulle murate.
      Come vede, nessuna competenza, egregio ex collega, solo esperienze vissute in prima persona.
      Dunque la legge non è applicata oggi come non era applicata allora, ma nulla vieta di ritenere che possa essere ancora applicata in futuro, per effettuare quote di sanatoria.
      Anche se oggi la situazione emergenziale che stiamo vivendo, ha due aspetti diversi da quelli di allora:
      – il primo è che la quasi totalità dei clandestini è di colore (giovani maschi subsahariani, come li definisce Lei), anche se un 15% di donne e altrettanti minori, non ne fanno la quasi totalità);
      – il secondo, è che la quasi totalità, invece, non vuole rimanere in Italia, ma proseguire verso Francia o UK per ragioni di provenienza coloniale, o verso la Germania, per ovvie ragioni di opportunità di lavoro. La giungla di Calais e gli scogli di Ventimiglia, ne sono una dimostrazione lampante.
      Andando a passeggio di sera, credo le sia capitato di vedere anche tante risorse di genere femminile, indigene o di varia provenienza geografica, esercitare il mestiere più antico del mondo. Non ci vorremo mica preoccupare per queste quisquilie? Non so per Lei, ma per me meglio schiave del sesso a Roma, Milano, Parigi o Londra, che schiave di Boko Haram in Nigeria.
      Se qualcuno si aspetta da me dichiarazioni entusiastiche sulle magnifiche azioni di salvataggio che stiamo facendo, si sbaglia.
      Un errore madornale è stato commesso con “Mare Nostrum” da quel pesce bollito del sig. Letta che se assunse in toto anche i costi; un errore, non so se meno o più grave, è stato commesso da Renzi, con l’operazione “Frontex”, giustificabile solo per il riultato di ripartire almeno i costi. Ma si doveva anche considerare che le navi degli altri stati che effettuano salvataggi fossero considerate, ai fini di Dublino 2, come suolo dello stato di primo approdo e che, dunque, i diversi stati partecipanti, dopo averli identificati, li spedissero direttamente nei loro paesi.
      Ma l’alternativa, al momento, resta sempre la stessa. Che facciamo? Li lasciamo affondare portando i limiti dell’intervento di soccorso alle nostre acque territoriali, quando sappiamo bene che il mediterraneo è oggi più affollato della A4 nei week end? Chiunque li prenda a bordo (e rammento, per chi non ha conoscenza delle norme internazionali sulla navigazione, che il soccorso in mare è obbligatorio) ce li scaricherà da qualche parte tra Lampedusa e la Sicilia.
      Tra le molte critiche ricevute, mi aspettavo anche delle proposte alternative oggettivamente attuabili. Non mi sembra di averne lette. E allora? Siamo sempre allo stesso punto. O li accogliamo o li sopprimiamo. Nell’attesa di aiutarli a casa loro, come sento predicare da vent’anni da tutti quelli che non hanno il coraggio di affermare (ma sembra che il tabù si stia a poco a poco sgretolando) che, per salvarci dall’invasione, è meglio ammazzarli tutti.

      • red. cac.

        A parte il per me meglio schiave a Roma, Milano, Parigi o Londra, che schiave di Boko Haram in Nigeria per cui allibisco, siccome io affermo che bisogna che bisogna aiutarli a casa loro, sarei tra quelli che non hanno il coraggio di dire che bisogna ammazzarli?
        Beh, ex collega Teddy… Lei capisce cosa significano i puntini di sospensione. Almeno questo.

        • Parsifal

          “Non so per Lei, ma per me meglio schiave a Roma, Milano, Parigi o Londra, che schiave di Boko Haram in Nigeria”

          Bisogna proprio aver zero argomenti per scrivere frasi come questa. Sembra che Boko Haram abbia invaso tutta la Nigeria: ma non è così. Controlla grossomodo un ventesimo della superficie di quel paese. Per quale motivo quelli che legittimamente scappano dalle aree a rischio non si trasferiscono semplicemente in un’altra regione del proprio paese?

          Per quanto riguarda quelli che vorrebbero andare in Europa e non stare in Italia… be’, peccato che gli altri paesi non li fanno andare. Quindi rimangono inevitabilmente qui.

        • Ma anch’io sostengo che bisogna aiutarli a casa loro, e anche Renzi. Ho anche detto, da qualche parte qui sotto, che il primo leader europeo che ha fatto un giro in Africa per tentare intese per aiuti di contenimento e rimpatri è stato Renzi, circa un anno fa, seguito dalla Merkel, solo qualche mese fa. Ma prima che gli accordi siano mantenuti ed attuati, il flusso prosegue.
          Ma possibile, mi chiedo, che nessuno riesca a rendersi conto del fatto che, per chi governa, questo è un problema gravissimo dal punto di vista del consenso? Ma sarebbero così stronzi questi nostri governanti, da non ricorrere a qualsiasi espediente, ammesso che esistesse, pur di liberarsi del problema?

        • Parsifal, è un paradosso. Non vorrà mica prenderlo alla lettera? Non è un panegirico della prostituzione!
          Di argomenti, credo di averne toccati molti, ho letto invece poche argomentazioni in contrapposizione.

        • red. cac.

          Ah mi pare che ricorrano a diversi espedienti. I migranti ci pagano le pensioni, dobbiamo farne venire 16 milioni in 10 anni, ci mettiamo il fiore all’occhiello perché li accogliamo tutti, chi dice che l’immigrazione va regolata e controllata è una sorta di criptorazzista oppure sotto sotto vorrebbe ammazzarli in mare, le nostre forze armate fanno solo missioni di pace perché siamo il popolo più buono del mondo quindi di affondare barconi vuoti non se ne parla… ma almeno dichiarassero la loro impotenza, invece di fare la ramanzina a chi dice che non si può continuare in questo modo, e invece di scomodare PIL e proiezioni.
          C’è gente, ed è tanta, che crede che il Camerun abbia forse 4 o 5 milioni di abitanti e la Tunisia 3, chi se gli dici che in Nigeria sono 180 milioni neanche capisce che cosa significhi. A volte vorrei che si riversassero in mare diecimila al giorno, per vedere se qualcuno si sveglia, altro che PIL.
          Ho già detto che voto sì al referendum per diverse ragioni, tra le quali il fatto che non vedo alternative a Renzi. Ma da qui a farne un drago… suvvia lo sappiamo tutti che è lì perché ce lo hanno messo.

        • myollnir

          “Il primo leader europeo che ha fatto un giro in Africa per tentare intese per aiuti di contenimento e rimpatri è stato Renzi, circa un anno fa”.
          A me invece pare che il primo a fare un giro in Africa, in Libia per l’esattezza, sia stato Berlusconi, e che per questo fu sbranato dalle allora opposizioni.

        • Parsifal

          “Non è un panegirico della prostituzione!”

          Teddy, l’abbiamo capito, infatti nella nostra risposta il termine “prostituzione” non compare. Il senso è: non è necessario venire a Roma per sfuggire a Boko Haram.

          Riportiamo questo articolo appena pubblicato da una rivista cattolica, che il problema di Boko Haram certo non lo prende alla leggera.

          Tra le popolazioni più richiedenti troviamo la Nigeria, con 9.700 sbarcati nel solo 2016. Seguono il Pakistan, il Gambia, il Senegal e l’Eritrea (ndr magari escludiamo questo paese dal ragionamento: non c’è un conflitto, ma una dittatura pesante). Nessuno di questi stati ha un conflitto permanente in corso. Per trovarlo bisogna andare in Siria dove però ci sono appena 929 richiedenti e l’Ucraina, appena 1665.

          […]

          La Nigeria è sterminata, ma soltanto in tre dei 36 stati permane la minaccia di Boko Haram. Nel nord. Infatti i nigeriani che arrivano sulle nostre coste e chiedono alle commissioni lo status di rifugiato si dichiarano cittadini del nord in fuga da Boko Haram. Peccato che si tratti per il 95% di persone che provengono dal sud della Nigeria, relativamente tranquillo per gli standard africani, ma povero. Chi sbarca sulle nostre coste sfugge da una condizione di povertà o di poche chance per il futuro, non però da situazioni belliche o di persecuzione che giustificherebbero l’applicazione dell’articolo 1 della convenzione di Ginevra.

        • @myollnir, Berlusconi aveva fatto un accordo con Gheddafi per fargli fare il lavoro sporco. E Gheddafi usava i flussi come arma di ricatto per ottenere ciò che voleva.
          Renzi, che sta gestendo l’emergenza che si è profilata da tre anni a questa parte, è stato il primo a porre in sede europea il tema Libia e dei paesi africani (mai sentito parlare del Migration compact?). E stato in Mozambico, Angola e Congo-Brazzaville nel 2014, Kenya e Etiopia nel 2015, Nigeria, Ghana e Senegal, a febbraio di quest’anno. Seguito circa un mese fa dalla Merkel in Mali, Niger ed Etiopia.
          Che il problema si debba risolvere in loco, lo hanno capito tutti. Il problema è che questo tipo di accordi non si fa in un mese.

          http://tinyurl.com/jslmxej

        • red. cac.

          Forse, visto che non si fa l’accordo in pochi mesi, sarebbe bene fermare almeno l’afflusso dei clandestini, a dir poco il 70%. Insisto a dire che un paese dove ci sono molti clandestini non si può definire civile, e rischia di ricorrere alla sanatoria: tutti cives e non se ne parla più.
          Berlusconi a Gheddafi aveva affidato il lavoro sporco, quello stesso che i leader europei sperano ora di affidare ai molti dittatori africani.
          Immagino che Lei non si illuda che in pochi mesi si risolverà la questione degli aiuti veri allo sviluppo dell’Africa, anche perché, a sentir Lei, andrebbe a detrimento del nostro PIL.
          Sarà sempre lavoro sporco, almeno per un bel pezzo, ma non ci scandalizzeremo più perché la TV non potrà andarli a riprendere nelle Caienne africane.

          “Tra poche ore sarà notte e l’anno
          finirà tra esplosioni di spumanti
          e di petardi. Forse di bombe o peggio,
          ma non qui dove sto. Se uno muore
          non importa a nessuno purché sia
          sconosciuto e lontano”.

          Lo stesso si può dire della barbarie, purché sia sconosciuta e lontana. Già s’è parlato un po’ troppo del repulisti degli yazidi.

          p.s.
          Le imprecazioni contro Berlusconi erano dovute al fatto che si trattava di Berlusconi: non ho sentito tante imprecazioni quando abbiamo visto come hanno ammazzato Gheddafi: mica male come esempio di barbarie. Sarà bene che ce la portiamo in casa. La trasformeremo in risorse.

          E avanti…

  5. red. cac.

    Avevo pensato di poter trascurare, ex collega Teddy, il fastidio che Le procura l’uso del termine “risorse”, e il fatto che a Suo avviso nasce da un certo tipo di ignoranza.
    Non avremmo avuto niente da aggiungere a quanto in merito ha scritto l’ex collega Erasmo, se non avessimo avuto notizia, ieri sera, di quel che significano molte di queste risorse. Ad esser franchi, Le si dovrebbe anche chiedere con i soldi di chi si farà questo investimento, e fra quanti anni Lei pensa che esso si trasformi in profitto per tutti i cittadini italiani, non solo per chi trova utile far lavorare le risorse, spesso in nero (non alludfiamo, ovviamente, a Lei).
    Tuttavia riteniamo opportuno riportare questa notizia, e sinceramente speriamo che Lei non voglia dire che si tratta di fatti isolati che poco pesano sul contesto: in realtà la maggior parte di questi fatti sono nascosti dalla grande informazione e non esiste modo di farne la somma tramite le migliaia di tv locali che ne danno notizia altrimenti perderebbero il loro pubblico.
    O saranno aggressioncine isolatine, e solo qualche volta aggressioncione isolatone?

  6. myollnir

    Ancora una cosa sulle “risorse” che non è stata detta.
    A proposito del fare i lavori che gli Italiani non vogliono più fare. La risposta più ovvia – a parte quanto accennato da Red. Cac. sul pregiudizio verso i lavori “manuali” contra quelli “di concetto”, che meriterebbe un discorso a parte – è che, se fossero adeguatamente retribuiti, magari qualche autoctono si troverebbe. Lo so, lo so, “ma così fallirebbero le aziende”, dato l’abnorme carico fiscale.
    Ecco, appunto. Prendiamo la prima categoria da Lei citata, quella dell’agricoltura: non può che riferirsi ai raccoglitori di pomodori nei campi del Sud. Ha fatto caso, quando va al supermercato, che, tolta l’Estate, la stragrande maggioranza dei pomodori, a leggere il cartellino, viene dall’Olanda o dal Belgio? Non risulta che lì ci siano, come da noi, caporali e schiavi. Vale lo stesso per peperoni, fragole, cetrioli, insomma quasi tutto. Sembra evidente che la nostra orticoltura, di cui tanto ci facciamo vanto, sconti una tragica inefficienza se pensa che, nonostante le condizioni di lavoro inumane, i prodotti di importazione costano anche la metà, compreso il trasporto. Sono produzioni che dovrebbero scomparire, in un mercato libero: magari è la volta che si smette di dar retta al Carlin Petrini e alla Vandana Shiva e ci si mette in pari col terzo millennio.
    Quanto alla demografia, mi associo, pur da laico, a quanto detto da Parsifal. Però qui il discorso è veramente difficile, perché dovrei dire delle cose che neppure io sono pronto a sentire. Veramente si può, oggi, mettere in discussione l’aborto? Rimettere al centro la famiglia? Eppure, prima o poi, il discorso andrà fatto.

    • Sulla questione demografica, sollevata per la quarta volta, mi sento obbligato a intervenire. Le campane, le piramidi, le curve di Malthus sono fregnacce, per una precisa ragione: si basano sulla situazione attuale e la estrapolano con modelli statistici neanche sofisticati. Sarebbe un po’ come se io, avendo osservato che una signora 45enne ha fatto in media un figlio ogni 5 anni a partire dai 25, ipotizzassi che a 80 anni ne avrà fatti altri 7. Poiché la demografia è scienza vecchia, penso che si possano facilmente reperire simili studi a partire dal 1900, e farci tutti insieme delle crasse risate.
      Anche senza ipotizzare catastrofi atomiche o roba del genere, due sole cose sono certe per i prossimi decenni: i progressi della medicina, che alzerà l’età media della morte (attenzione, non necessariamente l’età media assoluta) e i progressi della tecnologia, che porteranno a una accentuata sostituzione uomo/macchina e quindi a una minore necessità di risorse umane a parità di produzione. Nessuno ha detto che ciò non riguarderà il lavoro manuale. Lo riguarderà, eccome.
      Da quanto sopra, risulta per me chiaro che solo due mestieri hanno un futuro in crescita: quello di badante e quello di tecnologo. Il secondo è, in verità, una classe di mestieri, visto che le tecnologie sono assai varie.
      Come il tipico immigrato clandestino attuale (giovane subsahariano non troppo scolarizzato, e ben deciso a non lavorare) possa sposarsi con le job description di cui sopra, è domanda di facile risposta.

    • Paoletta

      A proposito di italiani “choosy”, che non hanno voglia di fare lavori manuali: ho la fortuna di lavorare in CH da tre anni a questa parte, e qui gli stipendi sono molto piu’ alti che in Italia: vi posso assicurare che qui gli italiani che fanno lavori manuali sono tantissimi, per cui la favoletta dei “choosy” è solo un mito alimentato ad arte.

  7. Readattor Teddy, mi perdoni; io aspettavo il suo post, ma ora che l’ho letto, sono profondamente delusa. Quello che Lei descrive è l’immigrazione come dovrebbe essere, non come è. Dalle parti di casa mia c’è un albergo, ci passo davanti molto spesso e in diverse ore del giorno: sulle scale e sulla verandina d’ingresso staziona un nutrito gruppo di ragazzi di colore in perenne far nulla. Mi riesce difficile collocare queste persone nel procedimento di gestione dell’immigrazione che Lei ha descritto.

    • Immensa Supervisora, è un piacere trovarla interessata ai miei scritti. Mi spiace che sia delusa ma neanche io ho la bacchetta magica. I fenomeni che stiamo vivendo possono essere soltanto gestiti al meglio possibile, almeno fino a quando non avremo deciso di tornare ai bei tempi in cui la sacralità dei confini va difesa a qualsiasi costo. Come aveva il coraggio di dichiarare la Pivetti, da terza carica dello Stato, anche facendo tuonare i cannoni.
      Del resto, dobbiamo risolvere solo un un piccolo problema di natura semantica: immigrato clandestino uguale disperato da aiutare o invasore da respingere?
      Già oggi,il Sig. Bergoglio ha aperto una piccola crepa interpretativa. Ha detto che “bisogna accoglierli, ma con prudenza”: i suoi esperti di marketing, probabilmente, fiutata l’aria che tira, hanno cominciato a fargli la lezione.
      Vedrà che crepa dopo crepa il muro del tabù cade e allora gli stessi eroi della marina che salvavano i bambini, sempre da eroi, ci difenderanno dagli invasori.
      Oppure, possiamo votare il Sig. Salvini o Sig. Grillo e vedere come se la cavano loro. Ho qualche riserva, ma vuoi vedere che davvero svoltiamo?

      • red. cac.

        Non mi risulta che il sig. Grillo e i suoi pentastellati si siano mai pronunciati chiaramente sull’immigrazione. Che il sig. Salvini predichi da una posizione comoda lo sanno anche i sassi, e non mi pare che faccia tutti quei progressi. Se Renzi perde il referendum lo vincono i grillini, i magistrati e i cascami del vecchio PCI, se lo vince deve vincerlo sul centro destra, e quindi sarà bene che si dia una mossa sul tema migrazione.

        Gli immigrati clandestini vanno evidentemente respinti, mi pare cosa di evidenza palmare, perché un paese non è civile se è popolato da centinaia di migliaia (per ora) di non cives.

        Spero che Lei, ex collega Teddy, abbia visionato qualche video relativo a quello che fanno le future risorse inglesi a Calais. Ce ne vogliono tre di PIL per rendere responsabile questa gente. Mi ricordano i nostri studenti miracolati: “me l’avete data la laurea? Adesso voglio il posto di lavoro”. “Mi avete fatto arrivare in Europa? Adesso vado dove pare a me”. E vedrà, se diventano numerosi, quando si scatenerà il loro, di razzismo, visto che si stanno ancora ammazzando fra tribù, praticamente in tutta l’Africa subsahariana. O Lei pensa che i vari dittatori non salgano al potere per ragioni tribali? E come la mettiamo con la poligamia? Glielo spiega Lei che di donne una sola, e se vuoi lasciarla devi andare dal giudice? Ah ma questa è sociologia…

  8. lector

    Finché qualche comanchero non scoprirà che anche vendere whisky e kalashnikov agli immigrati può essere un ottimo business.
    Così, dopo, i nostri contributi ce li pagheranno in piombo.

  9. Parsifal

    Riprendiamo l’ultima osservazione di Erasmo. GIÀ OGGI molti mestieri si sono notevolmente tecnicizzati: basta pensare ad un contadino che deve sapere molte cose di sementi, concimi, fertilizzanti, norme, certificazioni, macchinari di vario tipo, eccetera.

    S’intende, niente che non si possa imparare da un corso prima e poi con un po’ di praticantato. Ma ce l’hanno la voglia di studiare i nuovi immigrati? Diremmo di no, se bighellonano per la strada. Infatti, ammesso che non lavorino solo per questioni contingenti (burocrazia), piuttosto che non fare niente noi andremmo a studiare. Per esempio, leggere e scrivere in italiano, che non pensiamo proprio conoscano.

    Per cui, è evidente che finiranno a fare gli schiavi per quelli che, invece di puntare sui ricavi ottenuti per efficienza, punteranno sul lavoro sottocosto. È inutile osservare che è illegale e che lo stato combatte il fenomeno, perché lo combatte da decenni ed invece il caporalato è ancora tutto lì. Se si creeranno le condizioni per una crescita, crescerà sempre di più.

    • lector

      <>
      Lei, signor Parsifal, è un ottimista.
      Finiranno a fare quello che già facevano in Africa o che fanno le minoranze di colore negli USA e in America Latina, ossia una beneamata minchia.
      E non perché lavoro non ve ne sia. Ma a lavorare si fa fatica. Molto meglio bere birra, fare qualche tiro a pallacanestro o a calcio se in Sud America, vendere bustine di polvere bianca ai lati delle strade, scoparsi le donne nelle loro pause tra una marchetta e l’altra e infine consumare in distillati, biliardo, carte e dadi, quello che queste ultime hanno guadagnato in una dura giornata di sudato battonaggio.
      Io ne ho una squadra sotto casa, già dedita a queste encomiabili faccende. Potrei filmare ogni minuto della loro vita, visto che consumano gran parte di essa soggiornando con l’immancabile bottiglia di birra in mano sotto un portico, perfettamente visibile dal mio terrazzo.

  10. red. cac.

    @Ex collega Teddy

    le vite prima si salvano e poi si vede il da farsi… Con tutto il rispetto… ogni altra ipotesi, allo stato dei fatti, o è sciacallaggio politico o è barbarie.

    1) confesso di non aver letto fino ad oggi questa conclusione per il fatto che, e sarò franco, i suoi numeri e tutto il suo discorso mi sono sembrati subito una non risposta al problema, anzi, un radicale disconoscimento del fatto che esista un problema, come dimostra la superficialità del senza entrare nel merito di aspetti sociologici e/o antropologici come se fossero una sorta di sottoinsieme dell’economia, quando, se non è vero il contrario, è vero che trattasi di fenomeni non separabili.

    2) Se la Sua conclusione si riferisce esclusivamente al sig. Renzi, Le dobbiamo dire che noi riteniamo invece che il capo del governo che Lei loda stia dimostrando, nel migliore dei casi, malafede, nel peggiore incompetenza o addirittura dabbenaggine.

    3) Se per caso, con tutto il rispetto, la sua frase si estendesse a tutti coloro che esprimono tale giudizio sia sul sig. Renzi sia sulla sig.ra Bonino – che intelligente non è mai stata – allora risponderemo che dabbenaggine – escludendo ovviamente la malafede – è quella di chi condivide l’attuale non politica del nostro primo ministro.

    4) Infine, Lei le soluzioni non le vuol neppure prendere in considerazione, eppure non la UE, ma la NATO proprio di questo sta discutendo. Lasciamo da parte gli arrivi attraverso Grecia e Turchia, visto che la UE sta andando a pezzi e sono quindi cazzi loro purché noi sorvegliamo almeno i confini di terra come farebbe ogni governo assennato, e concentriamoci sulla Libia. L’affondamento sistematico, anche per breve tempo, dei barconi facilmente individuabili nei porti, quando sono ancora vuoti, nel giro di poco tempo renderebbe antieconomico l’operato degli scafisti di qua e di là dal mare. Andarli a prendere a 12 miglia dalle coste libiche significa costruire i ponti come predica fra’ Bergoglio, e costa certo più di qualche bomba sganciata al momento opportuno. Piuttosto è scellerata la sua conclusione di fatto: se ne venissero 50 milioni, 50 milioni dobbiamo andarne a salvare. No. E non sarebbe barbarie lasciare che si arrangino almeno fino a 12 miglia dalle nostre acque territoriali. Non sarebbe barbarie, ma assennata legittima difesa.

    Per concludere, gli interessi degli imprenditori del nord est coincidono con quelli della mafia e della camorra, al sud e al nord: e Lei questo lo dimentica colpevolmente.

    Sempre a titolo strettamente personale.

    • Mi perdoni, ex collega red.cac., ma sostenere un contraddittorio da solo contro tutti, è faticoso. Questa sera ho scritto più che in tutto un anno. Sulla prima parte delle conclusioni, Lei ha ragione il che dimostra che il muro si sta man mano sgretolando. Cinquanta milioni di disperati diventano, automaticamente, per un paese di sessanta milioni di abitanti, degli invasori. Quindi, possiamo stare tranquilli: bisogna per forza dar fuoco alle polveri o, più diplomaticamente, fare in modo che si arrangino fino alle 12 miglia e poi, se gli è andata bene, prenderli a cannonate all’undicesimo. Chi avrebbe qualcosa da ridire?
      Sulla seconda parte, invece, non sono d’accordo e, credo, neanche il Sig.Salvini.
      Le suggerirei di non offendere realtà che neanche minimamente conosce. Nel nord est si applicano i contratti e si versano i contributi. Nel nord est c’è la più alta percentuale di immigrati integrati stabilmente e in possesso di cittadinanza, di tutto il resto d’Italia. Creda a me, che conosco abbastanza bene entrambe le facce della medaglia: le imprese del nord est hanno nulla a che fare con mafia e camorra.

      • Non sono d’accordo.
        Non sono d’accordo sul fatto che si debbano prendere a cannonate a 12 miglia, dove non ne arriverebbe neanche un terzo di quelli che arrivano attualmente. Si avvisano i signori che gestiscono il traffico che non si opereranno salvataggi in mare se non casualmente e non, come ora, a ogni chiamata di telefono satellitare che i trafficanti, e pure i clandestini, portano con sé.
        Ho detto più volte che bisogna affondare i barconi vuoti nei porti, ma Lei non ne ha mai tenuto conto. Sarebbe una dichiarazione di guerra? E a chi? Al governo di Tripoli? A quello di Tobruk? All’Isis? Ai trafficanti senza appartenenza? In ogni caso non vedo il problema.
        Io non offendo realtà che forse non conosco minimamente come Lei crede, mentre Lei ha offeso più volte realtà di cui non vuol prendere atto, con l’uso di termini che Le ho già indicato e non ripeterò.
        Non mi interessa cosa pensa il sig. Salvini: penso io per me stesso e voto contro secondo convenienza mia e, a mio avviso, del paese, in quanto di interessi personali diretti ne ho ben pochi e l’età mi consente di fottermene delle proiezioni per il 2050 (e anche prima, si spera): non è mai solo mia, questa convenienza, anche se ovviamente posso sbagliare sulla convenienza generale.
        Questa canzone degli immigrati stabilmente integrati nel nord est Lei l’ha già intonata più volte senza che mai la contestassi o la irridessi, e ho ripetuto fino alla nausea che l’immigrazione regolata e controllata è legittima checché ne pensino Salvini, Renzi e Lei. Se invece nel nord est si assumono clandestini si va contro la legge, e se i clandestini venissero regolarizzati tramite sanatorie altrettanto clandestine proprio grazie alle assunzioni allora si contribuisce colpevolmente alla cosiddetta invasione. La mia fiducia nella burocrazia italiana è stata decisa in via defintiva quando, regolarizzando la badante di mia mamma nel 2002, scopersi che aveva un codice fiscale rilasciato nel 1998 a Chiavari, dove non era mai stata, dividendosi tra Torino e Genova.
        Ho ripetuto fino alla noia che in un paese civile non ci sono clandestini, e che se si trovano vanno trattati come tali, e con assoluta rapidità, senza aspettare che diventino centinaia di migliaia.
        Quanto al fatto che Lei evidentemente rifiuta di considerare gli aspetti sociali e culturali del problema, me lo lasci dire, è una grave lacuna Sua. Mi dica invece dove ho mai scritto che vanno rimpatriati gli immigrati che lavorano e le loro famiglie, e ormai anche i regolarizzati senza lavoro.
        Mi sembra impossibile che Lei non capisca. Secondo me Lei non va più in là della faccenda del PIL (senza tener conto dei costi della immigrazione clandestina, che di fatto lo abbattono, il PIL) oppure salta direttamente alle sparatorie a 12 miglia, di cui ha parlato solo Lei.

  11. Parsifal

    A proposito di Francesco. Nell’ultimo discorso aereo, tra mille solite sgangheratezze lessicali e logiche, sono comparse alcune novità:

    Ma c’è anche la prudenza dei governanti, che devono essere molto aperti a riceverli. Devono però anche fare il calcolo di come poterli sistemare, perché un rifugiato non solo lo si deve ricevere, ma lo si deve integrare. Se un Paese ha una capacità di integrazione, faccia quanto può. Se un altro ne ha di più, faccia di più, sempre con il cuore aperto. Non è umano chiudere le porte e non è umano chiudere il cuore. Alla lunga questo si paga. Si paga politicamente. Come si paga politicamente anche una imprudenza nei calcoli ricevendo più di quelli che si possono integrare.

    Gli spin doctor probabilmente si stanno spaventando per l’impopolarità crescente, legata anche a questi temi.

    • Anch’io avevo notato questo cambio di rotta: deve aver visto il profilarsi di un iceberg all’orizzonte.

      • Erasmo

        Essendo uno forte con i deboli e debole con i forti, avrà ricevuto qualche minaccia da Polonia, Slovacchia e Ungheria.

        • Parsifal

          Generalmente è sempre molto “malleabile” nei confronti dell’interlocutore di turno. In questo caso la Svezia, dove gli hanno fatto presente i problemi (si noti che la domanda era di una giornalista svedese).

    • lector

      Sta perdendo appeal nei confronti dello “zoccolo duro” bigotto. Nel web proliferano decine di siti d’orientamento ultra-ortodosso che si riferiscono sistematicamente a questo papa come all’Anticristo.
      Posizioni che incontrano il favore anche di parte del clero secolare, stando ai sondaggi. Conoscendo l’ambiente della Curia vaticana, il nostro bel pacioccone probabilmente avverte una certa aria pesante intorno a sé.

  12. Erasmo

    Innanzitutto la ringraziamo, ex collega Teddy, delle risposte che, senza risparmiarsi, ci ha dato.
    Cercherò di essere breve. Lei, se ben capisco, ragiona così: tre milioni sono entrati e lavorano, quindi sono risorse. Le preoccupazioni che si avevano quando entarono sono le stesse di oggi, quindi sono ingiustificate anche oggi.
    Faccio alcune osservazioni.
    1. I 2 milioni e 700mila che lavorano sono stranieri, non solo extracomunitari. Sebbene qui i dati siano volutamente confusi(*), si può stimare che gli extracomunitari siano solo la metà. A questi si aggiungono i due milioni e mezzo che risiedono o dimorano, ma non lavorano: quindi, tra gli extracomunitari il tasso di occupazione sarebbe (mio calcolo) fra il 25 e il 30%. Voglio essere generoso: il 50% non lavora. Che cosa fanno? Sarebbe impietoso sciorinare qui le statistiche sulla popolazione carceraria, e quell’altra statistica che dà al 97% la percentuale di reati impuniti. Ma ci siamo capiti.
    2. Se passiamo alle nazionalità, vediamo che i veri lavoratori, regolari o meno, provengono dall’Est Europa, dall’Oriente centrale e estremo, dal Sud America e, per quanto riguarda l’Africa, prevalentemente dal Marocco. I rimanenti africani sono al massimo occupati clandestinamente in agricoltura (tipo Rosarno: io non credo che sia a questo tipo di “risorse” che lei si riferisce). Il resto, non combina niente di buono.
    3. Il tema di questa discussione è, dichiaratamente, il futuro. Anche supponendo che l’esperienza passata sia positiva (e io non lo credo) quella futura ha connotazioni diverse, sia per la situazione disastrosa dell’offerta di lavoro, sia per la composizione etnica dei nuovi entranti.
    4. Lei, dopo avere introdotto il tema del fabbisogno, non l’ha più toccato. Guardi che io mi ero permesso di grassettarlo perché il problema è tutto lì: i nuovi ingressi sono clamorosamente e drammaticamente distanti dal fabbisogno quali/quantitativo di risorse umane del nostro e degli altri paesi.

    (*) Vergognoso, al riguardo, l’uso del termine “extracomunitario” al posto di “straniero” nel grafico sulla percentuale di occupati, nell’articolo di Repubblica, sotto il pomposo titolo “data journalism”

    • Probabilmente, Lei ha letto solo la prima parte del commento. Le riserve esposte nella seconda parte le ha saltate a pie’ pari.
      Le sue preoccupazioni future sono anche le mie, per le medesime ragioni (le avevo espresse nel commento) che riconfermo, in quanto quest’anno il Decreto Flussi è limitato alle solite 30mila quote, gli stessi numeri bassi da quando è iniziata la crisi, che servono più per favorire regolarizzazioni di gente che è già qui che per promuovere nuovi ingressi.
      Mi lascia ben sperare il fatto che che la gran parte dei nuovi arrivi non vuole rimanere in Italia, anche se temo che sarà difficile attuare i piani di ripartizione a suo tempo concordati in sede di Commissione.
      D’altronde, il problema si risolve solo non facendoli partire, ma un accordo come quello fatto con la Turchia (sempre che regga) con chi lo si va a fare, oggi, in Libia?
      Per concludere, ci sono due aspetti che non condivido del modo in cui si affronta il problema: il primo è che questa gente venga considerata tutta zavorra e senza alcuna considerazione di carattere umanitario; la seconda è che il termine “risorsa” venga utilizzato in modo dispregiativo e offensivo per tanta gente onesta, che fa il proprio dovere e contribuisce alla ricchezza del Paese.

      • Lasciamo perdere la questione zavorra, termine da me mai usato. Ma riguardo all’uso “dispregiativo e offensivo” del termine risorsa, lei rovescia completamente la verità storica. Non sono io a essermi inventato la generalizzazione positiva e intimidatoria insita nell’ uso del termine “risorsa”. Non è che i tanti stronzetti che vanno in televisione a recitare il mantra “gli immigrati sono una risorsa” specificano “gli immigrati onesti sono una risorsa”. Perciò, bene faccio, e farò, a ironizzare ogni volta che vedo o leggo di una “risorsa” che agisce in modo poco commendevole: sempre a posteriori, e quindi non sull’onda di un pregiudizio negativo, mentre è indubitabilmente pregiudizio positivo la generalizzazione a priori fatta dai sunnominati.




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


  • tutto va p€r il m€glio con la miglior€ d€ll€ mon€t€ unich€ possibili

  • CASTIGAT RIDENDO MURES


    [Questo blog potrebbe fare uso di cookies. Se siete così fessi e perdigiorno, potete consultare la privacy policy di WordPress e non romperci il cazzo ulteriormente]

    QUESTO BLOG TRATTA DI FESSI. “FESSO” E’:
    A. UNO CHE PARLA E SCRIVE UN PO’ PIU’ SU DEL SUO CULO;
    B. UNO CHE SPUTA SENTENZE VERSO L’ALTO, IGNORANDO GLI EFFETTI DELLA FORZA DI GRAVITA’;
    C. UNO CHE SE GLI DAI UNA CORDA ABBASTANZA LUNGA CI S’IMPICCA DA SOLO.
    IL NOSTRO FESSO PREFERITO E’
    TOPOGONZO, CHE DA’ (SUO MALGRADO) IL NOME AL BLOG(1). UN ALTRO FESSO, INCAPACE PERSINO DI DARE IL NOME, E’ IL SIG. TRAIN. MA IL BLOG E’ DEDICATO ANCHE A TUTTI GLI ALTRI.
    IL BLOG NASCE DA UN ATTO DI RIBELLIONE. I REDATTORI INTERVENIVANO IN ALCUNI ‘BLOG, CON COMMENTI SALACI MA NON VOLGARI. GLI SVENTURATI FESSI, INCAPACI DI RISPONDERE, MA FORTI DELLA POSIZIONE DI TENUTARIO DEL BLOG, RASCHIAVANO VIA I COMMENTI SGRADITI. ALLORA IL PIU’ INTRAPRENDENTE DI NOI LO HA APERTO LUI, UN BLOG. FESSI, PROVATE A RASCHIARE VIA, ADESSO.
    IL BLOG VUOLE EDUCARE E DIVERTIRE:
    EDUCARE I FESSI, DIVERTIRE GLI ALTRI. SPERIAMO DI DIVERTIRE, DUBITIAMO DI EDUCARE.
    LA NOSTRA MATERIA PRIMA E’ DI PRIMISSIMA SCELTA: DISPONIAMO DI UN ARCHIVIO STERMINATO DI CITAZIONI AUTENTICHE, CHE TESTUALMENTE UTILIZZEREMO.
    IN GENERE LE CITAZIONI SI COMMENTANO DA SOLE, MA ESORTIAMO I LETTORI
    (2), FESSI E NO, ALLA CHIOSA ANCHE CRITICA. NOI NON RASCHIAMO.

    (1) Il blog si chiama “Topgonzo”, il nostro fesso preferito è invece TOPOGONZO, il quale, chissà perché, insiste a firmarsi TopGanz.
    (2) La qualifica di “lettore” la rilascia esclusivamente la redazione; ma poiché essa implica l’appartenenza al genere umano, ne sono esclusi i topigonzi mendaci, per i quali vige il libero raschiamento.

    LA PENNA D’OCA

     

    Pare che in rete ci sia un copiatore seriale che si traveste da Signorina. Son perversioni. 


    All morons hate it when you call them a moron. – J.D. Salinger

     

    E’ impossibile sottovalutare il sig. Train, perché mentre voi lo giudicate in base alla penultima cazzata, lui ne ha già detta un’altra più grossa.  –  Zenone Eleatico.

     

    Non si può pretendere che il maiale si diverta alla sagra della porchetta. – Un redattore di Topgonzo


    Premio D eci e lode
    “…tra le decine di migliaia di blog in circolazione molti sono quelli interessanti, molti sono quelli intelligenti, molti sono quelli che stimolano la mente… e dunque… che fare? Faccio che ne cito uno solo, particolare, speciale, diverso, certa che nessuno degli amicititolari di blog con tutte le caratteristiche dette sopra avrà ad offendersene” (Barbara)

    https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR8CxdI6Ky8G1ca1qT4F0D_UvD9-R3o2vbaO9C4hFCO20u7wdPO
    Questo niblog applica il Metodo Montessori, nella variante con frustino.


     

     
          Award granted by Mr. Raccoon.
    (But our fools should get the credit)


     CITAZIONI
    (Ci siamo accorti che ormai le citazioni dei nostri fessi sono autentico oggetto di culto nella blogosfera. Sempre più spesso si trovano utilizzate in post e commenti. Dovremmo virtuosamente invitare a citare la fonte –  non noi, ovviamente, ma gli autori – ma noi non siamo virtuosi. Usatele in libertà, e procurerete un po’ di divertimento.
    Ricordate che sono tutte rigorosamente autentiche e testuali, salvo espressa indicazione contraria)


    “probabilmente non sai neanche cosa avrai detto mai per essere contraddetto. Se tu avessi davvero voluto intendere qualcosa di diverso da quel che hai scritto nel post, avresti scritto qualcosa di diverso da quel che intende chiunque legga.” – Topo Gonzo chiosatore

    “Fiumi di inchiostro sono stati gettati riguardo questa unica resgistrazione” – Jazztrain

     “Ciao Fratello, dovevi sentire il profumo che emanavano questi dolci. Pensa alla delicata ricotta, ai raffinati candidi fatti in casa, alla glassa sopraffina etc. etc. ai cappucci fatti in casa! Approfitto dello spazio per augurarti un fraterno augurio”. – Jazztrain


    “Il folle assassino senza volerlo mise fine una volta per tutte a una stagione irripetibile aprendo un vuoto che non è mai stato più colmato.” – Jazztrain


    “Guardi, non mi interessa affatto replicare, non la considero una persona particolarmente interessante e particolarmente intelligente da considerar
    lo come interlocutore, per me lei è solo un noioso rompiscatole pieno di boria e saccenza.” Jazztrain, 31.3.2009

    “Ho letto en passant alcuni commenti da parte di qualcuno che ha spudoratamente torto marcio, e ovviamente non meritano alcuna risposta per la loro estrema pochezza”. – Jazztrain

    “Scomparso esattamente 10 anni fa, vorrei omaggiarlo pubblicando alcuni video che lo vedono come indiscusso e controverso protagonista.” – Jazztrain

    “Per Don Peppino: personalmente sono lusingato che voi dedichiate il vostro prezioso tempo a disposizione nei miei confronti. Vorrei farvi notare che qui spreca malamente il suo talento dando retta a dei oziosi perditempo.
    – Jazztrain

    “Mi spiace, non so scrivere qualcosa di più chiaro di quel che ho già scritto e che quindi posso solo ripetere qui di seguito”. – Topo Gonzo

    “noi occidentali abbiamo a presunzione di reputarci migliori rispetto alle altre società, per questo motivo ci illudiamo illuministicamente di imporre dall’alto le nostre usanze. Gli effetti in realtà vandeane sono deleteri e controproducenti.” – Jazztrain

    “Passavo di qua per caso: scopro che avete la faccia tosta di parlare” – Jazztrain

    La nostra disciplina non è affatto ben conosciuta perché i giornalisti s’ interessino realmente affinché la dama internazionale possa avere la copertura mediatica che merita.” – Jazztrain  (che ci fa così comprendere come mai i giornalisti girino alla larga)

    “Solo gli sciocchi ridono di queste cose” – Jazztrain (commentando un brano in cui si rideva di lui

    “Di storici ne conosco parecchi, proprio oggi sono stato in compagnia di uno dei maggiori del Nord Sardegna, una persona squisita ed umilissima nonché coltissima”. – Jazztrain

    “Nemmeno Alfred Hitchcock avrebbe potuto immaginare una cosa simile: un titolo deciso all’ultimo turno quando sembrava che i giochi erano ormai fatti.” – Jazztrain

    “sarebbe un sito pedagogico di scacchi organizzato da istruttori della FSI il cui scopo sarebbe quello di trovare metodologie per incuriosire e coinvolgere i ragazzini che vorrebbero imparare a giocare a scacchi.” – Jazztrain (palpabilmente dubitoso)

    “Bisogna Cacciar fuori il rospo che ci rode” (Topogonzo)

    “Ogni tanto non farebbe male ricordare una tantum a costoro di essere dei poveracci, sembra che se la prendano moltissimo”.  – Jazztrain con Malvone (e perché dovremmo prendercela? saranno pure fatti vostri se siete dei poveracci)

    “In futuro consiglierei a chi copia i link senza capirli di informarsi meglio e di evitare di scrivere fesserie, altrimenti si commettono brutte figure.” – Jazztrain 

    “L’istituto dell’immunità, infatti, è un derivato della prerogativa di sacralità ed inviolabilità del Re” – Il Dottor Malvone

    “Trattasi di parvenu cui non è stato concesso di accedere a certi anelati contesti e che di ciò hanno conservato, nel freezer della loro anima nera, un profondo rancore e il miserabile, bilioso giuramento di farne cruda vendetta. Sono imbecilli facili alla frustrazione e intessuti di male, la quintessenza della banalità del male.”  – Topo Gonzo (si riferisce alla piccola borghesia berlusconiana)

    “Devo dire, controparafrasando Boileau, che “ogni volta che leggo questa arringa mi compiaccio delle mie scritture” ma soprattutto dell’essere nato uomo e non verme, grazie a Dio”. – Topogonzo

    “Garantisco che il dubbio è da sempre la mia più fedele compagnia, almeno da quando ho l’uso della ragione. Motivo per cui quello di avere torto o di non aver capito le ragioni degli altri mi accompagna ogni volta che discuto con qualcuno. Immancabilmente, puntualmente.” – Topogonzo

    “Simpatica la battuta :-D” – Jazztrain

    “Mia figlia – annuncia Antonio Socci – si trova in coma all’ospedale di Firenze per un inspiegabile arresto cardiaco”. Dispiace tanto, ma non dovrebbe essere un problema. Due suore, un sondino nasogastrico e sia fatta la volontà di Dio. – Il Dottor Malvone

    “non può pretendere di imporre agli altri una conoscenza che non mi compete .” – Jazztrain

    “Voi siete intolleranti, ottusi, presuntuosi, antipatici, odiosi, bugiardi, malevoli, disonesti, ricattatori.
    Siete la melma putrida della blogosfera. ” – Jazztrain
    (chissà di chi parla)

    “Mi riferivo a quel tizio di 67 anni che fa morire di inedia i piccioni. Sarà un misantropo.” – Jazztrain

    “Se la mia squadra del cuore avesse comprato i campionati di calcio o avesse barato chiederei giustizia, non la difenderei per gli illeciti che avrebbe commesso.” – Jazztrain (ormai Mourinho sa l’italiano molto meglio di lui)

    “Risposta alquanto debole oserei dire, che rafforza in me una concezione secondo la quale i liberisti all’italiana hanno una concezione fideistica e religiosa del Mercato. Come se questo, dotato di poteri divini, stabilirebbe quali siano le materie utili e quali siano le materie inutili.” Jazztrain 

    “Vaal adotta senza volerlo il principio di ragion sufficiente. Attraverso questo principio cui è necessaria e sufficiente quella materia che rispetta i criteri di Mercato, mentre non è necessaria e sufficiente ciò che non è.”- Jazztrain (no, nessun taglio, aggiunta o alterazione maliziosa. Così ha scritto, fra due a capo)

    “Che ruolo avrebbe all’interno di una società di mercato lo studio del greco e latino?La storia o la geografia, o meglio ancora l’astratta e astrusa metafisica?Questo è il nocciolo del problema ed è per questo che non è possibile adottare un metodo che ricorda quella dei medici napoleonici che, durante le famose battaglie del Generale corso, erano solito amputare le carni martoriate dei feriti.” – Jazztrain 

    “…la redazione del blog topgonzo, una sorta di dagospia scadente dedicata alla blogosfera” – Poverobucharin

     “Mi ha fatto assai piacere scoprirmi in perfetto accordo con Severino, Cacciari, Vattimo e Sofri” – Il Dottor Malvone (e pensi il piacere dei quattro fortunati, Dottore)

     “Si vede che non sapete come perdere tempo inutilmente” – Jazztrain

    “Sentì uno spazientirsi salirgli dentro. Buttò tutto all’aria e andò a cadersene sul divano, dove il sonno lo raggiunse, tramortendolo. Si svegliò alle prime luci dell’alba, con una idea.” – Malvone romanziere (1987)

    “Non si può pretendere che gli esseri umani siano coerenti con ciò che hanno affermato venti, dieci o cinque anni fa, l’anno scorso o ieri” – Il Dottor Malvone

    “Lo sono, ossessionato da SB, esattamente come i Rosselli lo erano di un altro famoso puttaniere cialtrone che la nostra follia mandò al potere” – Topogonzo immodesto

    “We witnessed something only marginally mammalian in there, sir” – J.F.Wallace a Odean Pope, dopo avere visionato il sig. Train

    “Non dovreste far fatica a riconoscerlo: è quello esperto in niente-di-particolare e a cui viene più facile la posa di uomo-di-mondo.”  – Il Dottor Malvone (sempre narcisista) 

    Sempre meglio subire una – rimediabile – lacertazione dei coglioni che sorbirsi indenni tanta diarroica deiezione causa innata indisponibilità dei medesimi”.  – Topo Gonzo 

    Poveretto, come se la prende e come mi sto divertendo!” – Jazztarin (con le lagrime agli occhi) 

    L’anonimo interlocutore, IP 79.xx.131.xxx non è gradito. Qui la netiquette si rispetta.”  – Jazztrain

    “La nausea mi costringe alla scrittura privata, mi scuso col lettore affezionato.” – Il Dottor Malvone (segue, al solito, una valanga di post)

    “Contro di me odio e invidia”  – Berlusconi e Jazztrain

    “Meriterebbe che qualcuno, per insegnarle l’educazione come si deve, le dia una bella suonata di santa ragione” (Jazztrain)

    “Grazie a cari amici che ho nelle forze dell’ordine, mi informerò chi siete, cosa fate, dove vivete e così via.”Jazztrain

    “sono appena tornato da uno spuntino, in queste sere sono parecchio desiderato e mangio e bevo alla faccia vostra” – Jazztrain

    “Non se la prenda per qualche mala parola detta fuor dal sen fuggita” (Jazztrain, rivolto al sig. Fuffolo)

    “Adinolfi, che sa tutto di loro, compreso tutti i loro veri nomi e cognomi dalla Supervisora in poi, li considera dei poveracci senza arte né parte.” – Jazztrain (come spia, un po’ meno bello di Mata Hari, ma in compenso molto più fesso)

    “chi fa del moralismo sull’eventuale trasformismo di Malvino dovrebbe giustificare a sua volta la giravolta a 360 gradi da anti a pro Adinolfi ” – Jazztrain. Poi, piccato per i conseguenti lazzi di un lettore:   “Se non le piace il 360 gradi si metta pure a 90 gradi, posizione pericolosa, ma farebbe la gioia di certi suoi amici omofili.”

    “Costui non ha alcun rispetto per le donne, le vede solo come oggetto sessuale.” – Jazztrain 

    “E’ un seguace degli scacchi all’italiana… vorrebbe che si promuova…”  (promoter Train)

    “Un altro al posto mio non so cosa avrebbe fatto, forse si sarebbe suicidato oppure li avrebbe sterminati come un serial killer”. Jazztrain (versione Full Metal Jacket)

    “chi non gioca a poker, scacchi, bridge, dama internazionale e gratta e vinci non capisce lo spirito e si rosica il fegato come un roditore.” – Jazztrain (ignoravamo che i roditori si rosicassero il fegato, ma c’è sempre qualcosa da imparare)

    “fatemelo dire da grande idealista, che schifo”  – Il Dottor Malvone

    “Gli italiani – irrimediabilmente cialtroni e fascisti per una metà buona (gli altri hanno altri generi di difetti forse non meno gravi)” –  Topogonzo severo.

    “Purtroppo nel nostro paese sono poche le voci che cantano fuori dal coro, chi per opportunismo o chi per viltà si preferisce salire sempre dalla parte del potente di turno. Se ce ne fossero di più sarebbe un bene per la nostra democrazia.” – Jazztrain

    “To fall in love vuol dire innamorare o cadere in amore. Deriva da to fall che significa cadere, mentre love vuol dire amore.”
    Jazztrain

    “C’ho na famiglia e quindi c’ho da fare.”
    Giamba

    “La mia vita e la mia famiglia sono la mia ragione di vita.”
    Giamba

    “MI NONNO, FASCISTA DELA PRIMA ORA, DI QUELLI REPUBBLICANI ED ANTILERICALI A LI PRETIO JE MENAVA COR MANGANELLO”  – Giamba (che vuol fare bella figura col Dottor Malvone)

    “Sai come se chiama chi rispetta le regole quando le regole non sono uguali per tutti figliuolo?Se chiama COGLIONE”.
    Giamba

    “L’unica vera opposizione è quella di Di Pietro, bisogna prendere atto. Finisce ingloriosamente il PD.”
    Jazztrain (dal film: “Funerale all’Asinara”)

    inizio a comprendere perchè in rete ti chiamano “il sommo”.
    Un estimatore del Dottor Malvone

    “C’est moi, naturalment, MIRAGE !”

    “Ascolti quanta pregnanza ed esaustività in questo detto abruzzese: L’OMM A DA PUZZA E LA FEMMENA HA DA PUZZA DELL’OMM SUE !!  L‘uomo deve puzzare e la femmina deve puzzare del suo uomo. La maestosità del maschio, che impregna il territorio col suo odore. E la femmina che lo segue,totalmente posseduta, al punto di essere totalmente impregnata del suo odore” (Giamba)

    e sti cazzi lo dico pure a Ichino.”
    Jazztrain (per legittima difesa)

    Jazztrain (a Malvone, riferendosi a uno di noi): “Secondo me questo tizio ha dei seri problemi.”
    Il Dottor Malvone: “Anche lei non scherza, gentile Jazztrain.  

    rivolto al sig. Nardi, “Indovini a quale categoria delle tre lei appartiene, credo che saprà darsi una risposta da solo, se ne è capace”
    Jazztrain (sul blog del topo, indispettito perché capita dal sig. Nardi proprio mentre fa le pulizie).

    “non mi piace umiliare gli altri, nemmeno i poveri falliti come teddy”
    Jazztrain

    “Senza il branco vai in affanno e regolarmente ne vieni travolto”
    Jazztrain 
    (rivolto a un redattore che, a detta del sig. Train, è regolarmente travolto dal branco… o dall’affanno?)  

    Erasmo, una signora m’ha parlato di te ed è stato assai divertente. Ad un certo punto, mi sono sentito imbarazzato io per te e l’ho pregata di smettere, saprai come sono crudeli, le donne.”
     Quel gentiluomo del Dottor Malvone

    Cara…. redazione, somigliante al Dio bifronte, deve ancora dimostrarmi d’esser indefessa, lei chiedo quindi: lei è fessa o indefessa?”  Amerigo Rutigliano

    “Ci sono poi i cosidetti onesti e galantuomini che scopri podofili, etc, etc, etc.
    Amerigo Rutigliano

    “Quanto a Giacomo Leopardi.Non è di mio gusto, lo trovo noioso come tutto quello che afferma, compreso il pensiero birbantesco.”
    Amerigo Rutigliano

    “Non so se ho un anima, sò però quello che occorre al paese a prescindere.”
    Amerigo Rutigliano

    “Il Presidente Prodi è un mio carissimo amico che sono andato a trovare  anche al Parlamento Europeo. oggi è stato messo da parte ma non dal sottoscritto, molte sono le lettere che ci siamo spediti, uno scambio
    epistolare profiquo.”
    Amerigo Rutigliano

    “Se il pianeta internet si unirebbe per ragioni condivise, sarebbe il terzo partito italiano.”
    Amerigo Rutigliano

    Io sono una persona di cultura, che conosce le cose del mondo e ne trae le conseguenze. Parlare di Leopardi, Petrarca, Alighieri, Tasso, etc è cosa normale almeno per me, come parlare in Italiano o inglese”.
    Amerigo Rutigliano

    “Lei si permette di dare giudizi morali sugli altri, di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Malvino è Malvino e tutti voi messi insieme non siete un cazzo”
    Il Dottor Malvone (lui medesimo)

    “io so’ io e voi nun zete un cazzo”
    Jazztrain (previa googlata)

    “Malvino, secondo lei, Papa Ratzinger potrebbe ripristinare l’uso di baciare il piede in pubblico? I leccapiedi saranno contenti, faranno a gara per baciare il piede del Santo Pontefice e si rammaricheranno di non poter baciare il sacro buco”.
    Jazztrain (
    mentre lecca una parte imprecisata del corpo del Dottore)
    Domani per fare un dispetto alla Moratti parlerò di Charles Darwin
    Jazztrain

    L’Orinoco ha un delta, un delta vastissimo e per questo particolarmente famoso, e nessuna foce. (Topogonzo)

    cosa vuoi che potrebbe interessare agli altri della mia facoltà ironica (Topogonzo)

    D’accordo, diamolo per appurato, io sono un fesso (Topogonzo)

    Il giusto colleziona cicatrici, il codardo scudi (Topogonzo)

    avrete sete e sarete dissetati, avrete fame e sarete diffamati
    (no, non è di Topogonzo, ma lo sembra)

    Non mi sottraggo mai alle risposte soprattutto da uno che non ha mai fatto domande. (Jazztrain)

    “…Mi ha cassato due commenti… solo perché ho scritto un periodo ipotetico del tipo “Se Magdi Allam fosse vissuto nell’ottocento sarebbe stato un capo ascaro”
    Jazztrain (
    si tratta di un periodo ipotetico del 69° tipo)

    “Se fossero interessati… mi avrebbero chiesto delucidazini come farebbe… qualsiasi persona che vorrebbe saperne di più”
    Jazztrain (si tratta di un periodo ipotetico del milleduesimo tipo)

    “la verità si costruisce insieme agli altri, nel rispetto degli altri” 

    Il Dottor Malvone

    “Si, sei un’idiota. Talmente idiot da dire “troll” a me, convinto che io ci creda e/o che qualcuno ci creda..” Giamba (in feroce polemica con la grammatica)

    “Te dico solo questo..Nun poi fa na cosa a me e rimane sulla Terra.Nun ce sta più spazio pe te sul pianeta..
    Aspettate qualunque cosa in qualunque monento della giornata..Per il resto della vita. Guardate intorno quanno esci d casa..Anzi fa na cosa..Nun usci’ proprio..I tempi sono cattivi..
    Giamba

    “Cosa hanno in comune i due musicisti? Entrambi suonavano il flauto, entrambi si conoscevano”.
    Jazztrain
    “Prima o poi il veleno che producete vi intossicherà. Morirete poveri e pazzi.” 
    (Jazztrain)

    “Sia chiaro, però, perché non vorrei sembrarle un insensibile: io soffro all’appassire di una begonia, il suo appassire mi sembra davvero morte.”
    Il Dottor Malvone

    “Ho il dovere di presentarmi in pubblico quando ho conseguito un successo nei tornei in cui ho partecipato; ho il dovere di presentarmi quando ho fatto un servizio fotografico particolarmente apprezzato dagli addetti ai lavori. Lemie foto sono state pubblicate persino sui siti esteri specializzati” (Jazztrain)

    “Ti spacci per uomo e invece sei omo.”
    Jazztrain (risoltosi all’estremo oltraggio)

    “Io le mie idee so formarmele da solo”
    Topogonzo (a Naomi Klein, per l’accusa di plagio al suo pamphlet del 2004 sulle magliette tarmate della Diesel)

    “Le scuole private e cattoliche si sfregheranno le mani… L?attuale governo sarà sommerso da una rivolta di piazza che il sessantotto al confronto è stata una bazzecola”
    Amerigo Rutigliano o il sig. Train?

    “Approfitto dello spazio per citare un passo di Piero Calamandrei, tratto dal blog di Grillo “ (Jazztrain)

    Se per voi Marziale è spagnolo allora Virgilio è italiano, mentre Giulio Cesare è romano de Roma, Cicerone invece è burino perché è nato ad Arpino!” Jazztrain

    “L’unica cosa che sa dire il Signor Erasmo è come si coniugano i verbi, come si concordano gli aggettivi, come si costruisce una bella frase ad effetto”.
    Jazztrain
    (non si sa se severo o invidioso)

    “Questa mattina alle undici e mezzo sono stato convinto ad andare a fare colazione”
    L’Adipolfo (insolitamente remissivo)

    “Le rispondo una volta per tutte, mi pare strano che il titolare (N.d.R: del blog, id est Topo Gonzo) capisca benissimo il senso ed il significato di quello che ho scritto e lei no, questo mi fa pensare male”. (Jazztrain alla sig.ra ADA) “S.ra Ada, lei mi fraintende totalmente se pensa che la mia intenzione fosse quella di difendere JT.” (Topogonzo ormai sagace)

    ”Siete degli inetti che ve la prendete con personaggi modesti come Top Ganz e Jazztrain che non fanno nulla di male. Vi sentite forti con i deboli, ma con i forti della blogsfera non siete capaci.”
    Jazztrain

    O contraire, mon petit chou Pirly!
    (TopoGonzo parigino)

    “Come nella dama all’italiana, gli scacchi all’italiana aveva delle regole particolari ”
    Jazztrain

    “non tengo in alcun conto dei vostri malevoli giudizi, o meglio dei vostri ottusi pregiudizi.”
    Jazztrain

    “Il modo migliore per “relazionarsi” con loro è quello di prenderli in giro. Non è difficile perché sono del tutto privi di autoironia e di senso dell’umorismo”
    Jazztrain

    ” sono contento di avere sbagliato perché in virtù di quello che è accaduto oggi ricorderò sempre che mice è il plurale di mouse e che quest’ultimo è un sostantivo irregolare. Non si smette mai di imparare”.
    Jazztrain (convinto di aver cominciato)

    Sorry, you had made a wrong.
    Jazztrain (sta correggendo l’inglese a qualcun altro)

    “Personalmente, è da quando ho l’uso della ragione che m’accorgo dell’esistenza dei fascisti. ”
    Topogonzo

    “Si comportano come quelli che, per vincere la noia quotidiana, andavano su, nei cavalcavia delle autostrade, per gettare macigni ai malcapitati automobilisti che passavano per caso.”
    Jazztrain (sta parlando di noi)

    “Come si spiegano gli errori? Bignamescamente potrei rispondere così: essendo l’uomo un ente finito e limitato, ergo non è perfetto pur essendo perfettibile ed emendabie”
    (Jazztrain)

    “Putin è un dittatore? Non mi pare che abbia commesso un colpo di stato.”
    Jazztrain

    “Francesco Nardi è diventato sucube dei peggior figuri della blogsfera”
    Poi rilegge, e ci ripensa: “Erata corrige: succube”
    Jazztrain

    Ohilà, merdacce, m’hanno detto che è morto uno della vostra brigata. Ovviamente mi dispiace tanto: a troll che muore, cordoglio d’oro.”
    Il Dottor Malvone

    “Purtroppo in nessun altra regione del nostro paese non esiste un festival internazionale paragonabile a quello della città trentina”
    Jazztrain, in cauta discesa per i dirupi della doppia negazione

    “Mai avuto niente da ridire su Andrea Marcenaro, personalmente lo trovo delizioso.”

    Il Dottor Malvone, insolitamente benevolo

    “Non abbiamo proprio capito, noi democratici, che il problema non è frequentare idraulici o candidare singoli operai, ma esserlo davvero?”
    L’Adipolfo

    “Sì, certe volte lo penso: Gramsci e Pasolini, prima o poi, dovranno essere destrutturati, se non si vorrà che la vocazione provincialistica della cultura italiana la isoli dalla globalizzazione, la possa far dannare fino all’incistamento vaticano”
    Il Dottor Malvone (anche noi, Dottore, certe volte lo pensiamo: che lei non sappia cosa scrive)

    “il linguaggio filosofico trascende le regole morfologiche grammaticali”
    Jazztrain

    Sono domande inproponibili e come se dicessi se lei è cretino è non è cretino.”
    Jazztrain

    “per riuscire a parlare coi topi, occorrerebbe squittire. ”
    Topogonzo (dai “Pensieri”)

    “nella storia, la filosofia, la storia dell’arte, la geografia, l’educazione fisica non esistono gli scritti perché sono materie orali”.
    Jazztrain

    “ho imparato una cosa: nel gioco si vince, si perde, si pareggia.”
    Jazztrain

    “non c’è concetto al mondo che strida più e faccia meno scintille di un napoletanto su una pista da sci.”
    Topogonzo

    “Beh ma come puoi pretendere ke un cretino si dediki ad uno sport della mente?? Se la sua mente non funziona del tutto.Credo sia inconciliabile.”
    Un amico del sig. Train, che si firma “8”

    (gli scacchi sono) sempre meglio che guardare programmi cretini o, peggio, guardare i combattimenti di “vale tudo” (o street fighting, dove se le suonano sul ring senza esclusione di colpi) in TV.
    Il fido Totonno

    “Visto che ci tenete, risponderò più che esaurientemente con un’altra domanda”
    (Topogonzo dei miracoli)

    “Oggi si disputa il test-match tra Sud Africa e Italia, per chi non ha Sky può seguire in diretta questo sito (segue link NDR) e “vedere”, si fa per dire, la partita. Buon divertimento.”
    Jazztrain (grazie, sig. Train. Si fa per dire)

    Non bisogna mai sottovalutare Leo Strauss”
    Il Dottor Malvone
    (non ci permetteremmo mai, Dottore)

    Provi solo a sfiorarmi, non so cosa potrebbe accadergli.”
    Jazztrain (temendo le nerbate del precettor Teddy) 

    “le donne sono crudeli” (Jazztrain)

    “Spero che gli studenti interessati non vengano a sapere che un loro insegnante scriva…”
    sig. Train
    (asino tutelare dei congiuntivi)

    “Sono tanti i ragazzi pednolari che la mattina viaggiano per arrivare in tempo alle lezioni”
    Jazztrain
    (che non si pensi che molti viaggiano per arrivare quando capita)

    “in assoluto le bombe alla crema di tornatora la domenica mattina presto sono state il pasto migliore”
    poi, pensoso: “anche i fazzoletti con il gheriglio di noce”
    L’Adipolfo 
    (per la serie: io ho solo dubbi, le certezze le lascio ai magri)

     

    “Occorre quindi  una più maggiore protezione della dignità e dei diritti umani”
    Amerigo Rutigliano

    “Spesso i lettori onnivori non selezionano qualitativamente”
    Jazztrain, lettore anoressico

     

    Mi sono beccato l’epiteto di “buonista”, io, io che sezionavo lucertole vive a undici anni.
    Il Dottor Malvone
    (in giallo le parti superflue della citazione)

    E’ tipico dello stile del signor Train. Si diverte un casino a installare il dubbio nei confronti dell’interlocutore”.
    Un sicofante del sig. Train
    (parlando del sig. Train medesimo)

    “si è fatto ospitare gratis ed amor dei in quel di Fiumefreddo di Sicilia” – Jazztrain

    “Come mai elimina i post scomodi che riguardano la Nirestein. lei dimostra d’essere un depresso stupido ebreo?” (Amerigo Rutigliano)

    “Ma perchè fai sempre confusione piccolo ebreo?  Perchè dilapridi tutte queste parole per costruire scenari visionari e mistificatori della realtà? Sei datato, anacronistico, obsoleto e psicotico piccolo ebreo..Smettila di
    alzare polvere..Te la diraderemo ogni volta..Senza pietà per te ed il tuo bisogno di allopntanare la realtà..”

    Giamba, sul blog di Marcoz

    “Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica”
    Topogonzo

    “Femmine che non hanno alcuna gratificazione nel rapporto sessuale e si danno ala politica per avere potere:
    Esempi: Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Livia Turco.”
    Giamba

    “Quello che scrivi, caro Zio Giamba, è sacrosanto”
    Jazztrain


    “queste polemiche da cortile lasciano il tempo che trovano, sono due personaggi che non hanno alcun spessore e che sono dotati di spirito di patata”  – Jazztrain

    “Il Kossovo era una regione come può esserLA l’Umbria per l’Italia”
    [Romeo Casti].

    “All’ultimo turno come da un pò di tempo mi accade da un pò di tempo a questa parte vado in black-out” –
    Jazztrain

    “La ringrazio per la domanda, che per vari motivi, non potrà mai essere esauriente”. –
    Jazztrain

     

    “il pensare Dio è un atto di Fede perché se fossimo veramente liberi di pensare liberamente correremo il rischio, come direbbe a sua volta Agostino, di finire all’inferno. A meno che tu non possieda una concezione di stampo Deista massonico, ma questo è un altro modo di interpretare Dio”.

    Jazztrain


    “E quello che dobbiamo chiederci è questo: si vive meglio in un paese dove i pidocchi ottusi che devono pagarli lesinano su salari e stipendi o in un paese dove l’entità di salari e stipendi sono sentiti come gli ultimi dei problemi?”
    Topogonzo

    “Il mio scopo è trasmettere good vibrations”
    Jazztrain


    “Io sono di Riposto, ergo non sono di Giarre anche se mi trovo alla Maddalena (SS)
    Jazztrain

    “Ieri mattina, mentre stavo facendo due chiacchiere al telefono con una persona amica, mi viene posta una domanda apparentemente banale, ma non facile da rispondere subito e soprattutto non facile da rispondere per telefono”
    (Un docente di lettere e filosofia nei licei)

    “Noto che ci sono alcuni individui particolarmente attenti a far l’analisi logica, grammaticale e semiologica di ciò che scrivo. A costoro dico solo una cosa: i filosofi non sanno scrivere”
    (Sempre lo stesso docente di lettere e filosofia nei licei)

    “il calcio è malato, è ora di lasciarlo al suo capezzale”
    (Jazztrain)

    “Blog mobbing lo fanno essenzialmente dei commentatori che si inventano fantsiosi nickname con il preciso scopo di seminare zizzania. Sono simili ai troll”
    Jazztrain

    (rivolto a un interlocutore che lo aveva stuzzicato sull’Ariosto) “Canto le donne, le armi ed i cavalier…Lascia stare, nel 1993 mi cimentai nella titanica lettura dell’Ariosto, devo dire che mi ricordi quei cittadini ingrati ad Orlando perché li liberò dal mostro che voleva divorare nuda la bellissima Angelica.”
    Jazztrain  
    (nuda la voleva divorare, quel porco)

    “quel pozzo nero chiamato Topgonzo, dove le caviglie affondano nell’acquitrino delle più saccenti insulsaggini e nello sterco del branco che rifugge vile e intimorito dalle individualità, insomma nelle merdose scorie mobili del moralismo più abietto”
    Topogonzo

    “noi della Cdl siamo stanchi di ammazzare un vitello grasso ad ogni va e vieni di figliuol prodigo”
    Il dott. Malvone
    (agosto 2003)

    “Fu  la prima volta che vidi un concerto jazz per piano solo e fu la prima volta che lo apprezzai per intero” –
    Jazztrain

    “el topon saria pegio ch’el buso”
    Topogonzo (sì, è autentica)

    “Il sud era più economicamente messo meglio del resto d’italia”
    dott. mirage

    “non credo che non esista soggetto al mondo (…) tanto imbecille o sprovveduto da definire “politologo”, chessoìo, Aristotele o Mantesqueieu o Croce”.
    Topogonzo

    “Stellwagen, trascorre spesso il  pomeriggio giocando a dama internazionale massacrando giocatori di medio livello. Io ho avuto l’onore di conoscerlo”
    Jazztrain (ci immaginiamo che l’abbia conosciuto di pomeriggio)

    “Porgere l’altra guancia è esercizio spirituale naturalmente, per definizione direi, del tutto ignoto agli imbecilli, privi nella maniera più assoluta del minimo attributo virile (virile, si badi, non sessuale), etico ed intellettuale non dico per praticarlo, ma anche soltanto per concepirne il senso, troppo alto per la loro abietta condizione. Dunque, parcemus subiectis e continuiamo a porgere l’altra guancia, non perchè – come sostiene qualcuno – il perdono sia facoltà escusivamente divina,  no. Piuttosto perché il perdono è esclusiva di chi è oggettivamente in grado di concederlo e oggettivamente lo concede.”
    Topogonzo
    (e poi sostiene di non scrivere più in su del suo culo…)

    “Cadrò nel qualunquismo più biego ma io ho l’impressione che siano tutti commensali intorno ad una grande torta!”
    BlakAngel
    (sic)

    “Pare accertato che tutti i treni italiani, esclusi i soli Eurostar, marciassero più puntualmente e persino più velocemente di oggi in era fascista”
     (Topogonzo)

    “i grandi musicisti jazz provengono dalla tradizione blues, tradizione nella quale essi con il loro magnifico sound sono impregnati sino al midollo!”
    Jazztrain

    ….ad esempio, sarò curioso di verificare quali riflessi e conseguenze potrà avere l’approvazione della finanziaria sull’opposizione
    Topogonzo

    “I giornalisti italiani se fossero meno corporativi farebbero tante inchieste sul precariato.Purtroppo il giornalismo italiano è in stato comatoso, non fa inchieste, non fa servizi, fa solo opinionismo.Si leggono i commenti di Tizio, Caio Sempronio come se fosse la Bibbia”.
    Jazztrain (testo integrale della cacc… pardon, dell’intervento del sig. Train in un dibattito sul giornalismo sul blog di Adinolfi)

    “La mia intenzione non era quella di scrivere “condicio” bensì “conditio”… per via della pronuncia m’è scappata la in luogo della ”
    Topogonzo 

    “Ombrellari. Per abitudine familiare. Mio padre chiamava così i soggetti che risultano lontani anni luce dal possedere anche solo un ombra della competenza (“know how” diremmo oggi) che il loro mestiere imporrebbe e che invece si danno il tono di possederne a iosa”.
    Topogonzo (Va bene Topo, adesso sappiamo come ti chiamano in famiglia)

    “L’ignoranza di berlusconi è infinitamente grande da raggiungere il sublime”.
    Jazztrain

    “Scelta legittima, ma altrettanto legittimo sarebbe stato meglio tacere”
    Jazztrain

    “Riguardo l’emoticon, è un modo per scherzare” (Jazztrain)

    “il preside… gli ha promesso che gli venga un colpo”
    Topogonzo
    (neanche in casa nostra si trattiene)

    “I pacs sono il piede di porco che scardina ciò che fonda l’autoreferenzialità della tradizione, che è la sua violenza in forma di emarginazione.  Ti basta, omo?”
    Il dottor Malvone

    “Vorrei pubblicamente ringraziare il lettore Castruccio perché ha costretto, nel senso buono del termine, a scommettermi pubblicamente sul sito http: //www.vogclub.c om, ho preso sul serio la sfida cercando di dare il meglio.”
    Jazztrain

    “Miles Davis non accetta, come scrive nella sua autobiografie, certe stronzate anche se queste le trovava divertenti”.
    Jazztrain

    “Gli uomini, più curvano schiena e attributi più diventano suscettibili”
    Gabrielita
    (Gabrielita ha notato che in sua presenza gli attributi maschili si curvano verso il basso, e i proprietari si fanno irritabili)

    “…cui io sono solito rivolgermi direttamente chiamandola M.me, ma che di me parla solo in terza persona indicandomi col termine “topo”
    topogonzo
    (col magone)

    “chi meglio dei sindaci sa se nel loro comune necessitano più autopubbliche? Mi pare che Veltroni e la Moratti ne abbiano già approfittato” (Gianni Guelfi)

    “Sarebbe meglio che ci vendichi San Marino!”
    Jazztrain (ironizzando su una sconfitta della Nazionale)

    “Che differenza c’è tra quelli che hanno ammazzato l’ispettore Raciti e loro? Nessuna differenza, sono dei delinquenti della blogsfera.”
    Jazztrain
    (a proposito di noi)

    “Peccato, non mi riconosco nel cosiddetto pensiero liberale all’italiana”
    Jazztrain

    “Sono venuto a dirvi che siete degli straccioni” (Jazztrain)

    “Lo sanno tutti che Gobetti e Gramsci era gentiliano”
    Jazztrain

    “Erasmo è un furbastro, ed è molto pericoloso” Jazztrain

    “stare a cavallo di un crinale non è comodo perché l’inguine si irrita, e prude o duole. Ma che vogliamo farne, un dramma?”
    Il dottor Malvone

    “Io so chi siete, so come vi chiamate, so deve abitate e so tante altre cose”
    Mario Puzo — no, pardon: Jazztrain

    “Purtroppo nella blogsfera esistono persone stupide che non hanno nulla da fare se non quello di disturbare o di infastidire il prossimo”
    Jazztrain

    “Gradirei che si discutesse del contenuto di quello che ho scritto, non di amenità o di stupidaggini”.
    Jazztrain (si rende conto, sig. Train, della contraddizione in cui cade?)

    “Ha senso dialogare con un provocatore di professione? Io credo di no, poiché questo personaggio, che scrive squallide volgarità sul mio conto nel suo blog fogna, non deve mettere piede qui e che debba essere mandato a fare in culo.”
    Jazztrain

    “Il marxismo non è intollerante perché è una filosofia della liberazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il dogmatismo comunista; il fideismo lo è, non il marxismo, non a caso si parla anche di umanesimo marxista! Il liberismo non vuole regole, perché le considera lacci, legami, etc.”
    Jazztrain (ci piace questo brano perchè: 1) è una bellissima caccola apodittica del sig. Train e 2) contiene quello che molti studiosi indicano come l’unico punto e virgola (;) mai utilizzato dal sig. Train. Che poi sia utilizzato a sproposito, è solo nell’ordine naturale delle cose).

    “a me basta che la bastonata sulla groppa sia giunta al corretto mittente” (Topogonzo)

    “Il corpo è uno dei doni più preziosi che possediamo”.
    Bbmount (amica del sig. Train: ma se dice così non lo deve conoscere di persona)

    “Io fui omofobo, ora non lo sono più, ma temo che l’esserlo stato per tanto tempo abbia compromesso irrimediabilmente quella capacità di rabbrividire, ecc., ecc.
    (Il Dott. Malvone)

    “la posizione di Bush è quella di dire chi è con me, non è contro di me.”
    Jazztrain

    “Ho disperatamente bisogno di un tappo.”
    Gabrielita

    “In italia ci sono troppi opinionisti e pochi giornalisti (chi fa giornalismo serio o muore o viene rapito) un opinionista in meno non è un grave danno per il paese”
    Jazztrain

    “..dopo almeno trentanni, vedo giocare il Brusegana… riconosco solo i colori (biancorosso), nessuno dei giocatori, né del pubblico…”
    Fiorenzo Mazzuccone

    “Che tu sia un avvoltoio, lo avevo capito; tu stesso hai detto che leggi i miei post”.
    Jazztrain, riferendosi a red.cac. (Questa e altre citazioni troveranno spazio nella sezione “autolesionismi”, di prossima istituzione).

    “Giustamente Totonno dice una cosa che condivido al 100%”
    Jazztrain

    “la soluzione, non è di difficile soluzione”
    Jazztrain

    “grazie per essere caduto alle nostre provocazioni”
    Jazztrain

    “tra le tante pratiche da iperfrustrati che esercitate, vi dilettate nell’andare in giro a sottolineare malignamente agli interessati le situazioni che, solo allo spirito meschino vostro e dei meschini vostri pari procurerebbero frustrazione, dello stesso genere lancinante che nella realtà solo voi riuscite a provare”.
    Topogonzo

    “per carità, l’ironia non mi manca”
    Jazztrain

    “vi giuro che se l’avessi trovato davanti”
    Jazztrain (è un sacrosanto periodo ipotetico dell’irrealtà. Fino ad ora il sig. Train se l’è… ops, ha trovato di dietro).

    “Lei mi fa sentire più potente di quanto oggettivamente non sia”
    Jazztrain (
    chiariamo: non si sta riferendo a una sventurata signora, ma sta dando del “lei” a un interlocutore)

    “Direi che la tua sintesi non sia niente male”
    Topogonzo (
    et in Arcadia mus)

    “tra le mie orecchie c’è il mio cranio, tra i miei coglioni il mio pisello”.
    Topogonzo (previa verifica con lo specchietto)

    “Mi piaci sempre di più. Come blogger, perché cosa hai capito?;-)”
    Jazztrain (corteggiando, a modo suo, una ignara blogger

    “Più volte abbiamo detto che gli USA sono una democrazia.Non facciamone un feticcio astratto, perché non vorremmo che in nome della democrazia sono lastricate le strade che portano all’inferno.”
    Jazztrain

    “Accusare Chamberlain di essere fesso non ha senso. Ha applicato in toto lo spirito della politica dell’equilibrio. Il problema era che questa ricetta funzionava nel 1915 non nel 1938”.
    Jazztrain

    “sinceramente, pensavo che una persona che ama frequentare e incrementare la palude di topgonzo abbia addosso decimetri di dura scorza e che perciò le rimanga ben poco di cui scandalizzarsi al mondo, specie in tema buona e cattiva educazione. Cosa che, ad onta dell’ipocrisia topgonzica che sembra dominare anche qua attorno, continuo a pensare”.
    Topogonzo (
    in vena di sintesi)

    “L’eristica è una tecnica retorica che adottavano i sofisti per imporre la loro tesi vera o falsa che sia”.
    Jazztrain

    “abbiate pazienza, perché essa è la virtù dei forti” (Jazztrain)

    Le automobili, che ebbero modo di prolificare rapidamente, divennero sempre più potenti e veloci”
    Un amico del sig. Train

    A me non fanno nemmeno il solletico di quanto sono cretine”.
    (Jazztrain,
    parlando delle nostre battute)


    “Eppure, nonostante i lutti che lo hanno segnato nell’animo e la schiavitù dell’eroina che lo stava distruggendo fisicamente, Evans suonava in modo meraviglioso”.
    Jazztrain (
    questa eroina schiavizzata doveva darci dentro mica male, la porca)

    “A te il letterale sganasciamento farà male, non dubito, ma è altrettanto certo che per il tuo prossimo sarebbe molto peggio se tu usassi prendere alla lettera lo scompisciarti dalle risa.”

    Topogonzo (
    questa è una frase compiuta, riportata integralmente. Non è stata artatamente estratta dal contesto o tagliata)

    “Quando suona il sassofonista Charlie Rouse sta all’impiedi muovendo il piede per vedere se il ritmo è giusto”
    Jazztrain

    “E’ evidente che l’attività scacchistica nel nostro paese è in piena attività”
    Jazztrain

    “Topgonzo ed i suoi miserabili accolit, che sono incapaci di autoironia, devono morire tra atroci sofferenze”.
    Jazztrain – TIE’ (aggiunto dopo, da un redattore partenopeo)

    “Perché alla fine non ci son cavoli: l’abtudine assidua alla lettura finisce sempre per sbarazzarsi dei vincoli e delle censure che possonio averla condizionata all’avvio.”
    Topogonzo

    “Moni Ovada? Veramente Moni Ovada, a pelle, sarebbe pure simpatico, ma dai  noti “maître a ne penser pas” vengono apodittiche preclusioni. No, per carità, Moni Ovada dice troppe stronzate”
    Topogonzo

    “Pirlacchione assume tale intensità che fesso finisce per essere il sottoscritto”
    Topogonzo (sulla via di Damasco)

    “sono stati i maggiori introiti derivanti dalla lotta all’ evasione a far lievitare l’ indicatore della pressione fiscale”
    Gianni Guelfi (Maestro di Topogonzo)

    Gabriellita si diverte a prenderli in giro, e fa bene.” 
    Jazztrain (con invidia)

    Per quanto possa sembrare strano rispetto a Teddy o alla Supervisora, il fondatore e lo Stronzerdam sono nettamente migliori perché non sono personaggi ambigui.”
    Jazztrain (esempio di come l’ignoranza delle regole di punteggiatura possa stravolgere il significato -ammesso ci fosse- di una frase)

    “do dello stronzo solo a chi voglio bene”
    Il Dottor Malvone

    Adinolfi, vedo cha hai grande coraggio, questo dal punto di vista politico paga molto, vedo che sei determinato e coerente, è un bene, perché senza determinazione non si va avanti in politica.”
    Jazztrain (
    sponsor ufficiale della virgola multipurpose)

    “Domani presenterò una stupefacente partita del neo campione di Francia Maxime Vachier-Lagrave; l’unico aggettivo che mi viene in mente è questo: capolavoro!”
    Jazztrain

    I liberisti temono lo statalismo, lo combattono, lo avversano. Se dal punto di vista politico il liberismo è anti statalista, come sarà dal punto di vista etico? Matrimonio statalista, libero scambio dei corpi e del sesso alla faccia dello statalismo di trono ed altare! La mia è sarira politica :-) Paradosso! Libero scambio commerciale, liberto scambio sessuale, WoW
    Jazztrain (garantiamo che quanto precede è completo e in sequenza corretta)

    “Il dettaglio, purtroppo, è che la storia viene scritta dai vincitori.”
    Un amico del sig. Train, a proposito della II guerra mondiale

    “ci vuole un coraggio da Leone (con la elle maiuscola!) a sfidare personaggi infidi, pericolosissimi e infantilmente vendicativi”
    Jazztrain (sta parlando di sé e di noi: magnifica le sue imprese nel tentativo conquistare una malcapitata signora)

    “Dimenticavo: anche Voltaire parla del Santo Prepuzio (Traite sur la tollerance, 1763). Dimenticavo pure: tracce di Santi Prepuzi si rintracciano nelle lipsanoteche di Chartres, nella cattedrale di Le Puy-en-Velay, in una chiesa di Santiago de Compostela, nella città di Anversa, e in altre tre chiese, di Metz, Hildesheim e Besançon. Vabbe’, cazzatelle.”
    Il Dott. Malvone
     (
    se non avesse precisato che sono cazzatelle si sarebbe pensato a sfoggio di cultura

    “Il senso del tutto, a detta dei poveretti, sarebbe il dovere di emendare i fessi. Nel dirlo, essi evidentemente trascurano la semplice verità (forse a loro del tutto ignota) che i fessi di maggior calibro si riconoscono proprio dalla patetica e risibile velleità di misurare la loro superiore qualità intellettuale a paragone di pretesi fessi.”
    Topogonzo

    “Chi non è d’accordo con loro, come avviene al 99%, subito insultano ed insolentiscono.”
    Jazztrain

    “sputano nel piatto dove hanno gozzovigliato”
    Jazztrain

    “prenditi le responsabilità delle tue impressioni”
    Topogonzo

    “Ne sparano di stupidaggini a nastro continuo”.
    Jazztrain

    Nell’ultimo post (13:05) ero stato sbrigativo perché era ormai ora di pranzo, Madonna Ginevra”
    Topogonzo (più che l’amor potè il digiuno)

    “il campione del mondo con i Neri adotterà un impianto solido, a meno che, come è avvenuto contro Morozevich, potrebbero esserci sorprese da parte del campione del mondo”.
    Jazztrain


    “Non c’è niente da fare, in rete diventiamo tutti dei fighetti”
    Il Dottor Malvone 

    “gli elettori non sono poi tanto meglio degli eletti. Quindi prima di guardare la pagliuzza nell’ occhio altrui ecc. ecc.”
    Gianni Guelfi

    “Se io scoprissi un metodo sicuro e pienamente efficiente di ricavare mille gigawatt d’energia dalla fusione a freddo di una briciola di letame di vacca, avrei il DOVERE – civico, cristiano, in una parola umano – di metterne a parte il mondo intero”
    Topogonzo (in nome di Dio, sig. Topo: non interrompa la ricerca)

    E’ anche vero che mi hai inondato più volte di spam il mio blog e che ti sei spacciato persino per musicisti in carne ed ossa.
    Jazztrain

    “Non è colpa sua se suo nipote (lei) è stupido”.
    Jazztrain

    Se vuoi il mio aiuto
    devi spiegare. Lo so l’ho formulato nell’ottica dell’imperativo ipotetico del se vuoi devi, tant’è…”
    Jazztrain


    “…e devo dire che di Otto Kernberg io ho enorme stima.”
    Il Dott. Malvone (
    e Otto ne sarà certamente orgoglione, Dottore)

    “Medita Nardi, medita e soprattutto informati altrimenti farei sempre figure sbarbine”
    Jazztrain

    “La tua mi sembra una reazione viscerale e un po’ forte che non ha una spiegazione logica perché non la comprendo”.
    Jazztrain

    Marcoz, non immaginavo che avevi istinti suicidi. (Jazztrain)


    Nato a Ravenna in tenerissima età, trasferito in Lombardia per motivi di lavoro circa 30 anni fa. Altezza 1,96 , peso circa 100 Kg.
    Paolo Bagnoli, campione di scacchi e amico di del signor Train

    Sono personaggi che non hanno nulla da fare, beati loro che non lavorano”.
    Jazztrain

    Se uno non ha nulla da nascondere, perché non deve pubblicizzare il proprio blog? A meno che… è responsabile di azioni scorrette… e teme di subire vendette e ritorsioni.
    (un docente di storia e filosofia nei licei)

    “Io provo a immaginare in fila per uno i 5.906 democratici italiani che volevano me segretario nazionale del Pd e le liste di Generazione U nell’assemblea costituente e mi emoziono, sarebbe una fila bella lunga.” 
    L’Adipolfo

    “io quando dico buco del culo voglio dire semplicemente buco del culo”
    Topogonzo

    “Comincio a pensare che tu non legga con sufficiente attenzione i miei commenti (…) Ora – bada ben a quel che dico stavolta – io non voglio certo dire che sia il consumismo l’unica o la prima causa dell’incultura civica dominante, ma tu davvero vorresti che te ne elenchi anche solo qualche centinaio, di questi nessi?”
    Topogonzo (minacciosissimo)

    “Questo discorso è avvenuto nella mia mente.” (BBMount)


    “Per quel che mi riguarda i miei commenti sono ironici e paradossali, non a caso chi li giudica incomprensibili non ne capisce lo spirito.”
    Jazztrain 

    “non credo proprio che la mia sia una cultura particolarmente vasta o approfondita, ma se per ipotesi lo fosse, lo si intuirebbe innanzitutto dal fatto che mai mi sognerei di sbandierarla (è questo l’unico vero merito che mi riconosco).”
    Topogonzo

    A Erasmo: sei cretino, non mi interessi, mettiti l’anima in pace. Ciò nonostante, continua a leggermi, mi titilli il counter.
    Il Dott. Malvone

    “c’è stato anche il genio Bobby Fischer che per quanto riguarda lo stile scacchistico, non possiamo considerarlo come un giocatore alla Alekhine, né alla Tal.”
    Jazztrain

    “l’autoironia di cui deficitano i topgonzi sprizza invece abbondante già dal mio nick (i topgonzi questo non l’hanno mai capito) e, se non bastasse, tal tono intenzionalmente verboso, spesso ampolloso, con cui replico loro”
    Topogonzo

    Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica.”
    Topogonzo

    Vi saluto parafrasando un famoso verso del Belli: “Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo”
    Jazztrain

    “Il trucco è stato l’invenzione del femminismo, una visione della vita assolutamente coerente e funzionale alla società della produzione e del consumo, che afferma che la vera gratificazione della femmina avviene attraverso il lavoro ed il guadagno, e non attraverso il compimento della sua funzione naturale, quella di far crescere la vita nel suo corpo e far nascere la vita dal suo corpo. La deriva finale, inevitabile e necessaria, di questo tragitto che mette il denaro davanti alla vita, è l’ esaltazione della degenerazione della femmina al ruolo di prostituta.”
    Giamba

    “Vero è ben, Giamba egregio. La tua analisi è sottesa di profonda melanconia e gronda dell’umanesimo proprio delle anime nobili”
    Topogonzo

    “Quando faccio una ricerca, mi perdo nei dettagli marginali, l’idea sarebbe quella del (as)saggio da meditazione, ma poi m’indugio presso un vitigno atipico, mi pare che la sua atipia possa far ragione dell’intera vigna, e mi faccio felice di una piccolissima vendemmia, un solo barilotto, per me preziosissimo.”
    Il Dottor Malvone (traduzione: anche lui googla)

    “Oggi a manifestare a favore del papa c’erano i nazisti. Mica cazzi. Che si aggiungono agli atei ciellin-ferraristi, difensori degli embrioni di recente ingaggio”
    Topogonzo, tifoso della McLaren

    “E così spesso rischiamo di fare come questa sirena, di restare soli su uno scoglio, con la nostra coda argentata che ci separa dal resto del mondo. Eppure vogliamo solo  essere amati per quello che siamo….”
    Bbmount (sirena: guarda cosa si inventa per non dargliela al sig. Train)

    “Una natura fondamentalmente umile mi impedisce di cedere alla tentazione di pensare che tutte queste molestie nei miei confronti e dei miei lettori da parte della vostra crocchia da “compagni di merenda” siano prova evidente di una qualche forma degradata di invidia, rabbiosa per altro. Rimando il cedimento a pensarlo, ma d’intanto è certo che siete tutti molto divertenti quando sguazzate così nella vostra stessa bile, nella vostra stessa merda”
    Il Dottor Malvone (ha scritto proprio così, “crocchia”, e ha concordato al femminile l’aggettivo, per non lasciare dubbi. Forse voleva dire crocchio, forse cricca. O forse, “un crocchio di ricchioni”: quindi, al femminile)

    “…quando si tratta di confutare qualcosa al suo interlocutore, come tutti gli ometti cui la cervice shareware di cui si dotano non funziona fino al punto di garantir loro l’autonomia di pensiero, non trova di meglio che citare e consigliare i libri che ha letto (ignorando l’ipotesi che ne possano essistere anche altri, di libri, come l’ipotesi che l’interlocutore non spaittelli titoli in faccia a nessuno, non perché non ne abbia da menzionare, ma semplicemente perché non ami farlo”
    Topogonzo (sempre nervoso quando si parla di letture)

    “dopo è spuntato il tesoretto, quando si cominciava a far ordine nelle casse dello stato”
    Jazztrain (dalla lectio magistralis di politica economica)

    “Andò così: dapprima, a mensa, lo fece rimpilzare di fagioli (il suo cibo preferito) al bromuro e quindi, nottetempo e d’accordo col colonnello, lo fece caricare su una lettiga a rotelle e trasferire direttamente alla vicina locale caserma del CAR, dove arrivò che dormiva profondamente, seppur scorreggiando fragorosamente come un cammello”
    Topogonzo narratore

    “Se queste forze condividano o meno il programma e se si impegnano ad attuarlo forse avresti ragione, ma devi dare un contentino alle forze minori altrimenti non correrebbero mai insieme a te”
    Jazztrain (OK, sig. Train: ha vinto lei. Ci ha messo in cotale confusione che non siamo neppure in grado di dire quanti errori abbia fatto)

    “il dialogo va costruito in un tentativo di costruzione della concordia collettiva”
    L’Adipolfo (ovvero: il nuovo linguaggio dei politici della nuova generazione)

    “Non pretendo che il papa condivida e persegua null’altro che i miei punti di vista e che rigetti espressamente quelli che non condivido”
    Sua Bontà Topogonzo

    “Anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio”.
    Topogonzo (citando Adorno pro domo sua)

    “E’ così evidente che lei non capisca che nessuno mette in discussione le sue parole.”
    Jazztrain

    “Vorrei ricordare al titolare che non si permetta mai più di fare infime insinuazioni che offendono la dignità degli altri”
    Jazztrain

    “Pirly… così pirla da farti prudere il culo da quel «come»”
    Topogonzo ombrellaro

    “io sono il noioso topogonzo che detesta i branchi di cani supponenti, soprattutto in quanto abbrancati,  l’ipocrisia dei supponenti, la loro prepotenza idiota ed infantile, la loro vigliaccheria, la loro perniciosa vanità…”
    Topogonzo degli Uberti col dispitto fieramente irato con noi e in particolare con Noi red. cac.; qualora surgesse alla vista scoperchiata un’ombra lungo il topo infino al mento, quello è il sig. Train)

    “Se…mi chiarisce meglio… l’inacchetabile stridore che assegnerebbe Tocqueville e Don Milani a sponde opposte del pensiero sociale, non mancherò certo di provarmi a risponderle”.
    (Topogonzo dubitans cum Ada)

    “Lei si permette… di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Non c’è bisogno nemmeno di attaccarlo al frigo perché quel cartello è già appeso in ognuno di noi e si chiama coscienza”
    In interiore topo…

    “Good Evining” “Good Live”
    Amerigo Rutigliano

    “Non me ne frega un cazzo di dove la mia idea conduca la sinistra”
    Topogonzo duce

    “fra un paio di secoli, quando la gente in Italia avrà riscoperto il gusto e l’utilità di imparare a leggere e scrivere”
    Topogonzo (in vena di buoni propositi)

    “il fatto che (io, cioè lui, il topo stesso) abbia votato qualcuno non ha mai minimamente compromesso questa abitudine di usare sempre e soltanto nientemeno che la mia di testa”
    Topogonzo (ora ti capiamo meglio, topo)

    “La mia tesi è rimasta la stessa dal ’94 a oggi”
    Topogonzo (va bene, Topo: ma forse se la riscrivi ti fanno laureare)



    Accademia

    Questo niblog difende la lingua italiana (e, nei limiti del possibile, qualsiasi altra lingua e dialetto) dagli attacchi dei fessi.
    Viene dichiarata una moratoria unilaterale e a tempo indefinito sull’uso dell’accento acuto (é) in quanto scomodo da diteggiare. Potrà, a nostra discrezione, essere sostituito da quello grave (è).

    Cotesto níblog non se lo sogna nemmeno lontanamente di rappresentare una testata giornalistica, e se qualcuno venisse sostenendolo
    ci offenderemmmo a morte: tra noi c’è chi dichiara di non sapere nemmeno che cosa sia la periodicità, e chi lo sa bada bene a evitarla,
    e questo spiega perché abbiamo una Sig.ra Supervisore, diversi redattori e alcuni columnist impegnati ad aggiornarlo con assoluta imperiodicità o antiperiodicità o irregolarità temporale. Figuriamoci dunque se si tratta di un prodotto editoriale. Andate a leggervi la
    legge n°62 del 7.03.2001: noi ci abbiamo capito poco, ma se tutti i blogger più fighi ne parlano anche noi la  schiaffiamo qui non perché legalmente minacciati da un blogger autorevole che forse capeggia ora e certo un tempo capeggiò {qui l’assoluta mancanza di periodicità genra anche in noi un qualche smarrimento} il nostro albo de’ fessi (aggiornato senza nessuna periodicità), ma perché, come detto, non ci avevamo badato… ed or che ci badammo ce la tiriamo un po’ anche noi. Vi pare, colleghi,  collaboratori e lettori assidui ma imperiodici come noi? 

     

    Continuiamo a non raschiare, ad eccezione degli escrementi del sig. giamba, indecenti anche per le nostre malelingue. In questa maniera, e rispondendo incidentalmente alle accuse di taluni fessi, esercitiamo il nostro senso del pudore, impegnandoci a tutelare i nostri lettori, assidui ma imperiodici come noi, da brutture inutilmente tese a dimostrare l’esistenza del loro autore.   
    SE TUTTAVIA QUESTA RAGIONEVOLE SPIEGAZIONE NON BASTASSE, SPECIFICHIAMO CHE NOI SIAMO GARANTISTI FINO A QUANDO NON INTERVENGANO SUPERIORI RAGIONI DI IGIENE, DA NOI
    INSINDACABILMENTE VALUTATE (no, topogonzo: i sindacati confederali non c’entrano, e neppure i cobas). 
     
    DA OGGI, 23.11.2006, 19:46, VENGONO RASCHIATI I MALTRATTAMENTI CHE IL TOPO INGLIGGE AL FRANCESE E AL LATINO. NON CI RISULTA, PER ORA, CHE ABBIA TENTATO ALTRI IDIOMI. 
    p.s. Ha tentato anche lo spagnolo e il portoghese, con identici esiti. Si raschia (17.06.2009)
    DA OGGI, 28.11.2006, 23:02 VIENE RASCHIATA PER PURO SFIZIO, SOLO OGNI TANTO, E SEMPRE

    A CASO, ANCHE GABRIELITA.
    DA OGGI 06.06.2007, 23:22, VIENE AD LIBITUM RASCHIATO TOPOGONZO SE NON SI PRESENTA APPUNTO COME TOPOGONZO, SENZA STORPIARE IL SUO NOME.      

     

     

  • Lavori in corso…

    ... pazientare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: