MI SIA CONCESSA UNA DIVAGAZIONE

piccola piccola.

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  1. lector

    Visto che siamo in vena di stronzate regionali, eccone una simpatica dal Veneto …

  2. ATTENZIONE!! CONTIENE IMPRECAZIONI CONTRO DIVINITA’ (ma è tutto vero).

    • Come dice Paolini*, in certe zone la bestemmia è un problema di sintassi: se le togli, non sta in piedi il discorso.

      *Marco, non quello sciroccato

      • Un discorso che per reggersi ha bisogno delle bestemmie non è un discorso che meriti di essere ascoltato. In ogni caso, se qualcuno avesse la geniale idea di venire a bestemmiare in casa mia, si prepari a fare quattro piani di scale a rotoloni a calci in culo.

        • Io non bestemmio mai, ma sono abbastanza vecchio da ricordare la diffusione della bestemmia come intercalare nei discorsi dei lavoratori maschi delle classi meno abbienti. La bestemmia era un moto verbale di ribellione all’establishment. Il popolo sentiva confusamente che la religione era oppio, e reagiva così.
          Si deve notare che le radici erano molto profonde, se è vero che l’Inquisizione Romana, esauriti gli eretici, dedicò le sue attenzioni a alcune classi di peccatori, fra cui i bestemmiatori. Ciò avveniva a partire dalla fine del secolo XVI, e Menocchio (apprezzato da un nostro comune amico) ne seppe qualcosa.
          Vedasi: A.Prosperi, Tribunali della coscienza: inquisìtori, confessori, missionari, Einaudi, 1996

        • Il “popolo” – prevalentemente analfabeta o semianalfabeta – sentiva che la religione era oppio? Uhm.
          Menocchio comunque è stato condannato per eresia, non per bestemmia.

        • Menocchio sosteneva che la bestemmia non era peccato, e questo era uno dei capi di imputazione.
          Quanto all’oppio, non mi faccia ostruzionismo. Non ho detto che avessero letto Marx, ho inteso che guardavano alla religione come a un espediente per tenere buoni i poveracci. Adesso per favore non mi dica che conosceva un muratore baciapile e un contadino che andava al Vespro.

        • Non stavo pensando a Marx, ma semplicemente alle capacità critiche e analitiche dei semianalfabeti nei confronti della religione.
          A parte questo, non mi risulta che tra i frequentatori di questo blog che mi obbligano a sentire bestemmie ci siano muratori carrettieri contadini semianalfabeti che non hanno altro mezzo che la bestemmia per ribellarsi all’establishment.

        • red. cac.

          Racconterò un aneddoto, che spero gustoso, in primis alla sig.ra Barbara.
          Nell’anno scolastico 1976-77, quando ancora godevo fama di calciatore non del tutto da strapazzo, fui arruolato dal corso A del liceo M., dove ricoprivo la prestigiosa carica di supplente annuale, come “mister” del team calcistico del corso, per il semplice motivo che volevano smettere di litigare quando si trattava di fare la formazione.
          Con una rivoluzione più che copernicana catenacciara li condussi fino alla finale, che giocammo contro i favoriti del corso E. La partita, grazie alla mia lungimirante strategia che aveva posto i pochi bravi in difesa, finì 1 – 0 a nostro favore davanti a nutrito pubblico, anche perché si giocò un sabato mattina e furono, incredibile dictu, sospese le lezioni.
          Il lunedì, tornato a scuola, mi venne sottoposta una copia de “Il secondino”, stampato a mano da studenti della II A. Vi lessi la cronaca della partita: a un certo punto vi si leggeva, credo testualmente, “grazie anche all’acceso incitamento del prof. G., che dalla panchina invocava la Beata Vergine in termini che facevano impallidire, accanto a lui, il n. 13, il ciellino A.”

          Ecco, da anni avevo smesso di bestemmiare; ma ai tempi in cui il film domenicale lo vedevo nella sala della parrocchia che non frequentavo mai, a Lit. 50 + Lit 10 che mi venivano elargite per la liquirizia, ero costretto, se non sfuggivo alla sorveglianza degli “aspiranti”, ad andare a vespro. Durante il cammino dal cinema alla chiesa si sentivano salire al cielo bestemmie talvolta di acutezza barocca: eppure la maggioranza di noi non aveva mai sentito bestemmiare il padre e tanto meno la madre; donde, dunque, e perché, quella selva blasfema?
          Ricordo anche che alle elementari, lungo i 2 km che da scuola portavano a casa, eravamo in tre a tentar di costringere un amico, che non bestemmiava, a imitarci.
          Insomma, la bestemmia fioriva spontanea e rigogliosa tra il popolo cattolico e comunista, e, a mio modo di vedere, era un moto di ribellione ingenuo e inconsapevole alle regole che a quei tempi erano ferree. Ma era un fenomeno esclusivamente popolare.
          Fino ai 20 – 22 anni, bestemmiavo alla grande, eppure non ero il primo in classifica, e neppure salivo sul podio: questo però solo quando stavo nel mio popolarissimo quartiere, e non lo facevo mai all’università, dove la bestemmia era messa al bando. Ho narrato quell’episodio in apertura perché nella concitazione dell’evento credo sia emersa un’abitudine sepolta, vietata persino quando si giocava a calcio.
          Devo dire che la vicenda non nocque affatto al mio buon nome, che ne guadagnò molto in simpatia e, per strano che sembri, in autorevolezza presso gli studenti, e non solo del mio corso.

          p.s.
          Ancora adesso, talvolta, di fronte a un fastidioso imprevisto, in macchina mi capita di pensare qualche bestemmia. Non sono in grado di giurare che qualcuna non mi scappi ad alta voce: mai se sono in compagnia.
          Mi sono confessato, ora spero nell’assoluzione. Chi siete voi per giudicare?

        • OK, visto che non sono nessuno per giudicare mi asterrò da qualunque commento. Salvo dire che le bestemmie mi fanno schifo e non trovo loro alcuna giustificazione (una volta che una determinata persona per un mese mi ha telefonato tutti i giorni, in quel mese ho perso nove chili, perché alla fine di ogni telefonata dovevo andare a vomitare).

        • Parsifal

          Erasmo, non è che la sua spiegazione sia particolarmente soddisfacente. I più grandi nemici della Chiesa sono sempre stati dentro la Chiesa (poi semmai ne sono stati cacciati), quindi non desta stupore che molti sedicenti cattolici bestemmino.

          Quindi rimane che la signora Barbara e noi non gradiamo e riteniamo la cosa non proprio una pinzillacchera.

          PS Ci accodiamo anche noi all’osservazione sopra di Barbara: non crediamo che il popolo abbia particolarmente sviluppato autonomamente sentimenti anti-religiosi (anti-clericali è un’altra cosa): sono sempre stati istillati da elite anti-religiose.

        • red. cac.

          Mi scusino la sig.ra Barbara e l’ex collega Parsifal, ma se la reazione alla bestemmia va oltre il fastidio – che credo tutti qui proviamo, in maggiore o minor misura – allora la vita nel paese che fino a qualche tempo fa si poteva definire il paradiso della bestemmia dev’essere stata per loro davvero dura.
          Negare poi che ci sia un rapporto tra l’invasività dei preti nella vita quotidiana in Italia e la diffusione della bestemmia (quale che sia l’interpretazione delle sue cause) significa voler semplicemente negare l’evidenza, oltre che una davvero scarsa dimestichezza con i costumi popolari, almeno con quelli di molte regioni d’Italia, soprattutto, per quanto ne so io, con quelle del nord.

        • Sì, confermo: la vita, sotto questo aspetto, è effettivamente durissima. Adesso per fortuna mi va molto meglio rispetto a quando stavo in Alto Adige dove bestemmiano assolutamente tutti, uomini, donne, bambini, bambine e non di rado anche i preti.

        • Non mi resta niente da aggiungere, salvo un rilievo di tenore logico all’ex collega Parsifal. Il suo “quindi” implicherebbe consequenzialità, e mi sembra perciò fuori posto.

        • Parsifal

          Abbiamo scritto due “quindi”. Qual’è quello che non le torna?

        • Io avevo avvertito che il video contiene imprecazioni contro le divinità che, tra parentesi, sono scandite in modo assolutamente incompleto. Detto questo trovo anch’io che le bestemmie siano rimedi inutili, pericolosi e velenosi.

        • Infatti non mi riferivo a te. (ma senza il mio commento precedente, avresti provveduto ad avvertire?)

        • Senza il commento precedente, mi sa che GFS non avrebbe neppure inserito il video (credo che ciò possa essere etichettato come “effetto Streisand”).

          GFS, velenoso, pericoloso eccetera vale anche per chi ringranzia Colui Che È invano?

        • myollnir

          Barbara, una curiosità: bestemmiano anche i tedeschi? Ne sarei sorpreso.

        • @marcoz: inutile si, pericoloso forse e velenoso non direi.

        • I tedeschi bestemmiano in italiano.

  3. lector

    La bestemmia è un atto di vana ribellione contro il destino avverso, sia nelle piccole che nelle grandi cose.
    Ciò premesso, nelle classi alte non è assolutamente consentita. Dovesse più o meno involontariamente sfuggire, ne risulterebbe un definitivo e quasi inappellabile ostracismo.
    Onde non incorrere nel misfatto per forza di abitudine, reagisco di dafault alle martellate sulle dita, mentre appendo alle pareti i quadri di mia moglie, con più innocui pofferbacco, accidenti, accidempolina, ohibò.
    Suppongo che neppure il simpatico “porca vacca”, reso famoso dalla meravigliosa Nicole Kidman di “Australia”, sia ammesso alle cene del Panathlon Club Venezia o alle riunioni della Società del Giardino di Milano.

  4. Io non posso non manifestare un po’ di stupore.
    Per quanto riguarda l’ex collega Parsifal, capisco che il fatto di appartenere a due mondi diversi determini certe differenze che, ribadisco, penso sia il caso, rispetto senza nessuna fatica perché NON BESTEMMIO; se per caso tra me e me agito nella mia modesta capoccia una bestemmia quando vado in macchina e incoccio un fesso da strada, saranno un po’ fatti miei, proprio come il mio futuro in un’altra vita nel caso ci sia. Tuttavia devo, nel dar ragione a quanto detto dall’ex collega Erasmo sul senso della bestemmia tra la gente del popolo almeno al nord, oltre che ovviamente in Toscana, informare l’ex collega Parsifal che se la Provvidenza o la Tuche lo avessero fatto nascere da queste parti sarebbe stato condannato, salvo andare in giro con il cotone nelle orecchie, all’isolamento totale. Venendo a noi ragazzini, le bestemmie erano un più o meno consapevole (più che meno) a quanto ci asfissiavano i preti, ai tempi miei e da queste parti, sulle fiamme dell’inferno che ci avrebbero avvolto ad ogni similare imprecazione. Sarà stato forse un moto apotropaico, non so, ma c’era chi gareggiava in agudezas rendendole più barocche, talvolta con notevoli manifestazioni di genio. Se per caso Dio non è il dio di Bergoglio, dopo il quale non è più chiara la gerarchia dei peccati, penso, ipotizzando che esista, che non si voglia assumere la responsabilità di infliggere le fiamme eterne in base alla località dove ha deciso lui provvidente di deicere ognuno di noi.

    Alla sig.ra Barbara, che non mi sembra uno spirito religioso nel senso dell’ex collega, e fa appello a questioni di buon gusto o piuttosto di vomitevoli suoi nemici, se tanto le ha reso dura la vita il nominalismo altoaetisino, mi congratulo con lei le splendide condizioni che dimostra ai pranzi redazionali: evidentemente sopporta meglio dei flatus vocis il giogo spesso pesantissimo dei fatti. E per questo la invidio.

    Non so se certe abitudini abbiano un nesso con l’italica incultura; nel caso lo avessero, me ne sento responsabile in minima parte; mi chiedo però a quali vertici arrivino lo scandalo e il disgusto, se tanto in alto salgono per questa declinante pratica, quando ci si trova di fronte a mali ben peggiori… e qui si fa una distinzione politica e sociale, ovviamente, e non religiosa.

    Spero non offenda nessuno la precisazione della mia sorpresa per il puntiglioso dibattito, che invano ha tentato di alleggerire, con il talento che gli conosciamo, il vile e scalcinato, aiutato in non minima misura dal sig. Sagredo.

    • myollnir

      Mi spiace avere scatenato involontariamente tutto ‘sto casino. Giuro che anche in Piemionte la bestemmia è parecchio diffusa – la mia posizione è praticamente sovrapponibile a quella di Red. Cac.; aggiungo che qui l’attributo “classico” è “Faus”, che vuol dire falso, bugiardo, insomma un lamento più che un insulto vero e proprio. Tra l’altro, una cosa buona della religione è che non usa le parole a caso, perciò – qui chiederei una consulenza a Parsifal – se il comandamento non vieta di bestemmiare, ma di pronunciare il nome di Dio invano, allora, per come la interpreto io, una bestemmia che chiede ragione, per esempio, di un figlio morto in guerra potrebbe essere molto più tollerabile, per dire, del calciatore che si fa il segno della croce prima di tirare il rigore.
      Comunque: posto anch’io un’insegna curiosa, con l’avvertenza per Barbara e per Parsifal che è meglio se non cliccano sul link.
      per evitare che si apra accidentalmente, ho anteposto una X.
      xhttp://tinyurl.com/gratmsf

      • Insegna inattaccabile.

      • La malizia è negli occhi di chi legge

      • Paoletta

        Io non sono sconvolta dalla verità,anzi ringrazio lector per averla scritta.solo mi chiedo se si sia mai chiesto,quando andava a mignotte, se la tipa con cui stesse fosse davvero consenziente oppure una vittima di qualche pappone.dopotutto si ha di fronte un altro essere umano.Logico che scopare è bello,basta non farlo a spese di chi è più vulnerabile

        • Paoletta

          Scusate ho sbagliato thread

        • lector

          Avevo diciassette anni, signora Paoletta.
          I grandi dilemmi esistenziali mi sono venuti molto, ma molto più avanti, quando ho ricevuto la prima cartella di Equitalia.

        • Paoletta

          La sua risposta mi conforta,sig lector.io in posti come pattaya,dove arrivano aerei pieni di adulti viziosi per andare con i minorenni,ci andrei con il ddt

        • lector

          Nel mio caso, fui un minorenne che andò con adulte a pagamento.
          Accadde così. Ero ospite a casa di un amico a Sao Paulo del Brasile.
          Una sera, lui ed altri compagni d’avventure, mi portano a mia insaputa in Avenida da Consolaçao, dove c’era il Puteiro da Tia Olga, un postribolo assai di voga tra i ragazzi della Sao Paulo bene, quelli che studiavano prevalentemente nel Colegio Dante Alighieri, per la cronaca ancora oggi la scuola “in” della città, fondata da un italiano.
          A causa della mia giovane età, della mia relativa inesperienza e della provenienza dall’Italia, sapevo dei famosi “casini” solo “de relato”.
          Dopo aver salito la lunga scala dritta che dall’ingresso sulla strada conduceva agli ambienti “caldi”, mi trovai di fronte a un salotto pieno di giovani ragazze discinte, coperte solo da minute sottovesti trasparenti e prive di biancheria intima.
          A quel punto, i figli di buona donna si guardano tra loro e iniziano a dirsi “No, questa sera non c’è nulla di speciale. Andiamo via, che non ne vale la pena” “Sì, sì, andiamo via”.
          Al che io mi giro e come una fiera inizio a ruggire: “Voi fate quel che volete, io da qui non mi muovo. Finalmente ho trovato il mio Paradiso e non ho alcuna intenzione di rinunciarci”.

        • lector

          Ecco il luogo galeotto …

        • myollnir

          Se altri ex-redattori postassero la fotina del casino preferito in street-view, si raggiungerebbero facilmente i cento commenti, oltre a fare servizio pubblico.
          Io, se mai raggiungessi l’età pensionabile, andrei a festeggiare qui (solo che probabilmente avrò 90 anni).
          http://www.club-globe.ch/main/girls/

        • lector

          @Myollnir

          Purtroppo è chiuso da un pezzo e la tenutaria è morta. L’ho scoperto sempre da Internet. L’articolo in portoghese di cui ho fornito il link due commenti più sopra, è del 1997 e allora “Tia Olga” risutava avere già 70 anni.
          Sicuramente oggi ce ne saranno di nuovi e di migliori, ma dovrei informarmi dai miei amici di allora.

        • Va’ là, mi ci metto anch’io:
          https://www.realdoll.com/

        • myollnir

          Cento!

        • red. cac.

          Questo sta diventando un thread postribolare.

          Mi limito, non avendo bordelli da indicare, a un particolare che ho gustato seguendo il link del sig. lector alla folha de São Paulo: “Os rapazes não precisam mais se iniciar por aqui, pois as namoradas cuidam disso”.

          È una banalità, d’accordo, ed è vero anche qui – per quanto, come in Brasile, la prostituzione continui a prosperare anche senza l’antico compito di iniziare i giovani virgulti – ma trovo geniale il verbo cuidar con la molteplicità dei suoi significati, cosicché resiste una piacevole ambivalenza anche quando ti dicono, se le informi che non ti senti bene “gostaría de cuidar de vc”. Ti piace pensare che voglia dire guarda se vengo io a cama para de ser doente.

    • Non so se è pertinente.

      Verso la fine della sua vita, la Senatrice Lina Merlin andò in televisione, credo da Maurizio Costanzo. Come è ovvio, si parlò della chiusura dei casini, e le vennero fatte le solite obiezioni: adesso sono sui marciapiedi, ci sono più malattie veneree, eccetera. L’anziana signora cominciò in modo virtuoso: ma credete veramente che io pensassi di abolire la prostituzione, la questione era che lo Stato non può farsi prosseneta, eccetera eccetera. Ma verso la fine, messa alle strette, perse le staffe, e se ne uscì con un memorabile: “e chi li obbliga a andarci, questi sporcaccioni?

      Ripeto: Non so se è pertinente, e non so se è impertinente.
      Mettiamoci magari un OT.

      • Certo che è impertinente, verso di me. Chi lo obbliga a pensare qualche bestemmia, se pur raramente?

      • Cosa vuol dire prossenenta?

      • lector

        La senatrice Merlin, per scelta o per necessità, era assolutamente ignorante in materia di fisiologia maschile.

        • lector

          @Barbara

          Guardi, signora Barbara, lo farò io.
          Mi sembra giusto, dato che sono io l’intruso.
          Del resto, non si preoccupi, l’esperienza mi ha insegnato che nei confronti del genere femminile la verità è l’unica cosa che proprio non si può dire.
          Se lo faccio, è perché non ho più nulla da perdere.
          Ma sono perfettamente conscio che le donne preferiscono di gran lunga le confortanti bugie, al desolante squallore della realtà. E’ nei loro geni.

      • La verità però è che con la chiusura dei casini la diffusione della sifilide è crollata del 70%. Per ragioni ovvie: i clienti non ne volevano sapere di usare i preservativi e le padrone dei bordelli ovviamente accontentavano i clienti vietando alle puttane di pretenderli. Quando le puttane si ammalavano – e coi quei clienti impestati era inevitabile che prima o poi si ammalassero – venivano buttate fuori; non avendo risorse finanziarie, dato che la metà degli incassi andavano alla padrona, e loro erano obbligate ad acquistare tutto allo spaccio del casino a prezzi doppi e tripli, non potevano fermarsi a curarsi ma erano costrette ad andare a battere il marciapiede, aumentando ulteriormente la diffusione. Chiusi i bordelli, gestendo in proprio il mestiere, pretendendo l’uso del preservativo, fermandosi a curarsi nei casi, diventati molto più rari, in cui si ammalavano, perché avevano risparmiato soldi abbastanza da poterselo permettere, la diffusione della malattia è crollata. E concordo pienamente con la senatrice: chi diavolo ti obbliga ad andare a puttane?

        • Aggiungerei anche: come fa a piacerti?

        • Nessuno mi obbliga: se ci vado è perché ci voglio andare. Premesso che sulla chiusura dei casini sono d’accordo, aggiungo anche che sarei d’accordo pure sull’abolizione della prostituzione, e per questo ritengo non peregrina la similitudine con i casini. Si possono infatti chiudere, ma la prostituzione continuerà a prosperare, e oggi, in tempo di migranti, in forma anche peggiore di quella dei tempi delle case chiuse, se non dal punto di vista dello stato “etico” certamente sul piano delle conseguenze sociali e anche morali. Ma non verrà mai abolita, così come la bestemmia, quando verrà soppiantata – e ci siamo vicini – cederà il passo a ben più gravi coruttele del linguaggio e della mente, com’è già dato vedere oggi spulciando fb, dove non si leggono bestemmie ma cose molto peggiori. Preciso – non si sa mai – che non sto propugnandi la diffusione della bestemmia su fb, e che non intendo precisare quanto assiduo od occasionale o addirittura vergine frequentatore di puttane sia io. È irrilevante.

        • Si suppone che il commento precedente sia di red.cac.

        • myollnir

          Non conosco questa statistica, però non sono sorpreso che la sifilide sia crollata – ma ora è in gran ripresa, BTW.
          Se non sbaglio la legge Merlin è dei primi anni ’50 (53?), mentre la disponibilità in Italia della Penicillina, che la stronca in una settimana, è della fine degli anni ’40 (in guerra ce l’avevano solo gli Americani).
          La cosa positiva è che la maledetta spirocheta è uno dei pochi patogeni che non ha svuiluppato una farmacoresistenza agli antibiotici.

        • La legge Merlin è del 58, quindi la penicillina era disponibile da una decina d’anni. Il problema, come detto, è che nei casini, oltre ad ammalarsi molto di più, non avevano la possibilità di curarsi. Adesso sì, è di nuovo in aumento, prima con le prostitute schiave albanesi, adesso con quelle, sempre più o meno schiave, immigrate di ogni provenienza.

        • myollnir

          Non posso che inchinarmi alla saggezza antonomasica dell’A.T., nondimeno la lue è in forte ripresa anche in Paesi non gravati dalla prostituzione dal Terzo mondo e, fra l’altro, anche nelle comunità omosessuali maschili, pur in presenza di un forte calo di incidenza (cioè di nuovi casi) di AIDS.
          Però mi pare difficile che allora non si esigesse il “rapporto protetto”, anche in considerazione che la pillola era di là da venire e l’unica alternativa era il vietatissimo e pericoloso aborto (quante ne ha ammazzate il prezzemolo!), e i controlli sanitari erano obbligatori nei casini, e le cure non solo gratuite ma obbligatorie – lo sono tuttora, fra l’altro, e sono le uniche assieme ai trattamenti psichiatrici coatti, che sono molto più difficili da ottenere; solo che le leggi sulla privacy ora vigenti sono in conflitto con l’obbligatorietà delle cure. Che è una ragione, non l’ultima, della recrudescenza di questa e di altre malattie veneree.

        • Suggerisco la lettura di “Ritratto a tinte forti” di Carla Corso, dove si possono trovare molti dati importanti e itneressanti.

        • Rodotà el ne gà impestà.

        • Aggiungo che l’aborto era vietatissimo ma più o meno tutte le ostetriche lo praticavano. E confermo che nei casini il preservativo era inesistente.

        • Odio, cossa zé che’l ga fato?

        • El ga fato tute e regoe e regoete suea pràivasi, parcùi tuti i pol vedar tuto de ti, ma ti ti ga da firmar toneate de carte scrite in caràteri cei se ti vol curarte un brufoeto.

        • Ah, gera a proposito dea praivasi, scusa, no gavevo capìo. Zé che chel’omo l’è talmente mona e el ghe ne gà fate e dite talmente tante che no zé miga fasie ricordarsee tute.

        • Ad uso dei foresti: “impestar” significa contagiare di una malattia, ma, se usato per le malattie veneree, non occorreva specificare la patologia. Bastava il verbo: el me gà impestà.

        • myollnir

          Che in Piemonte ha dato origine ad una barzelletta, visto che “impestà” significa anche “in piedi seduto”.

        • lector

          @Barbara
          “chi diavolo ti obbliga ad andare a puttane?”
          Le rispondo, o almeno ci provo, rinviandola al celebre pezzo di Paolo Barnard, divenuto un classico sull’argomento e che suscitò una marea di polemiche quando apparve sulla stampa e nella blogosfera.
          Giusto o sbagliato che sia (scade sicuramente nel ridicolo delle proprie semplicistiche conclusioni), riflette esattamente la Weltanschauung maschile più diffusa in proposito, che piaccia o meno alle donne (sicuramente non piace).
          http://www.uominibeta.org/contributi/sono-andato-a-puttane/

        • Paolo Barnard quello che fa i film per “documentare” i mostruosi crimini israeliani contro i poveri indifesi palestinesi? Quello che alla fine del film grida: “Cosa deve fare un giornalista degno di questo nome? Questo!” e raccoglie un sasso e lo scaglia verso la postazione israeliana. Guardi, neanche sotto tortura. E non faccio fatica a credere che una simile fogna possa avere una donna solo pagandola. E non faccio neanche fatica a credere che i mezzi uomini preferiscano le prostitute, anche se loro si illudono di essere uomini interi.
          Sia ben chiaro: non nutro assolutamente il minimo disprezzo nei confronti delle prostitute. Disprezzo solo i mezzi uomini che ci vanno.

        • E ci mancherebbe che un attempato troione disprezzasse le colleghe.

        • Ehi, non facciamo confusione tra professione e passione, per favore!

        • Paoletta

          pare che, per salvare il mondo, secondo Barnard dovremmo adeguarci alla fame maschile…ma nemmeno per il cazzo (passatemela questa, ci sta tutta). Mica siamo la Caritas.

        • Paoletta

          pardon, ma ho sintetizzato la Weltanschaung femminile.

        • Non conosco il sig. Barnard, ma credo che Lei abbia tutte le ragion di questo mondo, sig.ra Paoletta.
          Sia lecito tuttavia dire che la fame femminile, dato e concesso che sia, per ora, meno diffusa di quella maschile, è tuttavia più famelica e difficile da saziare.
          Presto ci vorranno i prostituti o puttani che dir si voglia, e pare che la chimica soccorra.
          Tuttavia, per ora si preferisce cercarli ai Caraibi o in Brasile, donde arrivano poi ipocrite foto incentrate sulla flora più che sulla fauna.
          Ma noi, anche quando ormai fuori gioco, saremo più magnanimi di quanto siano sempre state le donne con noi.

        • lector

          @Paoletta

          Ha sintetizzato bene.
          Infatti, avevo premesso che la “soluzione” proposta da Barnard era ridicola nel suo semplicismo.
          Uomini e donne sono due universi paralleli che credono di avere qualcosa in comune, solo perché indotti dagli stimoli riproduttivi, ciascuno secondo la propria visione del mondo che non ha nulla a che fare con quella dell’altro.
          Se il maschio tipico in salute non fosse perennemente alterato e sotto effetto del testosterone, ossia sano di mente, probabilmente preferirebbe di gran lunga pesca caccia birra calcio e altri gradevoli svaghi alla compagnia del gentil sesso.

        • Se il signor Barnard ha fame, gli suggerirei di placarla col sacrosanto lavoro delle mani. Non che io abbia qualcosa in contrario a placare appetiti, ma preferisco farlo con gli uomini: anche lo stomaco di noi attempati troioni ha dei limiti invalicabili – e ci sono uomini dotati di Weltanschauung tutt’altro che incompatibile con la nostra, fidatevi che ci sono.

        • @Barbara

          Indubbiamente, ci sono. Sono i simulatori perfetti. Com’è noto, il mentitore perfetto è colui che mente persino a se stesso. Il segreto di Giacomo Casanova era quello di convincersi di essere veramente innamorato delle donne che seduceva. Di converso, ci sono pure le perfette meretrici, quelle che danno all’uomo esattamente ciò che vuole e come lo vuole. Impagabili.
          Quand’ero ragazzo, ero diventato molto bravo a fingere, non appena scoprìi che era quella la chiave per non andare mai in bianco. A sgrezzamento avvenuto, non ho memoria di una che non si sia cascata. Lo facevo per necessità, dato che non disponevo delle somme necessarie per ricompensare proporzionalmente alle mie continue esigenze delle brave professioniste “usa e getta”. Pertanto, poi dovevo sorbirmi pure i “danni collaterali” e sono stati tanti. Troppi.
          In ogni caso, avendo viaggiato assai in gioventù, ho potuto sperimentare di prima mano le sensazioni che provava un uomo italiano prima della Merlin e posso garantire che sono state quelle più divertenti ed entusiasmanti della mia vita, soprattutto quando condivise con dei sinceri compagni di bevute e d’avventura.
          Oggidì, che la fatica supera il gusto, posso finalmente permettermi il lusso di dedicarmi ad altro e ignorare quasi del tutto questa penosa esigenza della fisiologia di un uomo.

        • In tempi non sospetti, quando si trattò di dare consigli a un nostro comune amico sulle tecniche di acch… di seduzione, dal piccolo della mia modesta esperienza suggerii di mentire, mentire, mentire.
          Forse del vero c’è, in quel che dice il sig. Lector.

        • Questa me la segno. Non avendo i soldi per le puttane, si arrangiava a fare il seduttore.

        • lector

          @Erasmo

          Guardi che vivere nella menzogna sistematica è molto, molto faticoso. E’ uno stato di stress continuo, che logora e infine arriva pure a togliere la soddisfazione del risultato.
          Soprattutto quando si devono gestire situiazioni multiple.
          Vuole mettere quanto più comodo e sicuro sia pagare?

        • Dio mio che squallore. Credo che per un po’ mi asterrò dal commentare, e forse anche dal girare da queste parti, perché siamo molto molto molto al di sotto di quanto il mio stomaco possa sopportare.

        • lector

          @Barbara

          Guardi, signora Barbara, lo farò io.
          Mi sembra giusto, dato che sono io l’intruso.
          Del resto, non si preoccupi, l’esperienza mi ha insegnato che nei confronti del genere femminile la verità è l’unica cosa che proprio non si può dire.
          Se lo faccio, è perché non ho più nulla da perdere.
          Ma sono perfettamente conscio che le donne preferiscono di gran lunga le confortanti bugie, al desolante squallore della realtà. E’ nei loro

        • myollnir

          Io non sarei così tranchant (non voglio dire moralista, non te lo meriti). Pur non essendo un utilizzatore del servizio, neppure nei non rari periodi di magra, non vedo il motivo di contestare una transazione commerciale fra due adulti consenzienti. Che me ne frega? Fatti loro, come sono fatti loro quelli delle bianche – inglesi in testa – che vanno a cercare il brivido nero in Costa d’Avorio e Paesi limitrofi, o nei Caraibi.
          E poi, parecchi uomini che stimo molto sono stati dei grandissimi puttanieri: fra gli scrittori, su tutti Simenon e Buzzati. Quest’ultimo per timidezza patologica da uomo delle montagne, poi finì per sposare una che, oggi, l’avrebbe portato dritto in galera per pedofilia.
          C’è tutta una letteratura sulle puttane e i casini che, lo devo dire, mi affascina.

        • myollnir

          Se posso citare un altro mito della mia infanzia, George Best: “In my life, I spent millions on birds(*) and drinks. The rest, I have squandered”.
          (*) In inglese “uccelli” ha un significato opposto che in Italiano.

        • Prima volta che lo sento. Dev’essere un modo di dire dell’Irlanda del Nord.

        • myollnir

          Per i frequentatori più giovani:

        • Qui c’è libertà di opinione, nell’ambito del lecito, che non, ripetesi: non coincide con la morale comune o personale.
          Ci volete venire? siete i benvenuti. Non ci volete venire? ce ne dispiace, ma sopravviveremo.
          Intrusi non ce n’è.

        • Tutti mentono, uomini e donne: a volte gli uomini sono costretti a farlo più spesso.
          Ricordo un vecchio sketch di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello che trattava esaurientemente questo tema, quello della bugia. Per dimostrare come l’assenza totale di sincerità fosse presente fin dagli albori della specie umana, i due attori si misero nei panni (scarsissimi) di Adamo ed Eva, con lei che faceva cadere la grossa foglia di fico “indossata” da lui, portando allo scoperto che sotto ce n’era una molto ma molto più piccola.

          Detto questo, sig. Lector, per favore, la finisca di dire quello che pensa.

        • red. cac.

          Sottoscrivo quanto scritto da redazione. Non ci sono intrusi.

        • lector

          Mi spiace. Non era mia intenzione disgustare la signora Barbara.
          Non sono spregevole. Mi disegnano così.

        • @myollnir

          In proposito, le vendo per come mi fu dato un simpatico aneddoto che era solito raccontarci uno tra i miei numerosi professori di lettere, tale prof. Busetto di Venezia. membro di spicco del PCI locale ma anche incorreggibile goliarda.
          Quand’era studente , il Busetto e alcuni suoi compagni di università, erano soliti frequentare un postribolo padovano molto in voga tra gli universitari perché noto per essere pulito, disporre di ragazze piacenti e praticare prezzi ragionevoli.
          Una sera, mentre erano tutti seduti nel corridoio in attesa dell’agognata marchetta, da una delle stanze ti esce nientepopodimeno che Concetto Marchesi. D’istinto, loro si alzano tutti in piedi e lo salutano all’unisono con un rimbombante “Buonasera Professore!”. Lui, senza minimamente scomporsi, li guarda con aria disgustata, si aggiusta la cravatta e poi esclama; “Gli uomini, Tutti maiali!”. E se ne va.

        • myollnir

          @Lector: L’aneddoto è simpatico, ma mi è stato raccontato identico da mio padre, a proposito del Magnifico Rettore dell’Università di Perugia, immagino negli anni ’40. Penso che sia una leggenda ricorrente (ne conosco altre simili).

        • A me hanno raccontato di uno stimato professore che di cognome fa Busone e, naturalmente, va a trans.

        • red. cac.

          Anche Busetto, volendo, può andare a trans. Basta che ne trovi uno con la dotazione di Topo Gonzo.

  5. Da ateo so bene cosa si prova, Parsifal e Barbara. Nelle stesse regioni l’uso della parola “terrone” é ancor piú frequente delle bestemmie.




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    (2), FESSI E NO, ALLA CHIOSA ANCHE CRITICA. NOI NON RASCHIAMO.

    (1) Il blog si chiama “Topgonzo”, il nostro fesso preferito è invece TOPOGONZO, il quale, chissà perché, insiste a firmarsi TopGanz.
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    LA PENNA D’OCA

     

    Di Roma mi piacciono i monumenti, ma soprattutto mi piacciono i Romani“. E’ gentile da parte sua avvertire prima, Signorina. Abbiamo allertato tutti i nostri amici e conoscenti, là nella Città Eterna.

    All morons hate it when you call them a moron. – J.D. Salinger

     

    E’ impossibile sottovalutare il sig. Train, perché mentre voi lo giudicate in base alla penultima cazzata, lui ne ha già detta un’altra più grossa.  –  Zenone Eleatico.

     

    Non si può pretendere che il maiale si diverta alla sagra della porchetta. – Un redattore di Topgonzo


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          Award granted by Mr. Raccoon.
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     CITAZIONI
    (Ci siamo accorti che ormai le citazioni dei nostri fessi sono autentico oggetto di culto nella blogosfera. Sempre più spesso si trovano utilizzate in post e commenti. Dovremmo virtuosamente invitare a citare la fonte –  non noi, ovviamente, ma gli autori – ma noi non siamo virtuosi. Usatele in libertà, e procurerete un po’ di divertimento.
    Ricordate che sono tutte rigorosamente autentiche e testuali, salvo espressa indicazione contraria)


    “probabilmente non sai neanche cosa avrai detto mai per essere contraddetto. Se tu avessi davvero voluto intendere qualcosa di diverso da quel che hai scritto nel post, avresti scritto qualcosa di diverso da quel che intende chiunque legga.” – Topo Gonzo chiosatore

    “Fiumi di inchiostro sono stati gettati riguardo questa unica resgistrazione” – Jazztrain

     “Ciao Fratello, dovevi sentire il profumo che emanavano questi dolci. Pensa alla delicata ricotta, ai raffinati candidi fatti in casa, alla glassa sopraffina etc. etc. ai cappucci fatti in casa! Approfitto dello spazio per augurarti un fraterno augurio”. – Jazztrain


    “Il folle assassino senza volerlo mise fine una volta per tutte a una stagione irripetibile aprendo un vuoto che non è mai stato più colmato.” – Jazztrain


    “Guardi, non mi interessa affatto replicare, non la considero una persona particolarmente interessante e particolarmente intelligente da considerar
    lo come interlocutore, per me lei è solo un noioso rompiscatole pieno di boria e saccenza.” Jazztrain, 31.3.2009

    “Ho letto en passant alcuni commenti da parte di qualcuno che ha spudoratamente torto marcio, e ovviamente non meritano alcuna risposta per la loro estrema pochezza”. – Jazztrain

    “Scomparso esattamente 10 anni fa, vorrei omaggiarlo pubblicando alcuni video che lo vedono come indiscusso e controverso protagonista.” – Jazztrain

    “Per Don Peppino: personalmente sono lusingato che voi dedichiate il vostro prezioso tempo a disposizione nei miei confronti. Vorrei farvi notare che qui spreca malamente il suo talento dando retta a dei oziosi perditempo.
    – Jazztrain

    “Mi spiace, non so scrivere qualcosa di più chiaro di quel che ho già scritto e che quindi posso solo ripetere qui di seguito”. – Topo Gonzo

    “noi occidentali abbiamo a presunzione di reputarci migliori rispetto alle altre società, per questo motivo ci illudiamo illuministicamente di imporre dall’alto le nostre usanze. Gli effetti in realtà vandeane sono deleteri e controproducenti.” – Jazztrain

    “Passavo di qua per caso: scopro che avete la faccia tosta di parlare” – Jazztrain

    La nostra disciplina non è affatto ben conosciuta perché i giornalisti s’ interessino realmente affinché la dama internazionale possa avere la copertura mediatica che merita.” – Jazztrain  (che ci fa così comprendere come mai i giornalisti girino alla larga)

    “Solo gli sciocchi ridono di queste cose” – Jazztrain (commentando un brano in cui si rideva di lui

    “Di storici ne conosco parecchi, proprio oggi sono stato in compagnia di uno dei maggiori del Nord Sardegna, una persona squisita ed umilissima nonché coltissima”. – Jazztrain

    “Nemmeno Alfred Hitchcock avrebbe potuto immaginare una cosa simile: un titolo deciso all’ultimo turno quando sembrava che i giochi erano ormai fatti.” – Jazztrain

    “sarebbe un sito pedagogico di scacchi organizzato da istruttori della FSI il cui scopo sarebbe quello di trovare metodologie per incuriosire e coinvolgere i ragazzini che vorrebbero imparare a giocare a scacchi.” – Jazztrain (palpabilmente dubitoso)

    “Bisogna Cacciar fuori il rospo che ci rode” (Topogonzo)

    “Ogni tanto non farebbe male ricordare una tantum a costoro di essere dei poveracci, sembra che se la prendano moltissimo”.  – Jazztrain con Malvone (e perché dovremmo prendercela? saranno pure fatti vostri se siete dei poveracci)

    “In futuro consiglierei a chi copia i link senza capirli di informarsi meglio e di evitare di scrivere fesserie, altrimenti si commettono brutte figure.” – Jazztrain 

    “L’istituto dell’immunità, infatti, è un derivato della prerogativa di sacralità ed inviolabilità del Re” – Il Dottor Malvone

    “Trattasi di parvenu cui non è stato concesso di accedere a certi anelati contesti e che di ciò hanno conservato, nel freezer della loro anima nera, un profondo rancore e il miserabile, bilioso giuramento di farne cruda vendetta. Sono imbecilli facili alla frustrazione e intessuti di male, la quintessenza della banalità del male.”  – Topo Gonzo (si riferisce alla piccola borghesia berlusconiana)

    “Devo dire, controparafrasando Boileau, che “ogni volta che leggo questa arringa mi compiaccio delle mie scritture” ma soprattutto dell’essere nato uomo e non verme, grazie a Dio”. – Topogonzo

    “Garantisco che il dubbio è da sempre la mia più fedele compagnia, almeno da quando ho l’uso della ragione. Motivo per cui quello di avere torto o di non aver capito le ragioni degli altri mi accompagna ogni volta che discuto con qualcuno. Immancabilmente, puntualmente.” – Topogonzo

    “Simpatica la battuta :-D” – Jazztrain

    “Mia figlia – annuncia Antonio Socci – si trova in coma all’ospedale di Firenze per un inspiegabile arresto cardiaco”. Dispiace tanto, ma non dovrebbe essere un problema. Due suore, un sondino nasogastrico e sia fatta la volontà di Dio. – Il Dottor Malvone

    “non può pretendere di imporre agli altri una conoscenza che non mi compete .” – Jazztrain

    “Voi siete intolleranti, ottusi, presuntuosi, antipatici, odiosi, bugiardi, malevoli, disonesti, ricattatori.
    Siete la melma putrida della blogosfera. ” – Jazztrain
    (chissà di chi parla)

    “Mi riferivo a quel tizio di 67 anni che fa morire di inedia i piccioni. Sarà un misantropo.” – Jazztrain

    “Se la mia squadra del cuore avesse comprato i campionati di calcio o avesse barato chiederei giustizia, non la difenderei per gli illeciti che avrebbe commesso.” – Jazztrain (ormai Mourinho sa l’italiano molto meglio di lui)

    “Risposta alquanto debole oserei dire, che rafforza in me una concezione secondo la quale i liberisti all’italiana hanno una concezione fideistica e religiosa del Mercato. Come se questo, dotato di poteri divini, stabilirebbe quali siano le materie utili e quali siano le materie inutili.” Jazztrain 

    “Vaal adotta senza volerlo il principio di ragion sufficiente. Attraverso questo principio cui è necessaria e sufficiente quella materia che rispetta i criteri di Mercato, mentre non è necessaria e sufficiente ciò che non è.”- Jazztrain (no, nessun taglio, aggiunta o alterazione maliziosa. Così ha scritto, fra due a capo)

    “Che ruolo avrebbe all’interno di una società di mercato lo studio del greco e latino?La storia o la geografia, o meglio ancora l’astratta e astrusa metafisica?Questo è il nocciolo del problema ed è per questo che non è possibile adottare un metodo che ricorda quella dei medici napoleonici che, durante le famose battaglie del Generale corso, erano solito amputare le carni martoriate dei feriti.” – Jazztrain 

    “…la redazione del blog topgonzo, una sorta di dagospia scadente dedicata alla blogosfera” – Poverobucharin

     “Mi ha fatto assai piacere scoprirmi in perfetto accordo con Severino, Cacciari, Vattimo e Sofri” – Il Dottor Malvone (e pensi il piacere dei quattro fortunati, Dottore)

     “Si vede che non sapete come perdere tempo inutilmente” – Jazztrain

    “Sentì uno spazientirsi salirgli dentro. Buttò tutto all’aria e andò a cadersene sul divano, dove il sonno lo raggiunse, tramortendolo. Si svegliò alle prime luci dell’alba, con una idea.” – Malvone romanziere (1987)

    “Non si può pretendere che gli esseri umani siano coerenti con ciò che hanno affermato venti, dieci o cinque anni fa, l’anno scorso o ieri” – Il Dottor Malvone

    “Lo sono, ossessionato da SB, esattamente come i Rosselli lo erano di un altro famoso puttaniere cialtrone che la nostra follia mandò al potere” – Topogonzo immodesto

    “We witnessed something only marginally mammalian in there, sir” – J.F.Wallace a Odean Pope, dopo avere visionato il sig. Train

    “Non dovreste far fatica a riconoscerlo: è quello esperto in niente-di-particolare e a cui viene più facile la posa di uomo-di-mondo.”  – Il Dottor Malvone (sempre narcisista) 

    Sempre meglio subire una – rimediabile – lacertazione dei coglioni che sorbirsi indenni tanta diarroica deiezione causa innata indisponibilità dei medesimi”.  – Topo Gonzo 

    Poveretto, come se la prende e come mi sto divertendo!” – Jazztarin (con le lagrime agli occhi) 

    L’anonimo interlocutore, IP 79.xx.131.xxx non è gradito. Qui la netiquette si rispetta.”  – Jazztrain

    “La nausea mi costringe alla scrittura privata, mi scuso col lettore affezionato.” – Il Dottor Malvone (segue, al solito, una valanga di post)

    “Contro di me odio e invidia”  – Berlusconi e Jazztrain

    “Meriterebbe che qualcuno, per insegnarle l’educazione come si deve, le dia una bella suonata di santa ragione” (Jazztrain)

    “Grazie a cari amici che ho nelle forze dell’ordine, mi informerò chi siete, cosa fate, dove vivete e così via.”Jazztrain

    “sono appena tornato da uno spuntino, in queste sere sono parecchio desiderato e mangio e bevo alla faccia vostra” – Jazztrain

    “Non se la prenda per qualche mala parola detta fuor dal sen fuggita” (Jazztrain, rivolto al sig. Fuffolo)

    “Adinolfi, che sa tutto di loro, compreso tutti i loro veri nomi e cognomi dalla Supervisora in poi, li considera dei poveracci senza arte né parte.” – Jazztrain (come spia, un po’ meno bello di Mata Hari, ma in compenso molto più fesso)

    “chi fa del moralismo sull’eventuale trasformismo di Malvino dovrebbe giustificare a sua volta la giravolta a 360 gradi da anti a pro Adinolfi ” – Jazztrain. Poi, piccato per i conseguenti lazzi di un lettore:   “Se non le piace il 360 gradi si metta pure a 90 gradi, posizione pericolosa, ma farebbe la gioia di certi suoi amici omofili.”

    “Costui non ha alcun rispetto per le donne, le vede solo come oggetto sessuale.” – Jazztrain 

    “E’ un seguace degli scacchi all’italiana… vorrebbe che si promuova…”  (promoter Train)

    “Un altro al posto mio non so cosa avrebbe fatto, forse si sarebbe suicidato oppure li avrebbe sterminati come un serial killer”. Jazztrain (versione Full Metal Jacket)

    “chi non gioca a poker, scacchi, bridge, dama internazionale e gratta e vinci non capisce lo spirito e si rosica il fegato come un roditore.” – Jazztrain (ignoravamo che i roditori si rosicassero il fegato, ma c’è sempre qualcosa da imparare)

    “fatemelo dire da grande idealista, che schifo”  – Il Dottor Malvone

    “Gli italiani – irrimediabilmente cialtroni e fascisti per una metà buona (gli altri hanno altri generi di difetti forse non meno gravi)” –  Topogonzo severo.

    “Purtroppo nel nostro paese sono poche le voci che cantano fuori dal coro, chi per opportunismo o chi per viltà si preferisce salire sempre dalla parte del potente di turno. Se ce ne fossero di più sarebbe un bene per la nostra democrazia.” – Jazztrain

    “To fall in love vuol dire innamorare o cadere in amore. Deriva da to fall che significa cadere, mentre love vuol dire amore.”
    Jazztrain

    “C’ho na famiglia e quindi c’ho da fare.”
    Giamba

    “La mia vita e la mia famiglia sono la mia ragione di vita.”
    Giamba

    “MI NONNO, FASCISTA DELA PRIMA ORA, DI QUELLI REPUBBLICANI ED ANTILERICALI A LI PRETIO JE MENAVA COR MANGANELLO”  – Giamba (che vuol fare bella figura col Dottor Malvone)

    “Sai come se chiama chi rispetta le regole quando le regole non sono uguali per tutti figliuolo?Se chiama COGLIONE”.
    Giamba

    “L’unica vera opposizione è quella di Di Pietro, bisogna prendere atto. Finisce ingloriosamente il PD.”
    Jazztrain (dal film: “Funerale all’Asinara”)

    inizio a comprendere perchè in rete ti chiamano “il sommo”.
    Un estimatore del Dottor Malvone

    “C’est moi, naturalment, MIRAGE !”

    “Ascolti quanta pregnanza ed esaustività in questo detto abruzzese: L’OMM A DA PUZZA E LA FEMMENA HA DA PUZZA DELL’OMM SUE !!  L‘uomo deve puzzare e la femmina deve puzzare del suo uomo. La maestosità del maschio, che impregna il territorio col suo odore. E la femmina che lo segue,totalmente posseduta, al punto di essere totalmente impregnata del suo odore” (Giamba)

    e sti cazzi lo dico pure a Ichino.”
    Jazztrain (per legittima difesa)

    Jazztrain (a Malvone, riferendosi a uno di noi): “Secondo me questo tizio ha dei seri problemi.”
    Il Dottor Malvone: “Anche lei non scherza, gentile Jazztrain.  

    rivolto al sig. Nardi, “Indovini a quale categoria delle tre lei appartiene, credo che saprà darsi una risposta da solo, se ne è capace”
    Jazztrain (sul blog del topo, indispettito perché capita dal sig. Nardi proprio mentre fa le pulizie).

    “non mi piace umiliare gli altri, nemmeno i poveri falliti come teddy”
    Jazztrain

    “Senza il branco vai in affanno e regolarmente ne vieni travolto”
    Jazztrain 
    (rivolto a un redattore che, a detta del sig. Train, è regolarmente travolto dal branco… o dall’affanno?)  

    Erasmo, una signora m’ha parlato di te ed è stato assai divertente. Ad un certo punto, mi sono sentito imbarazzato io per te e l’ho pregata di smettere, saprai come sono crudeli, le donne.”
     Quel gentiluomo del Dottor Malvone

    Cara…. redazione, somigliante al Dio bifronte, deve ancora dimostrarmi d’esser indefessa, lei chiedo quindi: lei è fessa o indefessa?”  Amerigo Rutigliano

    “Ci sono poi i cosidetti onesti e galantuomini che scopri podofili, etc, etc, etc.
    Amerigo Rutigliano

    “Quanto a Giacomo Leopardi.Non è di mio gusto, lo trovo noioso come tutto quello che afferma, compreso il pensiero birbantesco.”
    Amerigo Rutigliano

    “Non so se ho un anima, sò però quello che occorre al paese a prescindere.”
    Amerigo Rutigliano

    “Il Presidente Prodi è un mio carissimo amico che sono andato a trovare  anche al Parlamento Europeo. oggi è stato messo da parte ma non dal sottoscritto, molte sono le lettere che ci siamo spediti, uno scambio
    epistolare profiquo.”
    Amerigo Rutigliano

    “Se il pianeta internet si unirebbe per ragioni condivise, sarebbe il terzo partito italiano.”
    Amerigo Rutigliano

    Io sono una persona di cultura, che conosce le cose del mondo e ne trae le conseguenze. Parlare di Leopardi, Petrarca, Alighieri, Tasso, etc è cosa normale almeno per me, come parlare in Italiano o inglese”.
    Amerigo Rutigliano

    “Lei si permette di dare giudizi morali sugli altri, di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Malvino è Malvino e tutti voi messi insieme non siete un cazzo”
    Il Dottor Malvone (lui medesimo)

    “io so’ io e voi nun zete un cazzo”
    Jazztrain (previa googlata)

    “Malvino, secondo lei, Papa Ratzinger potrebbe ripristinare l’uso di baciare il piede in pubblico? I leccapiedi saranno contenti, faranno a gara per baciare il piede del Santo Pontefice e si rammaricheranno di non poter baciare il sacro buco”.
    Jazztrain (
    mentre lecca una parte imprecisata del corpo del Dottore)
    Domani per fare un dispetto alla Moratti parlerò di Charles Darwin
    Jazztrain

    L’Orinoco ha un delta, un delta vastissimo e per questo particolarmente famoso, e nessuna foce. (Topogonzo)

    cosa vuoi che potrebbe interessare agli altri della mia facoltà ironica (Topogonzo)

    D’accordo, diamolo per appurato, io sono un fesso (Topogonzo)

    Il giusto colleziona cicatrici, il codardo scudi (Topogonzo)

    avrete sete e sarete dissetati, avrete fame e sarete diffamati
    (no, non è di Topogonzo, ma lo sembra)

    Non mi sottraggo mai alle risposte soprattutto da uno che non ha mai fatto domande. (Jazztrain)

    “…Mi ha cassato due commenti… solo perché ho scritto un periodo ipotetico del tipo “Se Magdi Allam fosse vissuto nell’ottocento sarebbe stato un capo ascaro”
    Jazztrain (
    si tratta di un periodo ipotetico del 69° tipo)

    “Se fossero interessati… mi avrebbero chiesto delucidazini come farebbe… qualsiasi persona che vorrebbe saperne di più”
    Jazztrain (si tratta di un periodo ipotetico del milleduesimo tipo)

    “la verità si costruisce insieme agli altri, nel rispetto degli altri” 

    Il Dottor Malvone

    “Si, sei un’idiota. Talmente idiot da dire “troll” a me, convinto che io ci creda e/o che qualcuno ci creda..” Giamba (in feroce polemica con la grammatica)

    “Te dico solo questo..Nun poi fa na cosa a me e rimane sulla Terra.Nun ce sta più spazio pe te sul pianeta..
    Aspettate qualunque cosa in qualunque monento della giornata..Per il resto della vita. Guardate intorno quanno esci d casa..Anzi fa na cosa..Nun usci’ proprio..I tempi sono cattivi..
    Giamba

    “Cosa hanno in comune i due musicisti? Entrambi suonavano il flauto, entrambi si conoscevano”.
    Jazztrain
    “Prima o poi il veleno che producete vi intossicherà. Morirete poveri e pazzi.” 
    (Jazztrain)

    “Sia chiaro, però, perché non vorrei sembrarle un insensibile: io soffro all’appassire di una begonia, il suo appassire mi sembra davvero morte.”
    Il Dottor Malvone

    “Ho il dovere di presentarmi in pubblico quando ho conseguito un successo nei tornei in cui ho partecipato; ho il dovere di presentarmi quando ho fatto un servizio fotografico particolarmente apprezzato dagli addetti ai lavori. Lemie foto sono state pubblicate persino sui siti esteri specializzati” (Jazztrain)

    “Ti spacci per uomo e invece sei omo.”
    Jazztrain (risoltosi all’estremo oltraggio)

    “Io le mie idee so formarmele da solo”
    Topogonzo (a Naomi Klein, per l’accusa di plagio al suo pamphlet del 2004 sulle magliette tarmate della Diesel)

    “Le scuole private e cattoliche si sfregheranno le mani… L?attuale governo sarà sommerso da una rivolta di piazza che il sessantotto al confronto è stata una bazzecola”
    Amerigo Rutigliano o il sig. Train?

    “Approfitto dello spazio per citare un passo di Piero Calamandrei, tratto dal blog di Grillo “ (Jazztrain)

    Se per voi Marziale è spagnolo allora Virgilio è italiano, mentre Giulio Cesare è romano de Roma, Cicerone invece è burino perché è nato ad Arpino!” Jazztrain

    “L’unica cosa che sa dire il Signor Erasmo è come si coniugano i verbi, come si concordano gli aggettivi, come si costruisce una bella frase ad effetto”.
    Jazztrain
    (non si sa se severo o invidioso)

    “Questa mattina alle undici e mezzo sono stato convinto ad andare a fare colazione”
    L’Adipolfo (insolitamente remissivo)

    “Le rispondo una volta per tutte, mi pare strano che il titolare (N.d.R: del blog, id est Topo Gonzo) capisca benissimo il senso ed il significato di quello che ho scritto e lei no, questo mi fa pensare male”. (Jazztrain alla sig.ra ADA) “S.ra Ada, lei mi fraintende totalmente se pensa che la mia intenzione fosse quella di difendere JT.” (Topogonzo ormai sagace)

    ”Siete degli inetti che ve la prendete con personaggi modesti come Top Ganz e Jazztrain che non fanno nulla di male. Vi sentite forti con i deboli, ma con i forti della blogsfera non siete capaci.”
    Jazztrain

    O contraire, mon petit chou Pirly!
    (TopoGonzo parigino)

    “Come nella dama all’italiana, gli scacchi all’italiana aveva delle regole particolari ”
    Jazztrain

    “non tengo in alcun conto dei vostri malevoli giudizi, o meglio dei vostri ottusi pregiudizi.”
    Jazztrain

    “Il modo migliore per “relazionarsi” con loro è quello di prenderli in giro. Non è difficile perché sono del tutto privi di autoironia e di senso dell’umorismo”
    Jazztrain

    ” sono contento di avere sbagliato perché in virtù di quello che è accaduto oggi ricorderò sempre che mice è il plurale di mouse e che quest’ultimo è un sostantivo irregolare. Non si smette mai di imparare”.
    Jazztrain (convinto di aver cominciato)

    Sorry, you had made a wrong.
    Jazztrain (sta correggendo l’inglese a qualcun altro)

    “Personalmente, è da quando ho l’uso della ragione che m’accorgo dell’esistenza dei fascisti. ”
    Topogonzo

    “Si comportano come quelli che, per vincere la noia quotidiana, andavano su, nei cavalcavia delle autostrade, per gettare macigni ai malcapitati automobilisti che passavano per caso.”
    Jazztrain (sta parlando di noi)

    “Come si spiegano gli errori? Bignamescamente potrei rispondere così: essendo l’uomo un ente finito e limitato, ergo non è perfetto pur essendo perfettibile ed emendabie”
    (Jazztrain)

    “Putin è un dittatore? Non mi pare che abbia commesso un colpo di stato.”
    Jazztrain

    “Francesco Nardi è diventato sucube dei peggior figuri della blogsfera”
    Poi rilegge, e ci ripensa: “Erata corrige: succube”
    Jazztrain

    Ohilà, merdacce, m’hanno detto che è morto uno della vostra brigata. Ovviamente mi dispiace tanto: a troll che muore, cordoglio d’oro.”
    Il Dottor Malvone

    “Purtroppo in nessun altra regione del nostro paese non esiste un festival internazionale paragonabile a quello della città trentina”
    Jazztrain, in cauta discesa per i dirupi della doppia negazione

    “Mai avuto niente da ridire su Andrea Marcenaro, personalmente lo trovo delizioso.”

    Il Dottor Malvone, insolitamente benevolo

    “Non abbiamo proprio capito, noi democratici, che il problema non è frequentare idraulici o candidare singoli operai, ma esserlo davvero?”
    L’Adipolfo

    “Sì, certe volte lo penso: Gramsci e Pasolini, prima o poi, dovranno essere destrutturati, se non si vorrà che la vocazione provincialistica della cultura italiana la isoli dalla globalizzazione, la possa far dannare fino all’incistamento vaticano”
    Il Dottor Malvone (anche noi, Dottore, certe volte lo pensiamo: che lei non sappia cosa scrive)

    “il linguaggio filosofico trascende le regole morfologiche grammaticali”
    Jazztrain

    Sono domande inproponibili e come se dicessi se lei è cretino è non è cretino.”
    Jazztrain

    “per riuscire a parlare coi topi, occorrerebbe squittire. ”
    Topogonzo (dai “Pensieri”)

    “nella storia, la filosofia, la storia dell’arte, la geografia, l’educazione fisica non esistono gli scritti perché sono materie orali”.
    Jazztrain

    “ho imparato una cosa: nel gioco si vince, si perde, si pareggia.”
    Jazztrain

    “non c’è concetto al mondo che strida più e faccia meno scintille di un napoletanto su una pista da sci.”
    Topogonzo

    “Beh ma come puoi pretendere ke un cretino si dediki ad uno sport della mente?? Se la sua mente non funziona del tutto.Credo sia inconciliabile.”
    Un amico del sig. Train, che si firma “8”

    (gli scacchi sono) sempre meglio che guardare programmi cretini o, peggio, guardare i combattimenti di “vale tudo” (o street fighting, dove se le suonano sul ring senza esclusione di colpi) in TV.
    Il fido Totonno

    “Visto che ci tenete, risponderò più che esaurientemente con un’altra domanda”
    (Topogonzo dei miracoli)

    “Oggi si disputa il test-match tra Sud Africa e Italia, per chi non ha Sky può seguire in diretta questo sito (segue link NDR) e “vedere”, si fa per dire, la partita. Buon divertimento.”
    Jazztrain (grazie, sig. Train. Si fa per dire)

    Non bisogna mai sottovalutare Leo Strauss”
    Il Dottor Malvone
    (non ci permetteremmo mai, Dottore)

    Provi solo a sfiorarmi, non so cosa potrebbe accadergli.”
    Jazztrain (temendo le nerbate del precettor Teddy) 

    “le donne sono crudeli” (Jazztrain)

    “Spero che gli studenti interessati non vengano a sapere che un loro insegnante scriva…”
    sig. Train
    (asino tutelare dei congiuntivi)

    “Sono tanti i ragazzi pednolari che la mattina viaggiano per arrivare in tempo alle lezioni”
    Jazztrain
    (che non si pensi che molti viaggiano per arrivare quando capita)

    “in assoluto le bombe alla crema di tornatora la domenica mattina presto sono state il pasto migliore”
    poi, pensoso: “anche i fazzoletti con il gheriglio di noce”
    L’Adipolfo 
    (per la serie: io ho solo dubbi, le certezze le lascio ai magri)

     

    “Occorre quindi  una più maggiore protezione della dignità e dei diritti umani”
    Amerigo Rutigliano

    “Spesso i lettori onnivori non selezionano qualitativamente”
    Jazztrain, lettore anoressico

     

    Mi sono beccato l’epiteto di “buonista”, io, io che sezionavo lucertole vive a undici anni.
    Il Dottor Malvone
    (in giallo le parti superflue della citazione)

    E’ tipico dello stile del signor Train. Si diverte un casino a installare il dubbio nei confronti dell’interlocutore”.
    Un sicofante del sig. Train
    (parlando del sig. Train medesimo)

    “si è fatto ospitare gratis ed amor dei in quel di Fiumefreddo di Sicilia” – Jazztrain

    “Come mai elimina i post scomodi che riguardano la Nirestein. lei dimostra d’essere un depresso stupido ebreo?” (Amerigo Rutigliano)

    “Ma perchè fai sempre confusione piccolo ebreo?  Perchè dilapridi tutte queste parole per costruire scenari visionari e mistificatori della realtà? Sei datato, anacronistico, obsoleto e psicotico piccolo ebreo..Smettila di
    alzare polvere..Te la diraderemo ogni volta..Senza pietà per te ed il tuo bisogno di allopntanare la realtà..”

    Giamba, sul blog di Marcoz

    “Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica”
    Topogonzo

    “Femmine che non hanno alcuna gratificazione nel rapporto sessuale e si danno ala politica per avere potere:
    Esempi: Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Livia Turco.”
    Giamba

    “Quello che scrivi, caro Zio Giamba, è sacrosanto”
    Jazztrain


    “queste polemiche da cortile lasciano il tempo che trovano, sono due personaggi che non hanno alcun spessore e che sono dotati di spirito di patata”  – Jazztrain

    “Il Kossovo era una regione come può esserLA l’Umbria per l’Italia”
    [Romeo Casti].

    “All’ultimo turno come da un pò di tempo mi accade da un pò di tempo a questa parte vado in black-out” –
    Jazztrain

    “La ringrazio per la domanda, che per vari motivi, non potrà mai essere esauriente”. –
    Jazztrain

     

    “il pensare Dio è un atto di Fede perché se fossimo veramente liberi di pensare liberamente correremo il rischio, come direbbe a sua volta Agostino, di finire all’inferno. A meno che tu non possieda una concezione di stampo Deista massonico, ma questo è un altro modo di interpretare Dio”.

    Jazztrain


    “E quello che dobbiamo chiederci è questo: si vive meglio in un paese dove i pidocchi ottusi che devono pagarli lesinano su salari e stipendi o in un paese dove l’entità di salari e stipendi sono sentiti come gli ultimi dei problemi?”
    Topogonzo

    “Il mio scopo è trasmettere good vibrations”
    Jazztrain


    “Io sono di Riposto, ergo non sono di Giarre anche se mi trovo alla Maddalena (SS)
    Jazztrain

    “Ieri mattina, mentre stavo facendo due chiacchiere al telefono con una persona amica, mi viene posta una domanda apparentemente banale, ma non facile da rispondere subito e soprattutto non facile da rispondere per telefono”
    (Un docente di lettere e filosofia nei licei)

    “Noto che ci sono alcuni individui particolarmente attenti a far l’analisi logica, grammaticale e semiologica di ciò che scrivo. A costoro dico solo una cosa: i filosofi non sanno scrivere”
    (Sempre lo stesso docente di lettere e filosofia nei licei)

    “il calcio è malato, è ora di lasciarlo al suo capezzale”
    (Jazztrain)

    “Blog mobbing lo fanno essenzialmente dei commentatori che si inventano fantsiosi nickname con il preciso scopo di seminare zizzania. Sono simili ai troll”
    Jazztrain

    (rivolto a un interlocutore che lo aveva stuzzicato sull’Ariosto) “Canto le donne, le armi ed i cavalier…Lascia stare, nel 1993 mi cimentai nella titanica lettura dell’Ariosto, devo dire che mi ricordi quei cittadini ingrati ad Orlando perché li liberò dal mostro che voleva divorare nuda la bellissima Angelica.”
    Jazztrain  
    (nuda la voleva divorare, quel porco)

    “quel pozzo nero chiamato Topgonzo, dove le caviglie affondano nell’acquitrino delle più saccenti insulsaggini e nello sterco del branco che rifugge vile e intimorito dalle individualità, insomma nelle merdose scorie mobili del moralismo più abietto”
    Topogonzo

    “noi della Cdl siamo stanchi di ammazzare un vitello grasso ad ogni va e vieni di figliuol prodigo”
    Il dott. Malvone
    (agosto 2003)

    “Fu  la prima volta che vidi un concerto jazz per piano solo e fu la prima volta che lo apprezzai per intero” –
    Jazztrain

    “el topon saria pegio ch’el buso”
    Topogonzo (sì, è autentica)

    “Il sud era più economicamente messo meglio del resto d’italia”
    dott. mirage

    “non credo che non esista soggetto al mondo (…) tanto imbecille o sprovveduto da definire “politologo”, chessoìo, Aristotele o Mantesqueieu o Croce”.
    Topogonzo

    “Stellwagen, trascorre spesso il  pomeriggio giocando a dama internazionale massacrando giocatori di medio livello. Io ho avuto l’onore di conoscerlo”
    Jazztrain (ci immaginiamo che l’abbia conosciuto di pomeriggio)

    “Porgere l’altra guancia è esercizio spirituale naturalmente, per definizione direi, del tutto ignoto agli imbecilli, privi nella maniera più assoluta del minimo attributo virile (virile, si badi, non sessuale), etico ed intellettuale non dico per praticarlo, ma anche soltanto per concepirne il senso, troppo alto per la loro abietta condizione. Dunque, parcemus subiectis e continuiamo a porgere l’altra guancia, non perchè – come sostiene qualcuno – il perdono sia facoltà escusivamente divina,  no. Piuttosto perché il perdono è esclusiva di chi è oggettivamente in grado di concederlo e oggettivamente lo concede.”
    Topogonzo
    (e poi sostiene di non scrivere più in su del suo culo…)

    “Cadrò nel qualunquismo più biego ma io ho l’impressione che siano tutti commensali intorno ad una grande torta!”
    BlakAngel
    (sic)

    “Pare accertato che tutti i treni italiani, esclusi i soli Eurostar, marciassero più puntualmente e persino più velocemente di oggi in era fascista”
     (Topogonzo)

    “i grandi musicisti jazz provengono dalla tradizione blues, tradizione nella quale essi con il loro magnifico sound sono impregnati sino al midollo!”
    Jazztrain

    ….ad esempio, sarò curioso di verificare quali riflessi e conseguenze potrà avere l’approvazione della finanziaria sull’opposizione
    Topogonzo

    “I giornalisti italiani se fossero meno corporativi farebbero tante inchieste sul precariato.Purtroppo il giornalismo italiano è in stato comatoso, non fa inchieste, non fa servizi, fa solo opinionismo.Si leggono i commenti di Tizio, Caio Sempronio come se fosse la Bibbia”.
    Jazztrain (testo integrale della cacc… pardon, dell’intervento del sig. Train in un dibattito sul giornalismo sul blog di Adinolfi)

    “La mia intenzione non era quella di scrivere “condicio” bensì “conditio”… per via della pronuncia m’è scappata la in luogo della ”
    Topogonzo 

    “Ombrellari. Per abitudine familiare. Mio padre chiamava così i soggetti che risultano lontani anni luce dal possedere anche solo un ombra della competenza (“know how” diremmo oggi) che il loro mestiere imporrebbe e che invece si danno il tono di possederne a iosa”.
    Topogonzo (Va bene Topo, adesso sappiamo come ti chiamano in famiglia)

    “L’ignoranza di berlusconi è infinitamente grande da raggiungere il sublime”.
    Jazztrain

    “Scelta legittima, ma altrettanto legittimo sarebbe stato meglio tacere”
    Jazztrain

    “Riguardo l’emoticon, è un modo per scherzare” (Jazztrain)

    “il preside… gli ha promesso che gli venga un colpo”
    Topogonzo
    (neanche in casa nostra si trattiene)

    “I pacs sono il piede di porco che scardina ciò che fonda l’autoreferenzialità della tradizione, che è la sua violenza in forma di emarginazione.  Ti basta, omo?”
    Il dottor Malvone

    “Vorrei pubblicamente ringraziare il lettore Castruccio perché ha costretto, nel senso buono del termine, a scommettermi pubblicamente sul sito http: //www.vogclub.c om, ho preso sul serio la sfida cercando di dare il meglio.”
    Jazztrain

    “Miles Davis non accetta, come scrive nella sua autobiografie, certe stronzate anche se queste le trovava divertenti”.
    Jazztrain

    “Gli uomini, più curvano schiena e attributi più diventano suscettibili”
    Gabrielita
    (Gabrielita ha notato che in sua presenza gli attributi maschili si curvano verso il basso, e i proprietari si fanno irritabili)

    “…cui io sono solito rivolgermi direttamente chiamandola M.me, ma che di me parla solo in terza persona indicandomi col termine “topo”
    topogonzo
    (col magone)

    “chi meglio dei sindaci sa se nel loro comune necessitano più autopubbliche? Mi pare che Veltroni e la Moratti ne abbiano già approfittato” (Gianni Guelfi)

    “Sarebbe meglio che ci vendichi San Marino!”
    Jazztrain (ironizzando su una sconfitta della Nazionale)

    “Che differenza c’è tra quelli che hanno ammazzato l’ispettore Raciti e loro? Nessuna differenza, sono dei delinquenti della blogsfera.”
    Jazztrain
    (a proposito di noi)

    “Peccato, non mi riconosco nel cosiddetto pensiero liberale all’italiana”
    Jazztrain

    “Sono venuto a dirvi che siete degli straccioni” (Jazztrain)

    “Lo sanno tutti che Gobetti e Gramsci era gentiliano”
    Jazztrain

    “Erasmo è un furbastro, ed è molto pericoloso” Jazztrain

    “stare a cavallo di un crinale non è comodo perché l’inguine si irrita, e prude o duole. Ma che vogliamo farne, un dramma?”
    Il dottor Malvone

    “Io so chi siete, so come vi chiamate, so deve abitate e so tante altre cose”
    Mario Puzo — no, pardon: Jazztrain

    “Purtroppo nella blogsfera esistono persone stupide che non hanno nulla da fare se non quello di disturbare o di infastidire il prossimo”
    Jazztrain

    “Gradirei che si discutesse del contenuto di quello che ho scritto, non di amenità o di stupidaggini”.
    Jazztrain (si rende conto, sig. Train, della contraddizione in cui cade?)

    “Ha senso dialogare con un provocatore di professione? Io credo di no, poiché questo personaggio, che scrive squallide volgarità sul mio conto nel suo blog fogna, non deve mettere piede qui e che debba essere mandato a fare in culo.”
    Jazztrain

    “Il marxismo non è intollerante perché è una filosofia della liberazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il dogmatismo comunista; il fideismo lo è, non il marxismo, non a caso si parla anche di umanesimo marxista! Il liberismo non vuole regole, perché le considera lacci, legami, etc.”
    Jazztrain (ci piace questo brano perchè: 1) è una bellissima caccola apodittica del sig. Train e 2) contiene quello che molti studiosi indicano come l’unico punto e virgola (;) mai utilizzato dal sig. Train. Che poi sia utilizzato a sproposito, è solo nell’ordine naturale delle cose).

    “a me basta che la bastonata sulla groppa sia giunta al corretto mittente” (Topogonzo)

    “Il corpo è uno dei doni più preziosi che possediamo”.
    Bbmount (amica del sig. Train: ma se dice così non lo deve conoscere di persona)

    “Io fui omofobo, ora non lo sono più, ma temo che l’esserlo stato per tanto tempo abbia compromesso irrimediabilmente quella capacità di rabbrividire, ecc., ecc.
    (Il Dott. Malvone)

    “la posizione di Bush è quella di dire chi è con me, non è contro di me.”
    Jazztrain

    “Ho disperatamente bisogno di un tappo.”
    Gabrielita

    “In italia ci sono troppi opinionisti e pochi giornalisti (chi fa giornalismo serio o muore o viene rapito) un opinionista in meno non è un grave danno per il paese”
    Jazztrain

    “..dopo almeno trentanni, vedo giocare il Brusegana… riconosco solo i colori (biancorosso), nessuno dei giocatori, né del pubblico…”
    Fiorenzo Mazzuccone

    “Che tu sia un avvoltoio, lo avevo capito; tu stesso hai detto che leggi i miei post”.
    Jazztrain, riferendosi a red.cac. (Questa e altre citazioni troveranno spazio nella sezione “autolesionismi”, di prossima istituzione).

    “Giustamente Totonno dice una cosa che condivido al 100%”
    Jazztrain

    “la soluzione, non è di difficile soluzione”
    Jazztrain

    “grazie per essere caduto alle nostre provocazioni”
    Jazztrain

    “tra le tante pratiche da iperfrustrati che esercitate, vi dilettate nell’andare in giro a sottolineare malignamente agli interessati le situazioni che, solo allo spirito meschino vostro e dei meschini vostri pari procurerebbero frustrazione, dello stesso genere lancinante che nella realtà solo voi riuscite a provare”.
    Topogonzo

    “per carità, l’ironia non mi manca”
    Jazztrain

    “vi giuro che se l’avessi trovato davanti”
    Jazztrain (è un sacrosanto periodo ipotetico dell’irrealtà. Fino ad ora il sig. Train se l’è… ops, ha trovato di dietro).

    “Lei mi fa sentire più potente di quanto oggettivamente non sia”
    Jazztrain (
    chiariamo: non si sta riferendo a una sventurata signora, ma sta dando del “lei” a un interlocutore)

    “Direi che la tua sintesi non sia niente male”
    Topogonzo (
    et in Arcadia mus)

    “tra le mie orecchie c’è il mio cranio, tra i miei coglioni il mio pisello”.
    Topogonzo (previa verifica con lo specchietto)

    “Mi piaci sempre di più. Come blogger, perché cosa hai capito?;-)”
    Jazztrain (corteggiando, a modo suo, una ignara blogger

    “Più volte abbiamo detto che gli USA sono una democrazia.Non facciamone un feticcio astratto, perché non vorremmo che in nome della democrazia sono lastricate le strade che portano all’inferno.”
    Jazztrain

    “Accusare Chamberlain di essere fesso non ha senso. Ha applicato in toto lo spirito della politica dell’equilibrio. Il problema era che questa ricetta funzionava nel 1915 non nel 1938”.
    Jazztrain

    “sinceramente, pensavo che una persona che ama frequentare e incrementare la palude di topgonzo abbia addosso decimetri di dura scorza e che perciò le rimanga ben poco di cui scandalizzarsi al mondo, specie in tema buona e cattiva educazione. Cosa che, ad onta dell’ipocrisia topgonzica che sembra dominare anche qua attorno, continuo a pensare”.
    Topogonzo (
    in vena di sintesi)

    “L’eristica è una tecnica retorica che adottavano i sofisti per imporre la loro tesi vera o falsa che sia”.
    Jazztrain

    “abbiate pazienza, perché essa è la virtù dei forti” (Jazztrain)

    Le automobili, che ebbero modo di prolificare rapidamente, divennero sempre più potenti e veloci”
    Un amico del sig. Train

    A me non fanno nemmeno il solletico di quanto sono cretine”.
    (Jazztrain,
    parlando delle nostre battute)


    “Eppure, nonostante i lutti che lo hanno segnato nell’animo e la schiavitù dell’eroina che lo stava distruggendo fisicamente, Evans suonava in modo meraviglioso”.
    Jazztrain (
    questa eroina schiavizzata doveva darci dentro mica male, la porca)

    “A te il letterale sganasciamento farà male, non dubito, ma è altrettanto certo che per il tuo prossimo sarebbe molto peggio se tu usassi prendere alla lettera lo scompisciarti dalle risa.”

    Topogonzo (
    questa è una frase compiuta, riportata integralmente. Non è stata artatamente estratta dal contesto o tagliata)

    “Quando suona il sassofonista Charlie Rouse sta all’impiedi muovendo il piede per vedere se il ritmo è giusto”
    Jazztrain

    “E’ evidente che l’attività scacchistica nel nostro paese è in piena attività”
    Jazztrain

    “Topgonzo ed i suoi miserabili accolit, che sono incapaci di autoironia, devono morire tra atroci sofferenze”.
    Jazztrain – TIE’ (aggiunto dopo, da un redattore partenopeo)

    “Perché alla fine non ci son cavoli: l’abtudine assidua alla lettura finisce sempre per sbarazzarsi dei vincoli e delle censure che possonio averla condizionata all’avvio.”
    Topogonzo

    “Moni Ovada? Veramente Moni Ovada, a pelle, sarebbe pure simpatico, ma dai  noti “maître a ne penser pas” vengono apodittiche preclusioni. No, per carità, Moni Ovada dice troppe stronzate”
    Topogonzo

    “Pirlacchione assume tale intensità che fesso finisce per essere il sottoscritto”
    Topogonzo (sulla via di Damasco)

    “sono stati i maggiori introiti derivanti dalla lotta all’ evasione a far lievitare l’ indicatore della pressione fiscale”
    Gianni Guelfi (Maestro di Topogonzo)

    Gabriellita si diverte a prenderli in giro, e fa bene.” 
    Jazztrain (con invidia)

    Per quanto possa sembrare strano rispetto a Teddy o alla Supervisora, il fondatore e lo Stronzerdam sono nettamente migliori perché non sono personaggi ambigui.”
    Jazztrain (esempio di come l’ignoranza delle regole di punteggiatura possa stravolgere il significato -ammesso ci fosse- di una frase)

    “do dello stronzo solo a chi voglio bene”
    Il Dottor Malvone

    Adinolfi, vedo cha hai grande coraggio, questo dal punto di vista politico paga molto, vedo che sei determinato e coerente, è un bene, perché senza determinazione non si va avanti in politica.”
    Jazztrain (
    sponsor ufficiale della virgola multipurpose)

    “Domani presenterò una stupefacente partita del neo campione di Francia Maxime Vachier-Lagrave; l’unico aggettivo che mi viene in mente è questo: capolavoro!”
    Jazztrain

    I liberisti temono lo statalismo, lo combattono, lo avversano. Se dal punto di vista politico il liberismo è anti statalista, come sarà dal punto di vista etico? Matrimonio statalista, libero scambio dei corpi e del sesso alla faccia dello statalismo di trono ed altare! La mia è sarira politica :-) Paradosso! Libero scambio commerciale, liberto scambio sessuale, WoW
    Jazztrain (garantiamo che quanto precede è completo e in sequenza corretta)

    “Il dettaglio, purtroppo, è che la storia viene scritta dai vincitori.”
    Un amico del sig. Train, a proposito della II guerra mondiale

    “ci vuole un coraggio da Leone (con la elle maiuscola!) a sfidare personaggi infidi, pericolosissimi e infantilmente vendicativi”
    Jazztrain (sta parlando di sé e di noi: magnifica le sue imprese nel tentativo conquistare una malcapitata signora)

    “Dimenticavo: anche Voltaire parla del Santo Prepuzio (Traite sur la tollerance, 1763). Dimenticavo pure: tracce di Santi Prepuzi si rintracciano nelle lipsanoteche di Chartres, nella cattedrale di Le Puy-en-Velay, in una chiesa di Santiago de Compostela, nella città di Anversa, e in altre tre chiese, di Metz, Hildesheim e Besançon. Vabbe’, cazzatelle.”
    Il Dott. Malvone
     (
    se non avesse precisato che sono cazzatelle si sarebbe pensato a sfoggio di cultura

    “Il senso del tutto, a detta dei poveretti, sarebbe il dovere di emendare i fessi. Nel dirlo, essi evidentemente trascurano la semplice verità (forse a loro del tutto ignota) che i fessi di maggior calibro si riconoscono proprio dalla patetica e risibile velleità di misurare la loro superiore qualità intellettuale a paragone di pretesi fessi.”
    Topogonzo

    “Chi non è d’accordo con loro, come avviene al 99%, subito insultano ed insolentiscono.”
    Jazztrain

    “sputano nel piatto dove hanno gozzovigliato”
    Jazztrain

    “prenditi le responsabilità delle tue impressioni”
    Topogonzo

    “Ne sparano di stupidaggini a nastro continuo”.
    Jazztrain

    Nell’ultimo post (13:05) ero stato sbrigativo perché era ormai ora di pranzo, Madonna Ginevra”
    Topogonzo (più che l’amor potè il digiuno)

    “il campione del mondo con i Neri adotterà un impianto solido, a meno che, come è avvenuto contro Morozevich, potrebbero esserci sorprese da parte del campione del mondo”.
    Jazztrain


    “Non c’è niente da fare, in rete diventiamo tutti dei fighetti”
    Il Dottor Malvone 

    “gli elettori non sono poi tanto meglio degli eletti. Quindi prima di guardare la pagliuzza nell’ occhio altrui ecc. ecc.”
    Gianni Guelfi

    “Se io scoprissi un metodo sicuro e pienamente efficiente di ricavare mille gigawatt d’energia dalla fusione a freddo di una briciola di letame di vacca, avrei il DOVERE – civico, cristiano, in una parola umano – di metterne a parte il mondo intero”
    Topogonzo (in nome di Dio, sig. Topo: non interrompa la ricerca)

    E’ anche vero che mi hai inondato più volte di spam il mio blog e che ti sei spacciato persino per musicisti in carne ed ossa.
    Jazztrain

    “Non è colpa sua se suo nipote (lei) è stupido”.
    Jazztrain

    Se vuoi il mio aiuto
    devi spiegare. Lo so l’ho formulato nell’ottica dell’imperativo ipotetico del se vuoi devi, tant’è…”
    Jazztrain


    “…e devo dire che di Otto Kernberg io ho enorme stima.”
    Il Dott. Malvone (
    e Otto ne sarà certamente orgoglione, Dottore)

    “Medita Nardi, medita e soprattutto informati altrimenti farei sempre figure sbarbine”
    Jazztrain

    “La tua mi sembra una reazione viscerale e un po’ forte che non ha una spiegazione logica perché non la comprendo”.
    Jazztrain

    Marcoz, non immaginavo che avevi istinti suicidi. (Jazztrain)


    Nato a Ravenna in tenerissima età, trasferito in Lombardia per motivi di lavoro circa 30 anni fa. Altezza 1,96 , peso circa 100 Kg.
    Paolo Bagnoli, campione di scacchi e amico di del signor Train

    Sono personaggi che non hanno nulla da fare, beati loro che non lavorano”.
    Jazztrain

    Se uno non ha nulla da nascondere, perché non deve pubblicizzare il proprio blog? A meno che… è responsabile di azioni scorrette… e teme di subire vendette e ritorsioni.
    (un docente di storia e filosofia nei licei)

    “Io provo a immaginare in fila per uno i 5.906 democratici italiani che volevano me segretario nazionale del Pd e le liste di Generazione U nell’assemblea costituente e mi emoziono, sarebbe una fila bella lunga.” 
    L’Adipolfo

    “io quando dico buco del culo voglio dire semplicemente buco del culo”
    Topogonzo

    “Comincio a pensare che tu non legga con sufficiente attenzione i miei commenti (…) Ora – bada ben a quel che dico stavolta – io non voglio certo dire che sia il consumismo l’unica o la prima causa dell’incultura civica dominante, ma tu davvero vorresti che te ne elenchi anche solo qualche centinaio, di questi nessi?”
    Topogonzo (minacciosissimo)

    “Questo discorso è avvenuto nella mia mente.” (BBMount)


    “Per quel che mi riguarda i miei commenti sono ironici e paradossali, non a caso chi li giudica incomprensibili non ne capisce lo spirito.”
    Jazztrain 

    “non credo proprio che la mia sia una cultura particolarmente vasta o approfondita, ma se per ipotesi lo fosse, lo si intuirebbe innanzitutto dal fatto che mai mi sognerei di sbandierarla (è questo l’unico vero merito che mi riconosco).”
    Topogonzo

    A Erasmo: sei cretino, non mi interessi, mettiti l’anima in pace. Ciò nonostante, continua a leggermi, mi titilli il counter.
    Il Dott. Malvone

    “c’è stato anche il genio Bobby Fischer che per quanto riguarda lo stile scacchistico, non possiamo considerarlo come un giocatore alla Alekhine, né alla Tal.”
    Jazztrain

    “l’autoironia di cui deficitano i topgonzi sprizza invece abbondante già dal mio nick (i topgonzi questo non l’hanno mai capito) e, se non bastasse, tal tono intenzionalmente verboso, spesso ampolloso, con cui replico loro”
    Topogonzo

    Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica.”
    Topogonzo

    Vi saluto parafrasando un famoso verso del Belli: “Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo”
    Jazztrain

    “Il trucco è stato l’invenzione del femminismo, una visione della vita assolutamente coerente e funzionale alla società della produzione e del consumo, che afferma che la vera gratificazione della femmina avviene attraverso il lavoro ed il guadagno, e non attraverso il compimento della sua funzione naturale, quella di far crescere la vita nel suo corpo e far nascere la vita dal suo corpo. La deriva finale, inevitabile e necessaria, di questo tragitto che mette il denaro davanti alla vita, è l’ esaltazione della degenerazione della femmina al ruolo di prostituta.”
    Giamba

    “Vero è ben, Giamba egregio. La tua analisi è sottesa di profonda melanconia e gronda dell’umanesimo proprio delle anime nobili”
    Topogonzo

    “Quando faccio una ricerca, mi perdo nei dettagli marginali, l’idea sarebbe quella del (as)saggio da meditazione, ma poi m’indugio presso un vitigno atipico, mi pare che la sua atipia possa far ragione dell’intera vigna, e mi faccio felice di una piccolissima vendemmia, un solo barilotto, per me preziosissimo.”
    Il Dottor Malvone (traduzione: anche lui googla)

    “Oggi a manifestare a favore del papa c’erano i nazisti. Mica cazzi. Che si aggiungono agli atei ciellin-ferraristi, difensori degli embrioni di recente ingaggio”
    Topogonzo, tifoso della McLaren

    “E così spesso rischiamo di fare come questa sirena, di restare soli su uno scoglio, con la nostra coda argentata che ci separa dal resto del mondo. Eppure vogliamo solo  essere amati per quello che siamo….”
    Bbmount (sirena: guarda cosa si inventa per non dargliela al sig. Train)

    “Una natura fondamentalmente umile mi impedisce di cedere alla tentazione di pensare che tutte queste molestie nei miei confronti e dei miei lettori da parte della vostra crocchia da “compagni di merenda” siano prova evidente di una qualche forma degradata di invidia, rabbiosa per altro. Rimando il cedimento a pensarlo, ma d’intanto è certo che siete tutti molto divertenti quando sguazzate così nella vostra stessa bile, nella vostra stessa merda”
    Il Dottor Malvone (ha scritto proprio così, “crocchia”, e ha concordato al femminile l’aggettivo, per non lasciare dubbi. Forse voleva dire crocchio, forse cricca. O forse, “un crocchio di ricchioni”: quindi, al femminile)

    “…quando si tratta di confutare qualcosa al suo interlocutore, come tutti gli ometti cui la cervice shareware di cui si dotano non funziona fino al punto di garantir loro l’autonomia di pensiero, non trova di meglio che citare e consigliare i libri che ha letto (ignorando l’ipotesi che ne possano essistere anche altri, di libri, come l’ipotesi che l’interlocutore non spaittelli titoli in faccia a nessuno, non perché non ne abbia da menzionare, ma semplicemente perché non ami farlo”
    Topogonzo (sempre nervoso quando si parla di letture)

    “dopo è spuntato il tesoretto, quando si cominciava a far ordine nelle casse dello stato”
    Jazztrain (dalla lectio magistralis di politica economica)

    “Andò così: dapprima, a mensa, lo fece rimpilzare di fagioli (il suo cibo preferito) al bromuro e quindi, nottetempo e d’accordo col colonnello, lo fece caricare su una lettiga a rotelle e trasferire direttamente alla vicina locale caserma del CAR, dove arrivò che dormiva profondamente, seppur scorreggiando fragorosamente come un cammello”
    Topogonzo narratore

    “Se queste forze condividano o meno il programma e se si impegnano ad attuarlo forse avresti ragione, ma devi dare un contentino alle forze minori altrimenti non correrebbero mai insieme a te”
    Jazztrain (OK, sig. Train: ha vinto lei. Ci ha messo in cotale confusione che non siamo neppure in grado di dire quanti errori abbia fatto)

    “il dialogo va costruito in un tentativo di costruzione della concordia collettiva”
    L’Adipolfo (ovvero: il nuovo linguaggio dei politici della nuova generazione)

    “Non pretendo che il papa condivida e persegua null’altro che i miei punti di vista e che rigetti espressamente quelli che non condivido”
    Sua Bontà Topogonzo

    “Anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio”.
    Topogonzo (citando Adorno pro domo sua)

    “E’ così evidente che lei non capisca che nessuno mette in discussione le sue parole.”
    Jazztrain

    “Vorrei ricordare al titolare che non si permetta mai più di fare infime insinuazioni che offendono la dignità degli altri”
    Jazztrain

    “Pirly… così pirla da farti prudere il culo da quel «come»”
    Topogonzo ombrellaro

    “io sono il noioso topogonzo che detesta i branchi di cani supponenti, soprattutto in quanto abbrancati,  l’ipocrisia dei supponenti, la loro prepotenza idiota ed infantile, la loro vigliaccheria, la loro perniciosa vanità…”
    Topogonzo degli Uberti col dispitto fieramente irato con noi e in particolare con Noi red. cac.; qualora surgesse alla vista scoperchiata un’ombra lungo il topo infino al mento, quello è il sig. Train)

    “Se…mi chiarisce meglio… l’inacchetabile stridore che assegnerebbe Tocqueville e Don Milani a sponde opposte del pensiero sociale, non mancherò certo di provarmi a risponderle”.
    (Topogonzo dubitans cum Ada)

    “Lei si permette… di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Non c’è bisogno nemmeno di attaccarlo al frigo perché quel cartello è già appeso in ognuno di noi e si chiama coscienza”
    In interiore topo…

    “Good Evining” “Good Live”
    Amerigo Rutigliano

    “Non me ne frega un cazzo di dove la mia idea conduca la sinistra”
    Topogonzo duce

    “fra un paio di secoli, quando la gente in Italia avrà riscoperto il gusto e l’utilità di imparare a leggere e scrivere”
    Topogonzo (in vena di buoni propositi)

    “il fatto che (io, cioè lui, il topo stesso) abbia votato qualcuno non ha mai minimamente compromesso questa abitudine di usare sempre e soltanto nientemeno che la mia di testa”
    Topogonzo (ora ti capiamo meglio, topo)

    “La mia tesi è rimasta la stessa dal ’94 a oggi”
    Topogonzo (va bene, Topo: ma forse se la riscrivi ti fanno laureare)



    Accademia

    Questo niblog difende la lingua italiana (e, nei limiti del possibile, qualsiasi altra lingua e dialetto) dagli attacchi dei fessi.
    Viene dichiarata una moratoria unilaterale e a tempo indefinito sull’uso dell’accento acuto (é) in quanto scomodo da diteggiare. Potrà, a nostra discrezione, essere sostituito da quello grave (è).

    Cotesto níblog non se lo sogna nemmeno lontanamente di rappresentare una testata giornalistica, e se qualcuno venisse sostenendolo
    ci offenderemmmo a morte: tra noi c’è chi dichiara di non sapere nemmeno che cosa sia la periodicità, e chi lo sa bada bene a evitarla,
    e questo spiega perché abbiamo una Sig.ra Supervisore, diversi redattori e alcuni columnist impegnati ad aggiornarlo con assoluta imperiodicità o antiperiodicità o irregolarità temporale. Figuriamoci dunque se si tratta di un prodotto editoriale. Andate a leggervi la
    legge n°62 del 7.03.2001: noi ci abbiamo capito poco, ma se tutti i blogger più fighi ne parlano anche noi la  schiaffiamo qui non perché legalmente minacciati da un blogger autorevole che forse capeggia ora e certo un tempo capeggiò {qui l’assoluta mancanza di periodicità genra anche in noi un qualche smarrimento} il nostro albo de’ fessi (aggiornato senza nessuna periodicità), ma perché, come detto, non ci avevamo badato… ed or che ci badammo ce la tiriamo un po’ anche noi. Vi pare, colleghi,  collaboratori e lettori assidui ma imperiodici come noi? 

     

    Continuiamo a non raschiare, ad eccezione degli escrementi del sig. giamba, indecenti anche per le nostre malelingue. In questa maniera, e rispondendo incidentalmente alle accuse di taluni fessi, esercitiamo il nostro senso del pudore, impegnandoci a tutelare i nostri lettori, assidui ma imperiodici come noi, da brutture inutilmente tese a dimostrare l’esistenza del loro autore.   
    SE TUTTAVIA QUESTA RAGIONEVOLE SPIEGAZIONE NON BASTASSE, SPECIFICHIAMO CHE NOI SIAMO GARANTISTI FINO A QUANDO NON INTERVENGANO SUPERIORI RAGIONI DI IGIENE, DA NOI
    INSINDACABILMENTE VALUTATE (no, topogonzo: i sindacati confederali non c’entrano, e neppure i cobas). 
     
    DA OGGI, 23.11.2006, 19:46, VENGONO RASCHIATI I MALTRATTAMENTI CHE IL TOPO INGLIGGE AL FRANCESE E AL LATINO. NON CI RISULTA, PER ORA, CHE ABBIA TENTATO ALTRI IDIOMI. 
    p.s. Ha tentato anche lo spagnolo e il portoghese, con identici esiti. Si raschia (17.06.2009)
    DA OGGI, 28.11.2006, 23:02 VIENE RASCHIATA PER PURO SFIZIO, SOLO OGNI TANTO, E SEMPRE

    A CASO, ANCHE GABRIELITA.
    DA OGGI 06.06.2007, 23:22, VIENE AD LIBITUM RASCHIATO TOPOGONZO SE NON SI PRESENTA APPUNTO COME TOPOGONZO, SENZA STORPIARE IL SUO NOME.      

     

     


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