I salti di qualità del Corriere

rueckwartsrolle

Caccia virtuale al ladro. Sul Corriere della Serva fino a  qualche tempo fa la nazionalità dell’assassino la trovavate sepolta nel testo, e mai nel titolo. Ora c’è un nuovo salto di qualità: della nazionalità non si parla proprio. Non è una notizia, o, per meglio dire, è una notizia da non dare nel caso che il criminale sia straniero. Vedere per credere:

Barista rapinato e ucciso a colpi di pistola nel Bolognese. È accaduto nella frazione di Riccardina di Budrio

E’ accaduto, e ai lettori deve bastare. Chi, per curiosità morbosa e razzista, volesse scoprire qualcosa di più dovrebbe andare sul Resto del Carlino, che pudicamente ne parla solo nel testo, ma almeno ne parla, e arriva pure a grassettare la frase importante:

Mentre si dispera sugli scalini all’ingresso del bar, la donna ha ben chiara nella mente l’immagine del killer: «Aveva un accento straniero. Non aveva paura di nulla. Era basso e grosso allo stesso tempo».

Noi non credevamo che il sig.Cairo potesse peggiorare il Corriere, ma l’ha fatto.

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  1. Anche i picchiatori di Alatri dovevano essere albanesi, e invece… Speriamo che stavolta la signora abbia udito bene l’accento straniero.

    • Grazie per il suo rinnovato patronaggio, sig. Pococurante. Ma ci spieghi il significato dell’avverbio “stavolta”. La signora (che poi è la moglie del morto di Budrio) era anche nella discoteca di Alatri?

      • Non signora stricto sensu, che i testimoni siano attendibili. Sarebbe una bella delusione scoprire che anche stavolta il criminale è italiano.

        • Mi sembra evidente che il Corriere omette informazioni affinché noi non ci si illuda, perché ha a cuore il nostro bene.

        • Quando le diciamo che lei è uno dei nostri ospiti più graditi, sig.Pococurante, lei magari pensa che scherziamo. Invece parliamo sul serio.Il suo commento è breve ma pregnante.
          Non signora stricto sensu“, lei dice. Che cosa intende? che la vedova non fosse regolarmente sposata? o che i suoi modi non siano quelli di una vera signora, come si usava dire nei salotti di provincia fino a mezzo secolo fa? In ambedue i casi, ci pare che lei vada fuori tema. Forse il retaggio di un’educazione piccolo-borghese? non spetta a noi approfondire.

          Passiamo invece al clou del suo pregnante commento. Lei afferma che per lei “sarebbe una bella delusione scoprire che anche stavolta il criminale è italiano“. Non creda che ci sfugga la possibile ironia sottesa a questa sua frase, espressa peraltro in buon italiano. Potrebbe benissimo essere che per lei non costituisca una delusione scoprire che l’assassino è italiano. Che sia anzi motivo di soddisfazione. Oppure che non ci sia ironia, e che lei si dispiacerebbe profondamente nell’apprendere che il tipo tarchiato munito di fucile è un suo connazionale.
          Poiché, tuttavia, la missione del nostro blog è anche educativa, dobbiamo spiegarle con grande pazienza che non è questo il punto. Il punto è che i giornalisti del Corriere hanno l’ordine di bonificare le notizie a fini pedagogici. Guardi, per farle capire rovesceremo l’argomento: sarebbe ugualmente grave se anziché purgare le notizie in favore degli stranieri, ciò avvenisse pro italiani. Ha capito? Se non ha capito (nessuno è perfetto) si senta libero di intervenire ancora.

        • red. cac.

          Ci allieta il fatto che talvolta un fesso, sia pure di terz’ordine rispetto ai nostri antichi fasti, venga a rammentarci la loro esistenza. Della categoria dei fessi, intendo.
          Ci sarebbe di meglio, anche senza dover ricorrere ai vecchi Topo Gonzo e all’ex sig. Train, ormai amico JT; ma se questo passa il convento, ben venga, sig. procurante.

          p.s.
          Lei, ex collega, non sia troppo severo con quel che passa il convento. Anche se avesse capito, può senz’altro tornare a capire altri post e/o altri commenti.

  2. Ossignore, non signora in senso stretto, signora intesa come testimone in senso lato. Quel che non ho capito è perché interessi tanto pronosticare la nazionalità del reo; finché non lo si piglia mi sembra corretto omettere di parlarne.

    • La sua ricerca di correttezza le fa onore, sig.Pococurante, ma per noi si colloca perigliosamente in prossimità della posizione di suddito. Senta qua l’alternativa: i giornalisti scrivono tutto, senza censurare ciò che appare scorretto, e poi ci pensano i lettori a giudicare ciò che è interessante, e a farsi un’idea.
      L’alternativa è: giornalisti adulti e lettori bambini, cosa che, anche solo guardando un telegiornale, appare assai ardita.
      Assai.

    • Più facile prenderlo sapendo se è italiano o straniero.

  3. Quando lo prenderanno e ne conosceremo la nazionalità e, Dio non voglia dovessimo scoprire che è norvegese, il sig. pocopensante non sarà qui a commentare con supponenza il fatto o lo farà per raccontare di come anche gli italiani rubino.
    Non ti sorprendono mai, quando ne vedi uno li hai visti tutti, come le galline.
    Solo che le galline sembrerebbero più sagge, in senso socratico voglio dire.

    • A furia di trattarli male, e in qualche caso per averli trattati troppo bene, siamo quasi rimasti senza fessi. Chiediamo pertanto protezione per una specie che nel mondo non è in pericolo di estinzione, ma da queste parti sì.

      • red. cac.

        Lo ammetto, anch’io sono preoccupato per la penuria di fessi che da un po’ di tempo ci affligge. Il sig. procurante fa quel che può, ma può veramente poco, diciamo che non è un fesso d’alto mare, al massimo un fesso da bordeggio.
        Meglio che niente…

        p.s.
        Ex collega, io rubo.

    • Veramente Cecchi Paone ha detto che non bisogna armarsi e reagire bensì chiamare la polizia. Che non sarà il massimo del realismo, ma è un tantino diverso dal calarsi braghe e mutande e mettersi a 90° nella speranza che arrivi qualcosa.

      • red. cac.

        Vero, per me – anche se non ho sentito – ha detto le stesse cose che dicevano la Costamagna e le altre due megere di cui poco sotto.
        Tuttavia Lei riconoscerà, sig.ra Barbara, che la lettura che ne dà il sig. Annibale è corretta dal punto contenutisticamente, perché per dire che in una situazione del genere bisogna chiamare i carabinieri bisogna essere assolutamente cretini.
        A meno che non abbia detto “prima chiami i carabinieri, poi, nell’attesa che di solito non è breve, fai quello che puoi, ma non devi certo mettere al primo posto il danno che potresti procurare al delinquente”, cosa che mi sento di escludere.
        Infatti, se qualcuno lo fa, ed temo che lo farei, non avendo armi e non sentendomi di misurarmi a cazzotti con chi neppure riesco a vedere, è solo per la paura del fatto di essere indagato per omicidio volontario, cosa che poteva avere un senso ai tempi dei ladruncoli ma che oggi, con tutti i clandestini in circolazione che non verranno mai trovati o che rilasciano e ti vengono subito a minacciare di vendicarsi, è da bastonate sulla testa del legislatore.
        Ha ragione Sgarbi: la dicitura “omicidio volontario” quando spari a uno che ti entra in casa è una focomelia concettuale che va eliminata.

    • red. cac.

      Cecchi Paone è una donnetta [1: non ho detto donna, ho detto donnetta; 2: lo avrei detto anche se non fosse omosessuale o per dirla con Monsignor Della Casa, buliccio] che andrebbe preso a nerbate sul groppone sulla cervice e su quellu pocu, perché gli piace fare la vittima e quindi merita soddisfazione.

      Che fosse un idiota lo sapevo da molto prima di apprendere che aveva anche altre e a me poco consone inclinazioni.

      p.s.
      Ho visto su youtube (stavo guardando gli highlights del tennis, ma man mano che scorri ti arriva di tutto) un video in cui il sig. Sgarbi discute con le sig.re Costamagna, una brutta vecchiaccia molto nota di cui ora mi sfugge il nome, e una tizia di cui ho presente la faccia e i labbroni rifatti ma non il nome. Si discute di quello che ha ucciso uno dei ladri, mi pare dalle parti di Lodi. Sgarbi dice, urlando come suo solito non appena cercano di interromperlo (ma va detto che lo interrompono in una maniera che reclama i ceffoni, altro che le urla, per la stupidità di quel che dicono), che se uno ti entra in casa la colpa di tutto quel che succede è in primis sua. C ‘è una tizia avvocato che afferma che il magistrato non poteva fare diversamente, ma che la legge è sbagliata. Quello stronzo brutto a vedersi e a sentirsi che risponde al nome di Luca Telese, invece di fare il conduttore, fa l’interruttore (ma solo di Sgarbi).Il pubblico applaude a scena aperta proprio Sgarbi, il quale a un certo punto perde la pazienza, manda a fanculo la Costamagna e definisce, a ragione, stupide, ignoranti e ipocrite le altre due interlocutrici, e s’incazza di brutto con Telese che vuol cambiare argomento.
      Telese il conduttore interruttore e le tre megere abbandonano lo studio tra gli applausi del pubblico che continua ad applaudire Sgarbi. Una figura di merda così solo una merda come Telese può sopportarla.
      Ex collega Erasmo, ogni tanto si hanno delle soddisfazioni a guardare certi spezzoni di talk show. Ma quel che preferisco è il sig. Vincenzo De Luca per quel che dice – e per come lo dice –
      dei cinquestelle e in particolare di Giggino Dimmaio.

      • Guardi però che nei talk show gli applausi sono a comando.

        • red. cac.

          Quello, glielo assicuro, non è stato a comando. So che funziona così, ma la faccia di Telese diceva chiaramente che non la cosa non era prevista.
          Va detto che se n’è andato anche perché si stava profilando il discorso: voi mi pagate x per venire qua, e a te quanto ti pagano per dire queste cazzate?

        • Meltemi

          @ myollnir
          La ringrazio della citazione. Forse la deluderò dicendole che anche l’espressione anglosassone “self defense”, pur molto più accettabile della ridicola “legittima difesa”, mi è sempre piaciuta poco. Gli aggettivi qualifcativi della difesa debbono essere limitativi, non giustificativi. Innanzi tutto il concetto di difesa è più largo di quello implicito nell’espressione “self defense”. Se aggredisco un bruto mentre sta stuprando una bambina che neppure conosco, agisco comunque per difesa e non so se gli anglosassoni chiamerebbero quest’atto “self defense”. Ma quello che mi lascia perplesso è come la difesa “privata” abbia bisogno di un aggettivo. Se rompo una bottiglia di birra in testa ad un aggressore che sta per piantarmi un coltello nella pancia compio un atto di “difesa”. Sarà poi il giudice a stabilire se la mia bottiglia di birra era “eccessiva” rispetto al coltello. Da noi il mio atto è rubricato come “legittima difesa” (ci mancherebbe altro che fosse illegittima), mentre gli anglosassoni lo chiamerebbero “self defense” e lo è indubbiamente. Ma è un’espressione pleonastica. Quale sarebbe allora la “defense” non “self”? Evidentemente quella esercitata dalla forza pubblica. Ma qui rientra, sia pure in maniera più sfumata, la Sua azzeccata definizione di “concessione regale”.

      • lector

        @Red.Cac.
        Che poi, la cosa sarebbe addirittura banale, nella sua semplicità. Basterebbe solo porre una presunzione di legittima difesa a favore di chi ha utilizzato un’arma da fuoco nel proprio domicilio, durante la tentata effrazione.
        Così, rimarrebbe a carico del PM provare volontarietà ed eccesso.
        Ma i magistrati lo sanno benissimo quanto risulti difficoltosa una prova del genere e, di conseguenza, non hanno alcuna intenzione di sobbarcarsi un simile gravoso compito (la magistratura italica è famosa per la pigrizia che la contraddistingue).
        Preferiscono che sia la vittima (dell’aggressione) a dover dimostrare che la reazione è stata proporzionale all’offesa ricevuta.
        Una probatio quasi diabolica. Infatti, vengono quasi sempre condannati (gli aggrediti, non gli aggressori).

        • Rasko

          1. In Italia la legge consente una piena difesa domiciliare. Contro il ladro che entra in casa è possibile difendersi, reagire, sparare e uccidere. La difesa finisce con il perimetro della propria abitazione, fuori da lì non è più consentito sparare al ladro. Nei casi limite, cioè il ladro in fuga, la legittima difesa è concessa con altrettanta solerzia mentre comincia ad esserlo meno solo quando il ladro è ormai chiaramente in fuga e tanto vicino alla via d’uscita da far pensare come assolutamente improbabile un suo ritorno indietro, penso ad esempio in una villa con giardino al difendente che spara al fuggitivo in prossimità del cancello.
          Potrebbe, ancora, non configurarsi la l.d. laddove la condotta difensiva “esploda” in una reazione tale da perdurare anche quando il ladro è – secondo gli standard di conoscenza che ci si può attendere da una persona media che ha subito un’aggressione in casa – ormai inoffensivo. Ad esempio, chi dopo aver già sparato al ladro, anziché fare pochi passi per prendere il telefono e chiamare la polizia, faccia cento metri per raggiungere il ladro agonizzante a terra e scaricargli il caricatore addosso.

          2. La presunzione di proporzionalità di cui parla Lector esiste già. Il rapporto di proporzione sussiste se nel domicilio, nel luogo di lavoro (se non ricordo male la giurisprudenza aggiunge pure l’automobile) chi si difende da un’aggressione (cioè dal ladro che entra in casa, non c’è bisogno di un contatto fisico) usa un’arma legittimamente detenuta per difendere se stesso o i propri familiari e i beni propri o altrui.

          3. In Italia non si è condannati per eccesso di legittima difesa nella grandissima maggioranza dei casi. Saltuariamente (molto saltuariamente) succede che il giudice incompetente condanni (come qui) ma se si è fortunati c’è chi ci mette la toppa (come qui).
          Al di là delle dispute teoriche, chiedere di cambiare la legge è irrazionale perché il problema non è la legge che già tutela ampiamente chi si difende ma un giudice incompetente che non la sa applicare, “il problema” della legittima difesa dunque è il tallone d’Achille che da decenni affligge l’Italia, ossia l’assoluta irresponsabilità della pubblica amministrazione (in questo caso dei giudici e degli operatori del processo).
          Aggiungo che c’è una cosa che in effetti mi piace poco di questa legge (e che un redattore ha ricorda anche pochi giorni fa) e cioè la possibilità di esercitare l’azione civile per la vittima dell’eccesso colposo. Ora è evidente che c’è un’asimmetria fra il ladro che anche se condannato non deve pagare alcun risarcimento danno (oltre agli oggetti rubati) e chi si difende. Su questo punto sono d’accordo con voi.

          4. Un’obiezione che si sente spesso è: «Se il ladro non fosse entrato in casa (A) non sarebbe morto (B) a causa della difesa del proprietario (C), dunque fra la violazione di domicilio e la morte c’è un rapporto di conditio sine qua non. Essendo l’azione del ladro illegale ciò non dovrebbe ricevere alcuna forma di tutela da parte dell’ordinamento che quindi deve condannare il ladro e tutelare con l’impunità il difensore».
          Questa è una posizione solo apparentemente corretta e anzi è un falso problema. Infatti, che ci sia un rapporto di causa effetto fra A e B, cioè che per ogni A il metro di riferimento sia il fatto B è evidentemente falso ma è evidente anche che la causa A, dal punto di vista logico, spiega molto poco del fatto B. In altri termini, al giudice serve un criterio che partendo dall’effetto e andando a ritroso gli permetta di capire qual è l’evento che fa sorgere la responsabilità giuridica. Il criterio della successione naturalistica dei fatti semplicemente non dice nulla di significativo sul momento in cui sorge la responsabilità, si potrebbe retroagire all’infinito fino ai genitori del ladro e non cavarne un ragno dal buco. Si potrebbe aggiungere, ma c’entra poco con la legittima difesa (ma c’entra col criterio con cui sorge la responsabilità che dev’essere omogeneo per tutti i fatti) che la conditio è incapace di fornire criteri utili per tutti i fatti in cui abbiamo conoscenze scientifiche limitate (ad esempio molti casi di responsabilità medica, il rapporto di eziologia delle malattie sconosciute causate da farmaci nuovi etc), di causalità addizionale (ad esempio, due persone che non si conoscono con condotte separate e autonome versano una goccia di veleno nella bevanda di Tizio. Una sola goccia non uccide, due sono letali dunque Tizio muore. A cosa condannare?) etc.
          D’altronde è un falso problema perché nessuno nega la responsabilità del ladro, ma piuttosto si nega al difensore quella che non è più un’autotutela ma una punizione. Diventa un problema perchè si ha la falsa percezione di un aumento delle rapine (FALSO. Sono in diminuzione) che suggestiona il giudizio sul fatto particolare, è un fenomeno ormai molto consolidato in criminologia, più cresce la sicurezza più aumenta la sensazione di insicurezza a livello sociale.
          Infine, immaginiamo un controfattuale: il ladro che entrando in casa e senza saperlo interrompe lo stupro perpetrato dall idraulico, che altrimenti se ne sarebbe già andato da un pezzo, nei confronti della padrona di casa. Lo stupratore per difendersi dal ladro interrompe lo stupro e uccide il ladro in modo eccessivamente colposo. Qui applicando il criterio della successione naturalistica se ne dovrebbe dedurre che o lo stupro o la violazione di domicilio sono fatti che meritano di essere premiati con l’impunità come l’eccesso colposo nella difesa semplice. Come si vede, basta togliere l’aura di umana pietà che emotivamente si prova verso chi si difende per capire che c’è poco di razionale dietro la frase iniziale.

          5. Sono convinto che discutendo di leggi, ossia di un accordo sociale, sia quantomeno legittimo sostenere ogni posizione, anche le più critiche (ad esempio, a favore della pena di morte). Però, onde non prendersi per i fondelli non bisogna giocare con le parole. Se si desidera una disciplina più punitiva di quella attuale, che in sostanza significa molto più punitiva di qualsiasi Stato occidentale (anche quelli dell’America del Sud), non bisogna usare l’espressione legittima “difesa” ma legittima “punizione“. Il vecchio delitto d’onore non era concettualmente diverso, quello viveva come attenuante per la figlia disonorata, questo come scriminante per la morte del brigante.

        • red. cac.

          Caro sig. Rasko, la lunghezza del Suo commento è di per sé prova della difficoltà oggettive del problema, perché certo non considera nessuno di noi un minus habens.
          È sempre più difficile difendere una legge pensata per altra situazione storica: ma quanto dico nasce dalla personale convinzione che il diritto non è, come vollero i latini e noi di conseguenza, assoluto; senza diritto assoluto anche le leggi sono e debbono essere mutevoli nella imperfezione delle democrazie, visti i clamorosi fallimenti di ogni utopia da Platone a oggi.
          Ricordo che i più accesi sostenitori dell’eccesso di legittima difesa appartengono a ceti sociali immuni da certi rischi:
          1) non sono aumentati i furti (è vero il contrario) ma i casi in cui il ladro, sorpreso, ricorre alla forza, o per timore di fuga tardiva o perché già intenzionato a usarla, se necessario.
          2) Il vecchio ladruncolo solitario è in via di estinzione, anche per le spartizioni tra bande che proteggono il loro territorio di caccia dagli estranei meglio della polizia
          3) Si tratta di fenomeno di quasi tutte le periferie, non solo delle grandi città; già stanno arruolando i neo-migranti
          4) Non si aspetta più che la casa sia deserta, e sulle ragioni di tale fenomeno si dovrebbe scrivere un trattato da far leggere, anzi ingoiare, ai magistrati e ai politici.
          Di corsa: a forza di conculcare l’opinione comune si otterrà l’effetto contrario; temo anzi che sia tardi per le sagge mezze misure.

          Ma ho lavorato di falangi appena ho visto il Suo commento per altra ragione: voglio informarLa che ho letto recentemente il Suo messaggio su fb, ma non son riuscito a rispondere ed ora non lo trovo più.
          Già conosce la risposta: un grazie e un emoticon stampato su cartone a mo’ del fu sig. Train, oggi felicemente JT.

        • lector

          Grazie sig. Rasko per l’ottima spiegazione, anche se quanto lei dice non coincide totalmente con ciò che ho sentito in alcuni convegni divulgativi. Ad esempio, in quelli del dott. Nordio in occasione della presentazione dei suoi libri.
          Del resto, quel che traspare dalle sue righe mal si concilia pure con quanto accaduto al signore opitergino (mi pare), che secondo la stampa sarebbe stato rinviato a giudizio per il solo fatto di aver sparato in aria col fucile da caccia, a fronte d’un tentativo di furto nella propria abitazione (sita in periferia).

        • Molto pertinente l’apparente errore di includere la magistratura nella pubblica amministrazione.
          Tutti i nostri mali provengono dal malfunzionamento della PA. I mali attribuiti ai “politici” consistono, appunto, nell’incapacità di mettere in riga i burocrati. Persino il male ipocritamente considerato sommo, detto “corruzione”, non è mai attribuibile a un politico da solo, ma sempre a una associazione politico-burocrate. E teniamo anche conto che il politico risponde periodicamente del suo operato, mentre il burocrate no.
          In tal senso, chi avesse illusioni sui pentastellati guardi al caso di Roma, e al lingua in bocca con i burocrati.

        • red. cac.

          Tornando un attimo al tema: quel mentecatto di Telese non omise di ricordare che ci sono stati tre proscioglimenti in poco tempo. Non ha citato invece l’assoluzione in secondo grado.
          Resta vero comunque che fa un po’ girare il belino, legge o non legge, che io derubato e in qualche modo aggredito, debba poi essere sottoposto a indagini, e talora rinviato a giudizio, con tempi che qualche volta arrivano a cinque anni, per il fatto che qualcuno tenta di entrare in casa mia.
          In altri termini: l’omicidio volontario, nel caso di violazione di proprietà, non ha ragione di esistere. Trovino i magistrati la formula idonea, o sarà peggio, alla lunga anche per loro.

        • lector

          @Erasmo
          Ricordo che rimasi basito di fronte al cronografo Hublot d’oro massiccio, del valore di non meno di 30 mila euro, al polso del dirigente dell’Ufficio Tecnico di un noto comune balneare dell’Alto Adriatico.
          Mi chiedo come mai queste cose sfuggano ai più (leggi Magistratura e Agenzia delle Entrate, altrimenti così ligi), ma poi mi tranquillizzo pensando nella spiegazione più ovvia, ossia che è ricco di famiglia.

        • myollnir

          Non sono in grado, per competenza legale, di dare un mio contributo, ma se mi permettete copio-incollo quanto scritto da Mauro Mellini, non precisamente un golpista sudamericano né un John Wayne della mutua:
          “Si discute (magari si fa per dire) alla Camera dei deputati su di una seconda (dopo quella del 2006) riforma delle norme sulla legittima difesa. Non sembra che le cose si mettano proprio bene.
          È bastata l’assenza di alcuni deputati in Commissione Giustizia per vanificare la possibilità di un testo ragionevole e concludente, che un’inconsueta ragionevolezza dei deputati grillini avrebbe potuto consentire. È passato un emendamento del Partito Democratico che definirei tipicamente democristiano: tale cioè da far sì che le parole servano a non dire piuttosto che a fare chiarezza. La chiarezza, del resto, è ciò che chiaramente manca in questa pur non necessariamente spinosa questione. Manca nella legge e, soprattutto, nelle prassi giurisprudenziali attuali e pure nelle idee di riformatori un po’ improvvisati, nei giornali e infine (ed è la mancanza più significativa) tra la gente.
          Intanto il dibattito nel Paese non è tanto e, purtroppo, solo teorico. Così di persone aggredite che hanno reagito e che sono oggetto di procedimenti penali, si succedono ad altre, purtroppo non infrequentemente e si apprestano processi, magari solo disciplinari persino per qualcuno che, avendo subìto una minaccia di aggressione, pare abbia commesso un eccesso colposo di manifestazione di opinione sulla legittima difesa. Parlo, ovviamente, del caso del giudice Mascolo, di Treviso. Molte sciocchezze, inevitabilmente, sono state dette e molti evitabili eccessi affiorano in tali discussioni. Meno però del solito. Segno che la gente ha della questione un’idea e un’informazione forse migliore di quella dei legislatori e, soprattutto, dei magistrati che professionalmente se ne occupano.
          Un argomento, solo formalmente, e quindi apparentemente fuori luogo nel dibattito specifico sulla riforma dell’articolo 52 del codice penale, mi pare che sia emerso, degno invece non solo di essere apprezzato ma fondamentale per quella realtà delle cose di cui le leggi sempre dovrebbero tener conto e assai spesso non lo fanno. Viene spesso sottolineata la penosa vicenda di chi, aggredito, abbia reagito ferendo o uccidendo l’aggressore e sia stato subito “indagato” per “eccesso colposo di legittima difesa”, quando non di lesioni o di omicidi volontari. E della conclusione di tali procedimenti spesso, magari, di assoluzione, che giunge dopo una trafila di mesi e di anni, con vicende alterne, patemi d’animo, spese. Guai, insomma, che si aggiungono a quello di una patita rapina, di un furto in casa, e che fanno desiderare alla vittima di non essersi avvalso del diritto di difendersi anche quando, tardivamente, gli è riconosciuto.
          Credo che questo tutto sommato sia, al di là di molte sciocchezze e di molte altre argomentazioni giuste e ragionevoli, il punto centrale nella realtà della questione. Il punto dolente in cui non potrà certo porsi rimedio con una diversa formulazione, pur auspicabile, dell’articolo 52 del codice penale. Quando la legge penale parla di aggressore e di aggredito trascura infatti (né la legge penale vera e propria potrebbe non trascurarlo) quell’aggressore che, purtroppo, è sempre sulla strada del cittadino italiano: quello della “malagiustizia”. Che, nella specie, si concreta nella distorta e frenetica applicazione del principio della obbligatorietà dell’azione penale. Casi di rapinatori respinti a pistolettate da un gioielliere o di ladri notturni che ci lasciano la pelle in casa di un pensionato indomito sono cosa ghiotta per un Sostituto procuratore. Il quale non sarà mai disposto a chiuderli prima ancora che si aprano, per il solo fatto che a sparare sia stato un cittadino che manifestamente intendeva difendere la propria vita, quella dei suoi cari e per i suoi, magari, scarsi beni.
          La gente guarda la televisione e vede nei film western il cow-boy che, più rapido ad “estrarre”, cioè ad impugnare la colt, fa secco il cattivo che ha fatto il gesto di fare altrettanto e dice “legittima difesa” allo sceriffo che assiste alla scena e che, convinto di ciò, si limita a chiamare il beccamorto che vada a seppellire l’imprudente tipaccio nel “cimitero degli stivali”.
          Certo, non siamo nel vecchio west ed è augurabile che non ci si finisca. Ma sentir dire che “il Pm fa il suo mestiere ad incriminare quello che non ci ha rimesso la pelle: sarà poi un giudice terzo a dire se c’è stata legittima difesa”, è cosa addirittura rivoltante. Perché significa non solo mettere in dubbio pressoché automaticamente la “legittimità”, ma anche e sicuramente a vanificare una vera e integrale difesa. Perché l’aggredito sarà sfuggito a una pallottola o a una coltellata dell’assalitore, avrà conservato l’incolumità dei suoi e il possesso delle, magari, magre sostanze, ma viene così a subire un’altra aggressione: quella di un processo che, come diceva Francesco Carnelutti, “è pena”.
          Una penosa Via Crucis di interrogatori, di avvocati, di parcelle, di periti e di perizie, di giornali e di giornalisti, da cui nessuno in nessun caso potrà difenderlo o risarcirlo. Ecco dunque che, nella “Patria del Diritto” che è pure la patria di una giurisdizione invadente, zoppicante e incontrollata, di una giustizia lenta e, magari, approssimativa e arbitraria, la legittima difesa non ha diritto di piena e operante cittadinanza. E pare che non vi sia Pontefice che voglia predicare l’“accoglienza” di una giustizia giusta a misura del cittadino e non del magistrato, di fronte alla quale pare che le nostre frontiere siano invalicabili.

        • Meltemi

          La “legittima difesa” esiste nell’ordinamento giuridico italiano e di altri paesi, ma è un’espressione volutamente ingannevole. Ovunque sia usata. La legittima difesa non esiste. Esistono la difesa, che è legittima, e l’offesa, che non lo è. La difesa può diventare illegittima se è eccessiva, ma in questo caso si deve parlare di eccesso di difesa, non di legittima difesa, espressione priva di senso. Perché se un senso l’avesse, dovrebbe esistere anche la fattispecie astratta della difesa illegittima pur non essendo eccessiva. Qualcuno può fare esempi?

        • myollnir

          Sa che ha ragione, Meltemi? La stessa espressione “legittima difesa” sa di concessione regale, che può essere anche revocata. Infatti nel diritto di “common law” si parla di “self defense”, e basta.
          “I shot the sheriff, but I swear it was in self defense”.
          Perfino in Giamaica.

        • Meltemi

          Scusate, avevo sbagliato posizione
          @ myollnir
          La ringrazio della citazione. Forse la deluderò dicendole che anche l’espressione anglosassone “self defense”, pur molto più accettabile della ridicola “legittima difesa”, mi è sempre piaciuta poco. Gli aggettivi qualifcativi della difesa debbono essere limitativi, non giustificativi. Innanzi tutto il concetto di difesa è più largo di quello implicito nell’espressione “self defense”. Se aggredisco un bruto mentre sta stuprando una bambina che neppure conosco, agisco comunque per difesa e non so se gli anglosassoni chiamerebbero quest’atto “self defense”. Ma quello che mi lascia perplesso è come la difesa “privata” abbia bisogno di un aggettivo. Se rompo una bottiglia di birra in testa ad un aggressore che sta per piantarmi un coltello nella pancia compio un atto di “difesa”. Sarà poi il giudice a stabilire se la mia bottiglia di birra era “eccessiva” rispetto al coltello. Da noi il mio atto è rubricato come “legittima difesa” (ci mancherebbe altro che fosse illegittima), mentre gli anglosassoni lo chiamerebbero “self defense” e lo è indubbiamente. Ma è un’espressione pleonastica. Quale sarebbe allora la “defense” non “self”? Evidentemente quella esercitata dalla forza pubblica. Ma qui rientra, sia pure in maniera più sfumata, la Sua azzeccata definizione di “concessione regale”.

        • Quello che lo stato, e in particolare una delle sue branche, teme più di qualsiasi cosa è la “ragion fattasi”, che se estesa toglierebbe legittimità alla sua (in)azione.

        • myollnir

          Credo (credo) che “self defense” inclusa se stessi, la propria famiglia e la proprietà, che invece, nel nostro diritto o almeno nella nostra prassi legale, è del tutto abbandonata: nei nostri tribunali sembra che sia illecito causare nocumento all’aggressore che mira “solo” ai nostri beni.
          Nel suo esempio di stupro di bambina sconosciuta, si tratta di defense e basta.

        • Rasko

          Red.Cac. sono contento abbia letto il messaggio.

          Riguardo quanto si è detto, sia Mellini che Nordio non criticano la disciplina della legittima difesa ma quell’aspetto operativo che è più insensibile all’esigenze della vittima, ossia l’iscrizione nel registro degli indagati (peraltro non obbligatoria). È già un altro piano, come si vede, rispetto a chi dice di abolire l’eccesso di legittima difesa, anche se devo dire che sul piano operativo non mi pare cambierebbe molto con le loro proposte. Indagato o vittima, non cambiano gli oneri e le domande quando il pm chiama per assumere informazioni.

          Da ultimo, presunzione di proporzionalità e eccesso colposo vanno a braccetto, impossibile scinderli pena lacune gigantesche. Ad esempio, se non fosse esistito l’eccesso colposo PIstorious sarebbe a pied….vabbè non sarebbe stato condannato.

          Ps: Oggi tutti sembrano dimenticarsene, ma l’eccesso colposo fu introdotto dal 2006 da un ministro di nome Roberto Castelli. A quale partito appartiene?

        • lector

          @Rasko
          Nel 2006 c’era Prodi.

        • myollnir

          L’esempio di Pistorius non mi sembra del tutto calzante, perché forse quella della legittima difesa non se la sono bevuta in molti, in Sudafrica; è ben possibile che, come da noi, quando il giudice sente di “dover” condannare, ma non ha prove certe, infligga una pena mite, come “via di mezzo” ( v. Scattone – Ferrario).
          Mi sembra più calzante l’esempio di quel ragazzino giapponese che, negli Stati Uniti, fu freddato sul prato di casa mentre faceva “dolcetto o scherzetto” la sera di Halloween. Il responsabile fu assolto: ecco, lì mi pare senz’altro che se ci fosse stata un’opzione del genere, quello sarebbe certamente stato il caso. Invece, il responsabile fu assolto. Non ricordo il nome, ma il caso fece abbastanza clamore, perché il padre del ragazzino fondò un’associazione contro l’uso troppo disinvolto delle armi da fuoco in USA.

        • myollnir

          Oops! Anche per il “calzante”.

        • lector

          Se nel mio appartamento circolasse libero un black mamba, che io tengo come pet, e l’incauto ladro vi ci incappasse, sarei tenuto poi a risarcirne la famiglia?

          A proposito:
          Un ladro entra in una casa e inizia a frugare al buio nei mobili delle varie stanze, aiutandosi con una torcia.
          Mentre sta frugando nel comò della camera da letto padronale, sente improvvisamente una voce gutturale che gli fa ” …rrrrrr… stai attento … rrrr … Gesù ti guarda …rrrr…”
          Spaventato, punta la torcia a destra e a sinistra per individuare la fonte della voce, ma non vede nessuno.
          Si convince di aver avuto un’allucinazione e continua a frugare.
          Di nuovo la voce ” … rrrr … Gesù ti guarda … stai attento … rrr …”
          Stavolta capisce di non aver avuto nessuna allucinazione e inizia a puntare la torcia in ogni angolo per trovare chi ha parlato.
          Dietro l’armadio, su un trespolo, vede un pappagallo.
          “Ah maledetto, sei tu che hai parlato! E saresti tu Gesù?”
          E il pappagallo: “No, io sono San Giuseppe!”
          Il ladro scoppia allora in una fragorosa risata liberatoria e, rivolto al pappagallo, esclama: “Ma chi è quel cretino che ha messo nome San Giuseppe a un pappagallo?”
          E il pappagallo: “… rrrr … lo stesso che ha messo nome Gesù al rottweiler .. rrr …”.

        • myollnir

          @Lector: magari viene da qui:
          http://www.perfectwatches.to/brands/hublot

          PS: Carina, la storiella. Me la rivendo subito.

        • Bella, questa me la rivendo anch’io.

        • Nel “Gazzettino ” di oggi, Carlo Nordio fa riferimento alla natura fascista della norma sulla legittima difesa, che è del 1930:
          “Perché la legittimità della difesa che lo Stato riconosce al suddito è una sorta di concessione benevola che, in caso di proscioglimento, si conclude con la formula ambigua “che il fatto non costituisce reato”.Come dire: il reato c’è, ma io non lo considero tale; di conseguenza prima ti indago, poi forse ti processo e alla fine probabilmente ti assolvo. Se intanto hai perso la tranquillità, una buona dose di denari, e magari la salute, sono fatti tuoi. Un codice diverso, e liberale, suonerebbe invece così: poiché in caso di aggressione il primo responsabile è Io Stato, che non ha saputo impedirla, io, codice, non indico i limiti entro cui il cittadino può difendersi, ma quelli entro cui lo Stato può punire chi si è sostituito alla sua inerzia. Non certo per responsabilità delle forze dell’ordine: del resto sarebbe impossibile mettere un carabiniere alla porta di ogni casa. Ma perchè, anche senza averne colpa, lo Stato si è rivelato di fatto inadempiente all’obbligo di difendere i diritti naturali della persona. Così impostato il problema, cambierebbe tutto. A cominciare dal fatto che, durante le indagini, il cittadino sarebbe realmente considerato presunto innocente, e non come adesso un mezzo colpevole; che la formula assolutoria sarebbe più radicale e più liberatoria di quella attuale (ad es: il fatto-reato non sussiste); e che la vittima dovrebbe essere risarcita almeno delle spese legali. Facile? Mica tanto. Perché per far questo non basta cambiare uno o due articoli, ma l’intero codice nella sua filosofia essenzialmente illiberale: occorre tempo e buona volontà. E, al momento attuale, la politica non sembra avere né l’uno né l’altra.”

        • lector

          @Myollnir
          Grazie a lei per il link.
          Peccato che, di solito, le foto su quei siti si riferiscano ai modelli originali.
          Ciò che arriva a casa è assai differente.
          Inoltre, credo che l’acquisto di modelli contraffatti quanto meno realizzi l’ipotesi di un illecito amministrativo (dopo la depenalizzazione di Renzi,non si sa più cosa sia reato e cosa no)

        • myollnir

          @Lector: meno male che non avevo ancora inviato l’ordine!

        • myollnir

          Ps: molti anni fa a Kuala Lumpur mi si scaricò la pila dell’orologio. Invece di cambiarla, per cinque dollari comprai un Rolex tarocco da donna in un mercatino dove c’erano tutte le marche contraffatte, ma proprio tutte. Preso in mano, il peso era ben diverso da un orologio originale, ma funzionò egregiamente per anni. Certo dopo qualche mese la doratura iniziò a venire via.

        • lector

          @Myollnir
          In ogni caso, bisogna fare attenzione. Anche acquistando dai c.d. “vu’ cumprà”

          “L’acquisto su internet di beni con marchio contraffatto, può esporre l’acquirente finale non al reato di ricettazione (648 cp) e neppure al reato di acquisto di cose di sospetta provenienza (712 cp) ma, secondo la cassazione, alla sanzione pecuniaria amministrativa ex d.l. 14 marzo 2005 n. 35, conv. in l. 14 maggio 2005 n. 35 (modificata dalla l. 23 luglio 2009 n. 99)

          che non so a quanto ammonti, né se sia conciliabile con riduzione.

  4. Perché lamentate la penuria di fessi? Qui si leggono numerosi interventi di fessi che chiocciano all’unisono come galline.

  5. myollnir

    Sempre a proposito delle notizie da dare, da non dare, da enfatizzare e da nascondere, avete visto al TG2 l’elegante contatore dei femminicidi, in alto a destra?
    Oddìo, non è che la cifra “019” dopo altrettante settimane di 2017 faccia tutta questa impressione.




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    (2), FESSI E NO, ALLA CHIOSA ANCHE CRITICA. NOI NON RASCHIAMO.

    (1) Il blog si chiama “Topgonzo”, il nostro fesso preferito è invece TOPOGONZO, il quale, chissà perché, insiste a firmarsi TopGanz.
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    LA PENNA D’OCA

     

    Di Roma mi piacciono i monumenti, ma soprattutto mi piacciono i Romani“. E’ gentile da parte sua avvertire prima, Signorina. Abbiamo allertato tutti i nostri amici e conoscenti, là nella Città Eterna.

    All morons hate it when you call them a moron. – J.D. Salinger

     

    E’ impossibile sottovalutare il sig. Train, perché mentre voi lo giudicate in base alla penultima cazzata, lui ne ha già detta un’altra più grossa.  –  Zenone Eleatico.

     

    Non si può pretendere che il maiale si diverta alla sagra della porchetta. – Un redattore di Topgonzo


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    Questo niblog applica il Metodo Montessori, nella variante con frustino.


     

     
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    (But our fools should get the credit)


     CITAZIONI
    (Ci siamo accorti che ormai le citazioni dei nostri fessi sono autentico oggetto di culto nella blogosfera. Sempre più spesso si trovano utilizzate in post e commenti. Dovremmo virtuosamente invitare a citare la fonte –  non noi, ovviamente, ma gli autori – ma noi non siamo virtuosi. Usatele in libertà, e procurerete un po’ di divertimento.
    Ricordate che sono tutte rigorosamente autentiche e testuali, salvo espressa indicazione contraria)


    “probabilmente non sai neanche cosa avrai detto mai per essere contraddetto. Se tu avessi davvero voluto intendere qualcosa di diverso da quel che hai scritto nel post, avresti scritto qualcosa di diverso da quel che intende chiunque legga.” – Topo Gonzo chiosatore

    “Fiumi di inchiostro sono stati gettati riguardo questa unica resgistrazione” – Jazztrain

     “Ciao Fratello, dovevi sentire il profumo che emanavano questi dolci. Pensa alla delicata ricotta, ai raffinati candidi fatti in casa, alla glassa sopraffina etc. etc. ai cappucci fatti in casa! Approfitto dello spazio per augurarti un fraterno augurio”. – Jazztrain


    “Il folle assassino senza volerlo mise fine una volta per tutte a una stagione irripetibile aprendo un vuoto che non è mai stato più colmato.” – Jazztrain


    “Guardi, non mi interessa affatto replicare, non la considero una persona particolarmente interessante e particolarmente intelligente da considerar
    lo come interlocutore, per me lei è solo un noioso rompiscatole pieno di boria e saccenza.” Jazztrain, 31.3.2009

    “Ho letto en passant alcuni commenti da parte di qualcuno che ha spudoratamente torto marcio, e ovviamente non meritano alcuna risposta per la loro estrema pochezza”. – Jazztrain

    “Scomparso esattamente 10 anni fa, vorrei omaggiarlo pubblicando alcuni video che lo vedono come indiscusso e controverso protagonista.” – Jazztrain

    “Per Don Peppino: personalmente sono lusingato che voi dedichiate il vostro prezioso tempo a disposizione nei miei confronti. Vorrei farvi notare che qui spreca malamente il suo talento dando retta a dei oziosi perditempo.
    – Jazztrain

    “Mi spiace, non so scrivere qualcosa di più chiaro di quel che ho già scritto e che quindi posso solo ripetere qui di seguito”. – Topo Gonzo

    “noi occidentali abbiamo a presunzione di reputarci migliori rispetto alle altre società, per questo motivo ci illudiamo illuministicamente di imporre dall’alto le nostre usanze. Gli effetti in realtà vandeane sono deleteri e controproducenti.” – Jazztrain

    “Passavo di qua per caso: scopro che avete la faccia tosta di parlare” – Jazztrain

    La nostra disciplina non è affatto ben conosciuta perché i giornalisti s’ interessino realmente affinché la dama internazionale possa avere la copertura mediatica che merita.” – Jazztrain  (che ci fa così comprendere come mai i giornalisti girino alla larga)

    “Solo gli sciocchi ridono di queste cose” – Jazztrain (commentando un brano in cui si rideva di lui

    “Di storici ne conosco parecchi, proprio oggi sono stato in compagnia di uno dei maggiori del Nord Sardegna, una persona squisita ed umilissima nonché coltissima”. – Jazztrain

    “Nemmeno Alfred Hitchcock avrebbe potuto immaginare una cosa simile: un titolo deciso all’ultimo turno quando sembrava che i giochi erano ormai fatti.” – Jazztrain

    “sarebbe un sito pedagogico di scacchi organizzato da istruttori della FSI il cui scopo sarebbe quello di trovare metodologie per incuriosire e coinvolgere i ragazzini che vorrebbero imparare a giocare a scacchi.” – Jazztrain (palpabilmente dubitoso)

    “Bisogna Cacciar fuori il rospo che ci rode” (Topogonzo)

    “Ogni tanto non farebbe male ricordare una tantum a costoro di essere dei poveracci, sembra che se la prendano moltissimo”.  – Jazztrain con Malvone (e perché dovremmo prendercela? saranno pure fatti vostri se siete dei poveracci)

    “In futuro consiglierei a chi copia i link senza capirli di informarsi meglio e di evitare di scrivere fesserie, altrimenti si commettono brutte figure.” – Jazztrain 

    “L’istituto dell’immunità, infatti, è un derivato della prerogativa di sacralità ed inviolabilità del Re” – Il Dottor Malvone

    “Trattasi di parvenu cui non è stato concesso di accedere a certi anelati contesti e che di ciò hanno conservato, nel freezer della loro anima nera, un profondo rancore e il miserabile, bilioso giuramento di farne cruda vendetta. Sono imbecilli facili alla frustrazione e intessuti di male, la quintessenza della banalità del male.”  – Topo Gonzo (si riferisce alla piccola borghesia berlusconiana)

    “Devo dire, controparafrasando Boileau, che “ogni volta che leggo questa arringa mi compiaccio delle mie scritture” ma soprattutto dell’essere nato uomo e non verme, grazie a Dio”. – Topogonzo

    “Garantisco che il dubbio è da sempre la mia più fedele compagnia, almeno da quando ho l’uso della ragione. Motivo per cui quello di avere torto o di non aver capito le ragioni degli altri mi accompagna ogni volta che discuto con qualcuno. Immancabilmente, puntualmente.” – Topogonzo

    “Simpatica la battuta :-D” – Jazztrain

    “Mia figlia – annuncia Antonio Socci – si trova in coma all’ospedale di Firenze per un inspiegabile arresto cardiaco”. Dispiace tanto, ma non dovrebbe essere un problema. Due suore, un sondino nasogastrico e sia fatta la volontà di Dio. – Il Dottor Malvone

    “non può pretendere di imporre agli altri una conoscenza che non mi compete .” – Jazztrain

    “Voi siete intolleranti, ottusi, presuntuosi, antipatici, odiosi, bugiardi, malevoli, disonesti, ricattatori.
    Siete la melma putrida della blogosfera. ” – Jazztrain
    (chissà di chi parla)

    “Mi riferivo a quel tizio di 67 anni che fa morire di inedia i piccioni. Sarà un misantropo.” – Jazztrain

    “Se la mia squadra del cuore avesse comprato i campionati di calcio o avesse barato chiederei giustizia, non la difenderei per gli illeciti che avrebbe commesso.” – Jazztrain (ormai Mourinho sa l’italiano molto meglio di lui)

    “Risposta alquanto debole oserei dire, che rafforza in me una concezione secondo la quale i liberisti all’italiana hanno una concezione fideistica e religiosa del Mercato. Come se questo, dotato di poteri divini, stabilirebbe quali siano le materie utili e quali siano le materie inutili.” Jazztrain 

    “Vaal adotta senza volerlo il principio di ragion sufficiente. Attraverso questo principio cui è necessaria e sufficiente quella materia che rispetta i criteri di Mercato, mentre non è necessaria e sufficiente ciò che non è.”- Jazztrain (no, nessun taglio, aggiunta o alterazione maliziosa. Così ha scritto, fra due a capo)

    “Che ruolo avrebbe all’interno di una società di mercato lo studio del greco e latino?La storia o la geografia, o meglio ancora l’astratta e astrusa metafisica?Questo è il nocciolo del problema ed è per questo che non è possibile adottare un metodo che ricorda quella dei medici napoleonici che, durante le famose battaglie del Generale corso, erano solito amputare le carni martoriate dei feriti.” – Jazztrain 

    “…la redazione del blog topgonzo, una sorta di dagospia scadente dedicata alla blogosfera” – Poverobucharin

     “Mi ha fatto assai piacere scoprirmi in perfetto accordo con Severino, Cacciari, Vattimo e Sofri” – Il Dottor Malvone (e pensi il piacere dei quattro fortunati, Dottore)

     “Si vede che non sapete come perdere tempo inutilmente” – Jazztrain

    “Sentì uno spazientirsi salirgli dentro. Buttò tutto all’aria e andò a cadersene sul divano, dove il sonno lo raggiunse, tramortendolo. Si svegliò alle prime luci dell’alba, con una idea.” – Malvone romanziere (1987)

    “Non si può pretendere che gli esseri umani siano coerenti con ciò che hanno affermato venti, dieci o cinque anni fa, l’anno scorso o ieri” – Il Dottor Malvone

    “Lo sono, ossessionato da SB, esattamente come i Rosselli lo erano di un altro famoso puttaniere cialtrone che la nostra follia mandò al potere” – Topogonzo immodesto

    “We witnessed something only marginally mammalian in there, sir” – J.F.Wallace a Odean Pope, dopo avere visionato il sig. Train

    “Non dovreste far fatica a riconoscerlo: è quello esperto in niente-di-particolare e a cui viene più facile la posa di uomo-di-mondo.”  – Il Dottor Malvone (sempre narcisista) 

    Sempre meglio subire una – rimediabile – lacertazione dei coglioni che sorbirsi indenni tanta diarroica deiezione causa innata indisponibilità dei medesimi”.  – Topo Gonzo 

    Poveretto, come se la prende e come mi sto divertendo!” – Jazztarin (con le lagrime agli occhi) 

    L’anonimo interlocutore, IP 79.xx.131.xxx non è gradito. Qui la netiquette si rispetta.”  – Jazztrain

    “La nausea mi costringe alla scrittura privata, mi scuso col lettore affezionato.” – Il Dottor Malvone (segue, al solito, una valanga di post)

    “Contro di me odio e invidia”  – Berlusconi e Jazztrain

    “Meriterebbe che qualcuno, per insegnarle l’educazione come si deve, le dia una bella suonata di santa ragione” (Jazztrain)

    “Grazie a cari amici che ho nelle forze dell’ordine, mi informerò chi siete, cosa fate, dove vivete e così via.”Jazztrain

    “sono appena tornato da uno spuntino, in queste sere sono parecchio desiderato e mangio e bevo alla faccia vostra” – Jazztrain

    “Non se la prenda per qualche mala parola detta fuor dal sen fuggita” (Jazztrain, rivolto al sig. Fuffolo)

    “Adinolfi, che sa tutto di loro, compreso tutti i loro veri nomi e cognomi dalla Supervisora in poi, li considera dei poveracci senza arte né parte.” – Jazztrain (come spia, un po’ meno bello di Mata Hari, ma in compenso molto più fesso)

    “chi fa del moralismo sull’eventuale trasformismo di Malvino dovrebbe giustificare a sua volta la giravolta a 360 gradi da anti a pro Adinolfi ” – Jazztrain. Poi, piccato per i conseguenti lazzi di un lettore:   “Se non le piace il 360 gradi si metta pure a 90 gradi, posizione pericolosa, ma farebbe la gioia di certi suoi amici omofili.”

    “Costui non ha alcun rispetto per le donne, le vede solo come oggetto sessuale.” – Jazztrain 

    “E’ un seguace degli scacchi all’italiana… vorrebbe che si promuova…”  (promoter Train)

    “Un altro al posto mio non so cosa avrebbe fatto, forse si sarebbe suicidato oppure li avrebbe sterminati come un serial killer”. Jazztrain (versione Full Metal Jacket)

    “chi non gioca a poker, scacchi, bridge, dama internazionale e gratta e vinci non capisce lo spirito e si rosica il fegato come un roditore.” – Jazztrain (ignoravamo che i roditori si rosicassero il fegato, ma c’è sempre qualcosa da imparare)

    “fatemelo dire da grande idealista, che schifo”  – Il Dottor Malvone

    “Gli italiani – irrimediabilmente cialtroni e fascisti per una metà buona (gli altri hanno altri generi di difetti forse non meno gravi)” –  Topogonzo severo.

    “Purtroppo nel nostro paese sono poche le voci che cantano fuori dal coro, chi per opportunismo o chi per viltà si preferisce salire sempre dalla parte del potente di turno. Se ce ne fossero di più sarebbe un bene per la nostra democrazia.” – Jazztrain

    “To fall in love vuol dire innamorare o cadere in amore. Deriva da to fall che significa cadere, mentre love vuol dire amore.”
    Jazztrain

    “C’ho na famiglia e quindi c’ho da fare.”
    Giamba

    “La mia vita e la mia famiglia sono la mia ragione di vita.”
    Giamba

    “MI NONNO, FASCISTA DELA PRIMA ORA, DI QUELLI REPUBBLICANI ED ANTILERICALI A LI PRETIO JE MENAVA COR MANGANELLO”  – Giamba (che vuol fare bella figura col Dottor Malvone)

    “Sai come se chiama chi rispetta le regole quando le regole non sono uguali per tutti figliuolo?Se chiama COGLIONE”.
    Giamba

    “L’unica vera opposizione è quella di Di Pietro, bisogna prendere atto. Finisce ingloriosamente il PD.”
    Jazztrain (dal film: “Funerale all’Asinara”)

    inizio a comprendere perchè in rete ti chiamano “il sommo”.
    Un estimatore del Dottor Malvone

    “C’est moi, naturalment, MIRAGE !”

    “Ascolti quanta pregnanza ed esaustività in questo detto abruzzese: L’OMM A DA PUZZA E LA FEMMENA HA DA PUZZA DELL’OMM SUE !!  L‘uomo deve puzzare e la femmina deve puzzare del suo uomo. La maestosità del maschio, che impregna il territorio col suo odore. E la femmina che lo segue,totalmente posseduta, al punto di essere totalmente impregnata del suo odore” (Giamba)

    e sti cazzi lo dico pure a Ichino.”
    Jazztrain (per legittima difesa)

    Jazztrain (a Malvone, riferendosi a uno di noi): “Secondo me questo tizio ha dei seri problemi.”
    Il Dottor Malvone: “Anche lei non scherza, gentile Jazztrain.  

    rivolto al sig. Nardi, “Indovini a quale categoria delle tre lei appartiene, credo che saprà darsi una risposta da solo, se ne è capace”
    Jazztrain (sul blog del topo, indispettito perché capita dal sig. Nardi proprio mentre fa le pulizie).

    “non mi piace umiliare gli altri, nemmeno i poveri falliti come teddy”
    Jazztrain

    “Senza il branco vai in affanno e regolarmente ne vieni travolto”
    Jazztrain 
    (rivolto a un redattore che, a detta del sig. Train, è regolarmente travolto dal branco… o dall’affanno?)  

    Erasmo, una signora m’ha parlato di te ed è stato assai divertente. Ad un certo punto, mi sono sentito imbarazzato io per te e l’ho pregata di smettere, saprai come sono crudeli, le donne.”
     Quel gentiluomo del Dottor Malvone

    Cara…. redazione, somigliante al Dio bifronte, deve ancora dimostrarmi d’esser indefessa, lei chiedo quindi: lei è fessa o indefessa?”  Amerigo Rutigliano

    “Ci sono poi i cosidetti onesti e galantuomini che scopri podofili, etc, etc, etc.
    Amerigo Rutigliano

    “Quanto a Giacomo Leopardi.Non è di mio gusto, lo trovo noioso come tutto quello che afferma, compreso il pensiero birbantesco.”
    Amerigo Rutigliano

    “Non so se ho un anima, sò però quello che occorre al paese a prescindere.”
    Amerigo Rutigliano

    “Il Presidente Prodi è un mio carissimo amico che sono andato a trovare  anche al Parlamento Europeo. oggi è stato messo da parte ma non dal sottoscritto, molte sono le lettere che ci siamo spediti, uno scambio
    epistolare profiquo.”
    Amerigo Rutigliano

    “Se il pianeta internet si unirebbe per ragioni condivise, sarebbe il terzo partito italiano.”
    Amerigo Rutigliano

    Io sono una persona di cultura, che conosce le cose del mondo e ne trae le conseguenze. Parlare di Leopardi, Petrarca, Alighieri, Tasso, etc è cosa normale almeno per me, come parlare in Italiano o inglese”.
    Amerigo Rutigliano

    “Lei si permette di dare giudizi morali sugli altri, di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Malvino è Malvino e tutti voi messi insieme non siete un cazzo”
    Il Dottor Malvone (lui medesimo)

    “io so’ io e voi nun zete un cazzo”
    Jazztrain (previa googlata)

    “Malvino, secondo lei, Papa Ratzinger potrebbe ripristinare l’uso di baciare il piede in pubblico? I leccapiedi saranno contenti, faranno a gara per baciare il piede del Santo Pontefice e si rammaricheranno di non poter baciare il sacro buco”.
    Jazztrain (
    mentre lecca una parte imprecisata del corpo del Dottore)
    Domani per fare un dispetto alla Moratti parlerò di Charles Darwin
    Jazztrain

    L’Orinoco ha un delta, un delta vastissimo e per questo particolarmente famoso, e nessuna foce. (Topogonzo)

    cosa vuoi che potrebbe interessare agli altri della mia facoltà ironica (Topogonzo)

    D’accordo, diamolo per appurato, io sono un fesso (Topogonzo)

    Il giusto colleziona cicatrici, il codardo scudi (Topogonzo)

    avrete sete e sarete dissetati, avrete fame e sarete diffamati
    (no, non è di Topogonzo, ma lo sembra)

    Non mi sottraggo mai alle risposte soprattutto da uno che non ha mai fatto domande. (Jazztrain)

    “…Mi ha cassato due commenti… solo perché ho scritto un periodo ipotetico del tipo “Se Magdi Allam fosse vissuto nell’ottocento sarebbe stato un capo ascaro”
    Jazztrain (
    si tratta di un periodo ipotetico del 69° tipo)

    “Se fossero interessati… mi avrebbero chiesto delucidazini come farebbe… qualsiasi persona che vorrebbe saperne di più”
    Jazztrain (si tratta di un periodo ipotetico del milleduesimo tipo)

    “la verità si costruisce insieme agli altri, nel rispetto degli altri” 

    Il Dottor Malvone

    “Si, sei un’idiota. Talmente idiot da dire “troll” a me, convinto che io ci creda e/o che qualcuno ci creda..” Giamba (in feroce polemica con la grammatica)

    “Te dico solo questo..Nun poi fa na cosa a me e rimane sulla Terra.Nun ce sta più spazio pe te sul pianeta..
    Aspettate qualunque cosa in qualunque monento della giornata..Per il resto della vita. Guardate intorno quanno esci d casa..Anzi fa na cosa..Nun usci’ proprio..I tempi sono cattivi..
    Giamba

    “Cosa hanno in comune i due musicisti? Entrambi suonavano il flauto, entrambi si conoscevano”.
    Jazztrain
    “Prima o poi il veleno che producete vi intossicherà. Morirete poveri e pazzi.” 
    (Jazztrain)

    “Sia chiaro, però, perché non vorrei sembrarle un insensibile: io soffro all’appassire di una begonia, il suo appassire mi sembra davvero morte.”
    Il Dottor Malvone

    “Ho il dovere di presentarmi in pubblico quando ho conseguito un successo nei tornei in cui ho partecipato; ho il dovere di presentarmi quando ho fatto un servizio fotografico particolarmente apprezzato dagli addetti ai lavori. Lemie foto sono state pubblicate persino sui siti esteri specializzati” (Jazztrain)

    “Ti spacci per uomo e invece sei omo.”
    Jazztrain (risoltosi all’estremo oltraggio)

    “Io le mie idee so formarmele da solo”
    Topogonzo (a Naomi Klein, per l’accusa di plagio al suo pamphlet del 2004 sulle magliette tarmate della Diesel)

    “Le scuole private e cattoliche si sfregheranno le mani… L?attuale governo sarà sommerso da una rivolta di piazza che il sessantotto al confronto è stata una bazzecola”
    Amerigo Rutigliano o il sig. Train?

    “Approfitto dello spazio per citare un passo di Piero Calamandrei, tratto dal blog di Grillo “ (Jazztrain)

    Se per voi Marziale è spagnolo allora Virgilio è italiano, mentre Giulio Cesare è romano de Roma, Cicerone invece è burino perché è nato ad Arpino!” Jazztrain

    “L’unica cosa che sa dire il Signor Erasmo è come si coniugano i verbi, come si concordano gli aggettivi, come si costruisce una bella frase ad effetto”.
    Jazztrain
    (non si sa se severo o invidioso)

    “Questa mattina alle undici e mezzo sono stato convinto ad andare a fare colazione”
    L’Adipolfo (insolitamente remissivo)

    “Le rispondo una volta per tutte, mi pare strano che il titolare (N.d.R: del blog, id est Topo Gonzo) capisca benissimo il senso ed il significato di quello che ho scritto e lei no, questo mi fa pensare male”. (Jazztrain alla sig.ra ADA) “S.ra Ada, lei mi fraintende totalmente se pensa che la mia intenzione fosse quella di difendere JT.” (Topogonzo ormai sagace)

    ”Siete degli inetti che ve la prendete con personaggi modesti come Top Ganz e Jazztrain che non fanno nulla di male. Vi sentite forti con i deboli, ma con i forti della blogsfera non siete capaci.”
    Jazztrain

    O contraire, mon petit chou Pirly!
    (TopoGonzo parigino)

    “Come nella dama all’italiana, gli scacchi all’italiana aveva delle regole particolari ”
    Jazztrain

    “non tengo in alcun conto dei vostri malevoli giudizi, o meglio dei vostri ottusi pregiudizi.”
    Jazztrain

    “Il modo migliore per “relazionarsi” con loro è quello di prenderli in giro. Non è difficile perché sono del tutto privi di autoironia e di senso dell’umorismo”
    Jazztrain

    ” sono contento di avere sbagliato perché in virtù di quello che è accaduto oggi ricorderò sempre che mice è il plurale di mouse e che quest’ultimo è un sostantivo irregolare. Non si smette mai di imparare”.
    Jazztrain (convinto di aver cominciato)

    Sorry, you had made a wrong.
    Jazztrain (sta correggendo l’inglese a qualcun altro)

    “Personalmente, è da quando ho l’uso della ragione che m’accorgo dell’esistenza dei fascisti. ”
    Topogonzo

    “Si comportano come quelli che, per vincere la noia quotidiana, andavano su, nei cavalcavia delle autostrade, per gettare macigni ai malcapitati automobilisti che passavano per caso.”
    Jazztrain (sta parlando di noi)

    “Come si spiegano gli errori? Bignamescamente potrei rispondere così: essendo l’uomo un ente finito e limitato, ergo non è perfetto pur essendo perfettibile ed emendabie”
    (Jazztrain)

    “Putin è un dittatore? Non mi pare che abbia commesso un colpo di stato.”
    Jazztrain

    “Francesco Nardi è diventato sucube dei peggior figuri della blogsfera”
    Poi rilegge, e ci ripensa: “Erata corrige: succube”
    Jazztrain

    Ohilà, merdacce, m’hanno detto che è morto uno della vostra brigata. Ovviamente mi dispiace tanto: a troll che muore, cordoglio d’oro.”
    Il Dottor Malvone

    “Purtroppo in nessun altra regione del nostro paese non esiste un festival internazionale paragonabile a quello della città trentina”
    Jazztrain, in cauta discesa per i dirupi della doppia negazione

    “Mai avuto niente da ridire su Andrea Marcenaro, personalmente lo trovo delizioso.”

    Il Dottor Malvone, insolitamente benevolo

    “Non abbiamo proprio capito, noi democratici, che il problema non è frequentare idraulici o candidare singoli operai, ma esserlo davvero?”
    L’Adipolfo

    “Sì, certe volte lo penso: Gramsci e Pasolini, prima o poi, dovranno essere destrutturati, se non si vorrà che la vocazione provincialistica della cultura italiana la isoli dalla globalizzazione, la possa far dannare fino all’incistamento vaticano”
    Il Dottor Malvone (anche noi, Dottore, certe volte lo pensiamo: che lei non sappia cosa scrive)

    “il linguaggio filosofico trascende le regole morfologiche grammaticali”
    Jazztrain

    Sono domande inproponibili e come se dicessi se lei è cretino è non è cretino.”
    Jazztrain

    “per riuscire a parlare coi topi, occorrerebbe squittire. ”
    Topogonzo (dai “Pensieri”)

    “nella storia, la filosofia, la storia dell’arte, la geografia, l’educazione fisica non esistono gli scritti perché sono materie orali”.
    Jazztrain

    “ho imparato una cosa: nel gioco si vince, si perde, si pareggia.”
    Jazztrain

    “non c’è concetto al mondo che strida più e faccia meno scintille di un napoletanto su una pista da sci.”
    Topogonzo

    “Beh ma come puoi pretendere ke un cretino si dediki ad uno sport della mente?? Se la sua mente non funziona del tutto.Credo sia inconciliabile.”
    Un amico del sig. Train, che si firma “8”

    (gli scacchi sono) sempre meglio che guardare programmi cretini o, peggio, guardare i combattimenti di “vale tudo” (o street fighting, dove se le suonano sul ring senza esclusione di colpi) in TV.
    Il fido Totonno

    “Visto che ci tenete, risponderò più che esaurientemente con un’altra domanda”
    (Topogonzo dei miracoli)

    “Oggi si disputa il test-match tra Sud Africa e Italia, per chi non ha Sky può seguire in diretta questo sito (segue link NDR) e “vedere”, si fa per dire, la partita. Buon divertimento.”
    Jazztrain (grazie, sig. Train. Si fa per dire)

    Non bisogna mai sottovalutare Leo Strauss”
    Il Dottor Malvone
    (non ci permetteremmo mai, Dottore)

    Provi solo a sfiorarmi, non so cosa potrebbe accadergli.”
    Jazztrain (temendo le nerbate del precettor Teddy) 

    “le donne sono crudeli” (Jazztrain)

    “Spero che gli studenti interessati non vengano a sapere che un loro insegnante scriva…”
    sig. Train
    (asino tutelare dei congiuntivi)

    “Sono tanti i ragazzi pednolari che la mattina viaggiano per arrivare in tempo alle lezioni”
    Jazztrain
    (che non si pensi che molti viaggiano per arrivare quando capita)

    “in assoluto le bombe alla crema di tornatora la domenica mattina presto sono state il pasto migliore”
    poi, pensoso: “anche i fazzoletti con il gheriglio di noce”
    L’Adipolfo 
    (per la serie: io ho solo dubbi, le certezze le lascio ai magri)

     

    “Occorre quindi  una più maggiore protezione della dignità e dei diritti umani”
    Amerigo Rutigliano

    “Spesso i lettori onnivori non selezionano qualitativamente”
    Jazztrain, lettore anoressico

     

    Mi sono beccato l’epiteto di “buonista”, io, io che sezionavo lucertole vive a undici anni.
    Il Dottor Malvone
    (in giallo le parti superflue della citazione)

    E’ tipico dello stile del signor Train. Si diverte un casino a installare il dubbio nei confronti dell’interlocutore”.
    Un sicofante del sig. Train
    (parlando del sig. Train medesimo)

    “si è fatto ospitare gratis ed amor dei in quel di Fiumefreddo di Sicilia” – Jazztrain

    “Come mai elimina i post scomodi che riguardano la Nirestein. lei dimostra d’essere un depresso stupido ebreo?” (Amerigo Rutigliano)

    “Ma perchè fai sempre confusione piccolo ebreo?  Perchè dilapridi tutte queste parole per costruire scenari visionari e mistificatori della realtà? Sei datato, anacronistico, obsoleto e psicotico piccolo ebreo..Smettila di
    alzare polvere..Te la diraderemo ogni volta..Senza pietà per te ed il tuo bisogno di allopntanare la realtà..”

    Giamba, sul blog di Marcoz

    “Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica”
    Topogonzo

    “Femmine che non hanno alcuna gratificazione nel rapporto sessuale e si danno ala politica per avere potere:
    Esempi: Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Livia Turco.”
    Giamba

    “Quello che scrivi, caro Zio Giamba, è sacrosanto”
    Jazztrain


    “queste polemiche da cortile lasciano il tempo che trovano, sono due personaggi che non hanno alcun spessore e che sono dotati di spirito di patata”  – Jazztrain

    “Il Kossovo era una regione come può esserLA l’Umbria per l’Italia”
    [Romeo Casti].

    “All’ultimo turno come da un pò di tempo mi accade da un pò di tempo a questa parte vado in black-out” –
    Jazztrain

    “La ringrazio per la domanda, che per vari motivi, non potrà mai essere esauriente”. –
    Jazztrain

     

    “il pensare Dio è un atto di Fede perché se fossimo veramente liberi di pensare liberamente correremo il rischio, come direbbe a sua volta Agostino, di finire all’inferno. A meno che tu non possieda una concezione di stampo Deista massonico, ma questo è un altro modo di interpretare Dio”.

    Jazztrain


    “E quello che dobbiamo chiederci è questo: si vive meglio in un paese dove i pidocchi ottusi che devono pagarli lesinano su salari e stipendi o in un paese dove l’entità di salari e stipendi sono sentiti come gli ultimi dei problemi?”
    Topogonzo

    “Il mio scopo è trasmettere good vibrations”
    Jazztrain


    “Io sono di Riposto, ergo non sono di Giarre anche se mi trovo alla Maddalena (SS)
    Jazztrain

    “Ieri mattina, mentre stavo facendo due chiacchiere al telefono con una persona amica, mi viene posta una domanda apparentemente banale, ma non facile da rispondere subito e soprattutto non facile da rispondere per telefono”
    (Un docente di lettere e filosofia nei licei)

    “Noto che ci sono alcuni individui particolarmente attenti a far l’analisi logica, grammaticale e semiologica di ciò che scrivo. A costoro dico solo una cosa: i filosofi non sanno scrivere”
    (Sempre lo stesso docente di lettere e filosofia nei licei)

    “il calcio è malato, è ora di lasciarlo al suo capezzale”
    (Jazztrain)

    “Blog mobbing lo fanno essenzialmente dei commentatori che si inventano fantsiosi nickname con il preciso scopo di seminare zizzania. Sono simili ai troll”
    Jazztrain

    (rivolto a un interlocutore che lo aveva stuzzicato sull’Ariosto) “Canto le donne, le armi ed i cavalier…Lascia stare, nel 1993 mi cimentai nella titanica lettura dell’Ariosto, devo dire che mi ricordi quei cittadini ingrati ad Orlando perché li liberò dal mostro che voleva divorare nuda la bellissima Angelica.”
    Jazztrain  
    (nuda la voleva divorare, quel porco)

    “quel pozzo nero chiamato Topgonzo, dove le caviglie affondano nell’acquitrino delle più saccenti insulsaggini e nello sterco del branco che rifugge vile e intimorito dalle individualità, insomma nelle merdose scorie mobili del moralismo più abietto”
    Topogonzo

    “noi della Cdl siamo stanchi di ammazzare un vitello grasso ad ogni va e vieni di figliuol prodigo”
    Il dott. Malvone
    (agosto 2003)

    “Fu  la prima volta che vidi un concerto jazz per piano solo e fu la prima volta che lo apprezzai per intero” –
    Jazztrain

    “el topon saria pegio ch’el buso”
    Topogonzo (sì, è autentica)

    “Il sud era più economicamente messo meglio del resto d’italia”
    dott. mirage

    “non credo che non esista soggetto al mondo (…) tanto imbecille o sprovveduto da definire “politologo”, chessoìo, Aristotele o Mantesqueieu o Croce”.
    Topogonzo

    “Stellwagen, trascorre spesso il  pomeriggio giocando a dama internazionale massacrando giocatori di medio livello. Io ho avuto l’onore di conoscerlo”
    Jazztrain (ci immaginiamo che l’abbia conosciuto di pomeriggio)

    “Porgere l’altra guancia è esercizio spirituale naturalmente, per definizione direi, del tutto ignoto agli imbecilli, privi nella maniera più assoluta del minimo attributo virile (virile, si badi, non sessuale), etico ed intellettuale non dico per praticarlo, ma anche soltanto per concepirne il senso, troppo alto per la loro abietta condizione. Dunque, parcemus subiectis e continuiamo a porgere l’altra guancia, non perchè – come sostiene qualcuno – il perdono sia facoltà escusivamente divina,  no. Piuttosto perché il perdono è esclusiva di chi è oggettivamente in grado di concederlo e oggettivamente lo concede.”
    Topogonzo
    (e poi sostiene di non scrivere più in su del suo culo…)

    “Cadrò nel qualunquismo più biego ma io ho l’impressione che siano tutti commensali intorno ad una grande torta!”
    BlakAngel
    (sic)

    “Pare accertato che tutti i treni italiani, esclusi i soli Eurostar, marciassero più puntualmente e persino più velocemente di oggi in era fascista”
     (Topogonzo)

    “i grandi musicisti jazz provengono dalla tradizione blues, tradizione nella quale essi con il loro magnifico sound sono impregnati sino al midollo!”
    Jazztrain

    ….ad esempio, sarò curioso di verificare quali riflessi e conseguenze potrà avere l’approvazione della finanziaria sull’opposizione
    Topogonzo

    “I giornalisti italiani se fossero meno corporativi farebbero tante inchieste sul precariato.Purtroppo il giornalismo italiano è in stato comatoso, non fa inchieste, non fa servizi, fa solo opinionismo.Si leggono i commenti di Tizio, Caio Sempronio come se fosse la Bibbia”.
    Jazztrain (testo integrale della cacc… pardon, dell’intervento del sig. Train in un dibattito sul giornalismo sul blog di Adinolfi)

    “La mia intenzione non era quella di scrivere “condicio” bensì “conditio”… per via della pronuncia m’è scappata la in luogo della ”
    Topogonzo 

    “Ombrellari. Per abitudine familiare. Mio padre chiamava così i soggetti che risultano lontani anni luce dal possedere anche solo un ombra della competenza (“know how” diremmo oggi) che il loro mestiere imporrebbe e che invece si danno il tono di possederne a iosa”.
    Topogonzo (Va bene Topo, adesso sappiamo come ti chiamano in famiglia)

    “L’ignoranza di berlusconi è infinitamente grande da raggiungere il sublime”.
    Jazztrain

    “Scelta legittima, ma altrettanto legittimo sarebbe stato meglio tacere”
    Jazztrain

    “Riguardo l’emoticon, è un modo per scherzare” (Jazztrain)

    “il preside… gli ha promesso che gli venga un colpo”
    Topogonzo
    (neanche in casa nostra si trattiene)

    “I pacs sono il piede di porco che scardina ciò che fonda l’autoreferenzialità della tradizione, che è la sua violenza in forma di emarginazione.  Ti basta, omo?”
    Il dottor Malvone

    “Vorrei pubblicamente ringraziare il lettore Castruccio perché ha costretto, nel senso buono del termine, a scommettermi pubblicamente sul sito http: //www.vogclub.c om, ho preso sul serio la sfida cercando di dare il meglio.”
    Jazztrain

    “Miles Davis non accetta, come scrive nella sua autobiografie, certe stronzate anche se queste le trovava divertenti”.
    Jazztrain

    “Gli uomini, più curvano schiena e attributi più diventano suscettibili”
    Gabrielita
    (Gabrielita ha notato che in sua presenza gli attributi maschili si curvano verso il basso, e i proprietari si fanno irritabili)

    “…cui io sono solito rivolgermi direttamente chiamandola M.me, ma che di me parla solo in terza persona indicandomi col termine “topo”
    topogonzo
    (col magone)

    “chi meglio dei sindaci sa se nel loro comune necessitano più autopubbliche? Mi pare che Veltroni e la Moratti ne abbiano già approfittato” (Gianni Guelfi)

    “Sarebbe meglio che ci vendichi San Marino!”
    Jazztrain (ironizzando su una sconfitta della Nazionale)

    “Che differenza c’è tra quelli che hanno ammazzato l’ispettore Raciti e loro? Nessuna differenza, sono dei delinquenti della blogsfera.”
    Jazztrain
    (a proposito di noi)

    “Peccato, non mi riconosco nel cosiddetto pensiero liberale all’italiana”
    Jazztrain

    “Sono venuto a dirvi che siete degli straccioni” (Jazztrain)

    “Lo sanno tutti che Gobetti e Gramsci era gentiliano”
    Jazztrain

    “Erasmo è un furbastro, ed è molto pericoloso” Jazztrain

    “stare a cavallo di un crinale non è comodo perché l’inguine si irrita, e prude o duole. Ma che vogliamo farne, un dramma?”
    Il dottor Malvone

    “Io so chi siete, so come vi chiamate, so deve abitate e so tante altre cose”
    Mario Puzo — no, pardon: Jazztrain

    “Purtroppo nella blogsfera esistono persone stupide che non hanno nulla da fare se non quello di disturbare o di infastidire il prossimo”
    Jazztrain

    “Gradirei che si discutesse del contenuto di quello che ho scritto, non di amenità o di stupidaggini”.
    Jazztrain (si rende conto, sig. Train, della contraddizione in cui cade?)

    “Ha senso dialogare con un provocatore di professione? Io credo di no, poiché questo personaggio, che scrive squallide volgarità sul mio conto nel suo blog fogna, non deve mettere piede qui e che debba essere mandato a fare in culo.”
    Jazztrain

    “Il marxismo non è intollerante perché è una filosofia della liberazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il dogmatismo comunista; il fideismo lo è, non il marxismo, non a caso si parla anche di umanesimo marxista! Il liberismo non vuole regole, perché le considera lacci, legami, etc.”
    Jazztrain (ci piace questo brano perchè: 1) è una bellissima caccola apodittica del sig. Train e 2) contiene quello che molti studiosi indicano come l’unico punto e virgola (;) mai utilizzato dal sig. Train. Che poi sia utilizzato a sproposito, è solo nell’ordine naturale delle cose).

    “a me basta che la bastonata sulla groppa sia giunta al corretto mittente” (Topogonzo)

    “Il corpo è uno dei doni più preziosi che possediamo”.
    Bbmount (amica del sig. Train: ma se dice così non lo deve conoscere di persona)

    “Io fui omofobo, ora non lo sono più, ma temo che l’esserlo stato per tanto tempo abbia compromesso irrimediabilmente quella capacità di rabbrividire, ecc., ecc.
    (Il Dott. Malvone)

    “la posizione di Bush è quella di dire chi è con me, non è contro di me.”
    Jazztrain

    “Ho disperatamente bisogno di un tappo.”
    Gabrielita

    “In italia ci sono troppi opinionisti e pochi giornalisti (chi fa giornalismo serio o muore o viene rapito) un opinionista in meno non è un grave danno per il paese”
    Jazztrain

    “..dopo almeno trentanni, vedo giocare il Brusegana… riconosco solo i colori (biancorosso), nessuno dei giocatori, né del pubblico…”
    Fiorenzo Mazzuccone

    “Che tu sia un avvoltoio, lo avevo capito; tu stesso hai detto che leggi i miei post”.
    Jazztrain, riferendosi a red.cac. (Questa e altre citazioni troveranno spazio nella sezione “autolesionismi”, di prossima istituzione).

    “Giustamente Totonno dice una cosa che condivido al 100%”
    Jazztrain

    “la soluzione, non è di difficile soluzione”
    Jazztrain

    “grazie per essere caduto alle nostre provocazioni”
    Jazztrain

    “tra le tante pratiche da iperfrustrati che esercitate, vi dilettate nell’andare in giro a sottolineare malignamente agli interessati le situazioni che, solo allo spirito meschino vostro e dei meschini vostri pari procurerebbero frustrazione, dello stesso genere lancinante che nella realtà solo voi riuscite a provare”.
    Topogonzo

    “per carità, l’ironia non mi manca”
    Jazztrain

    “vi giuro che se l’avessi trovato davanti”
    Jazztrain (è un sacrosanto periodo ipotetico dell’irrealtà. Fino ad ora il sig. Train se l’è… ops, ha trovato di dietro).

    “Lei mi fa sentire più potente di quanto oggettivamente non sia”
    Jazztrain (
    chiariamo: non si sta riferendo a una sventurata signora, ma sta dando del “lei” a un interlocutore)

    “Direi che la tua sintesi non sia niente male”
    Topogonzo (
    et in Arcadia mus)

    “tra le mie orecchie c’è il mio cranio, tra i miei coglioni il mio pisello”.
    Topogonzo (previa verifica con lo specchietto)

    “Mi piaci sempre di più. Come blogger, perché cosa hai capito?;-)”
    Jazztrain (corteggiando, a modo suo, una ignara blogger

    “Più volte abbiamo detto che gli USA sono una democrazia.Non facciamone un feticcio astratto, perché non vorremmo che in nome della democrazia sono lastricate le strade che portano all’inferno.”
    Jazztrain

    “Accusare Chamberlain di essere fesso non ha senso. Ha applicato in toto lo spirito della politica dell’equilibrio. Il problema era che questa ricetta funzionava nel 1915 non nel 1938”.
    Jazztrain

    “sinceramente, pensavo che una persona che ama frequentare e incrementare la palude di topgonzo abbia addosso decimetri di dura scorza e che perciò le rimanga ben poco di cui scandalizzarsi al mondo, specie in tema buona e cattiva educazione. Cosa che, ad onta dell’ipocrisia topgonzica che sembra dominare anche qua attorno, continuo a pensare”.
    Topogonzo (
    in vena di sintesi)

    “L’eristica è una tecnica retorica che adottavano i sofisti per imporre la loro tesi vera o falsa che sia”.
    Jazztrain

    “abbiate pazienza, perché essa è la virtù dei forti” (Jazztrain)

    Le automobili, che ebbero modo di prolificare rapidamente, divennero sempre più potenti e veloci”
    Un amico del sig. Train

    A me non fanno nemmeno il solletico di quanto sono cretine”.
    (Jazztrain,
    parlando delle nostre battute)


    “Eppure, nonostante i lutti che lo hanno segnato nell’animo e la schiavitù dell’eroina che lo stava distruggendo fisicamente, Evans suonava in modo meraviglioso”.
    Jazztrain (
    questa eroina schiavizzata doveva darci dentro mica male, la porca)

    “A te il letterale sganasciamento farà male, non dubito, ma è altrettanto certo che per il tuo prossimo sarebbe molto peggio se tu usassi prendere alla lettera lo scompisciarti dalle risa.”

    Topogonzo (
    questa è una frase compiuta, riportata integralmente. Non è stata artatamente estratta dal contesto o tagliata)

    “Quando suona il sassofonista Charlie Rouse sta all’impiedi muovendo il piede per vedere se il ritmo è giusto”
    Jazztrain

    “E’ evidente che l’attività scacchistica nel nostro paese è in piena attività”
    Jazztrain

    “Topgonzo ed i suoi miserabili accolit, che sono incapaci di autoironia, devono morire tra atroci sofferenze”.
    Jazztrain – TIE’ (aggiunto dopo, da un redattore partenopeo)

    “Perché alla fine non ci son cavoli: l’abtudine assidua alla lettura finisce sempre per sbarazzarsi dei vincoli e delle censure che possonio averla condizionata all’avvio.”
    Topogonzo

    “Moni Ovada? Veramente Moni Ovada, a pelle, sarebbe pure simpatico, ma dai  noti “maître a ne penser pas” vengono apodittiche preclusioni. No, per carità, Moni Ovada dice troppe stronzate”
    Topogonzo

    “Pirlacchione assume tale intensità che fesso finisce per essere il sottoscritto”
    Topogonzo (sulla via di Damasco)

    “sono stati i maggiori introiti derivanti dalla lotta all’ evasione a far lievitare l’ indicatore della pressione fiscale”
    Gianni Guelfi (Maestro di Topogonzo)

    Gabriellita si diverte a prenderli in giro, e fa bene.” 
    Jazztrain (con invidia)

    Per quanto possa sembrare strano rispetto a Teddy o alla Supervisora, il fondatore e lo Stronzerdam sono nettamente migliori perché non sono personaggi ambigui.”
    Jazztrain (esempio di come l’ignoranza delle regole di punteggiatura possa stravolgere il significato -ammesso ci fosse- di una frase)

    “do dello stronzo solo a chi voglio bene”
    Il Dottor Malvone

    Adinolfi, vedo cha hai grande coraggio, questo dal punto di vista politico paga molto, vedo che sei determinato e coerente, è un bene, perché senza determinazione non si va avanti in politica.”
    Jazztrain (
    sponsor ufficiale della virgola multipurpose)

    “Domani presenterò una stupefacente partita del neo campione di Francia Maxime Vachier-Lagrave; l’unico aggettivo che mi viene in mente è questo: capolavoro!”
    Jazztrain

    I liberisti temono lo statalismo, lo combattono, lo avversano. Se dal punto di vista politico il liberismo è anti statalista, come sarà dal punto di vista etico? Matrimonio statalista, libero scambio dei corpi e del sesso alla faccia dello statalismo di trono ed altare! La mia è sarira politica :-) Paradosso! Libero scambio commerciale, liberto scambio sessuale, WoW
    Jazztrain (garantiamo che quanto precede è completo e in sequenza corretta)

    “Il dettaglio, purtroppo, è che la storia viene scritta dai vincitori.”
    Un amico del sig. Train, a proposito della II guerra mondiale

    “ci vuole un coraggio da Leone (con la elle maiuscola!) a sfidare personaggi infidi, pericolosissimi e infantilmente vendicativi”
    Jazztrain (sta parlando di sé e di noi: magnifica le sue imprese nel tentativo conquistare una malcapitata signora)

    “Dimenticavo: anche Voltaire parla del Santo Prepuzio (Traite sur la tollerance, 1763). Dimenticavo pure: tracce di Santi Prepuzi si rintracciano nelle lipsanoteche di Chartres, nella cattedrale di Le Puy-en-Velay, in una chiesa di Santiago de Compostela, nella città di Anversa, e in altre tre chiese, di Metz, Hildesheim e Besançon. Vabbe’, cazzatelle.”
    Il Dott. Malvone
     (
    se non avesse precisato che sono cazzatelle si sarebbe pensato a sfoggio di cultura

    “Il senso del tutto, a detta dei poveretti, sarebbe il dovere di emendare i fessi. Nel dirlo, essi evidentemente trascurano la semplice verità (forse a loro del tutto ignota) che i fessi di maggior calibro si riconoscono proprio dalla patetica e risibile velleità di misurare la loro superiore qualità intellettuale a paragone di pretesi fessi.”
    Topogonzo

    “Chi non è d’accordo con loro, come avviene al 99%, subito insultano ed insolentiscono.”
    Jazztrain

    “sputano nel piatto dove hanno gozzovigliato”
    Jazztrain

    “prenditi le responsabilità delle tue impressioni”
    Topogonzo

    “Ne sparano di stupidaggini a nastro continuo”.
    Jazztrain

    Nell’ultimo post (13:05) ero stato sbrigativo perché era ormai ora di pranzo, Madonna Ginevra”
    Topogonzo (più che l’amor potè il digiuno)

    “il campione del mondo con i Neri adotterà un impianto solido, a meno che, come è avvenuto contro Morozevich, potrebbero esserci sorprese da parte del campione del mondo”.
    Jazztrain


    “Non c’è niente da fare, in rete diventiamo tutti dei fighetti”
    Il Dottor Malvone 

    “gli elettori non sono poi tanto meglio degli eletti. Quindi prima di guardare la pagliuzza nell’ occhio altrui ecc. ecc.”
    Gianni Guelfi

    “Se io scoprissi un metodo sicuro e pienamente efficiente di ricavare mille gigawatt d’energia dalla fusione a freddo di una briciola di letame di vacca, avrei il DOVERE – civico, cristiano, in una parola umano – di metterne a parte il mondo intero”
    Topogonzo (in nome di Dio, sig. Topo: non interrompa la ricerca)

    E’ anche vero che mi hai inondato più volte di spam il mio blog e che ti sei spacciato persino per musicisti in carne ed ossa.
    Jazztrain

    “Non è colpa sua se suo nipote (lei) è stupido”.
    Jazztrain

    Se vuoi il mio aiuto
    devi spiegare. Lo so l’ho formulato nell’ottica dell’imperativo ipotetico del se vuoi devi, tant’è…”
    Jazztrain


    “…e devo dire che di Otto Kernberg io ho enorme stima.”
    Il Dott. Malvone (
    e Otto ne sarà certamente orgoglione, Dottore)

    “Medita Nardi, medita e soprattutto informati altrimenti farei sempre figure sbarbine”
    Jazztrain

    “La tua mi sembra una reazione viscerale e un po’ forte che non ha una spiegazione logica perché non la comprendo”.
    Jazztrain

    Marcoz, non immaginavo che avevi istinti suicidi. (Jazztrain)


    Nato a Ravenna in tenerissima età, trasferito in Lombardia per motivi di lavoro circa 30 anni fa. Altezza 1,96 , peso circa 100 Kg.
    Paolo Bagnoli, campione di scacchi e amico di del signor Train

    Sono personaggi che non hanno nulla da fare, beati loro che non lavorano”.
    Jazztrain

    Se uno non ha nulla da nascondere, perché non deve pubblicizzare il proprio blog? A meno che… è responsabile di azioni scorrette… e teme di subire vendette e ritorsioni.
    (un docente di storia e filosofia nei licei)

    “Io provo a immaginare in fila per uno i 5.906 democratici italiani che volevano me segretario nazionale del Pd e le liste di Generazione U nell’assemblea costituente e mi emoziono, sarebbe una fila bella lunga.” 
    L’Adipolfo

    “io quando dico buco del culo voglio dire semplicemente buco del culo”
    Topogonzo

    “Comincio a pensare che tu non legga con sufficiente attenzione i miei commenti (…) Ora – bada ben a quel che dico stavolta – io non voglio certo dire che sia il consumismo l’unica o la prima causa dell’incultura civica dominante, ma tu davvero vorresti che te ne elenchi anche solo qualche centinaio, di questi nessi?”
    Topogonzo (minacciosissimo)

    “Questo discorso è avvenuto nella mia mente.” (BBMount)


    “Per quel che mi riguarda i miei commenti sono ironici e paradossali, non a caso chi li giudica incomprensibili non ne capisce lo spirito.”
    Jazztrain 

    “non credo proprio che la mia sia una cultura particolarmente vasta o approfondita, ma se per ipotesi lo fosse, lo si intuirebbe innanzitutto dal fatto che mai mi sognerei di sbandierarla (è questo l’unico vero merito che mi riconosco).”
    Topogonzo

    A Erasmo: sei cretino, non mi interessi, mettiti l’anima in pace. Ciò nonostante, continua a leggermi, mi titilli il counter.
    Il Dott. Malvone

    “c’è stato anche il genio Bobby Fischer che per quanto riguarda lo stile scacchistico, non possiamo considerarlo come un giocatore alla Alekhine, né alla Tal.”
    Jazztrain

    “l’autoironia di cui deficitano i topgonzi sprizza invece abbondante già dal mio nick (i topgonzi questo non l’hanno mai capito) e, se non bastasse, tal tono intenzionalmente verboso, spesso ampolloso, con cui replico loro”
    Topogonzo

    Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell’animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica.”
    Topogonzo

    Vi saluto parafrasando un famoso verso del Belli: “Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo”
    Jazztrain

    “Il trucco è stato l’invenzione del femminismo, una visione della vita assolutamente coerente e funzionale alla società della produzione e del consumo, che afferma che la vera gratificazione della femmina avviene attraverso il lavoro ed il guadagno, e non attraverso il compimento della sua funzione naturale, quella di far crescere la vita nel suo corpo e far nascere la vita dal suo corpo. La deriva finale, inevitabile e necessaria, di questo tragitto che mette il denaro davanti alla vita, è l’ esaltazione della degenerazione della femmina al ruolo di prostituta.”
    Giamba

    “Vero è ben, Giamba egregio. La tua analisi è sottesa di profonda melanconia e gronda dell’umanesimo proprio delle anime nobili”
    Topogonzo

    “Quando faccio una ricerca, mi perdo nei dettagli marginali, l’idea sarebbe quella del (as)saggio da meditazione, ma poi m’indugio presso un vitigno atipico, mi pare che la sua atipia possa far ragione dell’intera vigna, e mi faccio felice di una piccolissima vendemmia, un solo barilotto, per me preziosissimo.”
    Il Dottor Malvone (traduzione: anche lui googla)

    “Oggi a manifestare a favore del papa c’erano i nazisti. Mica cazzi. Che si aggiungono agli atei ciellin-ferraristi, difensori degli embrioni di recente ingaggio”
    Topogonzo, tifoso della McLaren

    “E così spesso rischiamo di fare come questa sirena, di restare soli su uno scoglio, con la nostra coda argentata che ci separa dal resto del mondo. Eppure vogliamo solo  essere amati per quello che siamo….”
    Bbmount (sirena: guarda cosa si inventa per non dargliela al sig. Train)

    “Una natura fondamentalmente umile mi impedisce di cedere alla tentazione di pensare che tutte queste molestie nei miei confronti e dei miei lettori da parte della vostra crocchia da “compagni di merenda” siano prova evidente di una qualche forma degradata di invidia, rabbiosa per altro. Rimando il cedimento a pensarlo, ma d’intanto è certo che siete tutti molto divertenti quando sguazzate così nella vostra stessa bile, nella vostra stessa merda”
    Il Dottor Malvone (ha scritto proprio così, “crocchia”, e ha concordato al femminile l’aggettivo, per non lasciare dubbi. Forse voleva dire crocchio, forse cricca. O forse, “un crocchio di ricchioni”: quindi, al femminile)

    “…quando si tratta di confutare qualcosa al suo interlocutore, come tutti gli ometti cui la cervice shareware di cui si dotano non funziona fino al punto di garantir loro l’autonomia di pensiero, non trova di meglio che citare e consigliare i libri che ha letto (ignorando l’ipotesi che ne possano essistere anche altri, di libri, come l’ipotesi che l’interlocutore non spaittelli titoli in faccia a nessuno, non perché non ne abbia da menzionare, ma semplicemente perché non ami farlo”
    Topogonzo (sempre nervoso quando si parla di letture)

    “dopo è spuntato il tesoretto, quando si cominciava a far ordine nelle casse dello stato”
    Jazztrain (dalla lectio magistralis di politica economica)

    “Andò così: dapprima, a mensa, lo fece rimpilzare di fagioli (il suo cibo preferito) al bromuro e quindi, nottetempo e d’accordo col colonnello, lo fece caricare su una lettiga a rotelle e trasferire direttamente alla vicina locale caserma del CAR, dove arrivò che dormiva profondamente, seppur scorreggiando fragorosamente come un cammello”
    Topogonzo narratore

    “Se queste forze condividano o meno il programma e se si impegnano ad attuarlo forse avresti ragione, ma devi dare un contentino alle forze minori altrimenti non correrebbero mai insieme a te”
    Jazztrain (OK, sig. Train: ha vinto lei. Ci ha messo in cotale confusione che non siamo neppure in grado di dire quanti errori abbia fatto)

    “il dialogo va costruito in un tentativo di costruzione della concordia collettiva”
    L’Adipolfo (ovvero: il nuovo linguaggio dei politici della nuova generazione)

    “Non pretendo che il papa condivida e persegua null’altro che i miei punti di vista e che rigetti espressamente quelli che non condivido”
    Sua Bontà Topogonzo

    “Anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio”.
    Topogonzo (citando Adorno pro domo sua)

    “E’ così evidente che lei non capisca che nessuno mette in discussione le sue parole.”
    Jazztrain

    “Vorrei ricordare al titolare che non si permetta mai più di fare infime insinuazioni che offendono la dignità degli altri”
    Jazztrain

    “Pirly… così pirla da farti prudere il culo da quel «come»”
    Topogonzo ombrellaro

    “io sono il noioso topogonzo che detesta i branchi di cani supponenti, soprattutto in quanto abbrancati,  l’ipocrisia dei supponenti, la loro prepotenza idiota ed infantile, la loro vigliaccheria, la loro perniciosa vanità…”
    Topogonzo degli Uberti col dispitto fieramente irato con noi e in particolare con Noi red. cac.; qualora surgesse alla vista scoperchiata un’ombra lungo il topo infino al mento, quello è il sig. Train)

    “Se…mi chiarisce meglio… l’inacchetabile stridore che assegnerebbe Tocqueville e Don Milani a sponde opposte del pensiero sociale, non mancherò certo di provarmi a risponderle”.
    (Topogonzo dubitans cum Ada)

    “Lei si permette… di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni”
    Jazztrain

    “Non c’è bisogno nemmeno di attaccarlo al frigo perché quel cartello è già appeso in ognuno di noi e si chiama coscienza”
    In interiore topo…

    “Good Evining” “Good Live”
    Amerigo Rutigliano

    “Non me ne frega un cazzo di dove la mia idea conduca la sinistra”
    Topogonzo duce

    “fra un paio di secoli, quando la gente in Italia avrà riscoperto il gusto e l’utilità di imparare a leggere e scrivere”
    Topogonzo (in vena di buoni propositi)

    “il fatto che (io, cioè lui, il topo stesso) abbia votato qualcuno non ha mai minimamente compromesso questa abitudine di usare sempre e soltanto nientemeno che la mia di testa”
    Topogonzo (ora ti capiamo meglio, topo)

    “La mia tesi è rimasta la stessa dal ’94 a oggi”
    Topogonzo (va bene, Topo: ma forse se la riscrivi ti fanno laureare)



    Accademia

    Questo niblog difende la lingua italiana (e, nei limiti del possibile, qualsiasi altra lingua e dialetto) dagli attacchi dei fessi.
    Viene dichiarata una moratoria unilaterale e a tempo indefinito sull’uso dell’accento acuto (é) in quanto scomodo da diteggiare. Potrà, a nostra discrezione, essere sostituito da quello grave (è).

    Cotesto níblog non se lo sogna nemmeno lontanamente di rappresentare una testata giornalistica, e se qualcuno venisse sostenendolo
    ci offenderemmmo a morte: tra noi c’è chi dichiara di non sapere nemmeno che cosa sia la periodicità, e chi lo sa bada bene a evitarla,
    e questo spiega perché abbiamo una Sig.ra Supervisore, diversi redattori e alcuni columnist impegnati ad aggiornarlo con assoluta imperiodicità o antiperiodicità o irregolarità temporale. Figuriamoci dunque se si tratta di un prodotto editoriale. Andate a leggervi la
    legge n°62 del 7.03.2001: noi ci abbiamo capito poco, ma se tutti i blogger più fighi ne parlano anche noi la  schiaffiamo qui non perché legalmente minacciati da un blogger autorevole che forse capeggia ora e certo un tempo capeggiò {qui l’assoluta mancanza di periodicità genra anche in noi un qualche smarrimento} il nostro albo de’ fessi (aggiornato senza nessuna periodicità), ma perché, come detto, non ci avevamo badato… ed or che ci badammo ce la tiriamo un po’ anche noi. Vi pare, colleghi,  collaboratori e lettori assidui ma imperiodici come noi? 

     

    Continuiamo a non raschiare, ad eccezione degli escrementi del sig. giamba, indecenti anche per le nostre malelingue. In questa maniera, e rispondendo incidentalmente alle accuse di taluni fessi, esercitiamo il nostro senso del pudore, impegnandoci a tutelare i nostri lettori, assidui ma imperiodici come noi, da brutture inutilmente tese a dimostrare l’esistenza del loro autore.   
    SE TUTTAVIA QUESTA RAGIONEVOLE SPIEGAZIONE NON BASTASSE, SPECIFICHIAMO CHE NOI SIAMO GARANTISTI FINO A QUANDO NON INTERVENGANO SUPERIORI RAGIONI DI IGIENE, DA NOI
    INSINDACABILMENTE VALUTATE (no, topogonzo: i sindacati confederali non c’entrano, e neppure i cobas). 
     
    DA OGGI, 23.11.2006, 19:46, VENGONO RASCHIATI I MALTRATTAMENTI CHE IL TOPO INGLIGGE AL FRANCESE E AL LATINO. NON CI RISULTA, PER ORA, CHE ABBIA TENTATO ALTRI IDIOMI. 
    p.s. Ha tentato anche lo spagnolo e il portoghese, con identici esiti. Si raschia (17.06.2009)
    DA OGGI, 28.11.2006, 23:02 VIENE RASCHIATA PER PURO SFIZIO, SOLO OGNI TANTO, E SEMPRE

    A CASO, ANCHE GABRIELITA.
    DA OGGI 06.06.2007, 23:22, VIENE AD LIBITUM RASCHIATO TOPOGONZO SE NON SI PRESENTA APPUNTO COME TOPOGONZO, SENZA STORPIARE IL SUO NOME.      

     

     


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