Qualche giorno fa, sono stati sollevati dubbi sulla reale volontà dell’Italia di fare muso duro all’Iran – dubbi anche di parte israeliana. In generale comprensibili, vista la nostra proverbiale doppiezza in politica estera e vista la distanza che spesso intercorre tra le parole di Berlusconi ed i fatti. Tuttavia, questa notizia mi pare faccia capire chiaramente che la situazione è mutata:
«Si è appena svolta un’azione contro l’ambasciata italiana a Teheran. Alcune decine di basiji (la milizia paramilitare iraniana, ndr), travestiti da civili, hanno tentato di assaltare la nostra ambasciata a colpi di pietre e al grido di ‘morte all’Italia, morte a Berlusconi’»
Per la cronaca, stessa sorte per le ambasciate olandese e francese, che stanno adottando anch’esse una linea risoluta nei confronti del regime iraniano (i topigonzi, prima di fare figuracce, rileggano accuratamente: non è una manifestazione di piazza, ma squadracce fasciste del regime travestite da civili; ora che hanno letto, vadano tranquillamente avanti a fare la solita figuraccia).
Ovviamente, in un paese normale ora tutti si schiererebbero con il presidente del consiglio, sia perché l’insulto all’ambasciata è un insulto al paese intero, sia perché Berlusconi in questo frangente riceve insulti per aver perseguito una politica che, per quanto appena iniziata, è giusta e coraggiosa. Ora, ovviamente i sig. Train e dintorni saranno invece contenti di avere dei nuovi amici fascistelli con cui possono intonare slogan antiberlusconiani; parimenti qualche Romano e qualche Andreotti, dandosi l’aria di chi la sa lunga, farà presente che all’Italia un atteggiamento rigido “non conviene”.
D’altronde è la stessa storia, solo in un contesto ben più serio, che accadde a Tripoli qualche anno fa.
Ma tutto questo è scontato. Siamo curiosi di vedere la reazione di Bersani.
Parsifal
A portapporta, pochi minuti fa, il molto onorevole ex magistrato De Magistris afferma che esistono lati oscuri nella vicenda della statuetta che il sig. Tartaglia tirò in faccia al sig. Berlusconi, per la gioia del sig. Topo Gonzo.
Pochi minuti prima, in un latino molto retico, il sindaco di Verona sig. Tosi afferma che a forza di buttarsi merda in faccia tutti si sporcano vinti e vincitori. Applausi da don Polito, dal suddetto on. De Magistris, smorfie del sig. Fioroni (ci sarà un motivo), silenzio impettito dell’on. Bocchino. Quasi allibito il sig. Vespa. Mai visto un leghista così astuto.
Di nuovo interpellato, dopo intervento di don Polito e dell’ascaro Belpietro, il sig. on. De Magistris ripete che nella vicenda Tartaglia esistono lati oscuri. Il sig. sindaco di Verona gli chiede allora di chiarire quali sono questi lati oscuri, o meglio di “far capire anche a noi”. Esemplare la risposta del molto onorevole De Magistris: se sarò chiamato a rispondere dalla magistratura chiarirò quanto ho detto. A proposito di collusioni della magistratura, è mica stato magistrato, in un recente passato, il sig. on. De Magistris, oggi impegnato come antiberluscone per fare le scarpe a Di Pietro?
Vabbè, buona notte, viandante. E’ ora di andarcene fra le quattro colonne.
red. cac.
Ma non si tratta, ahimè, di israeliani e palestinesi, anche se l’evento non è di poco conto. Si legga, e si verifichi se lo snodarsi del dialogo non lascia sperare in un futuro (finalmente) di piena collaborazione:
sig.Train: 5 febbraio 2010 at 3:05 pm : Prego Yossarian, se passi da me vedrai che gli ho dedicato un post. Belew è un musicista sicuramente più interessante del sopravvalutato Morgan.
Ciao
s.T.
Yossarian Says: 5 febbraio 2010 at 4:15 pm : @sig.Train
Io passerei volentieri da te, e ti aggiungerei ai miei link, ma mi servirebbe un link web al tuo blog…
Cliccando sul tuo nome qui, non funzia.
topgonzo Says: 6 febbraio 2010 at 12:36 pm : Lei non sa, sig. Yossarian, quale tormento sta per mettersi in casa. Stia almeno attento a lasciarlo sull’uscio.
Erasmo Says: 6 febbraio 2010 at 1:33 pm : Consiglio di sopravvivenza per il sig. Yossarian: togliere subito l’indirizzo email dal blog.
sig.Train Says: 6 febbraio 2010 at 2:16 pm : Esagerato! Poi a lei, signor Erasmo, le frega qualcosa?
Yossarian: ti ho linkato.
Erasmo Says: 6 febbraio 2010 at 2:50 pm : Semplice solidarietà umana.
sig.Train Says: 6 febbraio 2010 at 2:52 pm : Che nessuno ha chiesto.
Erasmo Says: 6 febbraio 2010 at 3:15 pm : Spontanea e disinteressata, quindi.
sig.Train Says: 6 febbraio 2010 at 4:03 pm : Disinteressata? Non credo proprio.
red. cac. Says: 7 febbraio 2010 at 8:34 pm : Sig. Train, la solidarietà dell’ex collega è evidentemente disinteressata.
Ci pensi: Lei viene raramente da noi, e solo con nick fantasiosi (perciò, quando La riconosciamo, siamo costretti a smascherarLa): il fatto che Lei intenda frequentare il blog del sig. Yossarian sarebbe perciò per noi una fortuna (= miniera per l’estrazione delle caccole). Ma ciò andrebbe a detrimento dell’attività del sig. Yossarian (che oltrettutto ci è simpatico ed è tra i commentatori non cicisbei della sig.na). Se proprio vuole, è a nostro danno che gli rivolgiamo questo pacato avvertimento.
Tra l’altro, ora che il prestigio dell’Adipolfo è in caduta libera, è anche più difficile pescarLa là.
Riconosciamo però che quando inserisce, sia pure non richiesto, i suoi video jazzistici, dà il meglio di sé.
p.s.
Mi raccomando, non pensi di dover fare lo stesso con gli scacchi.
sig.Train Says: 7 febbraio 2010 at 9:41 pm: “Riconosciamo però che quando inserisce, sia pure non richiesto, i suoi video jazzistici, dà il meglio di sé.”
Miracolo Galatea, è la prima volta che ricevo un complimento!
“Mi raccomando, non pensi di dover fare lo stesso con gli scacchi.”
Non si preoccupi, una cosa la dico: ho conosciuto scacchisti genovesi che mi hanno chiesto di venire a Genova per qualche torneo di scacchi.
red. cac. Says: 7 febbraio 2010 at 11:08 pm: Senta, che significa che degli scacchisti genovesi Le hanno chiesto di venire a Genova per dei tornei? Abbia pazienza, io di questa roba non so niente, ma oltre alle squadre nazionali esistono anche squadre regionali o cittadine di scacchi? E Genova La vuole acquistare per qualche torneo? E gli scacchisti genovesi di che livello sono? Personalmente non conosco nessuno che giochi a scacchi, e forse è una mia lacuna.
sig.Train Says: 8 febbraio 2010 at 7:37 am: Le rispondo brevemente, non voglio abusare della cortesia della Padrona di casa; il livello degli scacchisti genovesi è alto; ho conosciuto un MF e una forte 1.naz. di Genova e con loro sono in contatto. Saprà altro leggendo il mio blog.
E noi andremo certamente a leggere il suo blog, curiosi di sapere se il sig. Train indosserà la maglia rossoblu del Genoa jazz & cricket & football club.
Da quando abbiamo raggiunto l’età adatta, se mai questo evento accadde, per passare dalla lettura del Corriere dei Piccoli a quella di altri Corrieri, ad esempio di quello della sera; e quando poi abbiamo finalmente raggiunto il livello di alfabetizzazione sufficiente per decrittare Repubblica, sentiamo parlare delle collusioni della mafia. Collusioni con la politica, ça va sans dire; con i poteri forti, ovviamente, fossero essi bancari o industriali (la vulgata voleva che la famiglia Fiat fosse molto disposta alla trattativa, prima che apparisse sulla scena il cav.); con i servizi segreti (ma per carità, com’erano sbarcati in Sicilia gli alleati?); con le gerarchie ecclesiastiche (con la dovuta cautela, l’Unità, ai tempi che Berta filava, faceva balenare ogni volta che era possibile tale ipotesi); con i sindacati, in genere quelli gialli ma non sempre e non solo; con il giornalismo venduto; spessissimo, negli anni ‘60 e ‘70, e un po’ anche negli anni ‘80, con la magistratura.
Ora, forse noi da tempo non leggiamo i giornali giusti né vediamo le tv giuste, ma ci pare che da questo elenco sia completamente scomparsa la magistratura. Non solo neppure i berluscones d’assalto se la sentono di fare dichiarazioni ambigue in tal senso, ma neppure nei bar (anche qui, sarà che non frequentiamo quelli giusti) non si sente quasi mai dire “e se qualche magistrato fosse d’accordo con i mafiosi o, quanto meno, con i mafiosi “pentiti?”. Insomma, sta a vedere che ’sti mafiosi colludono con tutti meno che con i loro principali interlocutori. E vabbè.
La cosa tuttavia ci lascia perplessi, ma non in relazione alle ultime dichiarazioni del sig. Ciancimino, ampiamente prevedibili. Anzi, un altro dubbio di coglie. E se le collusioni fossero con la lega nord? Quale alleato più insospettabile? Del resto, magari il sig. Borghezio no, non sembra il tipo, ma chi ci può giurare? Chissà che non ci abbiano fregato tutti, questi satanassi.
Quale poteva essere la prima grande catena di supermercati italiani ad esibire commesse con il velo?
Parsifal
Su Il Riformista di ieri, tale Adolfo Scotto di Luzio elogia la sig.ra Gelmini sottolineando, tra l’altro, che il centro politico vuole riaffermare il proprio potere decisionale su di una istituzione “da anni fuori controllo”, su “la scuola delle mille sperimentazioni, quella che si porta dietro dagli anni ’70 il mito dell’autoriforma, e quella più recente, che l’autonomia ha trasformato in un aggregato frammentario di cellule tendenzialmente anarchiche…” grazie a un “drastico disboscamento della selva scolastica, la riduzione dei corsi e degli indirizzi, il contenimento degli orari…” . Continue Reading »
Durante l’ultimo zapping notturno in cerca del tiggì ci siamo imbattuti in Marzullo e l’inaspettata apparizione di Fassino (materializzato chissà da dove) ci ha incuriosito, per cui non abbiamo subito cambiato canale. Non sappiamo per quale assurdo motivo, ma invece delle solite cazzate marzulliane si parlava addirittura del primo anno della presidenza Obama. L’opinione di Fassino? Un successone. Tutte le promesse mantenute: la crisi economica affrontata col piglio giusto; il nuovo approccio multilaterale con l’Europa; la storica riforma sanitaria; la politica estera totalmente diversa rispetto a Bush; l’accordo sul clima di Copenhaghen.
Forse Marzullo dovrebbe chiedere a Fassino com’è la situazione in Birmania, visto che è l’inviato speciale dell’ONU: magari scopriremmo che hanno tenuto le elezioni e Aung San Suu Kyi è presidente, solo che non ce n’eravamo accorti.
Parsifal
La procura di Milano apre un’inchiesta su Berlusconi, l’expò nelle mani della ’ndrangheta, individuati casi di abusivismo edilizio sulla costa calabra, tonnellate di arance al macero in Sicilia, continuano a Stromboli i brontolii del vulcano, tartufo di sette etti acquistato da un giapponese per 247 milioni di euro all’asta di Alba, nevicate sopra i duemila metri, code sulla Salerno-Reggio Calabria, sospesi i traghetti per le Eolie per la violenza del mare, veleni alla procura di Reggio Calabria, Cacciari dichiara: il Pd sbaglia tutto, è attesa per le 20 l’ondata di piena del Tevere, Vendola vuole adottare un bambino, Galimberti copia, si è dimesso Sgarbi, niente nomination per Tornatore, salta di nuovo per Minoli la direzione di una rete, manodopera di colore sfruttata a Nocera, nebbia in val padana, acqua alta a Venezia, mosso lo Jonio e ricomparso nell’Adriatico il fenomeno di eutrofizzazione delle alghe, fin qui ci siamo. Ma queste notizie inglesi per cui i calciatori scopano e le modelle gliela danno non hanno un che di clamoroso?
«Se è una barzelletta la dichiarazione di Montezemolo per cui la Fiat, da quando c’è lui, non ha ricevuto un euro dallo Stato, allora la barzelletta non fa proprio ridere. Se invece Montezemolo non scherza e parla sul serio, allora la faccenda assume contorni ’sanitari’…».
Il ministro Calderoli dice che la chiusura dell’ALCOA di Portovesme da parte degli americani sarebbe un furto, visto che hanno intascato 300 milioni di aiuti statali. Come dargli torto? Tuttavia, se si parla di aiuti e di furti, non si può mica fare finta che tutto si riduca a quei 300 milioni. Si dà il caso che a Portovesme si produca alluminio in perdita da tempi immemorabili. Si tratta di unità produttive a suo tempo inglobate dall’EFIM, che vi investì moltissimi soldi, per poi trovarsi, negli anni ’80, in una crisi simile a quella attuale. Altri soldi pompati, fino alla liquidazione dell’EFIM e alla cessione all’ALCOA alla fine degli anni ’90, ancora con aiuti statali.
La nostra tesi è semplicissima, e a prova di bomba: sono gli aiuti a essere un furto, in quanto accanimento terapeutico. Ladro chi li riceve, ma anche chi li dà. E anche, naturalmente, chi ne vuole dare ancora.
(addirittura un applauso a scena aperta) può solo, ovviamente, farci piacere. Ma, leggendo
“…Abbiamo spesso polemizzato con Maroni per le posizioni che il ministro leghista ha assunto sull’immigrazione e sui clandestini, in più di un caso inaccettabili. Ma per quello che sta facendo contro la mafia il ministro merita un plauso aperto. E non solo per aver bloccato il disegno di legge Valentino (…), ma anche per la inflessibile campagna di arresti di latitanti mafiosi e di confisa di beni mafiosi che ha salvato la credibilità del governo in questa materia proprio mentre pentiti… e strani personaggi… la mettevano apertamente in discussione nelle aule di giustizia…
E’ un classico caso di eterogenesi dei fini la circostanza per cui dobbiamo oggi ringraziare l’ideologia leghista per un servizio reso alla nazione italiana. Nel ripudio della mafia, infatti, c’è nelle menti “padane” anche un rifiuto della società meridionale e della sua storica complessità. Ma, in compenso, da quel partito ci si può aspettare certamente più intransigenza nei confronti della malavita che da certe porzioni del mondo politico che prendono voti al Sud.
Eppure, nel metodo Maroni c’è anche qualcosa di più e di diverso, qualcosa che quando si manifesta riaccende un barlume di speranza in una politica meno faziosa e partigiana: c’è l’eco di quell’effetto Viminale che quasi sempre spinge i ministri dell’Interno a considerarsi ministri della Repubblica Italiana prima che ministri di un governo pro tempore…”
ci resta il dubbio che don Polito, di cui abbiamo sovente apprezzato gli scritti, debba, da un lato, mettersi d’accordo con se stesso, e dall’altro porsi il problema di come il PdL abbia potuto nutrire una tal serpe in seno. E se fosse tutta scena?
Mi si scusi l’escalation di post, ma questa è troppo bella e appena arrivata.
La vulgata comune vuole Berlusconi corruttore universale: di uomini e donne politici, di avvocati, di giornalisti, di qualsiasi cosa. Si è comprato giornali, tivù, grandi magazzini, l’intelligenza degli italiani, il senso critico, l’intera politica italiana, la mafia, perché nella sua megalomania deve possedere tutto e non dover sottostare a niente e a nessuno. Proprio nessuno? Nessuno peggio di lui? Nessuno così subdolo, infido e potente da avere addirittura Berlusconi nel proprio libro paga? Ma certo, certo che c’è: gli ebrei, come abbiamo fatto a non pensarci prima.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha reso una «serie di servigi ai padroni israeliani» con le dichiarazioni fatte durante la sua visita in Israele. Lo ha affermato il sito in italiano della radiotelevisione di Stato iraniana.
Parsifal
Quando ero bambino, la bestemmia era molto più diffusa. I maschi (*) delle classi meno abbienti, specie se simpatizzanti del PCI o del PSI, la usavano come un intercalare, un po’ come “cazzo” ai nostri giorni. Credo che le regioni del Nord e la Toscana eccellessero al riguardo. Statistiche forse non scientifiche attribuivano il primato al Piemonte, che vantava un intercalare in lingua, Diofa’ , dove fa’ stava per “falso”. Tuttavia, la bestemmia era diffusa anche nelle classi più agiate, ma era meno frequente, e associata a eventi negativi, come una incazzatura: allora spuntava fuori, ma sempre da bocche maschili. Continue Reading »
Moralista e provocatorio. Cercando di ridurre il tasso di moralismo presente, lo formuleremo il più possibile come domanda aperta e non tanto come asserzione.
Dunque, a Milano un giudice ha condannato alcuni ragazzini per aver violentato una dodicenne insieme ai genitori dei rei, che dovranno risarcire la vittima. La motivazione è che i genitori non avrebbero saputo dare un’ “educazione sentimentale” ai figli, visto che dagli interrogatori sarebbe emersa una quasi totale incapacità di provare rispetto ed empatia nei confronti della malcapitata. Si è fatto esplicito riferimento a quell’ “educazione sentimentale” (da cui il moralismo della sentenza e di questo post – “moralismo” a cui, in questa circostanza, per ora non intendiamo dare nessuna accezione negativa) come aggravante rispetto al mero “fondamentale indicazione al rispetto delle regole”, che per quanto ci riguarda sarebbe sufficiente per estendere parte della responsabilità ai genitori in caso di reati commessi dai figli, anche meno gravi come vandalizzare una scuola, e chiudere il discorso.
Siamo del tutto d’accordo che l’educazione dei giovani spetta prevalentemente alle famiglie. Ma ci chiediamo: com’è che in passato se uno si drogava, o se rubava, e magari anche se faceva il terrorista, la responsabilità era soprattutto “della società” e in questa circostanza non se ne è accennato? Perché uno potrebbe sostenere che la società manda messaggi chiari e massivi a proposito del sesso, messaggi che possono essere benissimo male interpretati da un adolescente. Allora, estendendo il ragionamento del giudice di Milano, per quale motivo uno non dovrebbe fare un pensierino anche a cinema, tv, giornali e manifesti pubblicitari?
Parsifal
abbiamo tratto da Front Page, su indicazione de Il Riformista, questo articolo riguardante il sig. dipietro e i suoi metodi. Ci piace riportarlo per intero.
Mani Pulite e la mafia, secondo il metodo Di Pietro-Travaglio
di FR
Applicando il metodo Di Pietro-Travaglio alle notizie pubblicate oggi dal Corriere, la conclusione è semplice: sul finire del ’92 il Pm Antonio Di Pietro, esponente di spicco del pool Mani pulite della Procura di Milano, strinse un accordo con la mafia per lasciarla fuori dalle inchieste che si stavano moltiplicando, e che inesorabilmente avrebbero toccato prima o poi anche il nodo politica-appalti-Cosa nostra. In cambio, e diversamente da Borsellino, ebbe salva la vita. Continue Reading »
Peppino Caldarola ha appena scritto un bell’articolo sulla politica filo-israeliana di Berlusconi, culminata in questi giorni nella sua visita a Gerusalemme. Fatto salvo che ora bisognerà vedere quanto i fatti corrisponderanno alle parole, specialmente per quanto riguarda l’Iran (ma dopo che Caldarola ha pubblicato il suo articolo sono uscite posizioni di Berlusconi molto pesanti nei confronti dell’Iran – fanno ben sperare), posso dire che condivido l’articolo in pieno.
In particolare, riporto incipit e conclusione: Continue Reading »
Uno dei problemi che Messia Obama avrebbe subito affrontato dopo il suo insediamento, secondo gli “esperti” come lo Zuccone di Repubblica, sarebbe stato il rapporto USA – Europa, da ricostruire dopo il comportamento tirannico e sprezzante del cattivone Bush. Be’, pare che non stia andando proprio così. Per esempio, se leggete questo articolo di Le Monde, scoprirete che Obama e Sarkozy, bei discorsi pubblici a parte, si stanno reciprocamente sul cazzo e la causa sarebbe questa: Continue Reading »
Ieri siamo rimasti veramente sorpresi a sentire il Papa parlare di Termini Imerese. Non per l’argomento in generale – è ragionevole, per quanto ovvio, che un Papa ricordi ai cattolici, e ai politici cattolici, che bisogna interessarsi dei disoccupati – quanto per il livello di dettaglio. Abbiamo sempre detto, e lo ribadiamo, che un prelato qualsiasi ha il diritto di esprimersi su qualsiasi cosa, come ogni libero cittadino; come cattolici, riteniamo tuttavia che ci sia un limite di opportunità e che coincida nella separazione tra il magistero morale e l’individuazione di una soluzione particolare. Continue Reading »
Come è noto, il sig. Train non è in grado di svolgere un’argomentazione completa. Che ci si vuole fare: a volte Madre Natura è Matrigna Natura. Poiché, tuttavia, non vuole o può rinunciare completamente a mettere il becco, il sig. Train utilizza una nuova risorsa dialettica, che i filologi chiamano “caccola apodittica”. Consiste, come già altrove descritto, nella irruzione rapida e furtiva in una discussione altrui, con la deposizione di una sentenza, in sé non argomentata, ma che alluda all’esistenza di ben altri approfondimenti da parte del deponente (il sig. Train, appunto) il quale, preso dalla fretta, non avrebbe il tempo materiale per sviluppare convenientemente i concetti. Continue Reading »
ma, fino a poco tempo fa, non avrei usato “talvolta” perché solo UNA volta mi era accaduto di dubitare che il sig. Lombroso non fosse esclusivamente autore di immense stupidaggini. Era accaduto però con il nostro archetipo, l’onanista furioso, il troglodita quadrumane: insomma, il sig. Train che, ovviamente, non fa testo. Oggi però mi son visto ancora una volta la faccia del sig. Palamara, e il dubbio di nuovo mi colse. Continue Reading »






